Negli USA tutto è un po’ di più… My All Americans

C’è un fatto incontestabile: in America tutto è più grande. I drammi sono più grandi, le corse in auto sono più lunghe, i fenomeni naturali sono più pericolosi e anche la realtà è talmente vera da farti dire: non è vera.
Perché parto da qua? Perché non so da dove partire e devo scaldarmi e allora scrivo a caso finché non trovo il ritmo. Ed ecco il ritmo. Come sempre, nelle mie recensioni di film (recensioni? bah, diciamo cazzate assortite al gusto mandorla) raschio il fondo del barile, tiro fuori due/tre battute azzeccate e poi faccio la chiusura ad effetto tipo “e si presero a scopettate nei denti”.
Questo è un po’ lo schema che seguirò per My All Americans, ennesima pellicola sul Football americano (ed ennesima pellicola ad essere tratta da una storia vera).

ATTENZIONE BOILER GARGOYLE!

– le storie del football americano sono sempre epiche a mille. Incredibile. Nel calcio (o altro sport) non esiste un’epicità tale, non l’ho mai vista. Penso sia dovuta allo spirito di corpo, all’abnegazione, alla violenza dei contrasti, alle saponette che cadono “distrattamente” per terra durante la doccia… ma l’epicità è un fattore importante nel discorso NFL.
– il protagonista (Finn Wittrock. Chi cazzo è costui?) è talmente perfetto, gentile, bravo, credente, onorevole, onorato, ornitorinco e di buon cuore che mi fa venire il mal di mare.
– il coach, Aaron Eckhart, riesce ad essere carismatico quanto Uan nei suoi momenti peggiori di tossicodipendenza.
– La storia d’amore che dura per tutto il tempo era telefonata. Poco prima che uscissero insieme (e mai una volta si è visto di più di un castissimo bacio… ma i giovani, al tempo, giocavano a biglie e ordinavano i figli con la FedEx?) mi è arrivata una chiamata dal regista che mi ha detto: Oh, stai attento che il bello della scuola si mette con quella appena arrivata e, vista così, un po’ bruttina (cosa che non è… mi raccomando, non credere che sia bruttina!!).
– Non ho provato piacere negli scontri violenti delle partite. Di solito sento il tremito nella forza quando sento il CLONG di cervelli che sbattono come noci in un vaso di vetro, ma stavolta non c’era niente di questo. Avrebbero dovuto vedere certe scene da Ogni Maledetta Domenica o Friday Night Lights (il film) per farti venire il mal d’auto.
– lo sparring partner del protagonista fa il figo e finisce a fare il minchia. Inoltre ha la profondità di un’asse da stiro. Trasmette emozioni in codice binario. Sfiga che non lo capisco.
– Gli altri nel film, a parte il superuomo protagonista (esistito davvero, ma sembra di vedere un santo), il coach boccalone e la ragazza, sono utili quanto avere un coriandolo durante un attacco di diarrea.
– Ad un certo punto del film, e due (!!!!!), il regista mi ha chiamato per dirmi: Va tutto bene? Abbastanza melassa? Al che ho risposto… mi sta un po’ abboffando la uallera sai? E lui: Non preoccuparti: ecco il DRAMMONE!
E ci piazza una bella (ATTENZIONE BOILER) malattia. Quelle debilitanti. Mortali.
– Il protagonista, cagacazzo ormai, deve andare oltre l’impossibile prima di rendersi conto che è fottuto (pace all’anima del vero ragazzo morto… ma l’attore era irritante).
– Nonostante tutto continua ad avere forza d’animo. Ma Cristo di un Dio.
– Gli sfigati vincono (a prescindere).
– La tragedia raccontata è tratta da una storia vera. Lo so, lo ripeto di nuovo, ma cazzo, sembra impossibile che ci siano tutte queste tragedie a piede libero nel Football Americano.
– Il protagonista doveva portarsi a letto la bionda quando poteva.
– Aaron Eckhart da vecchio è inguardabile.
– Non so più che scrivere, perciò taglio corto e dico il giudizio.

FINE BOILER

Giudizio? Giocate a dadi o drogatevi piuttosto. Così, almeno avete esperienze psichedeliche date dall’adrenalina o dalla messicana.
Per la prima volta ho gettato nel cesso un film sul football.
Ah, ho detto che il protagonista (RIP al giocatore vero) mi sta sul cazzo?

36 pensieri su “Negli USA tutto è un po’ di più… My All Americans

  1. signorinella pasteis

    ah! i film sul football, non sono mai abbastanza. anche se, in questo periodo, quelli che vanno per la maggiore (e sono sempre tutti identici, of course) sono i film su gente che cucina, i film su gente che balla e i sempreverdi film su gente che si ama al liceo (anche se quest’ultima categoria meriterebbe una trattazione a parte).
    perché nessuno ha ancora pensato di iniziare il girone dei film di gente che fa bricolage e costruisce mobili ikea?

    1. Io sono per questi film di genere… mi permettono di scrivere le recensioni più inutili del globo terracqueo 😀 eeheheh.
      E poi mi rilassano: spengo il cervello e via (parlo dei film dove cucinano, gli altri due non li guardo neanche… dove ballano… brrrr).
      I film sul bricolage saranno il nuovo trend 2034 vedrai ehehe

  2. Non ho proprio idea di questo film, però concordo sul gigantismo che sembra affliggere l`America.
    C`è sempre poi una tempesta record, una nevicata record, un freddo record, un caldo record, un incendio record. Una nazione fondata sul terrore record.

      1. No, infatti.
        Ormai seguo le tue confessioni con interesse e partecipazione.
        La tua entrata nel mondo “adulto” (da non-vergine) è stato un passaggio molto forte.

    1. Lo so, amica mia, sono una persona spregiosa.
      Il fatto è che questo film è tratto da una storia vera, ma è troppo pieno di buoni sentimenti… talmente tanto da sembrare quasi finto.

      1. Sì, ma questo My All Americans è tratto da una storia vera (ci sono foto, video e anche una targa a ricordo del ragazzo).
        FNL è una figata sì… non è una storia vera, ma riprende esperienze abbastanza corrispondenti alla realtà se vogliamo.

  3. ammazza oh! ebbbene così non vedrò mai sto film che manco sapevo esistesse!
    ah che bel modo di scrivere “cazzate recensite al gusto di mandorla” che hai! ma tutte finiscono con le scopettate fra i tempi?
    ecco… mo me le voglio legge tutte…!

Si!?

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