Tazza di letame con cipolla e zafferano – Sapori e dissapori (recensione)

Sto provando a guardare film a sfondo culinario. Perché? Così, perché ne ho voglia.
Nella lista dei film salta fuori anche questo Sapori e Dissapori (No Reservations in lingua della Regina Elisabetta) e non posso tirarmi indietro. Sono un Samurai della visione compulsiva. Sono un Kamikaze del buon gusto.
Il film dovrebbe essere un family-drama con tinte enogastronomiche. Il fatto è che le tinte gastronomiche le ho lasciate sul pavimento e il family-drama ha la consistenza della pasta lasciata a cuocere per 3 ore.
Un pastone insulso.
Ma andiamo con ordine e procediamo con i puntoni, così evitiamo di perderci in recensioni fatte male e ci gettiamo, testa e corpo, in recensioni fatte di merda.

  • ATTENZIONE BOILER: già dalle prime note del film si capisce che è un drammone. Soprattutto perchè c’è Catherina Zeta Jones che recita la parte dello chef.
  • Non contenti di tutti gli stereotipi, ecco che ci mettono la professionista senza alcun legame e completamente estranea al significato di “socialità”. Ma non è un carattere ricorrente? Ma quando scrivono le trame, tirano i dati?
  • ATTENZIONE BOILER: la sorella muore. Lo dico perché è l’evento meno scontato del film.
  • La figlia giovane, come tutti i figli nei film di Hollywood, è una rottura totale di palle.
  • Aaron Eckhart che fa lo chef italiano è inguardabile. Ok, capisco, gli italiani hanno una fama fra il merdastico e lo supremaschifico, ma anubi, riuscire a rappresentarli come gente “umana” e non come macchiette è difficile?
  • Nell’ordine, l’italiano compie questi gesti: canta mentre lavora, ascolta l’opera (un buon 92% degli italiani neanche sa cos’è l’opera), cucina spaghetti (ma va?), cucina la pizza (ohhh, ma i baffi?), ha l’atteggiamento gioviale (come se tutti lo avessero… eggià, vorrei vederti io con un tempo di merda, uno stipendio di merda, una casa di merda e un futuro incerto se ancora ridi e sorridi come un coglione), ama i bambini, è piacione e ha il cuore d’oro. Dimenticano solo il mandolino, la mamma e che ti incula in tutte le guerre e hanno fatto tombola.
  • Aaron Eckhart, per mascherare la sua progressiva perdita di mobilità facciale, ride sempre. Sembra scemo, giuro.
  • Il resto del cast è praticamente nullo. Anche la tipa incinta ha poco carisma.
  • ATTENZIONE BOILER: la figlia spacca il cazzo, ma poi stringe un rapporto con la zia.
  • I due chef (Catherina e Aaron) prima si odiano, ma alla fine si amano alla follia. *burp* (scusate, stavo digerendo il malloppone)
  • I Dissapori sono così telefonati che, oltre a guardare il film, mi sono arrivati i messaggi dal mio operatore telefonico togliendomi credito dalla prepagata.
  • I Sapori sono così insipidi che non ti viene voglia di cucinare niente… anzi, prenderesti la macchina e andresti dal McDonalds a sfondarti di Big Mac finché il colesterolo se ne va dalle vene. E tu con lui.
  • C’è persino un tentativo, riuscito, di Friendzone. Povero pirla. Buono buono, ma se lo piglia nel… *etciù*

Direi che è una recensione obiettiva, soppesata per ben 4 minuti prima di scriverla e non riletta.
Un gioiello. Come il film.
Un vero gioiello.
A volte mi chiedo chi li scriva sti film… ma dev’essere un genio del male.

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39 Replies to “Tazza di letame con cipolla e zafferano – Sapori e dissapori (recensione)”

      1. ma perché no????… secondo me ne viene fuori una bella recensione… cheffai??? ti tiri indietro? hai forse paura del giudizio altrui quando ti si immaginerà col grembiule con bordino a quadrettini a voulant???
        (OddDIOdiUnDio…. rido al solo pensiero…) XD

      2. ahaahahahahahahaha
        Dietro il grembiule…. i jeans. Ecco, l’ho detto.
        Comunque va bene, ma non so se riesco ad essere così divertente… cioè, neanche qua sono divertente… ma meglio che con J&J penso 😀

      3. invece secondo me hai fantatrilioni di chicche da sottolineare ( le scene isteriche di lei, la faccia da torta che si sgonfia di lui in alcuni punti, Meryl Streep così gigantessa e un po’ stordita…. ne hai di cose…)
        secondo me TU ci puoi riuscire…

  1. Mi stavo chiedendo infatti dove fossero i baffi.
    A parte che non ho mai visto un italiano con la mascella quadrata.

    Mi sono informato, è il remake di un film tedesco (tedeschi che parlano di cucina? Lol) con Castellitto. Che ha più senso, anche se Castellitto mette allegria come un procione morto di stenti.

    1. In effetti baffi e mascella quadrata non ci stanno.
      Ho il film originale in lista d’attesa, vediamo se riesce a portarmi un’orata di tempo frizzante.
      Castellitto non fa rima con frizzantino, no.

  2. Aaron Eckart! a parte che in questo film nun se poteva proprio vedé (farei due domande a chi gli avrebbe sistemato la capigliatura), forse è da questo film che ha iniziato a dare di matto fino a quel capolavoro del 2013 (Olympus has fallen) che tanto abbiamo amato. E se qui sembra scemo, pensa nel film di cui sopra… A giudicare dalla fiera dello stereotipo devo dire che la sua è una mirabile parabola 🙂 vabbé, anche lui terrà famiglia… mmh ok pare di no, dovrebbe essere single. Ah fra l’altro noto con tristezza che dopo un altro dei film credo più tristi della sua carriera (Nella società degli uomini, 1997) abbia impersonato un tizio talmente strO… da farsi insultare per strada da un casino di donne che lo prendevano per il suddetto tizio del film. Ora, comunque sia ti avranno anche confuso, ma due domande me le porrei. Povero Aaron, ma come si fa?
    ps. guardi, la recensione andava benissimo così, anzi, ne facci pure quante ne vuole che personalmente mi piacciono assai 😀

    1. Secondo me bisogna rivalutare questi attori che, con grande volontà d’animo, portavano avanti la grande, grandissima, enorme, indimenticabile tradizione dei “porta a casa la pagnotta e zitti tutti”. Una schiera di attori che non gliene frega niente di essere premiati per grandi ruoli, loro vogliono arrivare a fine mese alla grande. E con ruoli così, fidati, Aaron mette insieme un capitale da spendere.
      E sì che me lo ricordo in Thank You For Smoking (e mi era piaciuto) o in Erin Brokovich (non aveva mille espressioni, ma almeno era decente). Il top è OHF e io, modestamente, me lo aspetto in Mercenari 7… quando invecchierà abbastanza da essere sul viale dei cipressi cinematografici.
      Ps: faccio quel che posso… il problema è che ho un gusto terribile (non sempre, sia chiaro, guardo anche cose decenti!!! eheh) nella visione serale… soprattutto quando sono KO.

  3. Allora, questo film io non l’ho visto (ma vaaa?!?!?!?!?!).
    Ma questa recensione è decisamente divertente e mi hai fatto fare delle belle risate, che dopo una giornata pesante vanno benone 😀 😀

    1. Direi che è la cosa migliore… non ho ambizione di diventare il miglior recensore sulla faccia del pianeta Terra, ma almeno due risate ce le facciamo! 😀

Si!?

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