Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 19]

Dopo aver trattato il tema “On The Road”, il duo Cineclan-Zeus si mette al lavoro su qualcosa che, in effetti, ad un primo sguardo gli assomiglia… ma non è la stessa cosa: Viaggiare.
Ci sono componenti diverse, ci sono sensazioni, emozioni e motivazioni diverse. Viaggiare non è sempre equiparabile alla vacanza e la vacanza non è sempre il sinonimo di viaggiare. Ecco perché parte la mia amica Penny Lane questa volta, perché uno sguardo come il suo, sul viaggiare, è impagabile.

WELCOME TO OUR NIGHTMARE 
GIORNO 19 – RIDERS ON THE STORM

Ieri il mio capo e io parlavamo delle prossime due settimane che ci aspettano e il mio primo pensiero è stato “meno male che ho più di 20 paia di mutande!” Sì, perché quando fai il mio lavoro da tanto tempo non pensi più alla stanchezza che ti aspetta, ai chilometri che devi macinare, alle persone che devi incontrare (fosse anche Michael Fassbender!)… Pensi solo a come preparare una valigia intelligente e se avrai tempo per fare un bucato! Tutto ruota attorno a questi due principi fondamentali, perché devi prevedere che le notti fuori potrebbero diventare più di quelle previste e potresti ritrovarti in posti talmente sperduti e dimenticati dagli dei antichi e nuovi da non trovare una lavanderia! Perché oramai per me viaggiare è sinonimo di lavorare. Io viaggio lavorando e lavoro viaggiando. Anche perché è scientificamente provato che mi basta organizzare un viaggio, una gita anche solo per partecipare a un evento, a un concerto, che spunta fuori un lavoro proprio in quelle date. Fino a un po’ di tempo fa il lavoro aspettava che acquistassi il biglietto per fare capolino e dire “cucù”, ora ho ampliato i miei poteri e mi basta solo “pensare” di farlo perché arrivi la fatidica telefonata. Sono ancora qui che piango per i 400€ del pass della convention di Supernatural del 2011! Ricordo ancora la telefonata della Ale nel giugno del 2011: Lei a Milano al concerto dei Foo Fighters e io a Roma sull’Appia a caricare il furgone per il corto che avrei iniziato a girare il giorno dopo! Un ultimo esempio? Dopo l’iniziazione al Boss di Lapinsù e della Samy, attendevo con ansia che Bruce annunciasse le date del tour europeo… E giustamente quale data ha scelto per Roma? Il 14 maggio, quando io sarò sul set… E li sento già i vostri commenti “Non sei mai contenta! Non lavori e ti lamenti, lavori e ti lamenti!” Badate bene, non mi sto lamentando! Io amo il mio lavoro soprattutto perché mi permette di viaggiare e di scoprire posti che altrimenti forse non vedrei mai in vita mia (ricordate Roque Nublo?), però a volte sarebbe bello viaggiare per il semplice gusto di farlo. Sarebbe bello ritrovarsi in un posto nuovo senza lo sguardo spiritato che cerca punti di riferimento per le indicazioni da dare alla troupe. Senza l’ansia di calcolare i tempi di percorrenza e le spese di benzina. Sarebbe bello cercare un hotel che mi piace e non che sia logisticamente ed economicamente funzionale. Sarebbe bello lasciar vagare lo sguardo e bearsi del puro piacere della scoperta. Sarebbe bello viaggiare per il gusto di farlo… Come dice Battisti

dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore

Anche i film sono viaggi… Mentali, fisici, emozionali, ma viaggi diversi… Viaggi che fai in compagnia di altre persone… E non è detto che siano i compagni di viaggio ideali… Sarebbe bello a volte viaggiare da sola… Senza dover rendere conto a qualcuno… Riprenderti i tuoi tempi, i tuoi ritmi… Dormire se ne hai voglia, mangiare quando ne hai voglia, parlare con la gente per il semplice piacere di farlo o anche startene in silenzio con i tuoi pensieri, le tue paure, i tuoi sogni… Ecco, se si fa il mio lavoro il concetto di “solitudine” sparisce… Il concetto di privacy scompare! Sull’ordine del giorno, accanto ai nomi dei componenti del reparto di produzione non c’è l’orario di convocazione ovvero l’ora a cui uno deve presentarsi sul set, ma c’è una semplice sigla… O. C. Che non vuol dire Orange County (e Marissa Cooper) ma “on call” ovvero reperibilità h24 7 giorni su 7. Quindi io ricevo telefonate a qualsiasi ora del giorno e della notte… Quando dormo (poco), quando mangio, quando sono in bagno… Sempre! E non sempre per questioni di lavoro… Perché la produzione è il Mr. Wolf del cinema… Risolve problemi che non sai di avere in modi che non puoi comprendere…

—-
Adesso tocca al sottoscritto
—-

Amica mia, viaggiare per me è una cosa strana. Un tempo lo facevo spesso, andavo in giro per l’Europa ed era cosa buona e giusta. Adesso? Adesso ci sono congiunture economico-astrali che mi tengono, spesso e volentieri, in Patria. Qualche giretto lo faccio, ma non sono più settimane via, non sono più i viaggi relax… quelli in cui parti e resti quanto basta per dimenticarti il viaggio d’andata. Adesso sono toccate-e-fuga. Sono assaggi. Sono vacanze-al-cucchiaio.
Se fossimo in Fight Club potremmo dire che sono le mie vacanze “porzione singola”. Come i panett di burro, lo shampoo e via dicendo. Questo è il mio concetto, attuale, di vacanza. Brutto, lo so. Ma la realtà fa pressione e pensare di poter viaggiare come prima, in questo momento, è un’utopia.
Si ritornerà. Ma non ora.
Viaggiare però ha qualcosa di catartico. Viaggiare mi permette di non essere al comando di tutto e di lasciarmi trasportare dall’aereo, da un treno o da altri che guidano. La differenza è notevole perché mi permette di assaporare il viaggio in una prospettiva diversa. Essere passeggero riduce le responsabilità, riduce l’attenzione alla strada e alla segnaletica. Essere passeggero significa settare il ritmo del proprio respiro, e del proprio cuore, al ritmo del viaggio.
Non mi formalizzo troppo quando viaggio: non cerco gli Hotel sfarzosi e i resort con SPA e servizio in camera. Non cerco le discoteche e i posti fighetti in sé. Non sono ancora riuscito ad adeguarmi alle mode del momento: la Thailandia non l’ho mai vista, come neanche Sharm… non ho mai visto certi posti che sembrano arrivare ad ondate nelle agenzie viaggi e, parlando con amici e conoscenti, sono la meta dove andare alla prima vacanza disponibile.
Del viaggiare amo immergermi nel posto dove sono, cercare, in qualche modo, di non cavalcare l’onda umana ma di immergermi in essa. Di essere parte del flusso e della gente. Mi piace mangiare il cibo del posto e non cercare, in maniera ossessiva, il cibo italiano anche in Danimarca. Mi piace avere l’assoluto bisogno di un panino al bacon e Coca Cola come colazione dopo una serata a base di birra e curry in Inghilterra. Mi piace sedermi su una panchina e leggermi un libro e guardare la gente che passa. Camminare nei vicoli e nelle piazze e, quando ho voglia, disturbare qualcuno e incominciare a chiacchierare. Tutti hanno una storia da raccontare e, anche se non sempre, mi piace sedermi e ascoltarla. Non sono un viaggiatore intellettuale, quelli per cui la destinazione di un viaggio è un museo o similia; ma sono un viaggiatore curioso e perciò amo anche un museo, una centro culturale o una mostra. Il mercatino delle pulci è divertente ed è uno spaccato di vita vissuta.
Non mi disturbo troppo a dormire su un pavimento, ma non disdegno neanche un comodo letto da ostello. Viaggiare da solo mi piace, ma viaggiare in compagnia è qualcosa di diverso. Più persone, più argomenti e più interessi. In fin dei conti si impara molto anche andando a scoprire qualcosa che, di tuo, non saresti mai andato a vedere.

Il viaggio non è l’emozione di attimi pericolosi
il viaggio è la gioia del tempo
pericolo è stare rinchiusi
Direzione casuale, non prevede sosta
chi viaggia detesta l’estate
l’estate appartiene al turista
Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento

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27 Replies to “Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 19]”

  1. L’ha ribloggato su CineClane ha commentato:
    È di nuovo lunedì e io sono nuovamente in viaggio… La ragazza con la valigia… E Zeus ha scelto l’immagine più bella che esiste per parlare di Viaggi e Scoperte… Andate e (forse) ritorni… Sempre dal lato del finestrino,altrimenti che gusto c’è?!

  2. il viaggio, per me, è una macchina per strade sconosciute e tenda per fermarsi dove capita… girare così, quasi senza meta alla scoperta di paesaggi nuovi… ormai è una vita che non faccio più una cosa così… ma tra qualche giorno un piccolo viaggetto riaprirà il cuore… e io son felicerrima!

Si!?

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