Io chiamo, Adele risponde: “Hello” e butta giù

Ieri sera ho sentito un tremito nella forza.
A causa di un accesso di rabbia (cosa che ultimamente mi contraddistingue e segno che ho bisogno immediate di ferie dall’Olimpo) ho cliccato alla membro di segugio su YouTube e mi è partito il nuovo video di Adele.

Hello.

Al che mi son messo anche a guardarlo. A parte il fatto che è una rottura di coglioni e prima di iniziare ci mette quaranta minuti di segue mentali con effetti telefonici e un video virato seppia che mi mette imbarazzo intestinale, ci sono alcuni elementi di disturbo che turbano la mia tranquillità interiore.
Con conseguente scoppio incredibile di bestemmie.
L’ho già detto che sono incendiabile in questi tempi?
Inizia la canzone e c’è subito un senso di vuoto che mi prende lo stomaco: ma, cristo, non è lo stesso brano che ha pubblicato in precedenza? Due cosette diverse, quattro note aggratis e un testo che mi dice: “Hello” (stocazzo!?). Secondo me sì.
Ma poi: – perché diamine una casa deve essere sempre immersa nella merda fino alle fondamenta? Cioè… io capisco la malinconia, ma dopo un po’, le cianfrusaglie, le butti nella spazzatura o ci fai un falò. Il falò è meglio, tutto si può risolvere con un po’ di benzina e le fiamme (lo dicono anche i Rammstein e loro sanno cosa dicono… giustamente, lo dicono loro).
– la passeggiata malinconica nel nulla mi immalinconisce. Ma di quella malinconia misera, gretta, sporca, ignobile e velenosa. Quella che quando ti arrivano vicino le persone sentono odore di marcio e violenza e non quella che spinge a stringerti in un abbraccio caloroso o coloroso.
– Visto che ha detto, in varie interviste, di scusarsi per l’attesa, poteva anche prendersi un paio di mesi di più per tirar fuori un pezzo decente. Cazzo. Ok, non sono il più equilibrato dei critici e sono sicuro che molte delle persone che frequentano il mio blog saranno in brodo di giuggiole per Adele, ma…
Ma…

Hello.

Non voglio tirar lunga la cosa, perché come disse un saggio pensatore greco “l’unica cosa che si tira, in questo caso, l’è la pel dei cojoni”, perciò arrivo diretto, come un’entrata di un macellaio al tornetto di calcetto, al punto della situazione:

Ma cazzo, fra tutti i ricordi possibili e immaginabili (e dico tutti), perché un cazzo di americano o inglese deve mettersi ai fornelli e cucinare una pasta?!
Ma dico io, porco di quel Diesel, ma che si cucinasse un cazzo di burger o fish&chips o di merda con cipolla e curry! Lascia stare la pasta!!! Che lo vedo da qua, porco di quel cane lurido, che è SCOTTA!!

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38 Replies to “Io chiamo, Adele risponde: “Hello” e butta giù”

  1. non avevo ancora visto il video…. ma quanto parla ‘sto tipo??? non sta zitto tre secondi!
    ( sai che non credo sia seppia… ma un bianco&nero anticato… 😛 )

      1. vien voglia di ficcargli un pugno sul grugno ( anche io son particolarmente accendibile…)
        ( sì… son cazzate da gente fine…)

      2. Ecco, una vera rottura di balle… e lei ne sente la mancanza. Ci sono cose incredibili sotto il sole.
        (sono un outsider io ahah)

  2. applausi.
    a me prima era simpatica solo perché era grassa (per lo stesso motivo per cui mi sta simpatica la latifah e molte altre “rotonde”) adesso non fa altro che canzoni di lagna.
    e se la tira pure (perché ovviamente è meno grassa).

    1. grazie.
      ti dico, Daisy Duck l’ha pretesa in auto, perciò ho anche Adele nella mia chiavetta della musica da viaggio (cazz..!!) e perciò la sento a volte. Ma ‘sta canzone, dannazione, è uguale a mille altre e il video ha delle cose che mi turbano.

  3. Le famose “Linguine al London Bridge” non le hai mai provate?!
    Io Adele la conosco solo di nome – che poi adesso c’è la moda nel nome proprio, e faccio un po’ di confusione a ricordare chi è chi.
    Comunque, notavo che l’arredamento fa molto “vecchietta inglese”: le tazze da te, le tendine di pizzo della nonna, il motorola, il telefono con la rotella – attenzione. Io ho resistito con la rotella fino all’anno scorso. Mi sento troppo demodé.

    1. Le linguine con l’acqua del Tamigi non le ho mai provate.
      Comunque la casa è un residuato bellico. Il tizio è scappato per una ragione ben precisa… ne aveva le palle piene. E lei: Hello.

      1. Uh… non sai cosa ti perdi! Quel retrogusto da scarico della City non ha eguali!
        Lei è educata precisa: sono io! Che a me fa sempre strano sentirmi dire: “Sono io.” – Di solito, rispondo con un “Veh, che lo so!” e s’informa sulla salute.
        Mi sa che questa cose dell’Hello è ciò che ti ha infastidito.

      2. Non si può dire… secondo me è colpa della pasta. Anche se l’avesse cucinata Adele mi avrebbe provocato ribrezzo e odio.

      3. Prova a pensare: spaghetti che magicamente si trasformano in tagliatelle.
        Comunque, anche io sta cosa qua della pasta. Mi viene sempre voglia di entrare nello schermo e levare dal fuoco la pentola, perché lo so! Me lo sento! E cotta da un pezzo!

      4. Eppure non ci vuole un genio. Guardi l’orologio, punti il timer… è solo una questione di tempo.
        Forse le confezioni di pasta all’estero indicano “20 minutes” … mumble!

Si!?

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