Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 29]

Questa giornata è dedicata ad uno dei temi che, più di tutti, è caro alla mia amica Penny di Cineclan. Lo mettiamo poco prima del trentesimo giorno, perché il finale sarà con il botto e vogliamo fare, come si dice in gergo ciclistico, la volata migliore possibile. Inizia Cineclan, cosa che sarà abitudine da adesso alla fine…


WELCOME TO OUR NIGHTMARE
GIORNO 29 – YOU CAN’T ALWAYS GET WHAT YOU WANT

Sai qual è la più grande verità che abbia mai imparato in questa vita che continua a scorrere inesorabilmente senza il mio permesso? (Perché io non è che l’abbia autorizzata a correre in questo modo… Potrebbe anche prendersela comoda qualche volta!)

You can’t always get what you want
But if you try sometimes you just might find
You get what you need

Ebbene sì, lo zio Mick e lo zio Keith hanno sempre ragione… Nella vita non riusciamo sempre ad avere quello che vorremmo, ma spesso riusciamo ad ottenere quello di cui abbiamo bisogno. Perché molto spesso non sappiamo neanche noi cosa stiamo cercando. Ci lasciamo condurre dalle onde della vita in balia di una cecità emozionale e cognitiva che pensiamo di non avere. Io cosa voglio davvero dalla vita? Tu cosa vuoi dalla vita? Potrebbe anche essere che il famigerato “e vissero felici e contenti” non è quello che mi serve, quello di cui ho bisogno. L’happy ending è sopravvalutato. Con questo non voglio dire che essendo Queen in the Angst io debba crogiolarmi tra atroci sofferenze per il resto dei miei giorni, eh! No, forse il mio happy ending sarà diverso da quello che la società mi racconta. Partiamo dal lavoro… Il lavoro che sto facendo è quello che volevo da ragazza? No, io volevo essere una giornalista, una reporter come la prima Oriana Fallaci. Volevo raccontare il mondo. Volevo viaggiare. E ora mi trovo a raccontare il mondo in un modo che non avrei mai immaginato. Perché comunque il mio è pur sempre un racconto del mondo. Forse effimero, forse transitorio, ma è sempre un racconto. Ho avuto quello che volevo? No, pur avendoci provato. E’ la vita che mi ha condotto qui e forse era quello di cui avevo bisogno per smussare gli spigoli di un carattere un po’ demmerda… Ce l’ho ancora un carattere demmerda, ma ora è più o meno sopportabile… Almeno per me, forse per gli altri non lo è ancora…
E l’amore? Beh, l’amore e io siamo due rette parallele destinate a incrociarsi solo nell’infinito sbagliato. Mai beccati i tempi giusti, è sempre arrivato troppo presto o troppo tardi. A volte è stato troppo e altre troppo poco. Vivo in perenne equilibrio precario tra la voce del cuore e quella della testa che si contendono il resto del mio corpo. Ho lasciato andare l’uomo (quasi) perfetto, perché a volte è quel “quasi” che ti frega. E credo che lascerò andare anche il terzo incomodo… E’ giunto il momento. Ho sempre saputo che sarebbe stata una storia con la data di scadenza, ma per quanto è durata mi ha fatto bene. Mi ha donato una nuova consapevolezza. E sai, sei la prima persona a cui lo dico… Non chiedermi perché… Non lo so… Forse perché sei l’unico che non mi risponderà “te l’avevo detto”. E nonostante tutto questo io continuo a credere in quello che voglio. Continuo a cercare quello che voglio, affidandomi alla vita che corregge il tiro di scelte scellerate e mi riporta sulla mia autostrada solitaria dove sono io a condurre il gioco, dove sono io a decidere l’andatura. A volte ci sono spinte in avanti repentine e difficili da gestire, altre c’è un po’ di traffico che ti porta a rallentare e a guardarti intorno per far passare il tempo… Io continuo a guidare verso l’orizzonte con il vento che mi batte sul viso e un sorriso accennato sulle labbra come Hank Moody nel finale della 4° stagione di Californication, perché ricorda che You can’t always get what you want è la canzone di Hank Moody, anche se qualcuno vuole farti credere che sia la canzone di House M.D.

—-
Tocca a me, sorry guys
—-

Ormai, amica mia, sto prendendo in seria considerazione di mettere una pietra sopra al “ottenere quello che voglio”. Ogni volta mi sforzo, ma c’è qualche congiuntura astrale che mi permette di non ottenerla. Ecco perché mi rivolgo al “quello di cui ho bisogno” con sguardo penitente e sincero.
Diciamocelo: questa cosa è partita molto tempo fa. A volte mi chiedono “fai dei propositi per il nuovo anno?” e io, invariabilmente, rispondo “no“. Non ne faccio perché so che difficilmente riuscirò ad ottenere quello che voglio. Non c’è pietà o sconfitta nelle mie parole. Solo presa di coscienza di una verità inconfutabile.
Fra quello che voglio e quello di cui ho bisogno, io otterrò sempre quello di cui ho bisogno. A volte, cara mia, anche i calci nei denti. Sono sottovalutati in materia.
Tu mi dici del lavoro e io non posso che concordare. Avrei voluto finire dove sono? No. Assolutamente no. Per i primi anni mi ha provocato una felicità pari a quella di vedermi recapitato un grosso estintore rosso coperto di sale e chiodi nel retto. Adesso? Hanno tolto solo il sale o mi ci sto abituando. Non so quale delle due sia la cosa migliore. Avrei voluto essere altro? Sì. ma ti giuro, amica mia, quando mi hanno chiesto cosa volessi essere non lo sapevo bene. E poi era troppo tardi per chiedermelo di nuovo, chi chiedeva stava già interrogando quello dopo di me.
Avrei sempre voluto suonare uno strumento. La chitarra mi ha attratto da subito, ma varie ed eventuali mi hanno tenuto distante. E poi è subentrata quella maledetta testardaggine che mi contraddistingue. Una cocciutaggine brutta, cattiva e oscena. Questa è anche una cosa positiva, intendiamoci, io arrivo sempre dove voglio arrivare. Non mi fermo, sono un Panzer umano. La parte negativa è che, una volta accertato che i miei gusti musicali sono evoluti verso lidi sempre più particolareggiati, ecco che quello che volevo (suonare) non poteva essere: non sarei mai stato, nella mia testa, abbastanza bravo da poter suonare quello che volevo. Penso che questo si possa adattare in diversi ambiti artistici: disegno o scrittura. Non sarò mai abbastanza bravo, secondo il mio insindacabile giudizio.
Questo comporta, amica mia, che sono un vero rompicoglioni di prima categoria con chiunque collabori con me (te esclusa): se non sono soddisfatto del mio, faccio morire anche chi scrive con me. Perché nel mio cervello la storia c’è… e ti posso garantire che è qualcosa di stupendo. Il vero passaggio difficile (ed ecco i versi di Mick & Keith) è quando devo metterli giù… ma mi ostino, digrigno i denti, sudo e brutalizzo tutto fino ad ottenere il risultato che voglio.
La cosa mi lascia sempre insoddisfatto. Non ci posso far niente. E te lo dico con sincerità. Non sarò mai soddisfatto delle mie creazioni o dei miei scritti.
Con la mia uscita dall’economia dell’Euro, ad oggi continuo a pregare per un ritorno al baratto, sono venuto a patti con la differenza fra volere / bisogno. Quello di cui ho bisogno è diventato prioritario e, a strattoni e bestemmie, lo faccio diventare quello che voglio. Questo per dire che comprare cose utili è diventato il nuovo “volere”. Sto sopprimendo nel retro del mio cervello la voglia, così che quando urla disperata riesco a coprirla con un bel po’ di doppia cassa e un scream assestato.
Ti dirò, amica mia, neanche in questo caso lo dico con tristezza o fatalismo. Ormai lo considero realismo. Non posso permettermi gli svolazzi mentali in questo momento. So quando posso assecondare le mie voglie e quando queste vengono imbottigliate e lasciate nella cantina ad invecchiare.

Now you’re far from home
Spending time alone
It’s time to set your demons free
Been put through the test
Your mind laid to rest
You’re on a psycho holiday

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75 Replies to “Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 29]”

  1. Non è vero che sei un rompicoglioni nelle collaborazioni… O forse sono io la privilegiata dalla situazione,perché hai capito che sono più rompicoglioni di te 😆
    Vorrei tante cose in questo momento,ma non posso averle,lo so… Tipo non avere questo raffreddore da competizione a due giorni dalla partenza…

    1. Ah, guarda… penso che sei fortunata ad avermi trovato in versione “malleabile” ahahah… se chiedi all’altro Grande Antico Ysingrinus, beh, ti confermerà la mia vena rompicazzo 😀
      Mi spiace per il raffreddore amica mia. Forza!
      Come dicono i più saggi: se non curi il raffreddore passa in una settimana, se lo curi… in 7 giorni 😀

      1. Ok dico.
        Prova whisky caldo (perciò uno splash di whiskey e poi ci versi sopra l’acqua bollente) e dentro ci immergi una fetta di limone con incastrati dentro chiodi di garofano! 😀

      1. Sì, confermalo va.
        Che poi pensano che abbaio ma non mordo… ma in verità sono un rompicoglioni di dimensioni terribili.
        L’unico aspetto positivo è che lo sono per il bene della collaborazione… per raggiungere qualcosa di “potenzialmente buono”.

  2. L’ha ribloggato su CineClane ha commentato:
    Oggi piove… Giustamente anche il meteo vuole farmi entrare nel mood Berlino e ci mette lo zampino… E io che sono meteoropatica e raffreddata parto già con la luna storta… Ma è anche giornata di domande senza risposte… Di persone lasciate andare perché va bene così… Insomma è un semplice giovedì di febbraio… E siamo quasi alla fine di questo progetto e un po’ di tristezza anima Zeus e me…

      1. Siamo al numero 29… 30 giorni di calendario… manca poco alla fine 🙂
        Al massimo torna indietro, ci sono altre 28 puntate tutte da leggere!

  3. Mannaggialochetta!… mi sono immaginata davanti allo specchio, di fronte ad un altro specchio… in un continuo di riflessi… e se ci penso… oggi come oggi non ho una beata minchia di quello che avrei voluto… ma quello che è arrivato in qualche modo mi è stato utile ( e lo è ancora)… certo è, che a volte avrei preferito non essere confusa con Rambo ma lasciata stare come una nonnina sulla sedia a dondolo a sorseggiare Karkadé ( mi fa schifo ma m’è venuto così!)… ma si va avanti, con le unghie e coi denti ( porca vacca, non ho unghie… ma i denti sì)
    Questo 29 è uno schiaffetto… ma anche per questo… vi adoro

      1. qua c’è un sole che uccide le mosche!… io ho la pioggia nella testa… ma si continua a saltellare… con ditomedio alzato al cielo!

  4. Molto bello questo penultimo. Sarà che a me quella canzone mi riecheggia subito la scena iniziale del Grande freddo, ma la bellezza supera la nostalgia. Tra ciò che si puote e ciò che si vuole ci si può ben accomodare (accontentare mai) su ciò che si ha e pensare che sia ciò di cui abbiamo bisogno. Ma lo sappiamo bene che è una mezza verità…in fondo però, riprendnedo quello che scrive Penny, penso che anche la verità è un po’ sopravvalutata

    1. Sono contento che questo post ti sia piaciuto. Dopo qualche post allegro, qualche risata e ricordo, stavolta ci siamo andati giù duro. Abbiamo scavato dentro, abbiamo provato ad andare un po’ oltre… un passo più in là.
      Sicuro possiamo accomodarci. Sicuro possiamo ripeterci che va bene. Ma da qua ad essere la perfezione ce ne corre.

      1. A me da ieri l’app ha ripreso a funzionare discretamente: ora se leggo un articolo, apro un’altra app e poi ritorno sull’articolo lo leggo, non ho solo lo schermo bianco che mi costringe ad uscire e rientrare nell’articolo.

Si!?

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