Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 3]

Stralci di comunicazione. Frequenze interrotte. Canzoni lasciate in sospeso. Respiri. Notti insonni. Ricordi.
La radio. Prima pirata, poi accolta e coccolata dalla grande madre Mainstream. Perché ciò che non si può sconfiggere, si adotta e si rende innocuo.
Ecco il senso di questo terzo giorno della chiacchierata fra Cineclan e il sottoscritto.

WELCOME TO OUR NIGHTMARE
GIORNO 3 – AM I GOING INSANE? (RADIO)

Se penso alla radio, la associo ad una rappresentazione (forse una metafora) di una vita media. Lo scorrere delle canzoni, con mood/andamenti/ritmi/stili… diversi, intervallate da parentesi di pubblicità e chiacchiericcio fra il divertente e il fastidioso. Non vi ricorda qualcosa questo? Una giornata media. Una giornata “a caso” potrebbe essere tranquillamente descritta così: sveglia mattutina, ritmo cadenzato, chiacchiericcio di sottofondo (nelle emittenti con i presentatori più ciarlieri), qualche news riportata e poi ancora musica fino al definitivo spegnimento (=andare a dormire).
La differenza sta proprio in quel momento: quando tu vai a dormire, la radio funziona e continua imperterrita, controcorrente rispetto ai trend attuali di mp3, video su youtube e canali musicali su MTV et similia, a combattere la sua battaglia di musica e informazione. Una battaglia di broccato, lustrini e gioielli, sia chiaro. Non una vera battaglia. Diciamo che è un sopravvivere con le unghie e con i denti. Il tempo delle vere battaglie, delle radio pirata, delle frequenze su cui si poteva trovare la musica “proibita” sono passati. Via radio sono passati i messaggi di liberazione delle Seconda Guerra Mondiale e poi le notizie più importanti, quando la televisione, quello strumento risucchia­cervello, non era che un oggetto di lusso per ricchi e sfaccendati. Sulle frequenze eteree della radio sono passati, di nascosto e con grande esplosività, le prime frequenze pop della musica e poi, logico, il rock. Sembra sempre strano dirlo: ma i Beatles, al tempo, erano distruttivi per la comunità benpensante quanto, se non più, dei peggiori e più truci brani di metal estremo. I brani pop(ular) dei sixties hanno sfondato le porte della radio e della mentalità chiusa e “paurosa” dell’epoca.
Una musica può cambiare il mondo? Forse no. Quel sogno è finito (the dream is dead) ma è bello pensare che, se non riuscirà a cambiarlo lei stessa, sarà grazie alla sua spinta, alla sua forza da “goccia sulla roccia” che si riuscirà a fare un piccolo passo avanti.
Forse è un sogno. Forse è solo musica.
Ma non è questo quello che si chiede alla musica? Un sogno condensato in un determinato numero di minuti?

——
Cineclan riesce, in questo suo pezzo, ad esprimere molto di quanto io, nella mia gretta arroganza divina, non riesco. Leggete con cura.
——

Citando un famoso pensatore del XXI secolo, nel mio lavoro “dopo la tv c’è il cinema, dopo il cinema la radio e poi la morte”.
E invece… E invece io faccio sempre le cose al contrario… Il cinema è il cinema, la grande macchina dei sogni, la magnifica ossessione e la radio… La radio è la vita, perché come si può non amare la radio? E se mi dici “radio” io ti sparo subito “I love radio rock” e “Radiofreccia” e non fare quella faccia, perché “Radiofreccia” è talmente anni ’90 e tardoadolescenziale che non si può non amarlo nella sua natura così naif… E poi c’era un giovane Stefano Accorsi shirtless che faceva la sua porca figura! E ricorda che io sono una vecchia ciabatta sentimentale e la musica delle radio libere e degli anni ’70 sono state il companatico del mio pane d’infanzia. Quante canzoni ho registrato su musicassetta direttamente dalla radio, con la voce dello speaker a coprire l’ultimo ritornello.
La radio per me è sinonimo di
auto… La radio è on the road… La radio è l’amica che ti fa compagnia quando guidi da sola di notte. La radio è l’amica con la quale ti incazzi quando non becchi una stazione decente e continui a cercare. La radio è quell’amica che ti conosce talmente bene da trasmettere la canzone giusta al momento giusto. La canzone giusta al momento giusto. “Wanted dead or alive” quando hai bisogno di cantare a squarciagola e pensare a Dean Winchester, perché “Bon Jovi rocks…on occasion”. “The Pretender” quando stai andando sul set e sono le 4 del mattino e hai dormito solo due ore e hai fumato già dieci sigarette, bevuto venti caffè e bestemmi in tutte le lingue del mondo. “Ironic” quando sei imbottigliata nel traffico e in ritardo e stai pensando all’uomo (quasi) perfetto e alla sua perfetta fidanzata. “Wicked Game” nella versione degli HIM e la voce porno del Valo ti fa venire un brivido lungo la schiena pronunciando l’ultimo verso… Nobody loves no one
La radio è il sogno di tutti noi timidi. L’essere senza apparire. Farsi presenza nell’assenza. La radio è il flusso di coscienza… La radio è un po’ questa nostra chiacchierata… La radio è “Let’s spend the night together” sparata a volume altissimo la notte di Capodanno e qualcuno che ti sussurra

che facciamo adesso?”…

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28 Replies to “Welcome To Our Nightmare – Cineclan & Zeus 30 days Calendar [Giorno 3]”

  1. L’ha ribloggato su CineClane ha commentato:
    Questa mattina mi sono svegliata tardi e mentre bevevo il caffè mi sono ritrovata a “casa” di Zeus ed è stato come essere davvero a bere un caffè seduti al tavolino di un bar…
    Sono ancora nel limbo tra il sogno e la veglia,quindi il senso dei miei pensieri lo trovate tutto qui… Mettetevi comodi,prendete un caffè e sintonizzatevi su “Welcome to our nightmare”…
    “Invece le canzoni non ti tradiscono. Anche chi le fa può tradirti, ma le canzoni, le tue canzoni, quelle che per te hanno voluto dire qualcosa, le trovi sempre lì, quando tu vuoi trovarle. Intatte. Non importa se cambierà chi le ha cantate. Se volete sapere la mia delle canzoni, delle vostre canzoni vi potete fidare.” (Bruno)
    “Giochino? Guarda che quando ti infili le cuffie e alzi il fade del microfono e senti la tua voce, che è sempre la tua voce però è più… è più precisa. Senti che puoi dire quello che vuoi, però sai anche che quello che dici dev’essere il massimo… e ti accorgi che ogni volta cresci un po’…e quando non ce la fai più con le parole allora tà: Usi la musica… quella che TU hai scelto, quella che continua a parlare di te. Secondo me ci vorrebbe una radio così in ogni casa… ognuno a dire al resto del mondo la sua cosa…” (Bruno)

      1. Quando sono in quel limbo sono una yes woman… Sapessi quante volte mi hanno fregata chiedendomi le cose quando ero mezza addormentata…

      2. Eheheheh. No, non ci credo!
        Ma se ti estorcono le cose quando sei mezza “out” dal sonno, allora hai diritto di ringhiare 😀

  2. da molto tempo non ascolto più la radio… complice il fatto che in mezzo al nulla… la tenacia delle onde radio si chiama Radiomaria… e io divento verde…
    Però ha un fascino simile a quello dei treni… è qualcosa che ti trasporta e non puoi neanche sapere dove…
    Bravi… bravi… cazzo se siete bravi!! 🙂

      1. Tempo fa su facciabuco ho trovato : ” nella vita vorrei avere la stessa tenacia che ha Radio Maria in galleria”… Una roba del genere… Ho riso tre giorni!

Si!?

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