Goodbye To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Bonus Day 2]

This is the end… così cantava il buon Jim Morrison nei lontani seventies. Cantava così prima di ridursi ad essere un bolso panzone ubriaco. Cantava così sapendo che, prima di deperire compleramente, ci avrebbe lasciato in una vasca da bagno di Parigi.
Non voglio fare paragoni assurdi, tipo Welcome To Our Nightmare = Jim Morrison, ma vorrei dire che questo è l’ultimo giorno della collaborazione per Welcome To Our Nightmare. Ecco il perché del cambio di titolo, ecco il perché vogliamo chiudere con i botti e i fuochi d’artificio.
Ci siamo tenuti questo argomento fino all’ultimo… e non poteva che essere così: la sacra trinità del rock.
Perciò… GOODBYE TO OUR NIGHTMARE e, come sempre cari lettori, parte Penny di Cineclan!

GOODBYE TO OUR NIGHTMARE
BONUS DAY 2 – When I think of blood I think of love – Erection (Oh, I Got Erection)

 

Ammettiamolo, amico mio… I più sgamati tra i nostri affezionati lettori avrà già capito dove andremo a parare con quest’ultima puntata di Welcome to our nightmare… Se non l’hanno fatto, beh, batti cinque, perché vuol dire che siamo stati bravi a coprire le nostre tracce… Li abbiamo confusi con la nostra minchiaggine! Perché se abbiamo parlato di rock’n’roll e abbiamo parlato di droga, potevamo lasciarci scappare il terzo elemento delle buone intenzioni di cui è lastricata la strada per l’Inferno? Potevamo non parlare di Sesso? Ovviamente sì, ma a noi piace fare le cose a modino e non lasciare prigionieri dietro di noi!
Il Sesso… Come si fa a parlare di sesso su un blog che parla di musica e su uno che parla di cinema? Sinceramente non l’ho ancora capito, anche se la musica e il cinema trasudano sesso… Forse perché il sesso fa parte della vita, anche se spesso lo rinchiudiamo nel silenzio di buie camere da letto. Il sesso è uno di quei piaceri della vita a cui non capisco come si faccia a rinunciare. Non dico di andare in giro infoiati come ricci in calore, ma mi chiedo come si faccia a dire di no a una cosa che fa bene all’anima e al corpo? Come si può privarsi di quel brivido che ti attraversa la schiena e ti esplode nel cervello come i fuochi d’artificio? Come si fa a rinunciare a quel pastoso e caldo ottundimento dei sensi che ti assale dopo il piacere? Sinceramente non l’ho mai capita questa negazione dei sensi e del corpo… Eppure ti sta parlando una che è raziocinio fatto carne e sangue, una che ha ben presente il vecchio detto “guardare, ma non toccare”… Ma come si fa a non cedere alla tentazione quando il corpo, i sensi, gli odori, la pelle ti dicono che è cosa buona e giusta? Sono Penny Lane in fin dei conti non Santa Maria Goretti!
E devi sapere che, nonostante tutto il mio raziocinio, ci sono due canzoni che spostano nel mio cervello il tasto del sesso da off a on con tanto di lampeggiante: Sexual Healing cantata da Ben Harper e Rebel Rebel di David Bowie. La voce di Ben live in Sexual Healing equivale al corteggiamento e ai preliminari… È come il canto delle sirene e mi fa pensare a un gioco di sguardi e di sorrisi compiaciuti. Un gioco ad armi pari e il tentennamento su chi farà il primo passo. Sexual Healing è lasciar parlare il corpo. È mani che si sfiorano e corpi che si avvicinano pericolosamente. È assaporare con esitazione nuove labbra sconosciute. È lasciare che le dita sfiorino sotto gli abiti la pelle calda di un corpo estraneo e familiare al contempo. È l’esitazione del primo passo per poi lanciarsi nell’ignoto della prima volta… Perché non esiste LA prima volta, ma tutte le volte che facciamo sesso con qualcuno è come se fosse la prima volta, perché i corpi sono tutti diversi, le anime sono tutte uniche e diverse tra loro.
Rebel Rebel è invece il sesso in tutta la sua essenza primordiale. È la vita e la carne che si riappropriano di ciò che la cosiddetta civiltà ha sottratto loro. È mescolanza di sapori, umori, odori… Mescolanza di tutto quello che ci rende vivi e umani. Animali sociali ingabbiati in costrizioni ideologiche che spesso ci privano del benessere. Ecco, lo zio David con quel “Don’t ya?!” è l’orgasmo puro e piacevole in tutta la sua molteplice complessità. È tornare a essere vivi anche solo per un momento. È piacere senza se e senza ma. È l’estasi di tornare a essere essenzialmente noi.
E dopo semplicemente la pace e la quiete sulle note di un unplugged di Chris Cornell. La naturalezza di condividere con qualcuno qualcosa che per me è più intimo del sesso… Quel sonno che mi fa tornare bambina con le labbra socchiuse in un broncio, i capelli spettinati sugli occhi chiusi e immersi nei sogni, cullata dal calore di un altro corpo che al risveglio sarà pronto a ricominciare di nuovo quel gioco meraviglioso…

—–
Adesso tocca al sottoscritto
—-

Tu mi chiedi, amica mia, come si può fare a parlare di sesso su blog che trattano di cinema e musica? Penso in tutte le maniere, basta partire. E io come parto? Con la canzone dei Turbonegro. Perché? Il motivo è semplice: sono un gruppo ignorante (detto con il massimo affetto) e fare una canzone intitolata I Got Erection, per me, è quello che ci vuole per parlare di sesso e affini.
E se non avessi questo mal di testa feroce, probabilmente riuscirei a scrivere anche meglio. Ma forse va bene così, scrivere bene di sesso è come dipingere evitando di sporcarsi le mani. Impossibile. Non si fa.
Il sesso si vive, si assapora. Non si fugge distante gridando “Ommioddio”. Ma in uno Stato dominato dalla morale cristiana, il sentimento di sporco, di peccato, di deviato… del sesso è qualcosa che troppo spesso viene sbandierato. Sbagliando. Ma vai te a spiegare che non è proprio così. Vieni additato come malato di sesso, come puttana, come sporco.
Un pariah perché fai sesso per piacere e non per sfornare figli come conigli.
Un pariah perché pensi che il sesso non sia brutto, sporco e cattivo. O un figlio malnato dell’amore.
Hai mai pensato un pochino a due momenti particolari del sesso? E non sto parlando del momento di attività. I 5 minuti precedenti e i 5 minuti successivi sono qualcosa di molto particolare.
Prima c’è quella strana elettricità nell’aria, quella voglia che, come una bomba inesplosa, aspetta solo di denotare. L’odore dell’altra persona. Il calore della pelle. Il respiro. Ecco, i 5 minuti precedenti sono il misto dell’eccitazione, della voglia, dell’incertezza, della sicurezza, della timidezza, della strafottenza o chi più ne ha, più ne metta. Ognuno ha il suo, ognuno si comporta come vuole. E, come dici meglio te di me (che sono fondamentalmente una capra e mi esprimo a gesti): ogni volta è la prima volta. E ogni prima volta è diversa dalla precedente… cosa che contraddice il concetto di prima volta, ma è una contraddizione fondata.
Invece i 5 minuti successivi sono l’estasi, il sonno, il cervello in completo sballo da endorfine, tanto da farti sentire come un drogato d’eroina. Il senso di rilassamento, la pace interna, il vaffanculo postato in faccia (vaffanculo a tutto per quei minuti in cui assapori il post-sesso) e quella vocina che ti sussura… “fra 5 minuti non vorresti ritornare sulla giostra?“. Perché la sensazione di pace buddista che ti assale dopo è qualcosa a cui ti assuefai in poco meno di 2 secondi. Una pace che vuoi riprovare e, come dici te, questo non significa andare in giro fava al vento gridando come un cavernicolo.
Mi viene in mente la citazione di un film (non mi ricordo quale adesso, dannato mal di testa). Ci sono due ragazze, o due ragazzi o un ragazzo e una ragazza (boh), che parlano della vita, delle esperienze… ad un certo punto uno/a dice all’altro/a: “non ti sei mai accorto/a che dopo che hai fatto sesso tutto diventa più complicato?“. Mi ha fatto sorridere questa frase: le cose sono sempre state complicate… ma almeno il sesso le rende un po’ più sopportabili.
Ma sono sicuro che il concetto fosse più profondo. Ne sono certo al 100%
In fin dei conti, però, vale ancora un concetto espresso 20 anni fa dai Rammstein nel disco Herzeleid (il titolo è già un programma).

Sex ist ein Schlacht
Liebe ist Krieg

Che può essere tradotto con:
Il sesso è una battaglia
L’amore è una guerra

Amen.

38 pensieri su “Goodbye To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Bonus Day 2]

  1. Ok… Ci risiamo… lo avete rifatto… vi siete superati ancora una volta.
    Spero un giorno di poter fare una chiaccherata a quatr’occhi con voi due, sono certo che ne uscirei appagato….
    L’ideale sarebbe poterla fare in una serata estiva, comodamente seduti in un giardino e (per quanto riguarda me) sorseggiando un buon whisky torbato mentre vi ascolto e osservo le spirali di fumo del mio toscano che salgono verso l’alto.

    Grazie ragazzi!

    (inutile dire che vi ribloggo vero?)

      1. Grazie mille! 🙂 spero che anche i nostri post “solisti” ti possano interessare. Posso mettere la mano sul fuoco su quelli di Cineclan (sempre ben scritti e appasionanti)… per i miei lascio l’ardua sentenza ai posteri eheh

  2. L’ha ribloggato su CineClane ha commentato:
    Ed eccoci qui ai saluti finali… Qui nella bella Berlino ci sono 2 gradi e tante cose da fare che non so da dove cominciare…
    Quest’ultima puntata è tutta speciale,perché Zeus e io solitamente non parliamo di Sesso…
    Non so davvero cosa dirvi,se non grazie ancora per averci seguiti in questo folle progetto… Grazie per aver condiviso con noi quest’avventura…
    È il momento della pace,Shakes… (cit.)

  3. Verso sera… un divano ad angolo, grande… un tappeto rosso e un tavolino di legno…
    stufa in ceramica bordeaux, accesa… e il calore si sente… il calore delle parole, dei sorrisi, dei discorsi fatti e dei silenzi complici…
    dalla scala di legno che porta al piano di sopra qualcuno osserva tutto… voi seduti, tranquilli, birre finite sul tavolino, briciole di pane, un tagliere con salame e formaggi… una bottiglia di Barbera finita e ora un nebbiolo non lo toglie nessuno…
    Un disco gira sul piatto…
    l’immagine si allarga… la porta d’ingresso si apre… e chi riprende va sempre più indietro… oltre il cancelletto… un ultimo sguardo… la porta si chiude, si sentono solo più la musica e le vostre risate…
    uno sguardo alla via…aria fresca… e si va…
    ( vi ho lasciato le chiavi attaccate alla porta, i letti sopra son fatti e il frigo è pieno… fate come foste a casa vostra)
    🙂

  4. Cavolo, ieri ero di fretta e mi sono dimenticato di applaudire! Allora lo faccio adesso, certo è un po’ strano da solo al buio…
    Applausi!
    Già l’idea in sè è da applausi, poi l’avete pure affrontata da cazzari intelligenti, per cui…
    Peccato non aver avuto abbastanza da dire per commentare in maniera adeguata (chissà se il vostro era anche un esperimento sull’andamento dei commenti…)
    Ogni bene! 🙂

    1. Nessuno può sentirti applaudire in una stanza buia… citazione rimaneggiata da quella dello spazio.
      grazie per gli applausi comunque… l’esperimento è riuscito e ne sono/siamo molto soddisfatto/i.

  5. Pingback: I said I know it’s only rock ‘n roll,but I like it… Ovvero… “Vinyl” dello zio Martin e dello zio Mick… | CineClan

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