Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 28]

A volte, nel gergo comune, si dice “c’è chimica” fra due persone (e si intende in maniera generale, per i più maliziosi di voi)… questo discorso, ovvio, acquista un significato diverso se: a) sei il protagonista di Breaking Bad; b) sei Sid & Nancy o, ultimo ma non per questo meno importante, se state scrivendo un post a quattro mani e i due personaggi in questione sono la psichedelica Cineclan e il Grande Capro Zeus. Un giorno, la nostra Cineclan mi ha detto: “perché, visto che abbiamo parlato di tutto, non parliamo anche di droga?”.
Ok. Parliamone… e questo è il risultato, O Dei dell’Olimpo.

WELCOME TO OUR NIGHTMARE
GIORNO 28 – THE THIN WHITE LINE

Quando scherzando mi hai proposto “perché non inseriamo anche droga nel calendario?” mi è sembrata una buona idea. Da subito ho capito, però, che sarebbe stato un argomento spinoso. Non ho esperienza di droga (ebbene sì, non mi ha mai attirato…), ho sempre scelto (e così continuerò a scegliere) l’alcool come forma di evasione. Una buona birra, sorseggiata seduti su una sdraio, e nell’attesa che la griglia si scaldi al punto giusto è una delle tentazioni maggiori.
Ma il tema non è alcool, è droga. E perciò ci immergiamo dentro questo mondo psichedelico.
Se penso a droga, penso alla musica. Il passaggio è quasi naturale. Trequarti dei musicisti che ascolto hanno/hanno avuto un problema di droga: che sia cocaina, eroina, MDMA, cannabis o speed… i suddetti musicisti non si facevano mancare proprio niente. Quello che cambia è il risultato finale dell’assunzione. Dove qualcuno sembrava mantenere la rotta in maniera abbastanza accettabile (non puoi capire lo stupore nel leggere che fino ad una decina di anni fa Tony Iommi dei Sabbath sniffava come un’aspirapolvere), altri erano dei patetici guitti che sbrodolavano vomito e dissenteria in giro. Qualche tempo fa Lord Baffon II mi ha imprestato il libro “I Diari Dell’Eroina” di Nikki Sixx e, con parere unanime, abbiamo definito il bassista/composito dei Motley una persona di merda. La sua dipendenza era qualcosa di osceno e ne usciva una persona realmente schifosa (tanto da non ricordarsi metà delle cose che ha fatto nel periodo). Se guardi nel buco della serratura del rock/metal ci vedi dentro un mondo storpiato e storpiato. La droga diventa un leit-motiv costante, tanto da dedicarci dischi in suo onore (The Great Southern Trendkill dei Pantera, a leggerne le lyrics è un album a tema o Vol.4 dei Sabbath è dedicato alla Coke Cola Company) o dischi di espiazione dalla paranoia della droga (Dirt degli Alice In Chains).

Cheap cocaine, a dry inhale, the pills that kill and take the pain away
Diet of life, shelter without, the face that cannot see inside yours and mine

I Beatles, dopo l’inizio da amori della mamma, sono diventati dei tossici a tutto tondo (e le canzoni, infatti, smettono di essere dei perfetti esempi di pop sixties e diventano del rock psichedelico)… ma su di loro vincevano i Rolling Stones con uno stile di vita al di fuori del normale. Ci si chiede ancora come Keith Richards, Lemmy Kilmister (uno a cui è stato detto che il suo sangue è velenoso… ma che aveva un dogma: mai iniettarsi la droga) o anche il buon Ozzy Osbourne siano ancora di questo mondo. Dicono che la droga ti tolga ispirazione, a vedere questi mostri del rock non sembrerebbe… ma, come riflettevo con Il Giullare Pazzo un po’ di tempo fa, se questi heroes della musica non fossero stati lessi come melanzane, forse i dischi sarebbero venuti fuori tutti con qualità supreme… o forse no.

Wine is fine, but whiskey’s quicker
Suicide is slow with liqueur
Take a bottle, drown your sorrows
Then it floods away tomorrows
Away tomorrows

Guardando bene, non c’è epoca in cui il rockdome non fosse un pozzo di stupefacenti, scimmie sulla schiena e morti. Jimi Hendrix si bombava come un mulo (e Lemmy Kilmister era il suo pusher dell’acido… corsi e ricorsi della storia musicale) e il buon Jim Morrison era gonfio come un otre a furia di alcool e droghe, tanto da non fargli capire un cazzo di quello che succedeva intorno a lui. I Led Zeppelin avevano il comandante Jimmy Page con la scimmia sulla schiena e John Bonham con scimmia e alcool come compagni… la discesa poteva essere molto più veloce se non ci fosse stato John Paul Jones a tenere le redini musicali. La scena metal si divide fra gli anni 80 in cui la debauchery era fuori controllo (il glam metal era carburato a coca, speed ed eroina producendo personaggi da circo e racconti al limite dell’imbarazzante… tipo il fatto che Slash aveva l’abitudine, quando era cotto a puntino, di cagarsi addosso. Ma anche il doom metal degli eighties ha prodotto personaggi notevoli come Saint Vitus o Pentagram), gli anni 90 in cui c’era l’ultimo grande sciacquone da drogatoni di prima categoria (ah, come dimenticare le misture chimiche, comprensive di benzina e altro, di Al Jourgensen dei Ministry… altro personaggio cardine nell’Olimpo dei fattoni di prima categoria) e il trend straight-edge degli anni 2000 (con conseguente peggioramento della musica).
A volte, in maniera ironica sia chiaro, ci si chiede perché i grandi della musica abbiano smesso di farsi a bomba visto che, da quando sono sobri, avranno un’aspettativa forse più lunga, ma producono musica di merda.

What you get and what you see
Things that don’t come easily
Feeling happy in my vein
Icicles within my brain
(cocaine)
Something blowing in my head
Winter’s ice, it soon will spread
Death would freeze my very soul
Makes me happy, makes me cold
My eyes are blind but I can see
The snowflakes glisten on the tree
The sun no longer sets me free
I feel the snowflakes freezing me

——
Please welcome, Our Lady Of Electric Lights… Cineclan!
——

E in questo modo svelarono al mondo che, caso più unico che raro, era lei la tossica della coppia! XD
Ed ero anche seria quando te l’ho proposto, perché in un progetto come questo che mescola vita, musica (te) e cinema (me) come potevamo non parlare di droga? Quanti grazie abbiamo detto in questi anni alle sostanze psicotrope, pensaci! E sfatiamo anche un mito: la droga non appartiene solo al rock, diciamo che i nostri idoli hanno un po’ scoperto l’acqua calda… Pensa a Baudelaire… “L’hashish, allora, si distende su tutta la vita come una vernice magica; la colora con solennità, ne illumina tutta la profondità.” (capitolo IV, I paradisi artificiali: il poema dell’hashish) Hashish, oppio, assenzio, laudano… Insomma era uno che non si faceva mancare nulla! Freud ha scritto un saggio sulla cocaina e la prescriveva a profusione ai suoi pazienti, oltre a esserne un fervente consumatore: “Principessa mia, quando arriverò da te saranno guai! Ti farò diventare rossa a forza di baci e ti farò mangiare fino finché non sarai tondetta. E se non mi ubbidirai, vedrai chi è il più forte: la ragazzetta carina che non mangia abbastanza o l’omone selvaggio con la cocaina in corpo…!” ( Freud alla fidanzata Martha Bernays)… Parliamone, no? E Toro Scatenato? Senza la bamba quel film non ci sarebbe mai stato e invece… Invece è un capolavoro e ha salvato lo zio Martin: “la storia di qualcuno che aveva superato prove terribili, che aveva sofferto e aveva fatto soffrire quelli che gli erano vicini, e che… era arrivato a una sorta di pace con se stesso e con il mondo, quel film parlava di me. Era stato fatto alla maniera di un kamikaze: ce l’avevo messa tutta e pensavo che sarebbe stato il mio ultimo film”. E senza l’acido Russell non si sarebbe mai lanciato da un tetto urlando “I’m a golden god!” in Almost Famous. E poi ci sono tutte le teorie sul Mago di Oz e The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd fatte da un gruppo di fattoni (e prima o poi io tenterò l’esperimento, sappilo!). Anche se… Mi mancano John Belushi e River Phoenix e Philip Seymour Hoffman… E quello che avrebbero potuto donarci o forse no… Chi lo sa… Se poi parliamo della musica, si spalancano le porte dei pusher… E tra Heroin dei Velvet Underground e Cocaine di Eric Clapton io ho sempre preferito la prima… “I don’t know just where I’m going/But I’m gonna try for the kingdom”… La risposta giusta tutte le volte che mi chiedono qualcosa che non so è questa! E White Rabbit dei Jefferson Airplane o Mr Tambourine Man di Bob Dylan? “Hey! Mr. Tambourine Man, play a song for me / In the jingle jangle morning I’ll come followin’ you”. E Lucy in the Sky with Diamonds? Questo perché erano lo zio Mick e lo zio Keith i brutti, sporchi e cattivi fattoni del rock! A conti fatti uccidono più il cancro e gli psicopatici che un po’ di droga presa per svoltare la serata… Guarda lo zio Ozzy… Bruciato come una lampadina fulminata, ma ancora in piedi… La mia non è una pubblicità progresso a favore delle droghe, eh, ma credo anche che una canna a giro tra amici sia uno dei piaceri di questi 30 anni assurdi… Credo che siano le dipendenze a far male non le sostanze in quanto tali… Io sono una grande addicted di sostanze che legalmente non sono proibite ma che restano dipendenze a tutti gli effetti… Il caffè, le sigarette… E non disdegno una birra sudata (come si dice da queste parti) e una bottiglia di vino bianco freddo al punto giusto… E poi c’è lei, la mia amica adrenalina, quella che sopperisce a tutte le mancanze, a tutte le privazioni, quella che mi aiuta quando sono sul set, quella che fa restare in piedi questo corpo con un piede sempre più nella vecchiaia…

You don’t understand who they
Thought I was supposed to be.
Look at me now a man
Who won’t let himself be

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19 Replies to “Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 28]”

  1. L’ha ribloggato su CineClane ha commentato:
    Il mio amico Zeus avrebbe dovuto mettere un Warning grande come una casa su questo post, perché è leggermente “tossico”… In tutti i sensi… Perché parliamo di qualcosa di “proibito”… Qualcuno ha cantato “the drugs don’t work”, ma nei casi citati sotto hanno funzionato… Cazzo se hanno funzionato!
    Welcome to our (addicted) nightmare!

  2. Non ho mai capito questa ricerca del rincoglionimento, e il “bisogna provare” l’ho sempre trovato assurdo…
    Il discorso sugli effetti delle sostanze è interessante: le sostanze aiutano la creatività? I genii senza le sostanze avrebbero creato opere migliori o peggiori? Non ne ho proprio idea, però mi è venuta in mente una cosa, forse una vaccata chissà: l’abuso di sostanze non potrebbe essere un sintomo della volontà di essere fuori dagli schemi, di essere “contro”? La creatività massima non si raggiunge forse proprio tramite la volontà di essere qualcosa di completamente diverso dal resto del mondo? Allora rinunciando alle sostanze, o riducendole, si compie un passo verso la “normalità”, di conseguenza anche la propria creatività si “normalizzerà” e avremo risultati peggiori. Non rileggo eh, speriamo si capisca qualcosa! 🙂
    Ogni bene 🙂

    1. Ma guarda, stavolta ti farei rispondere da Cineclan che è “la chimica” ahahaha… Io sono solo un osservatore esterno e guardo il reparto musicale.
      E lo guardo affascinato dall’uso e abuso di droghe “creative”… che poi distruggono, inevitabilmente, la creatività.

      1. Sacrificare un po’ di sè stessi pur di cercare di raggiungere la vetta della creatività… C’è un po’ di nobiltà in questo… Anche se credo che tanti siano fattoni e basta…

Si!?

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