Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 16]

Questa volta indugiamo nel piacere. Indugiamo e ci sporchiamo le mani con un tema che ci delizia l’animo e il corpo. Il cibo, cari miei, è qualcosa che ti scalda, che ti coccola, che ti tira su e ti delizia. A volte è un guilty pleasure, a volte una necessità. Lo chiamano Comfort Food e lo chiamano Slow Food. A volte il cibo è ricordo, spesso il cibo è solo nutrire il corpo.
Ma se al cibo unisci la compagnia… ecco che si trasforma in una vera festa.
Ma ricordate, o Voi che leggete: NON si porta un’insalata di riso ad una grigliata.

WELCOME TO OUR NIGHTMARE
GIORNO 16 – ­ COOK A DINNER FOR A CHANGE

Sai una cosa amica mia? Fra i piaceri della vita io metto anche il cibo e sia quello mangiato che quello cucinato. Essere a tavola con amici e mangiare, musica in sottofondo e chiacchiere. Ecco, questo è quello che potrebbe essere un’ottima serata. Perché il cibo unisce, ti scalda il cuore e ti fa sentire vivo (oltre che, banalmente, nutrirti). Quanto rimani insoddisfatto quando vai in un ristorante e invece che portarti qualcosa di visivamente, e quantitativamente, sostanzioso, ti
portano un piatto di cucina francese o di cucina sperimantale? Quattro cosette in croce che, secondo tutti i parametri nutritivi, sono perfette, ma l’animo sente che manca qualcosa.
Quel qualcosa che non manca quando vai a mangiarti una carrettata del tuo cibo preferito. Accompagnato, forse, da un vino o da una buona birra (artigianale, se possibile). Questo è il mio mondo, non le porzioni stitiche della novelle cuisine. No, quelle le evito come la peste. Mi deprimo a pensare che una mezza porzione di qualcosa più tre foglie in croce raggiungono il fabbisogno nutritivo del pranzo/cena… non per il fatto che raggiungono lo stomaco, ma perché anche gli occhi hanno bisogno di essere saziati tanto quanto quel macina­sassi che mi ritrovo come stomaco.
Non sono neanche così pretenzioso in quanto al cibo, anche un piatto “umile” come dell’affettato e dei sottaceti sono gustosi e riescono a rendere una serata qualcosa di “diverso”. Perché se si associa al buon cibo anche una bella compagnia, allora il cerchio si chiude e si trova la cosa più vicina al Paradiso in terra (non in assoluto, ma qua restiamo in termini culinari).
Ti dirò una cosa, amica mia. Anche il cucinare mi da piacere, mi rilassa. Mettersi davanti ai fornelli mi calma e mi fa assaporare un’altra dimensione del cibo. Cucinare significa sporcarsi le mani e mettere amore in quello che si fa. Senza amore per il cibo, senza il piacere di cucinare e di “perdere tempo” (lo metto fra virgolette perché non è perso, ma investito) dietro una composizione, una salsa o anche un semplicissimo primo piatto, il risultato è destinato allo sfacello assoluto.
Provateci. Cucinare senza amore significa produrre un risultato sciapo, non all’altezza di quello che il vostro palato si aspetta. E questo è vero anche quando il vostro palato si aspetta poco. Ve lo posso assicurare. Cucinare significa rispettare sé stessi e i propri ospiti, perché spendere tempo dietro ai fornelli è un atto di amicizia e anche un piacere. Cucinare significa cercare gli ingredienti giusti (cari miei, se fanno la differenza… un vino pessimo in un ottimo arrosto, fa l’arrosto mediocre!), le padelle giuste e, se vi confrontate con qualche ricetta ostica, significa anche impegno e un pizzico di studio per carpirne i passaggi e i trucchi.
Secondo me non c’è niente di più bello. Un buon piatto, fatto con le proprie mani e servito ai vostri cari/amici… è qualcosa che unisce.
Sia chiaro, anche a me fa piacere tornare a casa e riuscire a trovare una cena calda, fatta con amore, che ti scaldi l’anima e ti dica che la giornata è finita. Non sono diverso da voi in questo caso. La noia mi assale anche a me, mi viene la stanchezza di pensare al pranzo/cena, spadellare e lavare tutto; a volte sale persino la frustrazione ed ecco saltare fuori qualche porcata già pronta.
Ma… ma, amica mia, se devo viziarmi, se voglio mangiare bene, se voglio qualcosa che possa rendere felici, un piatto fatto da sé, con un po’ di cura e amore, allora quello è il massimo.


Ed ecco a voi, Cineclan

Ecco, vedi, io col cibo ho un rapporto un po’ più complicato. Vengo da una terra dove quasi tutto ruota attorno al cibo… Si inizia a parlare del menù di Natale già da fine novembre. La prima domanda che mi fa mia mamma quando sono fuori per lavoro e mi capita di sentirla telefonicamente la sera è “Hai mangiato?” seguita a rotta di collo da “E cosa hai mangiato?” Quando vivevo fuori (ed è successo per 12 lunghi anni) le nostre conversazioni ruotavano sempre su queste due domande. Quando tornavo a casa per le feste, mia nonna mi dava sempre 50 euro… “Perché così ti compri un panino”… Sì, mia nonna aveva un’idea tutta sua del costo della vita a Milano o a Bologna o a Roma. Per dire che non si ha molta confidenza con una persona si usa dire che non si è spartito né la tavola né il letto. Per non parlare di tutta la storia delle orecchiette con le cime di rapa… Ecco perché ti dico che è complicato parlare di cibo, perché parlare di cibo vuol dire anche svegliarsi la domenica mattina in totale hangover dopo aver fatto le 6 ed essere investita  dall’odore del ragù appena apri la porta di camera tua. Vuol dire tuo padre che ti sveglia il sabato mattina per chiederti cosa vuoi mangiare a pranzo la domenica. Però vuol dire anche che la domenica mattina ti porterà i ricci di mare appena pescati col pane caldo appena sfornato e che i dolci di mandorla al cioccolato come li faceva mia nonna erano i più buoni che io abbia mai mangiato. Che la merenda sinoira della Tati è la prossima cosa che voglio assolutamente assaggiare nella mia vita. Parlare del cibo vuol dire parlare d’amore e parlare d’amore è sempre un po’ complicato, perché cucinare credo sia un atto d’amore. Se non lo si fa con amore si sta solo preparando del cibo. Ecco perché dico che non mi piace cucinare, perché
non mi piace farlo solo per me. Mi piace cucinare per gli altri. Un po’ come  ricordarsi come prende il caffè una persona. Anche quello per me è un atto di gentilezza, un piccolo attimo d’attenzione che fa vivere meglio. E sai, credo che gli uomini più importanti della mia vita mi abbiano sempre presa per la gola e non per la prelibatezza delle pietanze o per la sofisticatezza, no, solo perché si prendevano e si prendono cura di me, preoccupandosi che io ingurgiti del cibo che almeno mi tenga in piedi. Sono quella che se è troppo incasinata col lavoro si dimentica di mangiare. Sono quella che, avendo a disposizione una sola ora e potendo fare solo una cosa tra mangiare e dormire, sceglierebbe tutta la vita dormire ma senza pensarci due volte! E sai perché? Perché io il cibo me lo devo godere. Devo potermi sedere a tavola e mangiare con calma, assaporare ogni piatto, ogni boccone, gustarlo sino alla fine, mescolarlo con del buon vino bianco e dell’ottima conversazione. Il cibo, la tavola è un rito, antropologicamente forse uno dei riti principali di ogni società umana. Se non lo onori, se non lo compi come si deve, che gusto c’è? E’ un po’ come il sesso. Vanno benissimo le toccate e fuga da conigli infoiati (gli dèi salvino le sveltine!), ma vuoi mettere con del sano e prolungato sesso con annessi preliminari? Non c’è paragone, amico mio… Nessun paragone. E’ come voler fare il ragù di Sabato, Domenica e Lunedì di De Filippo con la pentola a pressione… Non si può, è sacrilegio! Lo dice anche la mamma di Scorsese in Italianamerican. Il libro di cucina della famiglia Scorsese… Il ragù va fatto sobbollire…

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74 Replies to “Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 16]”

  1. L’ha ribloggato su CineClane ha commentato:
    Solo Zeus poteva convincermi a parlare di un argomento così complesso come il Cibo… Solo lui poteva portarmi lontana dai lidi del junk food per parlare di qualcosa di così piacevole come il cibo quando hai del buon vino e la compagnia giusta… E io al mio amico Zeus ho promesso una bottiglia di vino e la disamina del mio passato da scout… Al cibo ci penserà lui, perché tra noi due è lui l’esperto!
    “Mangiare da soli ci dà la sensazione di una solitudine particolare, a volte penosa. Invece, nel condividere cibo e bevande, penetriamo nel cuore della nostra condizione socioculturale. Le implicazioni simboliche e materiali di quell’azione sono quasi universali: comprendono il rituale religioso, le strutture e le divisioni dei ruoli fra i sessi, il campo erotico, le complicità e gli scontri politici, le opposizioni giocose o serie nel discorso, i riti del matrimonio o del lutto. “(George Steiner)

  2. Tutto vero, purtroppo io sono lontano da queste cose, mangio principalmente perché devo farlo, sento fame, ma una volta che c’è una cosa che mangio, che sia mediocre o eccellente la mangio. Ho gusti semplici e strani al tempo stesso: un piatto di riso lesso per me è ottimo, con un po’ di carne magari. E per dolce wafer alla nocciola immersi nel succo d’ananas.
    Però la compagnia è bella!

    1. Ma certo, si fa quel che si può e non c’è una legge fissa.
      A me piace mangiare, piace cucinare e se unisci un buon cibo ad una buona compagnia, per me, hai fatto bingo.
      Questo non significa che non indugi in merdazza anche io eh! eheh

      1. Intendiamoci: se sono a casa il mio pranzo tipo è una bistecca al sangue con riso lesso di contorno e primitivo secco. Ma questo è tipo anche il massimo cui aspiro. Volendo possono esserci i carciofi in insalata, ma capisco che quello che serve è il resto.
        Sono un grande mangiatore di panini: le estati marine posso mangiare panini per mesi.
        La compagnia quasi sempre è importante. Ma quello che manca a me è questa centralità che riesci a vederci, questa sacralità. Io non ne sono cosí colpito.

      2. Capisco. Ti dirò, non è sacralità. Mi piace e lo sto scoprendo pian piano nel tempo. A volte mi annoio, a volte non riesco a tener fede al mio progetto (cucina casalinga etc etc), ma questo è quello che vorrei arrivare.
        E cerco di trovare variazioni nella dieta… anche per il mio gusto.

  3. Eh Zeus è grande cuoco, io so.
    Anche a me piace tanto tanto cucinare, soprattutto i risotti e i dolci, con un bel sottofondo musicale e bevendo qualche bicchiere.. così poi mi sembra tutto buonissimo ahahahha 😀
    Comunque si porta eccome l’insalata di riso alla grigliata se nessuno ti griglia le melanzane!! Quindi Zeus, griglia le melanzane! Ahahaha 😀

    1. Grazie mille per la stima! 😀
      Che poi vendiamo l’immagine di me che cucino manicaretti e invece… schifezze totali 😀 ahaha. No, non è vero. Cucino decente o bene, a seconda dei casi. Eh, lo so che cucini bene i dolci 🙂
      Griglio le melanzane… ma niente riso freddo 😛

      1. aahahahahahahaha
        Hai fatto bene.
        Vorrei sottolineare “che piace a te” è più un “a cui ti ispiri quando…”.
        Sempre per i lettori più maliziosi 😛 😀

  4. Come non essere d’accordo in tutto e per tutto. Nel piacere di cucinare per qualcuno, negli accostamenti del bere, nei tempi di preparazione del ragù 🙂
    P.S. : anche qui si dice che un vino che non è buono da bere non è buono neanche per cucinare.

    1. Grazie mille!
      Cerchiamo di sondare tutti gli aspetti… in fin dei conti anche il cibo è amicizia e, spesso, amore per sé stessi no?
      PS: ne sono convinto al 200%

  5. … per i primi 15 anni della mia vita mangiare è stato uno spreco di tempo, odiavo stare a tavola e con un cucchiaio di pasta mi sentivo sazia fino al giorno dopo… e facendo tanto sport… diventava difficile stare in piedi… non dimenticherò mai l’uovo sbattuto con lo zucchero… fatto da mio padre, che si svegliava per prepararmi questa crema nel quale far cadere qualche goccia di caffè caldo… le sue mani giganti trasformavano un solo tuorlo in una tazza piena di crema deliziosa… e i panini a tre strati, con il grasso del prosciutto ( che detestavo fino allo sbocco!) nascosto nel centro della pagnotta… così davanti a tutti non potevo fare scenette…
    Poi…. adesso…. mangerei anche le gambe del tavolo…
    e le serate più belle della mia vita, quelle di gioia e risate… guarda un po’ o sono state ad un concerto o attorno ad un tavolo….

    1. Io commento solo una cosa: l’uovo sbattuto con lo zucchero e la goccia di caffé me lo ricordo anche io.
      Era una sorta di “tradizione” domenicale… bella… e poi, quando la situazione era veramente di festa… anche un po’ di birra… ahaha… o il Zabov… eheh… anche se l’ho scoperto solo dopo tanti, tanti anni.

      1. l’uovo sbattuto con lo zucchero è qualcosa di incantevole… è in grado di tenere in piedi un elefante… una botta di vita…
        se penso a quanto non avevo intenzione di mangiare da piccola… e quanto oggi mi pare un momento stupendo… quando si mangia sembra che tutto rallenti, sembra anche più facile “lasciarsi andare”… è strano… ma bello.

      2. Assolutamente d’accordo. Anche perchè quando mangiavo la “bomba” facevo una quantità di sport da urlo.
        Concordo sulla seconda parte 🙂

      3. la “bomba” è stata l’unica cosa che m’ha permesso mi fare pallavolo e ginnastica artistica, a suon di 10 ore la settimana circa… e secondo me è una di quelle medicine universali… potrebbe curare tutti i mali del mondo 😀

      4. non posso pensare ad un giorno senza caffè… senza mille caffè… anche questo arriva da un vizio di famiglia: ogni volta che entra qualcuno in casa… ” faccio caffè?”… pensa quando mi vengono a trovare in tre o quattro nel giro di un paio di ore ;D

    2. Lo zabaione 😍 La colazione delle estati in campagna da mia nonna con le uova fresche della masseria vicina! Io non lo amavo e non lo amo tutt’ora,ma è uno dei ricordi più commoventi della mia infanzia! Una botta al cuore leggerlo stamattina!

      1. ecco.. io lo zabaione faccio fatica… ma il rosso dell’uovo con lo zucchero…. BBBUAAAAAAH… da bava alla bocca come Homer! 😀

      2. ah! invece da questa parte lo zabaione lo intende non col caffè ma con il liquore… per carità… mai dire di no all’alcool ma alcuno fanno uno zabaione che fa passare il raffreddore anche per i secoli a venire! 😀

    3. E il caffè,Tati… Il caffè! 😍 Come si può non amare il caffè?! Caffè a tutte le ore… Perché quando incontri qualcuno come fai a non chiedergli “vuoi un caffè?”

      1. “pusacafé”… meglio conosciuto, forse, come digestivo… viene dopo il caffè…
        pusa=spinge 😀
        ma se proprio vuoi un te….

Si!?

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