Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 11]

Un giorno mi arriva un’email con l’oggetto: LIBRI. Ho aperto e mi sono tuffato nel grande articolo della mia amica Penny. Leggere qualcuno che ha la tua stessa passione per i libri, per la lettura è confortante e interessante allo stesso tempo. I libri non sono solo racconti, storie… ma questo, voi, lo sapete già.


WELCOME TO OUR NIGHTMARE
GIORNO 11 – ONE BOOK TO RULE THEM ALL, ONE BOOK TO FIND THEM, ONE BOOK TO BRING THEM ALL AND IN THE DARKNESS BIND THEM

Anche questa volta è la grande Penny Lane di Cineclan a partire e farci sentire il suo punto di vista.

A casa mia vige un solo mantra, quello che ci trova tutti d’accordo, quello che puntualmente si ripropone a ogni trasloco… “Dobbiamo comprare un’altra libreria”. Non una, un’altra! E casa dei miei genitori sarà sempre l’odore del caffè e l’odore dei libri. Libri ovunque. Libri in salotto, in cucina, in corridoio, in camera mia, libri persino in garage e in bagno. Sulle mensole, sugli scaffali, sui comodini, sulle scrivanie, nei posti più impensabili, riposti nei modi più assurdi, perché i libri non sono mai troppi, è lo spazio a essere sempre troppo poco. Letteratura, saggistica, storia. Libri per bambini, per ragazzi, libri per adulti. Libri in brossura e libri in economica. A volte gli stessi libri in edizioni diverse. Libri con le dediche, libri con le sottolineature. Libri rovinati dall’usura e libri tenuti come fossero reliquie. Si può buttare tutto in casa mia, ma i libri no, anche quelli di scuola, anche quelli delle elementari. Le altre famiglie si tramandano i gioielli, noi ci tramandiamo i libri. I libri di storia dell’arte di Argan che erano di mia madre e che abbiamo usato anche le mie sorelle e io forse un giorno assaporeranno anche le mani di mio nipote. I libri ci sono sempre stati, un po’ come la musica. Sono sempre stati lì, a portata di mano, anche a portata di mano di bambino. I libri non sono lì per far bella mostra di loro. Sono lì per essere letti. Senza restrizioni, senza divieti. A parte uno, il sacro graal del proibito, Angel’s Heart – Ascensore per l’inferno. Che poi… Proibito è una parola grossa. Solo il consiglio di mio padre di leggerlo quando sarei stata un po’ più grande dei 12 anni che avevo quando lo presi tra le mani la prima volta. E aveva ragione… Bene, male, Lucifero, sesso, voodoo… Anche a 18 anni, una volta finito di leggerlo, mi fece urlare per un innocente trillo di citofono. E una parte dei miei orizzonti, una parte dei miei sogni, derivano dalle pagine stampate dei libri che ho letto, dei libri che ho amato. Il Giappone di Murakami e la Belleville parigina della stramba famiglia Malaussène di Pennac. La festa di San Firmin nella Pamplona di Fiesta di Hemingway. Le strade di New Orleans e il Quartiere Francese di Lestat e Louis e le streghe Mayfair della Rice. La New York del giovane Holden e quella di Paul Auster. L’America On the road di Kerouac e quella della contestazione di Pastorale Americana di Roth. L’America delle divinità dimenticate di Gaiman e American Gods. L’America dei racconti di Carver e quella godereccia di Bukowski. Le città invisibili di Calvino e L’isola di Arturo della Morante. La Gran Bretagna di Trainspotting e Porno e la Londra di About a boy. E per ogni libro, per ogni viaggio una canzone… Perché come si può non associare Scared to death in versione acustica (da Screamworks: Baudelaire in Braille) a Molto forte, incredibilmente vicino?
E il cuore mi va in pezzi, certo, in ogni momento di ogni giorno, in più pezzi di quanti compongano il mio cuore, non mi ero mai considerato di poche parole, tanto meno taciturno, anzi non avevo proprio mai pensato a tante cose, ed è cambiato tutto, la distanza che si è incuneata fra me e la mia felicità non era il mondo, non erano le bombe e le case in fiamme, ero io, il mio pensiero, il cancro di non lasciare mai la presa, l’ignoranza è forse una benedizione, non lo so, ma a pensare si soffre tanto, e ditemi, a cosa mi è servito pensare, in che grandioso luogo mi ha condotto il pensiero? Io penso, penso, penso, pensando sono uscito dalla felicità un milione di
volte, e mai una volta che vi sia entrato.

In the biblical sense and sensibility
I’ll kiss that smile off your face
I’m not afraid to say ‘I love you’
any more than I used to be, babe
I am scared to death, I am scared to death
let me know you
just say when
to fall in love

—-
Dopo questo grande pezzo di Cineclan, tocca a me… perdonatemi se potete…
—-

Amica mia, con questo tema mi mandi a nozze. Per me i libri sono i compagni di una vita. Ho libri ovunque, di tutti i tipi e di tutti gli autori. Con il tempo sono diventato più selettivo, forse perché, causa lavoro, il tempo per leggerli è diventato meno e io, nei confronti di Kindle e affini, sono ancora abbastanza freddino. Mi piace tenere un libro in mano, la fatica di leggerlo sdraiato nel letto, con un braccio che manda al demonio l’altro e in posizioni scomode da morire. Ma è così che devo leggere un libro. Devo trovare uno spazio adatto. Il momento adatto, invece, è sempre. Ho libri in cucina (principalmente di cucina) e libri in bagno. Ecco, questo è il momento in cui posso permettermi di leggere qualche riga con calma. Decido il destino del mondo e leggo un paio di pagine. Sulla lavatrice ci sono riviste di musica, ci sono settimanali come l’Internazionale e qualche libro. Ho lasciato molti libri a casa dei miei, non ho spazio e perciò devo, per forza di cose, allontanarmi da alcuni di essi per tenermi quelli che, in potenza, potrei rileggere nel breve periodo. Ci sono libri che, in potenza, sono ancora sul pavimento da anni. Non c’entra, sai?, l’importante è sapere che ci sono. Se mai avessi voglia, mi basta allungare la mano.
Sopra la mia testa pesano libri di narrativa, saggistica, di musica e anche la pila di Rat Man che, in una collezione che si rispetti, fanno sempre la loro porca figura.
Quando ho pochi soldi, i libri sono il mio viaggio preferito. Mi fanno visitare posti in cui non sono stato (e forse non andrò mai, ma questo è predire il futuro… perciò rimango con il “non ci sono ancora stato“) e mi forniscono spunti per i miei deliri scrittori. Fai conto che c’è chi, facendo l’occhiolino su sfondo grigio, mi ha fatto conoscere Carver e quello è stato il momento dell’epifania scrittoria.
Quando ho abbastanza soldi, invece, i libri sono il compagno di viaggio affidabile al 100%. Che tu vada via in compagnia, che tu sia da solo, un libro sarà con te e ti farà passare il tempo e ti donerà qualcosa. Perché, come per la musica, una volta che hai messo gli occhi su un libro (o ascoltato un disco) non sarai più lo stesso. Questo è quello che mi piace di libri/musica, il fatto che leggendo/ascoltando perdi qualcosa, lasci qualcosa in quelle pagine, in quei solchi, e acquisti qualcosa strappandolo dal libro/disco stesso.
Uno scambio alla pari.
Ed è così che un libro di Carver riposa a fianco alle biografie di debosciati musicali, mentre lo scibile di Welsh sorseggia una birra guardando i volumi dedicati alla Seconda Guerra Mondiale o a quella del Vietnam. La mitologia finlandese guarda tutti dall’alto, ma è vicino ai deliri di Burroughs che, bene o male, fa a pugni con Palahniuk e Hornby. Avrei bisogno di Conan Doyle e il suo Sherlock Holmes per dirimere questo incesto libresco, ma i volumi sono sul pavimento e si nascondono dietro Philipp K. Dick o Moorcock.
Avere un libro non è solo possedere qualcosa, ma è avere un amico che ti racconterà una grande storia ogni volta che vorrai.

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29 Replies to “Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 11]”

  1. L’ha ribloggato su CineClane ha commentato:
    In questa piovosa domenica di fine gennaio è bello svegliarsi e leggere di me e Zeus che parliamo di libri, perché i libri sono i nostri migliori amici. I libri non ci tradiscono mai. Sono custodi silenziosi della vita, la nostra vita. Con le sue ripide salite e le sue discese senza freni. I libri sono il nostro manuale alla vita, diverso per ognuno di noi… E quando scopri che qualcuno ha alcuni capitoli in comune con te, beh, quella in qualche modo è anche una sfumatura della felicità…
    “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.” (J.D. Salinger, Il giovane Holden)

  2. oggi… se voi dite libri… io non posso fare a meno di immaginarvi in un posto a me caro, un ricordo dritto in mezzo al cuore….

    entrate dalla porta a vetri, no, non è un campanello quello che sentite… la porta e la vetrina sono datate… il ferro e il vetro insieme ci indicano che sta arrivando qualcuno…
    Superata la porta siete praticamente nella vetrina, che non c’è ma noi la facciamo parte integrante del negozio… una vecchia credenza anni ’60, carteggiata e ridipinta di bianco e verdone… dai cassetti e dalle antine escono libri, nuovi e usati recenti e classici… e soprattutto quelli che piacciono a noi! cassette della frutta e una vecchia sedia recuperata, e libri… pile e pile di libri…
    L’interno è colorato di giallo e i mobili sono di legno scuro…
    Vi va abbastanza bene… oggi le casse passano DMB… a volume alto… siamo tamarre nel cuore… se siamo sole alziamo a volumi indecenti….
    Una di noi, quella grande, sta pulendo i ripiani più in alto ( sapete…” dove c’è carta c’è polvere”) dello scaffale dedicato alla storia locale, alla montagna, alle colline…
    L’altra invece, la nana ( chi sarà?)… sbuca da dietro la tenda del retro, un tendone da teatro che nasconde… il caos, il delirio più assoluto e soprattutto…. la macchina del caffè!
    Dietro al bancone c’è una porta che dà sul cortile interno… su quella porta ci sono mille bigliettini, di ogni colore e dimensione… su ogni biglietto una frase, presa dai libri amati… e appiccicata lì… quella è la nostra porta dei sogni… capita che ci appiccichi qualcosa anche chi passa di qua…
    Fate un giro, continuate a chiacchierare… io preparo il caffè e la mia amica corre alla pasticceria di fianco a prendere qualcosa di buono… così facciamo una colazione decente….
    Accanto al bancone c’è un tappeto, rosso e arancione, contro il muro un tavolino di legno con sopra una mensola lunghissima… su quella, libri con accanto quadri e candele fatti da noi ( lei quadri, io candele)… sul tavolino riviste e quotidiani… tutti quelli che in questa provincia ottusa e bigotta possiamo trovare…sulla parete di fianco alla mensola c’è lo scaffale di libri per ragazzi, illustrati, fumetti… e lì accanto c’è ancora la chitarra, lasciata dalla compagnia di teatro che è passata ieri sera… la riporteremo in sede nella settimana…
    Voi vi accomodate sulle poltrone, messe lì apposta per fare in modo che questo non sia solo un negozio, non sia un posto di passaggio ma un luogo dove chiacchierare e stare insieme… oppure in silenzio… ( dobbiamo solo abbassare la musica)
    Penny ti accomodi sulla poltrona, uscita direttamente dagli anni ’60 anche quella…recuperata in cantina, lavata e sistemata ( i soldi scarseggiano e i mobili son recuperati)… è di un rosso mattone, in velluto a coste larghe… è comoda e avvolgente… ti porta immediatamente ad allungare le gambe… se vuoi, togli gli anfibi… ( io sono a piedi nudi… e la gente s’è abituata, ormai)
    DiodiUnDio invece ti siedi sulla poltrona all’altro lato del tavolino, non so come mai ma ti tocca di nuovo quella verde… ma anche questa è comoda e morbidosa… fa subito svacco totale… per questo la gente si ferma per ore…. avesse comprato un po’ di più forse non chiudevamo la porta… e la scritta in legno sull’ingresso, sul cassone della serranda… ancora oggi avrebbe la scritta “Memento Legere”…. invece di “Gaute la nata”… vabbé mi consolo che da libri siamo passati al vino… almeno quello…

    1. Cosa posso dire Tati?
      Che l’attesa è stata ripagata nel migliore dei modi. Persino la DMB nelle casse… e soprattutto questa tua passione incredibile per farmi sedere su poltrone verdi 😀
      Questo piccolo affresco mi è piaciuto molto, riprende bene lo spirito della nostra chiacchierata.

    2. Che io mi sia persa un posto del genere mi fa davvero rodere il culo! *scusate il francesismo*
      Ma io lo voglio un posto così,ci vivrei in un posto così! *-* E mi siederei anche sul tappeto,con la schiena contro la poltrona e leggerei e parlerei con Zeus e berrei caffè…

      1. Se solo ci fossimo incontrate sei anni fa… Ti aprivo la porta e magari si decideva di tenere duro ancora un briciolo prima di chiudere…
        Ma chissà … Magari un giorno… Si sogna

      2. Eh,sei anni fa era tutta un’altra vita, un’altra città, un’altra io,ma quel posto dell’anima l’avrei amato dal più profondo del cuore… Magari un giorno…

      3. Lo pretendo! *-* Vengo, ti abbraccio,mi godo il posto per una sola fulgida sera e poi me ne vado… Altrimenti ci resterei tutta la vita!

  3. Mi fate venire in mente che io per problemi di spazio molti libri li tengo negli zaini. Capisco perfettamente la possibilità di leggere anche se non lo si farà e di rileggere.
    E tenere mattoni pesantissimi in mano da sdraiati. Leggere scomodi perché solo cosí si può essere veramente comodi!

    1. Io ho libri ovunque… non so più dove tenerli. Dovrò comprare una casa, in cui non potrò vivere né pagare in maniera adeguata, per tenere i libri.
      Mi sembra una spesa oculata.

  4. Mio dio ma io mi ero persa questo post come?! D:
    Non posso che ritrovarmi un po’ in tutto quello che avete scritto. I libri sono i miei migliori amici da tempi immemori, da quando mia mamma mi comprava i libriccini della mulino a vento (se non ricordo male). La mia camera è piena di libri, più di ogni altra stanza della casa, e io amo questa cosa, anche se a breve avrò bisogno di una seconda libreria…
    Molte persone non capiscono questa mia passione, dicendo che leggere è noioso ed è inutile. Io ho sempre pensato che queste persone non hanno ancora trovato quel libro, che cambia per ognuno di noi, che le fa viaggiare con la mente in posti meravigliosi, che le fa piangere, ridere, disperarsi, e che appena finito le fa pensare “ok, devo continuare a leggere, per rivivere tutte le sensazioni che ho provato”
    Potrà sembrare senza senso, e spero tra l’altro di spiegarmi bene perché come al solito mi confondo con le parole, ma per me c’è sempre un libro in particolare che ti aprirà la strada al meraviglioso mondo della letteratura in generale.
    Per me è stato Harry Potter, dopo aver letto i primi due libri mi sono subito fiondata sui libri di mia madre (che non mi ero mai filata di striscio fino a quel momento) e pescai, quasi a caso, Il Talismano di Stephen King, quello che è il primo romanzo impegnativo che io abbia mai letto, e l’ho letto grazie a Harry Potter! Che poi io, a 11 anni, che mi vado a leggere Stephen King….non so che mi diceva la testa….

    1. Concordo. Anche secondo me c’è un libro che ti “chiama” e ti dice: devo essere letto; questo è il momento giusto.
      Quando lo leggi, il tuo mondo cambia e diventi “schiavo” della lettura.
      Un momento d’inizio c’è sempre… che sia un tuo momento o, come a volte accade, quando ti leggono un libro (quando sei piccolo/a).
      Dipende.

Si!?

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