Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 18]

C’è poco da fare: in questi trenta giorni sono emerse tante novità e qualche conferma.
La cosa più bella, forse, è che siamo a X-mila chilometri di distanza e, nonostante questo, ci ritroviamo a guardare lo stesso cielo e a cercarne stelle, comete e pianeti sconosciuti. Il fascino che sprigiona lo spazio profondo, quello narrato dai grandi scrittori e dai grandi registi, quello che cantano i musicisti, ci affascina. Ci prende l’anima. C’è poco da fare.
E, a X-mila chilometri di distanza, scopri anche questo.

WELCOME TO OUR NIGHTMARE
GIORNO  18 – ­ MAJOR TOM

Questa volta ho scritto prima il titolo della giornata che il testo sotto. Di solito faccio il contrario. Ma oggi, il giorno 18, una canzone di Bowie descrive perfettamente tutto.
Lo spazio mi affascina. Mi fa provare quella sensazione di grandezza che poche cose in questo mondo riescono. Non è un sentimento da die­hard fan dell’astronomia (di cui so gran poco) e neanche di uno che avrebbe voluto fare l’astronauta (o forse sì? Non mi ricordo): lo spazio è l’immenso. Qualcosa che possiamo immaginare e, come ben sai, l’immaginazione può riempire enormi spazi vuoti di fantasie incredibili. Le foto arrivate da Plutone sono state un brivido, strano da dirsi, e così anche le foto di Marte o quelle distanti di Urano o Nettuno. Mondi diversi, così lontani dal nostro quotidiano arrancare verso un fine giornata benvenuto con la forza dello sfinimento, e così capaci di rinvigorire una fantasia, un’immaginazione quasi fanciullesca. E sì che l’infanzia l’ho passata da molti anni ormai.
Siamo così concentrati su noi stessi, come esseri umani, che ci mettiamo di diritto sulla cima della piramide evolutiva, che creiamo un Dio unicamente per sublimare la paura di un vuoto siderale che rischia di farci diventare nulla e che pensiamo che la Terra sia l’unico posto dove vivere. Chi lo sa? Sono quasi certo che in qualche galassia lontana ci saranno altri che pensano esattamente la stessa cosa. Non è possibile, in uno spazio così grande e in continua espansione in un nulla cosmico, che non ci sia qualche altra forma di vita.
Festeggiamo che su Marte ci sia un’idea di acqua, che su quella luna sperduta ci sia una traccia di ghiaccio secco o un’erosione causata da una qualche forma di scorrimento liquido (e subito pensiamo acqua ­ supportato, sia chiaro, da analisi e studi approfonditi). Pensiamo che sarebbe bello muoversi sul quel pianeta. La nostra idea di miglioramento è sempre la stessa: fregarcene di quello che c’è qua per un qualcosa d’altro in un posto diverso (qualcuno ha detto Paradiso? Ah, no, mi pareva). A volte, mentre sono sul balcone e guardo il cielo notturno, mi chiedo se sarebbe veramente così bello prendere armi e bagagli e andare ad inquinare un nuovo pianeta. Lo so, queste frasi mi dipingono come un impenitente disfattista… perdonatemi, ma io lo chiamo realismo.
Non riusciamo a muoverci in un posto e non alterare qualcosa e, per alterare, intendo peggiorare. La Terra e i paradisi naturali ne sono testimonianza. Perciò, viste le premesse e l’esperienza, perché non supporre che una eventuale spedizione su un pianeta non porti alle stesse conseguenze?
Lo spazio, però, è affascinante. Ha il fascino del mistero, di quel detto che dice “nello spazio nessuno può sentirti gridare“, dei pianeti giganti e quasi gassosi, degli anelli di Saturno e le lune di Plutone. Se vogliamo, poi, i nomi dati ai pianeti, quelli della nostra galassia hanno anche un fascino primitivo e stupendo: Mercurio, Venere, Marte, Terra, Giove, Urano, Saturno, Nettuno, Plutone… Sono nomi che evocano prima di mostrare. Sono la promessa di qualcosa di grandioso, di immenso, e oltre alla possibilità di immaginazione. Anche se non è più vero. Le sonde e gli enormi telescopi hanno reso la distanza meno impensabile. Il pianeta, da sconosciuto e misterioso, è diventato qualcosa di concepibile dalle nostre menti.
Ma il blu stupendo di Nettuno ed il rosso di Marte sono ancora la a dirci che c’è mistero, che non tutto è conosciuto. E dove c’è il mistero, l’immaginazione cavalca e riempie gli spazi, crea storie e, pian piano, annoda fili di pensieri.
Non per nulla, un grande scrittore come H.P.Lovecraft aveva inventato, dopo l’allora ultimo pianeta Nettuno, un pianeta sconosciuto: Yuggoth, abitato da Cxaxukluth. Yuggoth è diventato realtà poco tempo dopo… il suo nome è, ora, Plutone. Ma io continuo ad immaginare che ci sia qualcosa che si annida nelle sue viscere e, silente, aspetti il suo turno per uscire allo scoperto.
Fantasia? Forse. Ma, in fin dei conti, nello spazio nessuno può sentirti urlare.


Ed ecco a voi, Major Cineclan!

Tu esordisci con Major Tom, io indosso la maglietta dello zio David e Fassy fa partire Moonage Daydream senza preavviso… Noi non crediamo nel destino, ma se ci credessimo… Saremmo comunque qui a parlare dello zio David e dello spazio e ci diremmo a vicenda “Houston, abbiamo un problema“… Dai, ammettiamolo, questa è una citazione meravigliosa anche quando non rischi di perderti ai confini dell’universo! E te lo dice una che non solo è fissata con il cinema, ma anche con l’astronomia sin da piccola. Da fanciulla agli scout ho preso anche la specialità in astronomia! Non fare domande sugli scout e non prendermi per il culo, perché era una vita niente male (cit.) e un giorno, quando saremo soli te e io davanti a una bottiglia di vino, ti racconterò dei miei scout e non li vedrai più come dei poveri sfigati in pantaloncini, fidati! Dicevamo… Amo l’astronomia… Mi piace stendermi su un prato di notte e osservare il cielo, le costellazioni… Riconoscere l’Orsa Maggiore e con le dita calcolare la distanza che la separa dalla Stella Polare. Riconoscere Cassiopea che muta a seconda della stagione. Può apparire come una M o come una W… È mutevole come la luna.
Mi piace osservare il cielo e lasciarmi inghiottire dalla sua immensità… Quella fugace stretta al cuore che ti fa sentire piccola piccola… Quasi la stessa sensazione che mi dona il mare. E neanche nei miei periodi più bui ho mai pensato che fossi sola su quel prato di notte. Ho sempre pensato che forse da qualche parte nella galassia ci fosse una ragazza simile a me  stesa su un prato simile al mio che si interrogava su di me qui sulla Terra… E non ti nascondo che nei miei sogni di bambina fare l’astronauta era una carriera niente male, poi ho scoperto che avrei dovuto studiare troppa matematica e ho desistito… Sono pur sempre quella che ha scelto il liceo classico perché c’erano solo tre ore di matematica a settimana! E giustamente per la legge del contrappasso mi ritrovo a fare un lavoro in cui ho a che fare ogni giorno con
numeri, percentuali, iva, trattenute e compagnia danzante! E poi lo spazio è  intrinsecamente legato al cinema… Pensa solo a Interstellar… E non solo perché c’è Matthew McConaughey… E alla musica… Allo zio David, all’uomo caduto sulla terra, a Ziggy StardustSpace Oddity… E quella domanda fondamentale… C’è vita su Marte?

Sailors fighting in the dance hall
Oh man look at those cavemen go
It’s the freakiest show
Take a look at the lawman
Beating up the wrong guy
Oh man wonder if he’ll ever know
He’s in the best selling show
Is there life on Mars?

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21 Replies to “Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 18]”

  1. L’ha ribloggato su CineClane ha commentato:
    Non mi sembra quasi vero di essere arrivata al diciottesimo giorno di questo progetto a quattro mani con Zeus senza aver saltato un solo giorno… Un urrà per me che sono Miss Incostante 2016!
    Siamo diventati maggiorenni e allora è giusto che spingiamo i nostri passi un po’ più in là… “Verso l’infinito e oltre!”
    Though I’m past
    one hundred thousand miles
    I’m feeling very still
    And I think my spaceship knows which way to go
    Tell my wife I love her very much
    she knows

    Ground Control to Major Tom
    Your circuit’s dead,
    there’s something wrong
    Can you hear me, Major Tom?
    Can you hear me, Major Tom?
    Can you hear me, Major Tom?
    Can you….

    Here am I floating
    round my tin can
    Far above the Moon
    Planet Earth is blue
    And there’s nothing I can do…

  2. …una spiaggia… poca gente… se vi girate di là, verso gli scogli… se guardate bene ci son due bambini… lei costume rosso a pallini bianchi, frangia che cade sugli occhioni e codini, uno più alto dell’altro… lui pantaloncini blu e arancioni, berretto a riparare la pelle chiara del viso…
    sono inginocchiati e stanno trafficando… le manine che affondano nella sabbia… lei dirige i lavori e lui fa continui avanti e indietro dall’acqua per prendere acqua, posare acqua, prendere acqua, posare acqua… mentre altri bambini fanno formine e costruiscono castelli, loro no… loro stanno costruendo la pista per le biglie più fantasmagorica della terra…
    biglie di vetro, bianche e colorate, con la spirale dentro… che quando gira fa mille colori… biglie di plastica… grandi, di quelle prese alla macchinetta “a rotella”… giri la manopola a speri, chiudendo gli occhi, che la biglia che scenderà sia proprio quella che desideri…
    adesso i due bambini sono coricati all’ombra e guardano il cielo attraverso le loro biglie colorate… e le immaginano stelle…

    1. Io non ho pantaloncini blu e arancioni.. ehehe… ho boxer blu, ma diciamo che ci hai quasi preso (anche se, lo ammetto, ormai non li metto da anni).
      Mi fa piacere che:
      a) anche nei sogni sono pallido da morte nella notte;
      b) lavoro sotto padrone… anche se avere un padrone come Cineclan.. ragazzi… farei la firma mille volta più una.

  3. E gnente, m’avete toccato un tasto speciale.
    Con la foto di Yuggoth poi, che come ben sai adoro!
    Tra mitologia, scienza, letteratura, cinema e musica, lo spazio profondo, l’immensità siderale è una chiave di volta di cui non si può fare a meno.

    1. Immaginavo per Yuggoth… ha una certa rispondenza con un sito di nostra conoscenza, non credi? eheh.
      In effetti l’immensità siderale è un argomento cardine in molti aspetti creativi (e non).

  4. Sono iperantropocentrico, quindi… Sono quasi certo che ci siamo solo noi, anzi già il fatto che ci siamo noi è così improbabile da rasentare l’impossibilità… Però l’ignoto affascina, altrochè se lo fa…
    Plutone è stato declassato (a pianeta minore, mi sembra), non so cosa voglia dire in sostanza, ma insomma: povero HPL, che delusione per lui! 🙂 Ma hai ragione: chissà cosa si nasconde là fuori… Però chissà se è così saggio andarlo a cercare…

    1. A volte me lo chiedo anche io… cercarli è un bene o un male? Ma il fascino dell’infinito, di quello che potrebbe essere… beh… è una cosa incredibile

Si!?

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