Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 13]

Come si può superare un tema come quello del tempo? Come si può iniziare una giornata pesante di lavoro/studio…? Leggendo questo piccolo estratto di vita. Cineclan, un giorno, mi ha scritto: “vorrei parlare di questo argomento!”. Io ho guardato l’argomento in oggetto, AMICIZIA, e ho detto: “si può fare, spero di riuscire a scrivere in maniera decente…”. Poi mi è arrivato il pezzo della mia amica Penny Lane e ho capito che non ce l’avrei mai fatta.
Ci ho tentato, ma non ce l’ho fatta a scrivere qualcosa di superbo. Per questo motivo, anche questa volta, inizia Cineclan.

WELCOME TO OUR NIGHTMARE
GIORNO 13 – MY FRIENDS

Quando dici “Casa, però, è quel posto in cui comando io” mi fai sganasciare dalle risate, perché sembri mia mamma che dice “questa è casa mia e qui comando io!” quando qualcuna di noi figlie le suggerisce delle modifiche al suo assetto domestico. Lo so, è la seconda volta che ti associo a mia madre e la cosa dovrebbe iniziare a preoccuparci, soprattutto perché in questo caso mia mamma cita deliberatamente mia nonna e qui rischiamo di risalire l’albero genealogico fino alla settima generazione… Preoccuparci entrambi, perché ti associo a una delle persone più importanti della mia vita, quella che mi ha plasmato più di tutte forse. Con i suoi pregi, con i suoi difetti, con la sua forza, con i suoi errori, con il suo modo tutto particolare di dimostrare l’amore. E cos’è questo paragonarti a mia mamma se non amicizia? Si può essere amici di una persona che non si è mai incontrato nella vita e che forse non si incontrerà mai? Si può essere amica di un dio di cui non si conoscono il volto, gli occhi, la voce, le mani? Non pensare a male sulle mani… E’ solo che mi piacciono le mani e credo che dicano moltissimo di una persona, forse più degli occhi… Qualcuno potrebbe dire che la nostra non è amicizia, perché cosa hanno in comune un uomo del nord e una donna del sud?
Cosa hanno in comune un dio di montagna e una vestale di mare?
Cosa hanno in comune un esperto di musica e una dilettante di cinema? Cosa hanno in comune uno che ascolta i Black Sabbath e una che canta Call me maybe in macchina?
Cosa hanno in comune un metodico e un’incostante? Cosa abbiamo in comune te e io? Forse nulla… O forse tutto… Dipende dai giorni… Abbiamo in comune “Welcome to our nightmare” e “Both Sides Now”. Abbiamo in comune Simple Man e Almost Famous. Abbiamo in comune i Pearl Jam, anche se sai che tra Eddie e Chris Cornell io sposerei Chris tutti i giorni feriali e due volte la domenica… Abbiamo in comune New Orleans e la radio, la strada e la pioggia… Condividiamo un tavolino in un bar di periferia dove i posacenere si riempiono e i bicchieri si svuotano mentre il mondo passa, entra, esce, si ferma per un’ora o per pochi istanti, e noi ce ne stiamo qui con gli occhi sulla vetrata a vedere la vita affannarsi. Noi ce ne stiamo qui a parlare di nulla ma facendo il giro largo e ci ritroviamo a parlare di tutto… E cos’è l’amicizia se non un (ri)trovarsi? Ci ritroviamo a parlare di noi, di questi nostri trent’anni spesi a farseli passare, perché non abbiamo più l’ingenuità dei venti, ma non ci sentiamo ancora arrivati come a quaranta. Anche se forse noi due non ci sentiremo mai arrivati, perché arrivare vuol dire fermarsi e noi non credo abbiamo ancora voglia di fermarci per ora… Forse un giorno lo faremo, ci fermeremo in una caffetteria persa nel nulla a mangiare la più buona torta al limone che esista, ma non ora… Non ancora…

What would you think if I sang out of tune,
Would you stand up and walk out on me ?
Lend me your ears and I’ll sing you a song
And I’ll try not to sing out of key…

—–
Giuro, mi dispiace persino intervenire… 
—-

Per un secondo, amica mia, ho avuto paura di scrivere questo mio commento. Per un secondo solo il Dio tonante dell’Olimpo si è detto (parlo di me in terza persona, vedi un po’ te con chi ti sei messa in combutta): non riuscirò mai a scrivere qualcosa di degno, qualcosa che meriti di restare sotto al tuo pezzo. Qualcosa che valga.
Un secondo solo di paura. Poi mi sono detto: partiamo dal fondo, partiamo dal fatto che citi Zio Clint, come dici te, e un film che ci ha fatto iniziare una strada insieme. Specifico per i più maliziosi fra i lettori: una strada scrittoria. Che poi la gente pensa subito male.
Da questo punto risalgo la corrente, come un salmone, e arrivo alla fonte. Arrivo al fatto che, in un tempo come questo, il concetto di amicizia è molto diverso, che ne so, da quello degli, per esempio, Eighties. Perché allora l’amicizia era conoscere qualcuno e frequentarlo sempre, essere inseparabili, sapere vita-morte-miracoli dell’altro. Amicizia era qualcosa di possessivo? Mi spiego con il termine possessivo? Se no, non so come dirlo meglio, perdonami.
Adesso amicizia è un concetto diverso.
Guarda noi due. Mai visti e mai sentiti e, come dici perfettamente te, condividiamo tanto (a parte questo preoccupante paragonarmi a tua mamma eheh). Non conosciamo tutto dell’altro, ma chi può negarlo che non siamo diventati amici?
Amicizia 2.0. Potrebbe essere questo il nome di quello che ci si trova di fronte. Amicizia che esula da un contatto fisico o visivo. Amicizia diversa. Perché, se vogliamo, a volte si conoscono meglio le persone in questo modo che in quello tradizionale, visto che sono tutte/i (le persone, noi compresi) ossessionati dal proprio ruolo da recitare che si dimenticano di essere sé stessi. E la discussione va a finire nel cesso e dopo 10 anni vieni a conoscere cose incredibili su chi, fino all’altro giorno, ti respirava a fianco.
Amicizia è spedirti una maglietta e delle foto senza chiederti il permesso, solo facendolo. Amicizia è esserci in ogni caso, senza se e senza ma, mettendo da parte la propria agenda degli impegni per prendere la macchina (o il telefono o una mail) e dire: “cosa succede?”. Amicizia è ospitare qualcuno, fare un caffé (che non berrò), e fare due chiacchiere.
Amicizia è prendere la macchina, aspettare qualcuno sotto casa e portarlo in giro. O farsi portare in giro. Senza troppe domande. Solo musica, chiacchiere e divertimento.
Amicizia è venire trascinati in un folle, entusiasmante, liberatorio progetto di trenta giorni di post a quattro mani e scoprire che l’altra persona ha un’entusiasmo così grande da riuscire a creare un motore a pieni giri e finire a scrivere senza soluzione di continuità. Amicizia è, a metà di quel progetto, proporne un’altro perché, in fin dei conti, non si ha abbastanza di questo.

Amicizia è anche dire di no. Un no sincero. Perché i sì te li dicono tutti. I no, in pochi.
Ecco, questo è un amico: chi sa dosare anche i no, che sono merce preziosa.

My friends are so depressed
I feel the question
Of your loneliness
Confide, ‘cause I’ll be on your side
You know I will, you know I will

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68 Replies to “Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 13]”

  1. Sto leggendovi da lontano e mi sembra come di essere al cinema e vedere una storia che va avanti giorno per giorno. Scrivo oggi perché questo pezzo sembra un po’ il compendio di questo percorso, come aveste esplicitato il non detto che c’era dietro a tutta la storia. Molto, molto bello questo dialogo a distanza e grazie di avercene fatti partecipi (poi però dalla prossima torno ad essere minchione eh, non vi preoccupate!)

    1. Grazie mille. In effetti questo è stato, per me, il post più difficile. Cineclan ha tirato fuori una perla, un post molto molto bello ed entusiasmante, il mio poteva risultare solo pacchiano e minchione. Allora ho cercato di renderlo almeno decente… ma sempre minchione. Non ci posso far niente. Non si incanala la natura.
      In effetti questi post sembrano un grande dialogo spezzato… forse un effetto “non pensato”, ma rende ogni articolo quasi “intimo” (nel senso di sedersi e assistere, in disparte, ad un dialogo fra due sconosciuti).

  2. l’amicizia è quella cosa che permette a due persone di starsi accanto anche e soprattutto quando si fanno cazzate… l’amico non ti dà ragione e non necessariamente ti consola… ma sta di fianco a te… ecco 🙂

      1. e oggi…. arrivate in bici… e le lasciate cadere a terra, senza pensieri… come si fa da bambini quando si arriva a qualcosa di magico… poi giù a correre verso il prato…
        siete pronti?… se guardate bene c’è un cesto, di vimini, grande per farvi stare tutti e due… e sopra… il pallone più bello che possa esistere!…
        vi sollevate leggeri leggeri… sotto quei colori… non c’è verde sul pallone ma è tutto azzurro con pallini di tutte le dimensioni, viola e neri… e salite e seguite il vento… se abbassate gli occhi in un angolo c’è un cestino da pic-nic… prendete quello che volete… e divertitevi! 🙂

      2. perchè se penso all’amicizia mi viene in mente quel sentimento così semplice e vero… come solo i ragazzi possono creare… un sentimento che ha quelle caratteristiche, anche a 70 anni…

  3. Ormai la tua canitudine esce fuori! Zeus, sei un nostalgico romantico: parli di spedire magliette e foto. Spedisci foto su carta!
    E dici cose belle e profonde, nonostante le profondità siano appannaggio di Poseidone.

    1. Sono un randagio, veramente. Tuoneggio e lampeggio (rima) come un TIR in sosta vietata, ma sono un Dio buono e ingiusto. Spedisco foto su tela e magliette fotografiche.
      Poseidone maledetto.

  4. L’ha ribloggato su CineClane ha commentato:
    Zeus la fa più di quello che è, ma io sono una cazzara e scrivo di quello che so, come so scrivere, alla bene e meglio…
    “Dopo che ci si prende a schiaffi per dieci anni o si diventa amici o ci si ammazza.” (Fabrizio De André)
    “Niente – non una conversazione, non una stretta di mano e neppure un abbraccio – fonda un’amicizia con tanta forza come mangiare insieme. “(Jonathan Safran Foer)… E prima o poi Zeus e io ci fare una cena… Rigorosamente preparata da lui… Io sono una chiavica in cucina…

  5. Amicizia è qualcuno che entra in punta di piedi nella tua vita e poi, con garbo, gentilezza infinita, tanta simpatia, ci rimane e ne diventa una parte importante. Amicizia è chiacchierare con una persona a distanza per tanto tempo e poi avere la fortuna di incontrarla di persona e scoprire che è proprio così come te la immaginavi e parlarci di persona è naturale, spontaneo. Amicizia è confidarsi e parlare anche di aspetti molto privati e sapere che dall’altra parte c’è qualcuno capace di aiutarti. Amicizia è sentirsi dire “io ci sono” e sapere che è davvero così.
    Ecco, tutto questo è per me la nostra amicizia.
    🙂

    1. Posso dire esattamente la stessa cosa. Prima in punta di piedi, chiedendo “permesso”, chiedendo “scusa”… dicendo “che succede?” e poi, da qua, a chiacchierare di tutto. E incontrarsi e scoprire che non c’era differenza alcuna: la stessa persona con cui chiacchieravo è la stessa persona che ho incontrato.
      Una delle cose più belle che ci si può immaginare, no?
      Amicizia, aggiungo, è anche ridere. Perché la vita quotidiana è pesante, stressante e sempre piena di mille cose da fare e essere amici significa anche una risata e via. O un gatto furbo che guarda l’obbiettivo. O un cane “maltrattato” a suon di coccole 🙂

      1. Una cosa bellissima, sissi! 🙂
        La nostra amicizia è fatta di un sacco di risate e questo mi piace assai!
        Te l’ho già detto e lo ribadisco: è stato un bel colpo di fortuna incontrarti. A volte il destino non è poi così male 😉
        Inoltre, grazie alla sottoscritta, puoi vantarti di avere carne di unicorno nella dispensa ahahahahah 😀

      2. Ahahahahahahahahah. La carne di unicorno è uno dei piatti prelibati della mia cucina. La sto facendo stagionare 😀
        In effetti il destino/caso/le pedine del domino etc etc non fanno sempre un brutto lavoro 🙂 nel nostro caso hanno avuto una buona idea.
        Soprattutto perché ogni volta che dici “cosino musicale”, io muoio dentro 😀 ahahahahahahahahahhaha

      3. Bravo, falla stagionare e poi fai una buona ricetta delle tue! 😀
        Già, ogni tanto c’è qualcosa che va per il verso giusto!!
        Di la verità….anche tu ora lo chiami cosino musicale!!! ahahahaha 😀 Potrei fare un post sul vocabolario “italiano – ilariese” ehehe

      4. Sì, lascio stagionare finché non ritorna vivo 😀 e poi lo caccio e mangio 😀
        Ma sì, qualche volta sì!!!

        Io attendo il post adesso. E no, non lo chiamo così 😛

      5. baaaaah, io mi ricordo bene quando mi hai detto “mi si son rotte le cuffiette del cosino musicale” eheheeh
        Devo elaborare qualcosa per il post, ci penso io.

      6. Io!? Guarda che questa è una frase tipica dell’Ilaria-vocabolario! 😀
        Ottimo, allora attendo che sono curioso.
        Cosino musicale avrà il centro di tutto. E paperine. Ovvio.

  6. Stupendo! L’amicizia scorre davvero tra voi, bravi che siete! Ossignur mi sto affezionando a queste puntate come una casalinga a Beautiful!
    Vi adoro!!
    Ultimamente sono in fissa con la letteratura cilena, sto leggendo un autore da perderci la testa (forse ci farò un post o forse no) e ho scoperto questa poetessa, Cecilia Casanova.
    Questa piccola poesia è per voi e ve la dedico 😉
    “Né lui
    né io
    ci siamo resi conto
    che la nostra amicizia era piena
    di curve.
    Raddrizzarla
    sarebbe stato sacrilegio.”

    1. Bella poesia e grazie del pensiero! 🙂
      Sì, questa collaborazione mi sta piacendo molto e, penso, si legga che ci stiamo divertendo e mettendo l’anima in questo progetto.

  7. Amicizia è sapere di poter scrivere mail in cui racconti cose che non racconteresti a nessuno a qualcuno che non hai mai visto di persona ma che sai che capirà.
    Bellissimo questo vostro post. Forse il più bello di tutti.

    1. Grazie mille! 🙂
      In effetti è anche quello, poter scrivere una mail a cui racconti cose personali e sai, con certezza assoluta, che l’altra persona capirà. Un misto di fiducia e sicurezza, ecco.

    1. Grazie mille!
      Spero che resterai qua sull’Olimpo anche quando ritornerò a fare i miei post in solitario eheheh…
      Non prometto lo stesso linguaggio aulico 🙂

      1. Eh, ma di solito a Zeus è concesso tutto 😉
        Per ora resto: nel caso… posso sempre andare via 😀

Si!?

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