Consigli Musicali Non Richiesti (120)

A grandi poteri corrispondono grandi responsabilità.
Niente di più vero, figlioli.
Perché ci sono momenti nella crescita personale di un essere umano, uomo, in cui bisogna capire che c’è un limite a tutto. Soprattutto quando questo limite è rappresentato dall’ingurgitarsi un pizza doppio maiale, cipolla, pomodori, funghetti, olive nere e l’uovo all’occhio di bue, grande come Sauron, in mezzo al tutto. Capite perché dico che a grandi poteri (un forno caldo, una teglia pronta e gli ingredienti in casa) corrisponde una grande responsabilità?
La responsabilità in questione è quella di non uscire di casa e cercare di evitare contatti con umani, o primati, di ogni genere.
Ci sono momenti in cui senti che il tuo essere sta mutando – e questa non è una stupenda metafora per dire “che mi stavo riempiendo le braghe a causa di un grande ed improvviso moto intestinale (=scagazzo)”. Quello che sto dicendo è che ad una certa età i pasti tardivi e pesanti sono deleteri e mi fanno capire cose interessanti.
Tipo? Che mettendo due/tre pezzi di cipolla in più si può entrare in contatto con il Grande Capro. E il Grande Capro ha parole melliflue per uno come me. Infatti ci siamo trovati tranquillamente a discutere dei problemi della società moderna. Strano ma vero, io ne vedevo, lui no. Mi ha persino detto che la nuova Chiesa è talmente catchy e bimbominkia che riesce ad attirare anime al lato oscuro con la sua sola presenza. Un pensiero che mi ha fatto riflettere.
Ogni volta che tentavo, anche in maniera inconsapevole, di allontanare il calice doloroso dalle mie labbra (un pezzo di pizza senza niente sopra), il Grande Capro mi spingeva a compiere il mio processo di redenzione attraverso la penitenza… e questo significa: cipolla e maiale.

Tutto questo per dire cosa? Che il Grande Capro sa cosa significa mangiare bene e cosa è bene per l’essere umano. Continuate a cercare diete schifilde, io mi bombo di merdazza. Non sempre, se non raggiungo il saggio mentore caprino prima della data di scadenza di questo ammasso di ossa e muscoli, ma quanto basta per alzare un dito medio verso il pensiero salutista dilagante.
Quando ho finito il mio umile pasto, e ringraziato la divinità maiale spezzando del pane azzimo e levando un calice colmo di lacrime di innocenti, mi sono ritrovato un foglietto con scritto un nome di un gruppo da proporvi.
Perché la legione delle anime da spedire al Grande Capro deve essere rimpolpata. Non c’è mai un “abbastanza”, bisogna portarne sempre una in più.

E perciò ecco a voi i RWAKE. Ci stanno per una domenica come questa.

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31 Replies to “Consigli Musicali Non Richiesti (120)”

  1. Ecco,vedi? L’altro giorno ho detto che durante le feste volevo fare una dieta disintossicante e invece… Invece ora ho una voglia di pizza (ma senza cipolle) da prendere a randellate i muri!

Si!?

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