Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 20]

Parlare di film, per me, è sempre un fattore di ansia. Io non ci capisco niente, sono delle braccia mancate all’agricoltura e cerco di parlare “in maniera intellettuale” di argomenti che non mi competono. Questa cosa, ovvio, non si può dire per Cineclan che, nel cinema/nelle serie etc, ci sguazza come un pesce nell’acqua. O una Nereide nel mare. Perciò potete capire perché in questa giornata parte Cineclan e io, con umiltà, seguo e provo, balbettando, a tenere botta. Non riuscendoci, ovvio. Tutto questo per dire che oggi si parla di CINEMA.

WELCOME TO OUR NIGHTMARE
GIORNO 20 – A FILM SAVED MY DAY

Quando mi hai detto “dai, Penny, parliamo anche di cinema”, ti ho detto di sì ovviamente, ma dentro di me ho pensato anche che fossi un po’ impazzito, perché chiedere a me di parlare di cinema è come portare un ex alcolista in un bar, un ex tossico in Colombia… Non sai MAI cosa potrebbe venirne fuori ed è rischioso… Molto rischioso… Rischi di scatenare una logorrea difficilmente contenibile, un turbinio di emozioni, sensazioni, ricordi che difficilmente avrà un filo logico. Io salto di palo in frasca già parlando del meteo… Figuriamoci parlando di cinema. Perché si mescola la vita allo schermo, i tuoi sogni con quelli dei registi che ami e i confini si fanno labili e mutevoli fino a scomparire. Parlare di cinema vuol dire parlare di me, della mia vita, della parte migliore e peggiore di questa piccola Penny Lane fatta di carne e ossa e bit. Parlare di cinema vuol dire parlare di tutto e non ci basterebbero un paio d’ore e una bottiglia di vino. Ci vorrebbe tutta la notte sino all’alba e ritorno. E forse neanche così basterebbe… Il cinema è la mia vita, quella di tutti i giorni. Il mio lavoro. Il lavoro demmerda più bello del mondo come lo chiamo io. Perché io non lo lascio in ufficio. Non lo dimentico una volta varcata la porta di casa. Appartengo a quella sorta di loggia massonica dei cosiddetti “lavoratori dello spettacolo”… Siamo un circolo chiuso dove ci si conosce un po’di tutti almeno di nome. Un circolo privato in cui al posto di dirsi “Ciao, come stai?” Si dice “Ciao, che fai? Stai lavorando?” La maggior parte dei miei amici lavora nel cinema, perché quando lo trovo il tempo di conoscere e frequentare gente normale io?! (presenti esclusi ovviamente!) Io mi sveglio pensando al cinema e mi addormento pensando al cinema. E quando fai il mio lavoro, il cinema è più di un piacere, ma perde un po’ del suo fascino da macchina dei sogni. È difficile trovare la meraviglia sul grande schermo per me, perché automaticamente mi chiedo tecnicamente come abbiano realizzato una scena, quanto possano aver speso, quanti giorni di lavorazione sia durato… Ecco perché le mie recensioni ultimamente sono diventate meno “tecniche” e più di pancia, d’emozione… Brandelli di sensazioni che ancora il cinema mi dona e che continuerà forse sempre a donarmi nonostante il mio lavoro… E sono queste sensazioni, queste morse allo stomaco e al cuore e alla mente che mi tengo sempre stretta, che non voglio perdere.
Cocteau ha scritto che il cinema è la morte al lavoro 24 fotogrammi al secondo e credo che questa sia la più bella e profonda descrizione del cinema che io abbia mai letto. Perché è vera, reale, autentica. Quello che noi vediamo sul grande schermo è già passato. Quello che scorre sulla pellicola è l’istantanea di un tempo che fu. Eppure pur essendo passato, quello che vediamo resta immutato in un eterno presente. Il cinema confonde tempo e spazio, passato e presente, il qui e ora della visione con il la e l’allora della realizzazione. E quando vai al cinema a vedere un film che hai realizzato tu, che ha occupato la tua vita per mesi, che ti ha fatto ridere e piangere e vivere, la distorsione spazio-temporale diviene totale, perché tu sei in sala, ma eri anche lì. E i ricordi di allora si mescolano a quelli dell’ora. E per ogni dettaglio sullo schermo ricordi mille dettagli della vita e quello che stai provando in sala si mescola esplosivamente a quello che hai provato sul set. Mesi di ricordi e di emozioni concentrati in due ore. E allora non puoi far altro che abbandonarti a un pianto liberatorio tra lacrime e sorrisi. E non ti importa che il trucco si stia sciogliendo e ti faccia assomigliare a un panda in via di estinzione… Non ti importa neanche che il pubblico in sala ti osservi, perché quelle sono le lacrime più belle della tua vita…

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Anche questa volta arrivo dopo un gran pezzo di Cineclan… che ci posso fare? Applaudo e cerco di non sfigurare… come sempre, fra l’altro…
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Come faccio a scrivere di cinema dopo di te, amica mia? Risolvimi questo dilemma.
Io sono un consumatore occasionale di cinema, spesso distratto e annoiato per la maggior parte del mio tempo. Non ho quasi più la voglia di guardarmi un film e sto settando il mio corpo e la mia mente alla serie televisiva. So che è brutto, so che è sbagliato, ma la concezione di serie, i 40-50 minuti di tempo, mi permettono di dire: “se crollo, riesco comunque a vedere l’episodio completo”. Il cinema era evasione, per me, evasione da qualcosa, da qualcuno, da qualche tempo. Adesso evado meno o, per meglio dire, evado in altra maniera. Il cinema è qualcosa che comprendo in maniera superficiale, di cui non conosco metà delle cose e mi ostino, nonostante pareri contrari, a guardare le più supreme puttanate. Ho una certa ritrosia a guardare i film in bianco e nero, non chiedermi perché. I film di guerra, quelli del passato, non li considero neanche. Motivo? Il fatto che, dopo una battaglia sanguinosa, il protagonista abbia ancora la piega perfetta sui pantaloni mi rende nevrotico e incazzato. Lo so, sono motivazioni idiote, ma tant’è.
Non conosco le tecniche e non conosco le tempistiche. A volte non capisco neanche perché un film riesca a vincere tanti premi e, per questo motivo, questiono la mia conoscenza della materia. Una condizione di inferiorità manifesta e che, più di una volta, mi ha portato ad un totale disamoramento per il cinema.
Il fatto di scrivere di cinema, in maniera seriosa e non con le mie supreme cagate di recensioni, in Both Sides Now è una sfida assoluta per me. E anche una sopresa. Ho sempre “la paura” (permettimi il termine, anche se paura non è il termine giusto) che qualcuno scopra che io, di cinema, non ne capisco un beneamato cazzo. Cosa che è vero, ma cerco di mascherarlo.
In fin dei conti io mi appassiono a certi film solo perché li vedo in un momento giusto… non è come la musica che amo a prescindere. I film li vedo e li tengo per collezionismo e perché potrei rivederli. Solo alcuni sono nella lista dei film imprescindibili per me: Nel Nome Del Padre (questo c’è, e ci sarà, sempre) e Dove Osano Le Aquile (il film che ho visto così tante volte da conoscere battute e scene… ma che, ancora oggi mi prende e appassiona come la prima volta). Questi due film sono quelli che mi porto dentro, gli altri ci sono e/o passeranno, per quanto possa amare alcune pellicole.
Come puoi vedere non sono proprio dei capolavori del cinema del 1900… ma ho un rapporto affettivo con questi due e non ci posso far niente.
Penso che la descrizione della mia condizione sia: sono un analfabeta di cinema, ma mi applico quanto basta. Non supererò mai il 6 politico, ma non sarò neanche nel girone degli adoratori di film patacca come “Vacanze di Natale” o altre vaccate da schermo.
E dire tutto questo, amica mia, è una gran bella cosa… almeno squarciamo il velo di Maya e facciamo vedere come sono le cose “dietro le quinte”.

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38 Replies to “Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 20]”

  1. L’ha ribloggato su CineClane ha commentato:
    Zeus mi fa di nuovo stendere sul lettino dell’analisi e mi fa parlare a ruota libera sul cinema… A me… Adoro la sua ingenuità (o genialità…) nel farmi parlare di certe cose, perché parlare di Cinema per me è spogliarmi e mostrarmi per quella che realmente sono…
    Grazie, Zeus… Di tante cose ❤

  2. sempre belli… tutti e due…
    … un lago… di sera… una barchetta a remi, azzurra con il bordo blu scuro… e sul fianco la scritta “WTON”, in bianco… fatta di sbieco…
    in questo momento sole e luna sono entrambi nel cielo… e voi… tranquilli e paciosi… a naso in su… chiacchierate… e ridete… e silenzio… e ridete…
    🙂

      1. Scusami… ho scritto dal lavoro e non ci ho pensato 😀
        ehehehe… tieni presente che è tutto il giorno che sto tirando testate al PC…

      2. ahahahah! stai calmo DiodiUnDio! stai calmo che poi ti partono fulmini a casaccio!
        ( voi parlate di cinema e io mi faccio tutti i film in testa 😀 )

      3. guarda, fortuna che fra poco esco di qua… se no tiro veramente un saetta da chilo.
        (ecco, allora siamo in tema 😉 eheh)

Si!?

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