Consigli Musicali Non Richiesti (139)

Il 2016, per la musica, è un anno di svolta. Molti dei grandi vecchi sono morti, i giovani non riescono a prendere il loro posto e si sta formando un vuoto musicale, una forbice, abbastanza ampio da far presagire che per i prossimi anni non ci sarà un band capace di prendere il posto, e non far rimpiangere in maniera assoluta, quelle band che, di un genere, sono maestri e innovatori.
Questo è il grande problema che si sta sviluppando nel mondo musicale rock/metal. Il pop è un’altra cosa. A causa della sua natura radiofonica e più commerciale, la pop(ular) music è ancora capace di riempire gli stadi. Logico, non stiamo parlando del delirio adolescenziale, quella frenesia quasi sessuale (togliamo il quasi), che ha contraddistinto i primi anni del pop con i Beatles, qua stiamo parlando di fenomeni radiofonici/twitter/instagram/facebook di nome Rihanna, Lady Gaga etc etc.
Questi artisti (solo per il fatto di esibirsi e produrre musica, che poi il mio gusto personale si ribelli a sentire queste cose è un’altra cosa) riescono a trainare un genere. Nel rock (e nel metal in particolare) il fenomeno del ricambio generale è molto più lento o, ad oggi (aprile 2016), non ipotizzabile.
I Rolling Stones riempiono uno stadio a L’Avana? I Led Zeppelin si riuniscono e fanno il botto? I Black Sabbath continuano a macinare concerti dopo oltre 40 anni di carriera? Gli Iron Maiden riempiono stadi da soli e sono l’esca con cui far arrivare ai vari Sonisphere/Festival Estivi… gli appassionati metal?
La risposta è sì.
Vi faccio una seconda domanda: un gruppo giovane, riuscirebbe a farlo? Una volta che una band come i Metallica (tanto per fare un nome) abdica e si rifugia nel castello dorato a contare le montagne di soldi, chi prenderà il loro posto?
C’è una band che riesce, con carisma ed esibizioni e fedeltà al pubblico…, a riempire il cuore degli appassionati di musica in maniera così totale da diventare Fede Religiosa?
Non penso. Ad oggi, logico.
Ci sono gruppi che riescono ad emergere e, pur con le dovute cautele stilistiche e di gusto del caso, riescono a riempire stadi con il loro show. Una di queste band è sicuramente quella degli Slipknot.
Non sono un appassionato del loro genere musicale, lo ammetto candidamente. Li ho visti solo una volta dal vivo (al Gods Of Metal) e mi hanno profondamente deluso per aver un’attitudine caciarona, musiche (dal vivo) che non entrano in testa e una maggiore propensione allo show rispetto che al resto.
Mi sbaglio io, sia chiaro. Questo perché anche i KISS, per esempio, puntano molto sullo show in sé; o anche i Rammstein giocano molto sulla teatralità per incorpore il sound di textures molto particolari.
Ma c’è un particolare che vorrei sottolineare: senza show visivo, le canzoni di questi gruppi “teatrali” (Kiss, Rammstein, Alice Cooper…) sono pur sempre delle grandi canzoni e, in molti casi, delle vere e proprie Hit musicali.
Senza lo show energico, esagitato, violento e caratterizzato dalle maschere degli Slipknot, ci troviamo di fronte a delle canzoni così potenti da diventare eterne? Perché una No More Mr. Nice Guy la sentite ancora adesso… così come una Love Gun… ma una People = Shit?

Il dubbio su un ricambio generazionale è quello che ci si pone in un momento storico in cui, nella musica, i dinosauri del rock/metal stanno venendo meno (dinosauri detto con affetto) e i giovani sono troppo settari o incompetenti o altro.
Da qua il vuoto musicale.
Da qua, la necessità di un ricambio generazionale.

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24 Replies to “Consigli Musicali Non Richiesti (139)”

  1. Approvo, ma in un epoca dove tutta la musica é digitale il musicista analogico andrá incontro alla sua estinzione 😦
    Suonare uno strumento con passione e bravura richiede un disciplina ed una predisposizione dell’anima che manca nei nuovi gruppi che si rifugiano nell’uso di dj per mascherare la pochezza.

    1. Il problema non è digitale/analogico, secondo me… se no non si spiegherebbero stadi pieni per due/tre volte di fila da parte dei grandi gruppi. E neanche l’uso del DJ (che comunque riempie piste o fa ballare folle… e io, i DJ, non li concepisco come musicisti). Il problema è lo status e le canzoni. Ci vogliono le grandi canzoni e la costanza di fare buoni/grandi album per molto tempo.

      1. Concordo ma come si fa a concepire grandi pezzi se non hai il talento per farlo? Il pop riempie le arene ma le canzoni si dimenticano alla svelta, il rock é una questione di feeling metti tra il musicista ed il pubblico ti entra dentro e questa capacità sta scomparendo secondo me.

  2. Quando hai nominato gli Slipknot stavo per chiudere la pagina, ho detto deve essere impazzito o forse l`età…:D…per fortuna sono andato avanti e ho letto le doverose precisazioni.

    Tutto giusto, ho mio padre che, grande appassionato dei gruppi che hai citato, all`epoca, oggi non sopporta più i “dinosauri” del rock, perché, giustamente, se 30 anni fa li ascoltavi oggi ti rompi le palle di ascoltare la stessa identica cosa. All`orizzonte non c`é nulla di nuovo, quindi lui ha trovato consolazione e ristoro nel metal estremo, capre e chiese incendiate, per intenderci. Penso andreste d`accordo.

    1. Sul fatto che mi sono rincoglionito con l’età… beh… non posso dire di no.
      Comunque gli Slipknot non mi esaltano, non hanno il suono che cerco (e non per l’estremo).
      I grandi gruppi dell’epoca sono forzati a fare sempre le stesse cose se no i fans (quelli intransigenti) si ribellano e fanno su disastri (mi ricordo che macelli sono venuti fuori con il cambio di cantante negli Iron Maiden… madonna… sono “stati costretti” a fare la reunion con Bruce…).
      Aahahahah… ormai l’estremo è il nuovo “comfort”.

      1. Sei sempre sul pezzo.
        Quelli di AC/DC Italia hanno chiuso addirittura il forum ufficiale sull’onda del casino. Hanno detto che questo è troppo.

  3. Nel rock e nel metal si sono create decine di settori e centinaia di sottosettori tutti caratterizzati dall’esigere un pubblico che esige solo quel determinato sottosettore: forse con concerti di scala interplanetari si potrebbe riempire ancora qualcosa.
    I vecchi dinosauri del metal hanno il vizio di essere heavy metal, hard rock, magari qualcosa di thrash, generi cioè molto piú ampi ed aperti di tutte le loro sottodiramazioni.
    Personalmente non impazzisco per gli Slipknot, non mi dicono niente.

    1. I vari sottogeneri hanno creato un modo di interpretare la musica che, in fin dei conti, si adatta perfettamente al gusto dell’ascoltatore. Cerchi il porn-gore metal? Eccolo…. ma se cerchi lo Slam, ecco che hai bisogno di altro ancora. Ci sono mille rivoli e con i mille rivoli si crea fratturazione.
      Poi i vari appasionati si concentrato tutti sui “grandi vecchi” che, in fin dei conti, accontentano tutti… ma quando questi spariscono? Chi riempirà gli stadi?
      Boh.

      1. Il problema secondo me è l’educazione forzata ai mille sottogeneri.
        I grandi vecchi sono neutri, ma se io ascolto solo un determinato tipo di doom, come potrò ascoltare anche i Metallica? Sembrerò un “poser”, uno che dice di ascoltare qualcosa quando in realtà ne ascolta altra.
        Bisogna tornare alla musica un po’ piú generalista, sempre metal, sempre lodando, anche solo per gioco, il capro e vedrai che gli stadi si potranno tornare a riempire con un gruppo solo.
        Ora si fanno megaconcertoni con decine di gruppi dello stesso filone, come ci fai vedere nei tuoi reportage, come workaround. È un gioco efficace questo? Il singolo gruppo guadagna abbastanza per tirare avanti?

      2. Parto dal fondo e ci rimango. In realtà questo è, forse, l’unico modo per far guadagnare i gruppi minori… se dovessero fare i concerti da soli, il costo del loro cachet, della strumentazione, affitto sala da parte dell’agenzia etc sarebbero improponibili e perciò la data salterebbe… (a meno di varie ed eventuali). Con i pacchetti di band, si ha la sicurezza che si intercettano più fan e la serata funziona.

      3. Ovviamente, cosí i piccoli hanno possibilità e col tempo potrebbero addirittura diventare grandi.
        Ma la settorialità degli ascoltatori è un vero problema a mio avviso. Problema che rende quasi impossibile quello che è stato possibile per Iron Maiden o Metallica, per dire due gruppi che mi piacciono o mi sono piaciuti.

      4. Infatti, dai chance ai più piccoli (o i più underground o le glorie cadute) e permetti di far girare il carrozzone.
        Il fenomeno dei Metallica/Maiden etc è da attribuire anche ad un momento temporale diverso… il disco era venerato, adesso, spesso, è solo ascoltato.

      5. Certo. Si arrivava alla musica con più difficoltà… e c’era l’aura del mistero, il gruppo non era iper-conosciuto, non era Wikipedia-friendly, non c’era una reperibilità di notizie per tutti e in ogni minuto.
        La musica, buona o cattiva, era attesa finché avevi i soldi… con internet/Spotify etc etc puoi avere il disco in anteprima in giornata.

  4. Io , come ho già scritto spesso, penso che il rock abbia detto quello che aveva da dire. Gran parte almeno. Rimangono i dinosauri e i cloni. Più qualche tentativo comunque di nicchia. Il metal non saprei, non lo conosco a manco mi piace, ma per il rock in generale penso proprio che non ci sia un futuro diverso. Se ci pensi già il grunge, forse l’ultimo movimento “nuovo” era già una sorta di revival, nostalgia (ben fatta, ben scritta, interessante) di cose passate. Che per fortuna sono tante e con mille sfaccettature. Quindi non corriamo il rischio di annoiarsi!

    PS Ma la rivelazione che Prince leggeva il tuo Blog non te l’aspettavi eh!!! 🙂

    1. Il grunge era restaurazione pura (hard rock da cantina misto a punk). I vecchi hanno creato molto, ma mi rifiuto di pensare che non ci sia niente di nuovo da ascoltare… sarebbe veramente molto triste.
      Adesso il revival è un must completo… ma bisogna ammettere che è un buon modo di vendere copie/dischi e portare a casa la pagnotta.

      Ps: Prince segue il mio blog? Mi son perso qualcosa? 😀

  5. Pur essendo di ignoranza crassa in tema musicale, anzi in tema universale, mi sento di condividere il tuo pensiero. Ma sorge un dubbio. Non è che pensavano la stessa cosa i nostri nonni? Inquietante.

    1. Probabilmente… ma con le giuste distinzioni. In quel caso era la differenza fra un modo di concepire la musica (classica/da radio) e pop/rock. In questo caso non è un modo antico di pensare la musica, ma proprio una considerazione che non c’è ricambio generazionale.

  6. Un articolo che parla di una triste realtà. Parto da quel fatidico giorno in Lemmy ci lasciò, la tistezza, oltre a piangere la scomprasa di un’icona, fu ed è data dal fatto che non c’è nessuno che possa rimpiazzare Lemmy. La questione è che oggi fare i “cattivi” ragazzi vende, vende in minima parte su quel rimasuglio di canale che può essere Mtv, la rabbia, la sperimentazione sono sensazioni morte, specialmente la seconda, da quando tutto il cazzo di mondo è diventato globale. La settiman scorsa stavo parlando con la mia ragazza la quale ha convnuto con il fatto che internet ha sì aiutato a connettersi con ragazzi che condividono passioni e quanto altro, ma ha totalmente castrato quella fame che era la linfa vitale della creatività. Perchè oggi mi ricordo di Focus dei Cynic e fra anni non potrò citare un album sperimentale nel death metal, perchè suonano tutti alla stessa maniera. Sfortunatamente dovremmo fare tutti un passo indietro, non copiare ma perdere la testa come si faceva prima per creare qualche cosa di personale. Prendiamo ad esempio il death perchè è possibile riconoscere un brano dei Deicide, dei Cannibal Corpse o degli Asphyx o Fear Factory? Perchè si suonano un genre che è il death ma lo hanno fatto loro e ne hanno dato le loro carattteristiche musicali e non. Secondo me dovremmo fare un passo in dietro tutti quanti rincunciado a qualche cosa eforse potremmo riavere un gruppo che un giorno sarà un nome storico, poi se la gente volesse continuare ad avere un album in cinque seocndi sul telefonino contenti loro.

    1. Posso concentrarmi su un aspetto di quello che hai detto?
      La riconoscibilità! Ecco, questo è un fattore che pochi si ricordano. I grandi pezzi, quelli che spiccano in mezzo agli altri, sono quelli che ti ricordi, che svettano in mezzo ad un disco o in una discografia.
      Forse è abusata, ma Smoke On The Water la riconosci ad un km di distanza. Così come Hammer Smashed… o Paranoid o Master… sono canzoni che riconosci subito. Adesso ci sono dischi con 12 canzoni e ricordarsene una (o anche un solo riff) è da segnarlo sul calendario.

Si!?

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