Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 8]

Questa volta giochiamo in casa di Cineclan e parliamo di mare. Io sono un Dio che guarda il mondo da una montagna e il mare, beh, è quella cosa blu all’orizzonte. Per Cineclan, invece, il mare è qualcosa di molto di più. Ha un rapporto totalmente diverso.
Leggete per credere.

WELCOME TO OUR NIGHTMARE
GIORNO 8 – WATER, WATER EVERYWHERE… 

Quando mi hai detto la parola “mare”, mi hai messo in difficoltà. Sono distante, geograficamente e, forse, mentalmente, dal concetto di mare. L’ho visto, ci sono stato anche diverse volte, ma non riesco ad avere quell’affinità che molti hanno. Strano.
Il mare, che non vedo da una vita, è sinonimo di ricordi di gioventù o d’infanzia. Nessun ricordo attuale. Nessuna memoria recente, perché andare con un battello sullo stretto del Bosforo per un tour guidato non lo metto come “esperienza marittima” al 100%. Diciamo che è il metadone per il drogato.
Il mare, più che l’acqua o il contorno e le profondità abissali, è l’odore di salsedine che mi investiva quando scendevo dal treno. Quell’odore particolare che, in queste lande, non si sente. L’odore di qualcosa di nuovo, di diverso, di altro.
Strano come, in effetti, quando parliamo di mare mi ricordi principalmente l’odore e sensazioni extra-marittime. Mi ricordo i campeggi, gli alberghi scadenti, il caldo feroce di un sottotetto privo di ogni condizionatore, gli antipasti di pesce su un grande tavolo e, a dirla tutta, un bar sulla spiaggia. Ecco, questo è quello che mi ricordo del mare.
Ho la musica che me ne parla, canzoni di De André che mi raccontano della vita da marinai o di una Genova tanto antica quanto, come sempre nelle canzoni del Faber, attuale. Ecco. La musica mi racconta del mare (ci sono anche gruppi metal che ne trattano…) e i libri mi raccontano degli oceani. Mi accorgo, però, che ne ho meno di quanti si potrebbe pensare. Ti confido una cosa: non ho mai letto Moby Dick nella sua interezza. Non chiedermi perché.
Ogni volta che lo sento nominare, ogni volta che appare un rimando a Moby Dick mi ripeto “devo leggerlo, devo capirlo” e poi rimane un proposito. Un mero sfoggio di volontà.
Il mare. Che parola.
Oltre agli odori e ricordi, mi viene in mente una considerazione fatta più volte con persone diverse (tutte della mia zona). Il mare è la nostra fuga, il lasciare un posto per qualcosa di nuovo, di diverso… ma, in fin dei conti, appena smettiamo di vedere le montagne incombere su di noi, ci sentiamo un po’ persi. Perdiamo il senso dell’orientamento.
Ritornare fra queste montagne, seppur non strette, ha un solo significato: tornare a casa.
Questo è uno dei ricordi che ho del mare, il fatto che posso restarci un po’, ma prima o poi mi mancheranno le montagne intorno a me e mi verrà da pensare quando ritorno a casa.

—-
Ecco a voi, Cineclan!
—-

Se tu mi avessi detto “montagna”, forse ci saremmo ritrovati a parti invertite, perché come scrivevo anche un po’ di tempo fa, sono sempre stata troppo vicino al mare e troppo lontana dalla montagna… La montagna per me è la bianca sconosciuta, la neve, “l’esotico”… Invece il mare è il mare. E’ difficile spiegare cosa sia, perché il mare è uno stato d’animo, intimamente mio, eternamente presente. Il mare è l’estate, sono i falò sulla spiaggia, sono le strimpellate delle canzoni di Battisti, le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi… Il mare è la prima sbronza, quando bastava una Tennent’s o forse due… I ricordi sono confusi al riguardo… Il mare è addormentarsi sotto un ombrellone e svegliarsi scottata. Il dolore della bruciatura e il blando sollievo di una crema doposole. Il mare è un passaggio ponte in traghetto nella notte, quando esci per fumare una sigaretta e ti ritrovi avvolta dall’umidità, dalla salsedine e dall’oscurità. Quando attorno a te non c’è nulla se non un’infinita distesa d’acqua, ma se aspetti un po’ vedrai le onde tingersi di rosa e il sole sorgere e ti mancherà il fiato per quanto possa essere bella l’alba. Il mare è la sabbia fine della Sardegna e delle due estati forse più belle della mia vita passate a lavorare lì. Il mare è By the sea cantata dalla zia Helena in Sweeney Todd. Il mare è fare il morto a galla e lasciarsi cullare dall’ignoto. Il mare è tornare a casa e godere della salsedine sulla pelle e addormentarsi così tra bianche, fresche lenzuola di cotone. Il mare è la sabbia che resta attaccata anche quando tenti di lavarla via… Il mare è la primavera e bigiare scuola per prendere un autobus col costume sotto i vestiti e andare due ore in spiaggia per il primo bagno della stagione. Il mare è l’autunno e il mio primo film… 5 settimane su una spiaggia… Era pur sempre un film sul surf, no? E’ il bagno a mezzanotte a fine settembre in mutandine e reggiseno, perché mica eravamo usciti con l’idea di tuffarci tra le onde? E’ il rumore sordo delle onde sugli scogli e il vento che taglia il viso talmente forte da farti esclamare “benvenuti in Irlanda” anche se sei all’estremo confine di questo tacco d’Italia. Il mare sono le dune di Maspalomas e Forever di Ben Harper e una cosa che domani dimenticheremo… Il mare è essere investiti da un’onda improvvisa e ritrovarsi con i piedi bagnati e le scarpe affondate nella sabbia. Il mare è un bacio rubato dietro un angolo per paura che possa vederci qualcuno. Il mare è l’inverno e capire se il sole sorge o tramonta sull’acqua per lavoro. E’ restare immobile a guardare il ritmo costante delle onde che si infrangono e tornano indietro, come la vita, come l’amore. Il mare è respirare il suo odore e trovarlo sempre uguale e sempre diverso. Il mare, come la magia, comporta sempre un prezzo da pagare.
Il mare sono io, contraddittorio e incostante quando “sembra che ti culli, ma poi ti vuole ingoiare…”

Annunci

81 Replies to “Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 8]”

      1. Senza di te?
        Prima cosa: questo progetto sarebbe morto e sepolto.
        Seconda cosa: Both Sides Now sarebbe morto e sepolto.
        Terza cosa: non avrei scoperto Friday Night Lights… e convinto a guardare SoA.
        Devo continuare!? 😀

  1. L’ha ribloggato su CineClane ha commentato:
    Ci sono nata con i piedi nel mare… Sono una ninfa di mare, una Nereide come Teti… Senza il mare sarei persa, sarei un pesce fuor d’acqua… E’ la mia natura e se prendi me, prendi anche lui…
    “Il mare è un antico idioma che non riesco a decifrare.” (Jorge Luis Borges)

  2. io il mare non lo conosco affatto… le emozioni che mi da sono molto contrastanti, mi affascina mi fa paura… ho ricordi allegri e contemporaneamente tristissimi… sono più legata a montagne e colline e il mare l’ho sempre vissuto poco… e soprattutto non so nuotare, sono alta una caramella e affogo in una pozza… figuratevi un po’ voi!

    poi c’è questa piazzetta, lastricata di marmo bianco, con le spalle al centro storico e il muso rivolto all’infinito… in un angolo un piccolo bar con ombrelloni color sabbia e tavoli e sedie in vimini, comodi e che non ti mollano quindi ci passi ore partendo da un caffè, passando all’aperitivo e continuando in una cena semplice…
    le luci sono di lampioni vecchi e ci sono ghirlande di lampadine appese tra il muro e gli ombrelloni…
    nell’angolo della piazza arriva la musica di un trio meraviglioso, contrabbasso, violino e fisarmonica… lei ha una voce delicata e divertente…
    Siete lì dopo una giornata passata in acqua a ridere e scherzare e in spiaggia a leggere e ascoltare la vostra musica…
    Cine essendo all’aperto e poi dare sfogo alla ciminiera che c’è in te mentre mangiucchi con calma pezzetti di torta salata, fatta a quadratini che hai di fronte
    DiodiUnDio sorseggia il suo bicchiere di vino… bianco, il terzo e Cine non è da meno
    ( dopo quelli arriveranno altri e altri ancora, magari anche della buona e cara vecchia birra… ma bevuti con così tanta calma che nemmeno li potrete contare alla fine)
    Nell’aria c’è profumo di sale, di acqua, un po’ di muffa ma che non da fastidio, fa parte del posto… c’è l’odore del legno vecchio delle barche di un tempo lasciate al molo…

    se mi tenete la scala, cambio la lampadina della ghirlanda sopra le vostre teste… s’è fulminata e se non le faccio io certe cose qua nessuno si da da fare!
    😀

    1. Tati.
      I tuoi racconti/immagini di noi due che scriviamo queste cose sono eccezionali, giuro. Mi piacciono molto.
      Non perderle nel marasma, tienile, sono veramente belle.

      1. Divinità posate e tranquille.
        Me ne viene in mente una… che la più grande mattana che ha fatto è avere più pesce per la festa.

      2. Ricordo ricordo.
        Io ho tanti diritti… mi hanno fregato date, posti, luoghi, avvenimenti… Io sono Zeus. Mica un deuncolo qualunque 😀
        *e vai con l’ego che parte come un razzo*

      1. Poi,diciamocelo,io ho anche la fortuna di potermi godere uno dei mari più belli d’Italia,secondo solo (forse?) a quello della Sardegna,quindi sono anche fortunata…

      2. No no, il fatto è che tu parli con la passione marinaresca… io sono più distaccato 🙂 allora lascio te a fare gli onori di casa 😉

Si!?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...