Notturno seriale

Le giornate prima di Natale sono quelle che, in un modo o nell’altro, si impegnano per fare un ragionamento sull’anno appena passato. Come è stato, come ci siamo relazionati con il mondo etc.
In realtà, a me, non me ne sbatte una fava.
Il mio ragionamento sta tutto sulle serie televisive viste quest’anno (almeno una parte, dai… perché tutte non me le ricordo). Una sorta di promossi e bocciati, anche se non do voti perché non li so dare.

CALIFORNICATION: lo so, arrivo in ritardo sul luogo del delitto, ma questa serie me l’ero persa. Californication è divertente, scorre bene, si fa piacere sia per il lato cazzaro sia per il contorno (la storia). Sesso, droga e rock’n’roll e, diciamolo, anche amore. Bellissime alcune inquadrature (rimandano a certi grandi dischi della storia del rock moderno… tanto per dire, un’inquadratura mimava alla perfezione The Freewhellin’ Bob Dylan) e la colonna sonora, sempre azzeccata e molto rock. Ci sono camei goduriosi (Marilyn Manson, Zakk Wylde…) e situazioni al limite del grottesco, ma piace. Alla settima stagione, quella di chiusura, la formula sente il peso del tempo che passa e lo dimostra con meno brillantezza.
NARCOS: Questa serie dedicata alle gesta di Pablo Escobar è stata una piccola rivelazione. Recitata al 90% in spagnolo, Narcos riesce ad esprimersi al 100% solo se guardata in versione originale con sottotitoli. La recitazione in lingua madre fornisce sfumature perfette ai personaggi che, con una traduzione terribile italiana, verrebbero perse. La storia regge, anche perché riprende in maniera romanzata molte delle vicende che avvennero in Colombia ai tempi dell’ascesa dei grandi cartelli della droga.
HOMELAND: non è ancora finita, ma questa quinta stagione è finalmente riuscita a riportare Homeland ad un buon livello. In Homeland 5 troviamo di nuovo l’attualità, il pericolo, qualche colpo di scena ma niente di improbabile o troppo artificioso, la storia scorre e si aggrappa alla quotidianità (vedasi i riferimenti a Parigi e alle guerre in Siria) con una forza brutale. Dopo le ultime due stagioni avevo detto: ormai gli sceneggiatori sono alla frutta… mi devo ricredere. La quinta merita.
THE KNICK: Seconda stagione e finalmente The Knick si affranca dallo spettro da “Doc House drogato di inizio 1900“. La prima stagione era buona, tanto da lasciarmi il gusto e l’aspettativa di una seconda… aspettativa ripagata appieno. The Knick regge anche se, come in molte serie USA, dopo un po’ la parte centrale del racconto (che dovrebbero essere le nuove scoperte tecnologiche, mediche e scientifiche… etc) diventa lo spettro emotivo e le relazioni fra i personaggi. La parte medica viene lasciata in secondo piano ed è un vero peccato: nella prima serie, questo aspetto era una vera forza. Vediamo come finisce.
THE BIG BANG THEORY: La domanda, ironicamente, è questa “si può crescere rimanendo sempre gli stessi?”. Questo è il grande quesito che ti accompagna durante la nona stagione di TBBT. La risposta è sì. Le gag nerd ci sono ancora, così come anche molti dei tratti distintivi della serie, ma si vede la voglia di non farla restare solo una serie di sketch (cosa che poteva essere all’inizio) e di renderla quasi una serie “regolare”.
FRIDAY NIGHT LIGHTS: ne ho già parlato in maniera più che esaustiva in QUESTO post con la mia amica Cineclan.


HOUSE OF CARDS: House of Cards è stata la serie bomba degli ultimi anni. Ottima regia, personaggi perfetti e alcuni accorgimenti che mi hanno preso più di un rottweiler attaccato al culo. La terza stagione era la prova della maturità definitiva, il dire, con voce stentorea, ecco che vi distruggo sul nascere l’anno (o, meglio, dopo di me non ci saranno altre serie degne di nota). Risultato? Secondo me questa terza stagione di HOC è stata la meno entusiasmante di tutte. Sarà che la bellezza della storia stava tutta negli intrighi per arrivare al potere, ma il mantenimento del potere, l’essere Presidente degli USA ha annebbiato la fluidità della trama e delle trovate. Spero ci sia una quarta in crescendo, HOC non può finire in maniera così mediocre.
TRUE DETECTIVE: la prima stagione è stata una vera manna dal cielo. L’ho divorata e amata. I paesaggi e le atmosfere (New Orleans e la Louisiana sono una calamita potente per me) e così anche i personaggi e, diciamolo, anche una trama non certo al 100% innovativa, ma molto funzionale. La seconda stagione, invece, mi ha lasciato più indifferente. Il cambio di location era necessario per evitare la ripetizione (e nel confronto ci avrebbe perso la seconda) e così anche alcuni elementi grafici&di colore, ma le troppe trame, i troppi personaggi hanno reso difficile la digestione di tutto il malloppo. C’era la qualità, ma non c’era la scorrevolezza. Forse le ultime due puntate sono state le migliori, quelle in cui si è incominciato a capire di più di quello che stava succedendo.
VIKINGS: le stagioni di Vikings sono una piccola perla. Hanno un senso compiuto e non indugiano nell’epicità da Attila Flagello di Dio. Dopo le scaramucce nei fiordi e le guerre in Inghilterra, la nuova stagione vede i vichinghi andare a Parigi. La stagioni si susseguono e si annodano, anche se non in maniera strettissima. Ci sono rimandi alle puntate precedenti e i personaggi continuano a serbare gli antichi rancori o amori etc, ma non ci sono dei collegamenti enormi. Ragnar c’è ma sembra un po’ in disparte rispetto ad una serie di nuovi protagonisti del racconto.
CONSTANTIN: me l’hanno consigliata ed elogiata, perciò io, da bravo drogato seriale, l’ho guardata con una certa suspance. Non mi è piaciuta per niente. Ho abbandonato la serie dopo 3 episodi e mi è sembrata una grande perdita di tempo.
GOTHAM: ho provato a guardare anche questa serie. Mi ha annoiato dopo poco. So che forse avrei dovuto mettere più impegno nel seguirla, ma non ce l’ho proprio fatta.
THE WALKING DEAD: non è ancora finita, lo premetto, ma sembra essere la migliore stagione da un po’ di stagioni a questa parte. Finalmente, oltre al classico lavoro psicologico, si vedono i morti, gli zombie, le battaglie ed il caos. Questo mancava. La troppa psicologia ha reso le precedenti stagioni troppo immobili, ferme in un non-divenire, in uno scavare sterile nella mente dei personaggi. Qua troviamo il vero danno, gli zombie che attaccano e la depravazione della gente. Ci sono volute quasi due serie di patimenti ma…
PENNY DREADFUL: la prima stagione non mi aveva entusiasmato molto, anzi… Se devo essere sincero sono rimasto abbastanza freddino di fronte a questa serie. La seconda, invece, mi ha preso molto di più ed è riuscita a tenermi incollato al Pc per tutte le puntate (sarà che l’argomento voodoo e Bathory mi piace di più che il trito e ritrito vampiri). Bravissima Eva Green, il resto del cast non riesce proprio a starle dietro.

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33 Replies to “Notturno seriale”

  1. A suo tempo seguii le prime due stagioni di Homeland e mi piaceva da matti, poi non so perché ho interrotto, ma sono sempre in tempo a riprendere… con le serie vado a periodi, le uniche per cui sono o sono stata metodicamente dipendente sono Fringe (cazzarola se la adoravo! non ci capivi una mazza, ma era perfetta, attori, storia… anche se sul finire, boh, persino io mi sono persa e ancora adesso preferisco vivere nel ricordo delle prime serie) e American Horror Story (lo so, è una roba tristissima e trash ma al cuor non si comanda… anche se adesso ci hanno imbucato Lady Gaga e mi sta mancando da matti Jessica Lange…). Mi confermi però questa House of Cards che mi ero riproposta di vedere anche solo per la presenza di Spacey, ma la mia atavica pigrizia ha impedito che vedessi una sola puntata. Devo rimediare.

    1. Io, come ho detto anche al buon Giacani, sono un drogato. Non ci posso fare niente. Vedo serie su serie, spesso per pigrizia e molto più spesso perché non riesco a trovare film che mi prendono realmente.
      Homeland regge, e bene, nelle prime due stagioni… poi perde smalto e finisce per diventare una trottola. Questa nuova stagione è, per me, molto buona. La migliore da anni a questa parte.
      American Horror Story l’ho visto (la prima stagione) e non mi ha preso molto, ma ammetto che lo guardavo in maniera molto distratta.
      House Of Cards è una grandissima serie, le prime due stagioni sono perfette (la prima più della seconda…), la terza mi ha lasciato un po’ così… non so come spiegare, mancava di qualcosa.

      1. Intanto mi guardo House of Cards, non so se continuare Homeland, ma può darsi, mi ero molto affezionata ai personaggi. Quando arrivo alla terza stagione di House of Cards però ne riparleremo 😀

      2. Ottimo per HoC. Per Homeland, se non fosse un’eresia fare il salto di due stagioni, ti direi di guardare la 1 e la 2… e poi saltare all’ultima di quest’anno ehehe

  2. TD II non sono proprio riuscito ad andare avanti. Mentre invece Narcos ho visto il primo episodio ma poi non ho sentito quella spinta a proseguire. La sceneggiatura da docufilm finisce col disturbarmi.

    1. Scusami, il tuo commento è finito in spam per motivi sconosciuti.
      A me Homeland piace e la 5 finalmente ha riportato la serie ad un livello accettabile.
      Come mai non reggi più Carrie?!

      1. Guarda, ho cercato di spiegarlo nel post… La serie mi piace ma lei mi sta proprio antipatica: sai le persone convinte che il mondo giri attorno a loro? Ecco 🙂

Si!?

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