Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 15]

Sono conscio che questo capitolo possa sembrare una sorta di vendetta, ma giuro, giuro che non è pensato come tale. Volevo solo cercare di descrivere quello che c’è intorno a me. Come Zeus, nonché residente millenario sul Monte Olimpo, la montagna è un elemento naturale, la prima cosa che vedo alla mattina e l’ultima che saluto prima di andare a dormire.
Ok, così sembra quasi romantica come cosa, ma visto che una montagna, non alta ma pur sempre tale, incombe su casa mia, non può che essere così.

WELCOME TO OUR NIGHTMARE
GIORNO 15 – MISTY MOUNTAIN HOP

Lo so, amica mia, lo so. Questo si chiama “colpo basso”. Mi dispiace. Ma dopo che hai trattato del mare, io tratto della montagna. Non è un amore così profondo come quello che tu hai per il mare, ma è pur sempre la realtà che, da tutta la vita, mi circonda.
La montagna è sempre stata presente, sia nelle vacanze che nella vita quotidiana. Guardo fuori dalla finestra e sono circondato da montagne. Forse non impervie come in altre parti delle Alpi, ma sono montagne vere, con quella monolitica tranquillità e superbia che solo quei colossi di pietra possono ispirare.
C’è sempre un rapporto complicato con i monti: li vuoi abbandonare perché, quando ci vivi in mezzo, incombono su di te e, ti posso assicurare, sono austeri e rigidi. Li vuoi abbandonare perché non hanno la sbarazzina bellezza del mare o la placida tranquillità delle colline. Alla fine, però, finiscono sempre per mancarti quei dannati monti. Ti chiamano a sé e ti danno un senso dell’orientamento e un forma “distorta” di protezione. Un sentimento che molti che vivono fra i monti condividono.
Le montagne sono stupende quando hanno le pennellate calde dell’autunno o il fresco verde della primavera, ma sono sempre e comunque imponenti e non scherzano.
Ecco, questo è un fattore che molta gente si dimentica della montagna. Non puoi approcciarti ad essa in maniera poco rispettosa. Le montagne hanno memoria lunga, hanno una storia incredibile e sono impietose. Un errore e finisci in fondo a crepacci profondi centinaia di metri o ti congeli in qualche posto sperduto. Un piccolo errore e finisci nelle colonne della cronaca cone l’ennesimo sventurato che, in maniera sbadata, ha fatto qualche cazzata in montagna.
In monti non ammettono errori, non ammettono neanche amatorialità. Parlo della vera montagna, non quella da turisti.
La montagna da turisti è strana: sembra usurata, sporca (e lo è, perché i turisti la usano come cesso all’aperto) e stanca di tutto questo camminare avanti indietro su sentieri ampi come viali principali di una cittadina. La montagna da turisti sembra innocua, sembra domata e, come un cane al guinzaglio, salta quando glielo chiediamo o si accuccia quando vogliamo.
Il problema è che questo è tutto un nostro trip mentale, amica mia. La montagna, anche quella da turisti, non è domata. Sonnecchia finché vuole e poi decide di lanciarti un temporale imprevisto con fulmini e rivoli d’acqua ghiacciata che ti pugnalano i polpacci. O ti fa arrivare in punti così freddi, o alti, da farti bloccare… la montagna non scherza. Siamo noi che la prendiamo poco seriamente.
Non sono un fan hardcore della montagna, anche se le mie camminate le ho fatte. Ho fatto i miei passi dolomitici e le salite estenuanti. Ho avuto anche la mia dose di paura in qualche punto scosceso dove, un passo messo male, significava fare un volo di un paio di centinaia di metri su pietre dure e rocce affilate. Lo strapiombo è ingannevole: sembra le sirene del mare ed è altrettanto letale. Il vuoto sotto ti chiama, ti sussurra di affacciarti e guardare in fondo e, se sei nel mood, anche di provare a sporgerti. Ma il vuoto è traditore, come anche quell’adrenalina che senti salire dal fondo della schiena fino all’attaccatura dei capelli.
La montagna va rispettata e approcciata con garbo e sicurezza. In questo modo ti sa ricompensare con spettacoli mozzafiato, camminate rigeneranti, male alle gambe e stanchezza inverosimile (ma dopo aver raggiunto la meta), picnic seduti su una roccia scaldata dal sole e un silenzio interrotto solo dal vento, dagli occasionali richiami degli animali e dal rumore dei tuoi passi sul sentiero.

—-
E adesso… Cineclan!
—-

Lo sapevo che ti saresti vendicato e va anche bene così… Sentivo il tuo intimo “Avrò la mia vendetta… In questa vita o nell’altra” che aleggiava sulla placida acqua del mio mare. E se tu mi dici “montagna” io non posso non pensare a due cose: Marvin Gaye e Roque Nublo. Marvin Gaye è semplice da spiegare…

Ain’t no mountain high enough,
Ain’t no valley low enough,
Ain’t no river wide enough
To keep me from getting to you babe

E con lui tutta una sequela di film… Due su tutti Sister Act 2 e Nemiche Amiche. E’ una di quelle canzoni con le quali non puoi non cantare e usare qualsiasi cosa come microfono… Una spazzola, la batteria portatile del cellulare, una bottiglietta d’acqua… Bisogna essere creativi nelle air band, no?
E Roque Nublo… Beh, io sulla vetta di Roque Nublo c’ho lasciato un bel pezzo di cuore… E di moccoloni… Un lontano 4 dicembre… Per chi non lo sapesse, Roque Nublo (*parte la sigla di Super Quark*) con i suoi 1813 metri è la seconda montagna più alta dell’isola di Gran Canaria, luogo di culto degli antichi aborigeni canari, i Guanci. Io, Nereide e vestale di mare, ho lasciato un pezzo di cuore su quella montagna che bacia le nuvole e un giorno forse ci tornerò, perché Gran Canaria è Maspalomas e Roque Nublo, il mare e la montagna, l’odio e l’amore, la conciliazione degli opposti inconciliabili. E una sequenza infinita di bestemmie guidando una sette posti su per quelle salite e quei tornanti. Prima, seconda, prima… E a ogni marcia cambiata una bestemmia… Contro il passeggero che mi sedeva accanto, perché avrebbe dovuto guidare lui… Perché la notte prima avevo dormito 2 ore e il mio hangover urlava vendetta a ogni bestemmia! Bestemmie anche per un’altra serie infinita di motivi, perché io voi uomini non vi capirò mai, anche se mi incaponirò a farlo sino alla fine dei miei giorni… Eppure… Eppure nonostante l’hangover, nonostante le bestemmie, nonostante il freddo (era pur sempre il 4 dicembre anche se alle Canarie!), arrivare lì in cima è stato meraviglioso! Potevo toccare il cielo e le nuvole con la punta delle dita… E c’erano gli alberi e un piccolo bar con il leche y leche che è la panacea di tutti i mali in certi giorni. C’ero io che respiravo a pieni polmoni e fumavo una sigaretta. C’era il sole che scaldava la pelle e gli occhiali da sole che celavano gli occhi umidi di commozione. C’era il mio lavoro che sarà sempre il lavoro demmerda più bello del mondo, perché mi permette di lasciare pezzetti di cuore in giro per il mondo… C’era tutto quel giorno sulla cima di Roque Nublo… C’era anche l’amore… E la montagna per me sarà sempre quella, non la neve, non le piste da sci… La montagna sarà sempre il mio sguardo che si perde verso l’infinito e un tramonto una domenica sera diversa dalle altre e un lago e la mia giacca di pelle che sarà per sempre nelle immagini del film della mia vita… E una vecchia signora che cammina sola appoggiandosi a un bastone… Lentamente ma decisa…

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40 Replies to “Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 15]”

  1. ho adorato tutte le parole dedicate alla montagna … il resto, in tutta onestà, per il momento non sono riuscito a leggerlo.

    ma ci tornerò

    1. Grazie mille!
      Le montagne fanno parte della mia tradizione (più che quella di Cineclan che è marittima!).
      Spero che anche il resto ti piaccia! Intanto grazie per aver letto questo.

      1. mi piacerà di sicuro, ma in questo tristissimo momento fatico tremendamente a leggere … riesco solo a farlo per alcune cose, tra cui la montagna che amo profondamente e frequento da una vita

      2. Noi siamo sempre qua (il duo Cineclan – Zeus fino alla fine dei 30 giorni). Quando vorrai e ti sentirai, torna pure e fai come se fossi a casa tua.

  2. Vendicativo!
    Però ricorda che nella mia mente Zeus ha le sembianze di Sean Bean e Poseidone quelle di Kevin McKidd e nonostante io faccia parte del comitato “Save Sean Bean”, Kevin che esce gigantesco dalle acque della baia di New York vince sempre!

    1. Ahahahahahahahahahahahahah!
      Questo è un colpo basso. Sean Bean muore sempre 😥 ahahahahaha.
      Non è colpa mia se Poseidone si è preso il mare… cioè, è anche colpa mia, ma non rinfacciatemelo sempre 😀

      1. Ahahaha ma no, il fatto è che Poseidone ha scelto la pagliuzza corta… stranamente loro hanno scelto quella corta… ma è un puro caso
        Giuro.
        Non l’ho fatto apposta 😀

  3. L’ha ribloggato su CineClane ha commentato:
    E da bravo dio sparafulmini vendicativo, Zeus ha rilanciato al mio mare con la montagna… Ne sono uscita a modo mio, ravanando nei ricordi… Sono sempre io in fin dei conti!
    “Le montagne sono sempre generose. Mi regalano albe e tramonti irripetibili; il silenzio è rotto solo dai suoni della natura che lo rendono ancora più vivo.” (Tiziano Terzani)

  4. Voglio solo ricordarti “Alle Montagne della Follia” (chiamato anche “Le Montagne della Follia” ma io preferisco il primo nome) e poi dirti, anche se forse l’hanno fatto anche gli altri, che non credere che il mare sia tanto tenero.
    Non è placido e gigione come vogliono farlo sembrare le guide turistiche, esattamente come i monti. Bisogna pprocciarcisi con reverenziale timore. Praticamente anche a riva è possibile pagare i propri sbagli con la vita.

    1. Mi ricordo il grande HPL… ci mancherebbe. Anzi, è la stella polare.
      Il mare non è placido e gigione… ma io vedo i turisti baldracconidi che vengono qua e vanno in montagna in scarpette e scialle e poi finiscono a fare concime per i pini.

      1. Puoi comprarti una muta ed un paio di pinne e fare una passeggiata, perché tanto sei abituato alla piscina o chissà cosa. E fare da pappa per le cernie. Allo stesso modo.
        Oppure puoi affittare una moto d’acqua o peggio un windsurf, un po’ di vento che non ti aspetti ed ecco che ti ritrovi a km dalla costa senza nessun modo per rintracciarti.

  5. Io vivo in collina e non cambierei questo paesaggio per nulla al mondo 🙂
    Ma tra mare e montagna, non ho dubbi sulla scelta: montagna. Meno gente, meno confusione, tanto silenzio.
    Il mare per me è sinonimo di eritema, sabbia che si appiccica in mezzo alle dita dei piedi, ustioni di 18esimo grado e bambini che ti sfracellano i maroni. Sono una brutta persona, lo so 😀

      1. Io ti immagino in spiaggia a fare i castelli di sabbia e giocare a bocce, con il costumino a fiori e il cappello con il ventilatore incorporato ahahahahahaha 😀

  6. io, fisicamente, sto a metà strada, ma il cuore è sempre verso le montagne… associo ad esse la pace, il silenzio
    le mie vacanze da bambina sono state fatte in montagna…a quei momenti associo le risate e le emozioni più belle…
    io non lo so descrivere ma la montagna mi dà quel senso di protezione di una mamma che … ti sto accanto, ti proteggo ma non sgarrare che son cazzi amari! Mio padre è istruttore di arrampicata ( ma non mi ha mai lasciata fare… e per questo la pagherà…) e adora la montagna anche negli aspetti più spaventosi… Ogni volta che esce, per camminare o arrampicare… io, mia madre e mia sorella stiamo un po’ su chi va là… sempre un po’ col fiato corto perchè sappiamo quanto può essere pericoloso… ma sappiamo anche che lui non ne può fare a meno e solo in quei luoghi sta bene davvero, si sente libero e felice soddisfatto di quello che è e di quello che fa… e un po’ lo invidio… un po’ tanto, a volte…

      1. infatti non ho parlato di circo ( maporcamiseriacheimmaginechem’èvenuta!!!)… parlavo di montagna, pietre e stambecchi ;D

    1. Immaginavo fosse di tuo gradimento (alcune foto che ho visto, sdraiato in montagna con un libro, non lasciano dubbi in proposito).
      La casa a 1400m come buen ritiro è cosa buona e giusta.

Si!?

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