Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 26]

Dopo molti argomenti scottanti (Inferno & Paradiso o Morte…) ecco che ritorniamo dove il cuore batte e dove i pensieri stazionano. Dove la ferita nella bocca si rimarginerebbe, se solo smettessimo di tormentarla con la lingua (citazione rimaneggiata da Fight Club). Parliamo di nostalgia. C’è chi la capisce e riesce ad esprimerla (Cineclan) e chi, come il sottoscritto, non riesce perché non sa, in effetti, descriverla.
A volte, lo dico con onestà, bisogna anche fare un passo indietro e sapere cosa non si è capaci di fare.

WELCOME TO OUR NIGHTMARE
GIORNO 26 – BUT HOW DO I FEEL IN MY GLOOMY DEPTHS?

Ci stiamo avvicinando alla fine, amica mia, e non abbiamo ancora trattato della nostalgia. Penso che mi sono tenuto questo argomento nella lista To Do per troppo tempo, un po’ come ho fatto con l’esame di Diritto amministrativo. Dovevo affrontarlo, ma non avevo cazzi di farlo. Una rogna da quasi 1400 pagine, de dio. Una bomba nei reni.
Se ci pensi la nostalgia di lega molto al post dell’Infanzia o, anche, a quello del viaggiare. Ci manca qualcosa, sentiamo il buco in mezzo allo stomaco e non riusciamo a toglierlo, ma solo a riempirlo con altre esperienze. Una sorta di metadone emozionale. Questa è, per me, la nostalgia: l’idea di una felicità passata che non riusciamo più a raggiungere.
C’è la nostalgia di casa, delle persone che ami, delle tue abitudini o di una libertà che prima avevi… ma spesso ci frega quella condizione di felicità passata che, pur lavorando come dannati, non riusciamo più ad assaporare appieno.
Questa è la nostra punizione divina. Arrivare ad assaporare sempre al 99,99% l’esperienza che agogniamo ma non riuscire ad ottenere quella sensazione di appagamento che ci aveva dato. Ed ecco che sorge la nostalgia per quel tempo così felice, per quella situazione così perfetta.
E noi, animali per lo più stupidi, ci adagiamo nella nostalgia. Facciamo il nido dentro le sue calde spire perché è comoda la sensazione: una sorta di dolore sopportabile. Si avvicina alla malinconia, altro sentimento in cui indugiamo e ci abbuffiamo come ad un buffet gratuito, ma non è così ovattata. La nostalgia è dolce, triste ma ha sempre un’asperità sul retro della lingua, ha un colpo al cuore pronto per essere scoccato.
Non credo di essere la persona più portata a parlare di nostalgia. Mi piace immergermi nei ricordi dell’infanzia, ma non ci vivo dentro e non vorrei tornare a farmi vestire dai miei genitori. Non mi interessa ricordare della scuola e, perciò, non ho quella nostalgia da ritorno sui banchi di studio (ci hanno fatto anche un film di merda come Immaturi su ‘sta stronzata). L’università mi manca solo perché non avevo così tanti problemi come adesso ma, cazzo, non posso vivere nel passato. In qualche modo bisogna andare avanti.
La nostalgia, perciò, non è una componente del mio essere. Ci sono ricordi a cui sono affezionato (e che cercherò di tenere a mente il più a lungo possibile), ma non ho nostalgia di qualcosa e non ho voglia di riviverli ancora e ancora.
Strano. A volte mi chiedo come potrebbe essere.

—-
Please welcome, Cineclan
—-

“In greco “ritorno” si dice nòstos. Álgos significa “sofferenza”. La nostalgia è dunque la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare. ” (Milan Kundera).
Che sia un ritornate spaziale, temporale o sentimentale, la nostalgia è sempre una brutta bestia. Perché resta sempre un desiderio irrealizzabile… Si può tornare in un posto, ma non è detto che sia restato come lo ricordavamo. Tornare indietro nel tempo è impossibile, a meno che tu non abbia un flusso canalizzatore e una Delorean. I rapporti si possono ricucire, ma resterà sempre una crepa dorata sulla superficie… Quindi la nostalgia resta sempre lì, si deposita sul fondo del cuore e si accumula col trascorrere del tempo… È come la polvere in una vecchia casa disabitata… Si accumula, si accumula sin quasi a divenire solida, compatta… Sino a diventare armatura.
Sai cos’è la nostalgia? La nostalgia è questo treno che mi riporta a casa, stanca e infreddolita… Con la schiena a pezzi e la fame… Sto una chiavica, ma se mi chiedessero di tornare indietro, lo farei subito… Anche senza vestiti puliti… La nostalgia è Simple Man che parte quando meno te lo aspetti o Joni Mitchell che sussurra Both sides now nelle mie orecchie e mi riporta alla mente tre uomini… L’ex socio, l’uomo (quasi) perfetto e il terzo incomodo… E ognuno per un motivo diverso… Ognuno con il proprio carico di ricordi… La nostalgia è il ricordo della voce di una persona amata che inizi a dimenticare… Sono i ricordi che perdi per strada… Quelli che tornano a tratti nei sogni, ma si confondono e ti confondono. La nostalgia è Milano con la neve e un weekend in montagna e un cineforum tutti i venerdì sera… La nostalgia è una birra sotto i portici di Bologna con un’amica… La nostalgia è passare accanto al Colosseo tutti i giorni e meravigliarsi ogni giorno della sua bellezza… La nostalgia è quella voglia di tornare indietro e abbracciare una persona sapendo che sarà l’ultima volta e non rendersene conto quando è ormai troppo tardi… La nostalgia non è per i rapporti dell’infanzia, ma per quelli che sono venuti dopo, quelli della giovinezza, della maturità… Quei rapporti che quando cessano non puoi farci nulla, perché ci si fa del male in modi (in)consapevolmente maturi… La nostalgia è ricevere un messaggio da una persona speciale a cui sai di aver fatto del male, ma sai anche che lui te ne ha fatto, ma è bello leggere “Non importa che tu condivida le cose belle con me, ma che continuino a capitarti cose belle”… La nostalgia è Roses from my friends di Ben Harper e queste lacrime che solcano il mio viso…

This may be the last time I see you
forgive me for holding you close
this may be the last time that I see you
so of this moment I will make the most
This may be the last time I see you
but if you keep me in your heart
together we shall be eternal
if you believe
we shall never part

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28 Replies to “Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 26]”

  1. L’ha ribloggato su CineClane ha commentato:
    E la mia cattiva influenza continua a traviare il povero Zeus, anche se non sono sicura su chi ha proposto l’argomento questa volta…
    Il pessimismo cosmico che mi anima trova la proprio ragion d’essere nella nostalgia… Anche ora che sono in treno e Fassy fa partire la versione acustica di Scared to Death degli HIM e io penso a tante, troppe cose difficili da raccontare…

  2. Per me la nostalgia è ripensare al tè con le fette biscottate bevuto a casa della mia nonna. Nostalgia è il viaggio in Irlanda con i miei amici dopo la maturità, uno dei ricordi più belli della mia vita e uno degli ultimi momenti in cui siamo stati tutti insieme.
    La nostalgia è Torino, “quella” sera. Nostalgia è Torino, “quelle” sere. Nostalgia è un sacco di cose.
    Sì, io sono “nostalgica”, ma non lo trovo un vivere nel passato, ovvio non deve diventare “patologica”, altrimenti è solo sofferenza. Ma una buona dose di fisiologica nostalgia per me è positiva.

    N.b. Oggi non sono in forma e non so bene cos’ho scritto. Abbi pietà di me. Grazie.

    1. Ho pietà di te, figurati! 🙂 e hai scritto delle belle cose, perciò non preoccuparti!! 🙂
      No certo, non è vivere nel passato… ma io, boh, non riesco a descrivere la nostalgia… sarò rincretinito in questi tempi.

      1. E Zeus, cavalcando l’alce, arrivó in ufficio 😀
        Trot, trot, ponf, trot.
        (Riproduzione del suono delle zampette dell’alce sulla neve. Ponf è Zeus che è caduto).

  3. Parli bene tu, che sei un dio, hai tutto il tempo che vuoi e puoi andare avanti e indietro come ti pare! Eh?? 😛 😉
    A me piace farci il bagno nella nostalgia, andare sotto il pelo dell’acqua e trattenere il fiato finchè riesco, poi torno su e riprendo la routine.
    Però ogni tanto è bello farlo 🙂

    1. Il fatto è che nostalgia mi sembra un termine così strano, sai? Nostalgia è un sentimento forte, qualcosa che ti è quasi insito… se no sono ricordi, belli e che ti scaldano il cuore, ma vivacchiare nella nostalgia non mi piace.
      Ma forse sono io che interpreto male il termine… 😉

      1. Vivacchiare nemmeno a me e neppure restare troppo ancorata ai ricordi.
        Però ogni tanto farsi prendere dalla nostalgia è bello e malinconico, un po’ come un bel tramonto.

      2. Su questo concordo.
        Anche se, per me, nostalgia ha sempre quel significato da Saudade brasiliana… un desiderio molto più duraturo.

      3. Ecco, per me è quella la nostalgia. Qualcosa di molto profondo… il resto sono ricordi, in cui posso anche sguazzare, ma che non hanno niente della profondità del sentimento della tristezza.

  4. Io non posso parlare di nostalgia quindi…
    Una strada, di un centro storico… È una notte di primavera… Si può stare con la finestra aperta…
    Al terzo piano due finestre vicine.. Ad una DiodiUnDio affacciato, gomiti appoggiati al davanzale e bicchiere di rosso in un angolo della finestra…
    Penny… Dalla tua parte il davanzale è molto l’ergo perché c’è un mobile subito appoggiato li… Quindi sei seduta, appoggi la schiena al bordo della finestra… Posacenere alla tua sinistra, verso l’esterno del palazzo… Perché meglio che caschi quello di sotto, piuttosto che il vino da sballo che hai nel bicchiere!
    Il cielo è limpido e carico di stelle e stanotte… C’è un’incantevole luna a barchetta…

Si!?

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