Condannati

Il silenzio disilluso
nella penombra di una cella disadorna
maschere di gesso
bracciali di sangue sotto catene di ferro
la sentenza proferita
grida isteriche lungo il corridoio
come cipressi sulla via del cimitero
statue rotte di umanità deperita
materia umana
biodegradabile
marcescente
unghie rotto sul porfido della prigione
ossa grattate contro limiti invisibili
la pena dell’attesa
la morte in sospensio
l’ultimo genuflessione
il patibolo in lontananza
un silenzio
il suono del costato che si espande
aggrappato all’aria
il cantico di mille vertebre che si rompono
l’ultimo walzer
condannati.

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7 Replies to “Condannati”

  1. io ti dico solo che leggere questo con “Non trattare” di Vinicio ascoltata sotto… ecco… fa mancare il fiato….
    ( lo so, avevo già appiccicato Vinicio ad un’altra cosa… ma secondo me ti sta bene tra le dita)

      1. … è la prima dell’album “ovunque proteggi”… vista dal vivo con lui che indossa un costume tipico sardo ( con un mascherone con corna e tutto pelosone) fa un bell’effetto…

Si!?

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