10 semplici consigli per avere successo sul lavoro

  1. ZERBINATI: non alzare mai la voce, non essere protagonista. Se il tuo capo dice “fai questo!”, tu punisciti e fai quello che dice e qualcosa che non dovevi fare. Se il caffè è finito, non aspettare che il capo dica “è finito!”, muoviti prima, apri il portafoglio e prendi chili di caffè e porta anche il cornetto. Non rimborsato, se non sei arrogante e, ovvio, nessuno te l’aveva chiesto. Fallo perché lo spirito zerbino è questo: essere trattati male e goderci.
  2. SII LA MAGGIORANZA: non essere mai il rapporto di minoranza. Mai. Se la maggioranza va da una parte, tu seguila. Se la maggioranza vota per altre ore non pagate in ufficio, tu esulta e proponi anche una punizione corporale. Ma attenzione: se la maggioranza va da una parte, ma il capo è nella minoranza… scegli sempre l’opinione del capo. Non prendere iniziative contrarie a quelle di colui che conta.
  3. DAI SEMPRE RAGIONE: non fare l’errore di avere un’opinione autonoma. Mai. L’errore più frequente è quello di avere opinioni personali ed esprimerle durante il lavoro. Sbagliato. Le opinioni personali le puoi dire a casa tua, al lavoro devi dar ragione a tutti… anche quando questo comporta un corto-circuito perché le opinioni di chi stai ascoltando contrastano. L’esperienza aiuta, ricordalo, più ti impratichisci con la tecnica del “sì, hai ragione”, più la tua vita lavorativa va liscia.
  4. FAI IL MIGLIO IN PIÙ: non fermarti a quello che devi fare. Fai sempre qualcosa in più, anche di inutile. Sempre. Prendi anche il lavoro del vicino o, preferibilmente, immolati sull’altare aziendale e fai quello del tuo capo. Se lui ha in programma la partita a golf, la cena con amici, la birra con colleghi o altro, tu non alzarti dal tuo posto e lasciare l’ufficio. Mai. Offriti per una sessione di un’ora e mezza di lavoro in più. Non ne ricaverai niente di buono, ma il Grande Capo forse si accorgerà che esisti.
  5. FAI DI TUTTO PER LA MAGLIA: questo non è un consiglio. Questo è un ordine. Bisogna tenerci alla maglia, all’azienda, anche quando questa è un colabrodo che, ad ogni piè sospinto, si immerge nelle profondità della Fossa delle Marianne del debito e dell’insolvenza. Tenerci alla maglia non significa solo portare, sulla pelle, il tatuaggio della tua ditta… ma il tatuaggio deve essere nell’animo.
  6. ABOLIRE GLI AVARI: non farti prendere dall’avarizia. Offri il caffè, offri il cornetto, offri l’acqua… ogni mattina. Il tuo portafoglio deve essere un pozzo dei desideri. Non tirarti mai indietro, non essere l’ultimo a fare la voce fessa cercando di scostarsi dalle proprie responsabilità. Tu devi svettare in mezzo alla mandria, devi essere colui che risplende nell’oscurità. Tu devi essere colui che offre il caffè anche quando, a casa, lecchi l’acqua che scende dal muro perché non hai un dollaro bucato.
  7. VANTATI DI ESSERE IL MIGLIORE: questo è un consiglio particolare, soprattutto perché potrebbe contrastare con il “Zerbinati”. Ma guarda la logica: non vantarti mai di essere il migliore con i tuoi capi, in quel caso la mossa giusta è “coprirsi il capo di cenere e recitare sette Ave Maria”, devi vantarti di essere il migliore con i tuoi colleghi. Soprattutto se questi guadagnano meno di te e tu, grazie a quanto messo in atto nei punti precedenti, sei diventato un signorotto dell’ufficio. Sbeffeggiali, fai sentire chi comanda… anche se il comando non ce l’hai te.
  8. LECCHINAGGIO: Ebbene sì. Se lo zerbino e il dare ragione erano consigli moderati, il lecchinaggio ha un peso specifico incredibile. Usalo con moderazione, come la Forza in Star Wars. Leccare culi è un’arte che si impara nel tempo e, per quanto possa sembrare strano, da piacere sia a chi lecca il culo (un possibile, futuro, vantaggio), sia a quello il cui culo viene leccato. Il lecchinaggio, come da grande tradizione, ha uno spettro d’utilizzo enorme: a) specifico (per una ben precisa richiesta); b) generico (si mantiene la posizione e l’allenamento); c) futuribile (nel futuro potrebbe servire qualcosa).
  9. VIVI CON POCO: questo è un punto fondamentale. Non lavori per i soldi, ma per la gloria. Perciò non farti mai trovare a richiedere soldi o lamentarti di un mancato guadagno. Non sei mica dietro la scrivania tutte quelle ore per arrivare a fine mese e portare a casa la pagnotta, no!, tu sei al lavoro per il piacere di lavorare. Se mai cercherai uno scatto d’anzianità, rifiutalo per il bene aziendale. Se ti danno un premio, rifiutalo per il bene aziendale. Quando si parla di cifre, afferma sempre e comunque di lavorare perché ci tieni. Mai perché vuoi guadagnare. MAI!
  10. NON FARE CARRIERA: far carriera è una delle cose peggiori che ti possano capitare. Diventi arrogante e potresti avere delle opinioni tue. Rifuggi da tutto ciò, rimani sempre quello che “deve imparare”. Rimani sempre quello che “non sa”. Fai la scimmietta sorda-cieca-muta e continua tranquillo sulla rotta tracciata per te dagli astri. Se ti proporranno qualcosa, evitalo come la morte. Non far mai vedere che hai ambizione. L’ambizione porta ad un nuovo livello di “10 punti per sopravvivere all’ambizione in un ambiente di lavoro”. Ricordati: sotto traccia del radar.
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17 Replies to “10 semplici consigli per avere successo sul lavoro”

  1. Ammetto un certo uso indiscriminato del “hai ragione” nella variante del “come vuoi tu” per evitare sul nascere ogni forma di potenziale rottura di coglioni che, ultimamente, mal sopporto..

  2. Alcune cose sono utili già in sede di colloquio, tipo il lavorare per la gloria o l’essere devoto alla maglia, un po’ come Ibrahimovic che quando cambia squadra era sempre quella che tifava da bambino, ecco, è lo stesso per me “Ma certo, è fin da bambino che sogno di lavorare per la Spurghi & Clisteri SpA”
    “Ma la nostra ditta ha aperto l’anno scorso”
    “Vede perché vi stimo? Voi realizzate i sogni della gente”
    “Assunto!”

    1. Vedo con piacere che tu sei un Padawan nell’uso di questi semplici e vincenti consigli!
      Bravo.
      Anche io mi ispiro a Ibra… praticamente ha sognato di giocare ovunque e con qualsiasi squadra…

  3. Davvero esauriente cavolo, questa è una grande analisi antropologica. Ci si chiede come diavolo facciano aziende messe così ad andare avanti però. Perché TUTTE sono messe così? Mmm…
    Sarebbe interessante pure leggere i dieci punti del livello successivo… 😉
    Ogni bene!

Si!?

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