Genesi 2.0 1.0.0 – …And Capra Diddio For All

Questo capitolo è stato pensato, scritto, masticato e risputato fuori dal duo Lord Baffon II – Zeus mentre gli astri si mettevano in fila indiana. Molti fili sono stati intrecciati e molte risposte sono state date, ma ci sono ancora alcuni aspetti da sviscerare. Abbiamo il piacere di presentarvi il nuovo, stratosferico e ipocalorico, capitolo: … And Capra Diddio For All (sempre prodotto dalla potente, e mai doma, Dwarves & Whores Productions).

Per i capitoli precedenti: CAPRA DIDDIO STORY

Il paesaggio fuori dalle mura era l’anticamera dell’inferno, o del dentista. I morti pullulavano nell’acqua e sulle coste, ma anche le mura e le camere della grande fortezza erano ingombri di cadaveri di soldati e Gesù.
Il soldato molto semplice, quasi approssimativo e forse anche un po’ ritardato, Fritz Würstelsturm corse per i corridoi della fortezza evitando cadaveri, tracce di senape e un mobiletto IKEA Gustafsson, fino a giungere al cospetto dell’enorme nero ariano Gema.
– Signore – si mise sull’attenti – l’ultimo Gesù, quello africano, è morto, Signore! –
Gema guardò Fritz con tutta la tristezza interiore che solo un nero, ariano e nazista, può provare: un Weltschmerz al gusto di funky.
– Abbiamo tre giorni per riorganizzare le difese, soldato… –
– Come, Signore? – E poi si accasciò e morì come un cane.
Gema guardò uno degli ultimi soldati fedeli al Grande Condottiero Ultra-Cristiano e Ariano morire per motivi sconosciuti e decise per una mossa fuori dagli schemi: invece di scappare e riparare in Argentina, dove stavano migrando tutti i grandi prelati e generali, bisognava recuperare l’Unto Del Signore e riunire la truppa composta dalla Madonna e da Capra Diddio.
La battaglia doveva continuare.
Gema capì subito che la sua era una strategia disperata: la Madonna l’aveva mandato allegramente a cagare, mentre Capra Diddio sembrava essere sparito dal radar. Gema sapeva, nel suo bianchissimo cuor di Panna ariano, che il mix delle tre cose era l’unico modo per creare l’arma totale voluta dal compianto Gen. Stolzen.
Gema, con l’ardire e lo spirito tutto nazista cattolico del settimo giorno, incominciò la ricerca di indizi su dove potessero essere i suoi compari e, soprattutto, l’unto del Signore. Da provetto soldato unì i puntini, cioè le cagate di Capra Diddio sul pavimento, e seguì le tracce fino alla breccia nel muro.
Gema rabbrividì passando di fianco a pile, ordinate per nome e provenienza, di cadaveri ancora sanguinanti. L’enorme soldato, sentito qualcuno gemere, si avvicinò alle cataste di morti… solo per scoprire che erano flatulenze post-mortem.
– Questi dannati partigiani! –
La grande esperienza, unita all’istinto tipico degli ariani a pelo corto, guidò Gema verso l’esterno della fortezza.
– Dove cazzo sarà mai questa Madonna? – disse il sergente annusando l’aria come un Pastore Tedesco.
Il silenzio tombale rispose alla domanda, fondamentalmente del cazzo, di Gema.

Nel mentre, sul promontorio Cameltoe, Cheeseburger e Capra Diddio guardavano la distruzione sottostante. Il fumo oscurava l’aria e, da quel punto sopraelevato, si potevano vedere i danni che avevano fatto i Gesù alle mura.
– La battaglia è stata un massacro… – la voce di Cheeseburger era un sussurro.
Capra Diddio guardò Cheese per un secondo, ma poi trovò di meglio da fare: ruminare e cagare.
– Cosa facciamo Capra? – continuò la medium.
– BEEEH!!!! –
– No, non ha senso tornare alla base!! Saranno morti tutti. Il vostro folle piano ha portato solo morte, miseria e tasse! – qualcosa risuonò nella voce di Cheeseburger, come un rombo d’ira, ma in realtà era un rutto trattenuto. Cheeseburger aveva una fame del demonio.
– BEEEH??? –
– Come? Per esempio: guarda il tranquillo paesino di pescatori laggiù, potremmo tranquillamente ritornare alla vita civile e guadagnarci la pagnotta con un lavoro onesto, tipo… – fece una pausa melodrammatica – … la pastorizia! – Cheeseburger si girò verso Capra Diddio tutta felice dell’idea.
– BEEEEEEH!!!!! – Diddio, sentendo la proposta, sgommò e si girò offeso. Il rombo dei motori era altissimo e sovrastò i bestemmioni che stava tirando in caprese. Poi il silenzio. I ricordi del tempo che fu, toccavano Capra Diddio nell’intimo.
I pochi secondi di imbarazzante silenzio furono interrotti dai sacramenti della Madonna Clonata, la quale, con un fisico da cassa drogati ma due tette da paura, si stava arrampicando sul promontorio Cameltoe.
– Dio scatenato!… – pausa per riprendere fiato – avete visto che cazzo di macello? – lo chiese con un’ignoranza tutta genuina e biologica come il Seitan, che non si capisce cos’è, ma ha l’aspetto di una porzione di vomito su piastra.
Cheeseburger guardò la Madonna con malcelato disgusto, la bestemmia l’aveva ferita profondamente, mentre Capra Diddio, facendo finta di guardare le due donne mascherando l’imbarazzo del suo passato, teneva d’occhio un’ombra in movimento alle spalle della Madonna Clonata.
Dall’oscurità emerse il nero ariano più cristiano in assoluto: Gema Tonzn!
L’enorme soldato aveva trovato i suoi compari. Arrivato in cima al Cameltoe, Gema ritrovò l’audacia e la baldanza tutta funky, capelli a cespo e pettinino nei riccioli che aveva sempre avuto durante le missioni di guerra.
– Generale Diddio, blocca i prigionieri! –
– SIG BEEEEEH!!!!! –
– Hail anche a te, Capra! Ho l’Unto del Signore… possiamo costruire l’arma! – Gema era eccitato come un bambino in un pornoshop.
La Madonna Clonata, intanto, sbuffò e guardò Gema sibilando
– Oh, vabbeh tutto, ma basta con queste stronzate! –
– Ma… ma.. ma… ma… – Gema balbettò come Rainman, mettendosi a contare le formiche per terra – 243… comunque… Divina Madre, ho recuperato l’Unto, adesso possiamo… –
– Madre, stocazzo! No no… diciamolo, hai rotto il cazzo Gema… adesso ti meno! –
Diddio scattò come solo una capra geneticamente cingolata sa fare e si intromise in retromarcia fra i due contendenti. Sfortunatamente, prima di partire per le missioni, non aveva installato il sistema di parcheggio assistito (il sistema C.U.L.O, tipico sulle auto da donne fin dal 1934) e, rombando in retromarcia, rovesciò il secchio con l’Unto.
La foresta, dapprima immersa in un piacevole odore di resina, muschio ed erba cotta al sole, diventò come la cucina di un Kebabbaro.
Cheeseburger, vedendo l’unto spandersi come petrolio su foche, albatross e pellicani, venne presa da un raptus mistico e incominciò a gorgogliare come un lavandino intasato.
– Vedo… Vedo…. – Cheeseburger incominciò ad urlare come una foca monaca – ora il piano è chiaro! I Gesù si sono ritirati!!-
La Madonna Clonata, vedendo la grassona in trance, incominciò ad insultarla pesantamente, ma Cheeseburger la zittì con forza.
– Zitta, per la Madonna, il messaggio è chiaro! La guerra è finita!! –
Il silenzio cadde, di nuovo, sulla Foresta dei Kebab.
Gema, sentendo un peso sulla schiena, si sedette su un ceppo e tirò fuori gli occhiali da vista. Non li indossò, li tenne solo fra il pollice e l’indice, soppesandone la struttura.
Con voce stentata, e facendo roteare gli occhiali nell’aria, disse:
– Ma le truppe del Gen. Von Wuber sono in arrivo. Spostiamo le divisioni da Est! –
– Ma quale cazzo di Est, idiota? – la Madonna continuò, a seguire, il suo striscione di insulti – Mettiti l’anima in pace… se la guerra è finita, è finita. Togliti quel cappotto di cazzate ideologiche e, ti dirò, potresti anche essere piacevole! Guarda laggiù, c’è un villaggio di pescatori, ho sentito che Cheeseburger vorrebbe andarci, perché non andiamo anche noi laggiù e possiamo rifarci una vita da civili… che ne so… potremmo diventare pastori! – la Madonna gonfiò il prosperoso petto orgogliosa della sua idea.
– BEEEEEEEEEH!!!!!! – Capra Diddio belò il suo odio verso questa idea.
– Non posso, Madonna, non potrei mai costruirmi una vita circondato inferiori non ariani! Io torno alla fortezza! – Gema parlava quasi sottovoce, aspettandosi una risposta positiva alla sua proposta. Un’ultimo scatto d’orgoglio dei nazisti cristiani del settimo giorno con parcheggio: il tentativo di riprendersi la fortezza e dare al mondo un futuro più pulito.
– Ok, ciao eh! – il saluto non fu proprio quello che Gema si aspettava.
Gema si alzò, guardò i suoi ex-compari ad uno ad uno e poi se ne andò accompagnato da un Vaffanculo corale a tre voci, armonizzato in La.
Sparito Gema, la Madonna guardò gli altri due compari. Li soppesò con lo sguardo prima pronunciarsi sul suo futuro.
– Ma sapete una cosa? Io, al villaggio, ci vado comunque! Mi guadagnerò da vivere facendo apparizioni, con il trucco del sangue dagli occhi e qualche comparsata come ospite d’onore per battesimi, funerali e matrimoni. Se sono fortunata forse fanno anche qualche nuova edizione dell’Isola dei Famosi o cose così! –
Detto questo, la Madonna se ne andò verso il villaggio senza neanche un saluto.
Diddio fu l’unico ad accorgersi di aver perso sia il suo compare Gema sia la Madonna Clonata. Cheeseburger, per tutto il tempo, era in trance profonda.
Appena si svegliò, la medium vide che c’era solo Capra Diddio al suo fianco e le orme di gente ormai sparita.
– Che è successo? No, aspetta, in realtà non mi interessa… – Cheeseburger sbuffò – Devo raggiungere il mio Signore! – Detto questo, anche la medium più grassa del globo rotolò verso valle e poi finì nel mare dove affondò nell’acqua come un UBOOT. Qualche minuto dopo, il suo enorme culo riemerse dalle acque come un atollo vulcanico.
Capra Diddio notò persino il folkloristico geyser uscirle dalla parte posteriore.
– BEEEHH!? –

Capra Diddio, ormai sola sulla cima del Cameltoe, si sentì, dopo tanto tempo, da sola. Il suo amico era ritornato verso la valle per proseguire la sua interminabile guerra contro i nemici della fede nazista e cristiana, la Madonna Clonata aveva deciso per un futuro da comparsa/letterina e la sua amata Cheeseburger era diventata… beh, ok, era sempre stata così, ma adesso assomigliava in maniera impressionante ad un grande atollo vulcanico in mezzo al mare.
Diddio si voltò verso la fortezza giusto in tempo per vederla crollare sotto il peso dei combattimenti. Gli assalti dei Gesù avevano minato la stabilità delle mura e la potenza delle difese della base nazista. Una grande nuvola di fumo, come un’enorme porcino, si alzò dalla base.
Diddio distolse lo sguardo. Il suo passato era crollato, gli rimaneva solo il futuro.
La capra guardò il mare e una leggera brezza marina gli scompigliò la candida barba. Il frescolino sullo stomaco prese alla sprovvista la più temuta capra del globo e la fece esclamare – BEEEEEEEEEEEEEE!!!! –
Il risultato del colpo di freddo fu una sonora cagata. Diddio, soddisfatta, belò il suo giubilo.
Come ultima cosa, Capra Diddio alzò la muscolosa zampa e salutò la sua Cheeseburger. In pochissimo tempo le si erano attaccati coralli, cozze e altre stranezze marine. Diddio sbuffò stupefatto, non capendo questo prodigio della natrua.
Poi, con lo sguardo triste, guardò il villaggio sottostante. L’atmosfera era serena e, da Cameltoe, sentiva spari, petardi e urla: una vera festa della Madonna.
E, in quel duro cuor di capra, capì che anche la Madonna aveva trovato la sua felicità.

Annuì, scaldò i motori…. e si diresse verso Est.

THE END

Ps: Ah, Gema è morto!

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16 Replies to “Genesi 2.0 1.0.0 – …And Capra Diddio For All”

      1. scusa ma telodevodire…
        ho iniziato ieri a leggere “a volte ritorno” di John Niven ( storia di un Gesù perennemente ubriaco e strafatto che torna in terra perché il buonDio dopo una settimana di vacanza ritrova il mondo nello stato in cui è…)
        e niente…. mi sei venuto in mente… non odiarmi

    1. Ormai siamo arrivati al capitolo finale. La storia si è conclusa in maniera organica… chiudendo tutti i percorsi aperti.

      Ma non è finita qua… ci saranno altre sorprese nel prossimo futuro.

      1. “Abbiamo tre giorni per riorganizzare le difese” e ho pensato: cavolo, dopo tre giorni risorgono! Chissà cosa… magari un’appendice, una sbirciatina a cosa combinano…

Si!?

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