Cinematografica(de)mente io

Ormai ho capito che il buco nero della mia intelligenza è profondo, più profondo del fondo… etc etc (cit.). Me ne vergogno? Forse. Mi rimproverano di ciò? Chiedete a Daisy Duck.
Comunque sia questo è stato un weekend pieno di film e, come da par mio, provo a dare un senso alle visioni del fine settimana.
Eh no, non parlo di visioni date da funghetti allucinogeni o LSD. Parlo di visioni su pellicola.
Detto questo, ecco cosa mi sono ritrovato a guardare. Ogni giudizio di qualità è strettamente personale, questo per dire che ho l’amor proprio ridotto a zero e posso permettermi di guardare anche merda con croccantini senza sentirmi particolarmente male.

Sta fermo li che te lo do io il promemoria (da web)
La scena con Eva Green era meglio (da web)

JAMES BOND – SPECTRE.
Quarto film con Daniel Craig e altra pellicola altalenante dopo Quantum Of Solace. Il primo film della premiata ditta Sam Mendes – Daniel Craig è stato un buon prodotto (Casinò Royale) e mi aveva fatto ben sperare, poi è uscito Quantum Of Solace e mi aveva lasciato l’amaretto di Saronno in bocca. Skyfall è riuscito a tirar fuori un buon film di James Bond (straordinariamente sembra seguire, in materia cinematografica, l’andamento non sempre ispiratissimo del buon Fleming) e adesso è arrivato Spectre.
Giudizio? Mmm bah. Un mmm bah che nasce da qualche considerazione. James Bond non è mai stato un film con trame eccelse, nel senso di complicatissime, ma la trama, nel retrobottega c’era. In questo Spectre ci sono delle chiusure, sulla cui cosa non è semplice creare una qualcosa di unitario e coeso. Perciò, come nella miglior tradizione, no trama – no party, ecco le scene d’azione. Ci sono e sono tante. Troppe? No, l’azione piace, quello che non si capisce è perché hanno dovuto tirar delle sequenze ad uffa (vedi la corsa per Roma – dopo un po’ volevo andare dal registra, aprire le mani e piallarli le orecchie con un doppio schiaffo alla Bud Spencer). Secondo fattore da grande produzione è l’uso e abuso di 70.000 location (questa volta Londra, Roma, Tangeri, l’Austria e il Messico) per girare il film. Questa grande idea è stata esplorata a iosa dal buon Tommaso Crociera (Tom Cruise per chi si ostinasse a non parlar l’italica lingua) con il suo Missione:Impossibile (Mission:Impossible – vedi sopra l’appunto per l’italica lingua): più location, più gusto.
I personaggi? Daniel Craig ci sta ancora, invecchiato, sofferente ma nel complesso un James Bond 2.0 con azione&charme. Il resto? A parte la prescindibile presenza di M, Q, C e lettere dell’alfabeto a caso (idem per Moneypenny), le Bond-girl hanno il viso segnato di Monica Bellucci (qualcuno la stoppi dal parlare, per favore… ma può continuare a farla ancheggiare come una gondola veneziana) e di Lea Seydoux che fa il suo sporco lavoro, seppur non ci mostri un minimo di carne e solo un’algido distacco da francese rompiballe.
Il nemico? Il colosso senza nome e tutti muscoli va bene per un po’, ma noi vogliamo qualcosa di più: vogliamo IL NEMICO, quello vero. Quello che odi visceralmente o che adori se sei spostato mentale come me. Christoph Waltz non lo è. Non ha spessore cattivo, sembra solo un bambino fastidioso. Non mi suscita nessun sentimento, né negativo né positivo. Cosa che mi causa una frustrazione terribile.
Cosa ne desumiamo? Che Spectre non è un brutto film, meglio di Quantum of Solace, ma che ha qualche pecca di base nella trama. Sembra una pellicola che doveva concludere e a tutti i costi così da salutarsi con champagne e tartine e smetterla di vedere Craig come protagonista. Non so, idea del minchia sicuro, ma mi è sorto questo sospetto.

THE HUNGER GAMES (2012)

Tipico sguardo da “Non ho capito” (da web)

Ho dovuto nutrire la fanciulla indifesa che c’è in me. Ahahahahahaha. Scherzo.
Tutti ne parlano bene e la scimmia sulla schiena mi è salita. Ecco perché mi sono messo a guardare The Hunger Games film che, lo dico e ripeto, non farò vedere a Daisy Duck. Così, per partito preso e perché non voglio che una serata, come una novella Artemide, mi rifaccia il profilo con l’arco e le frecce.
Il film si basa tutto, in effetti, sulla presenza pettoruta di Jennifer Lawrence. In questo film ha proprio il trucco da ragazzotta del Montana appena scesa dal granaio (questo appunto mi ricorda una persona che vedevo in un pub della mia zona, era soprannominata “la burrosa del Montana”): facciotta grassotta, capello bombato e un fisico palestrato che mal si adatta alla provenienza da un Distretto malnutrito etc etc. La cosa fa a cazzotti con l’ambientazione, ma è un film, l’improbabilità è il fattore che più cerco dopo un paio di poppe. E le sparatorie.
Una pellicola, tratta da un romanzo, che vuole proporre al mondo cinematografico una nuova eroina per le femminucce. Ecco, l’ho detto.
Basta con i film Salsiccia-centrici (The Maze Runner ha un che di fallocentrismo… avevo voglia di inserire un termine colto, ad minchiam, in un mio scritto – voglio aumentare la percentuale di lettori colti sul mio blog), con The Hunger Games il piatto principale è sempre la patata.
Tutto parte con il sacrificio della nostra eroina (che ci sta sempre il principio del Gesù), la trasformazione del brutto anatroccolo in regale cigno (la trasformazione fisica evidente, i vestiti sgargianti, le luci della ribalta, l’essere indipendente e femminile allo stesso tempo) e poi c’è la prova di forza.
In The Hunger Games la prova di forza è il piatto principale: il grande spettacolo mediatico dello scontro fra i 24 prescelti è risolto, per la gran parte, nei primi minuti con un massacro terribile. Il resto è un lento logoramento. Logoramento per i personaggi, visto che è una guerra d’attrito.
Ma ci sono dei ma, che provo a far emergere:

– la volontà di farla diventare nuova eroina per le signorine oltre lo schermo è notevole. I gesti, le parole etc sono un marketing ben costruito.
– la storia d’amore è un grande classico. Funzionerà anche nei capitoli successivi? Devo guardare.
– in realtà, diciamocelo, lei è inutile nella prima battaglia. Non uccide praticamente nessuno (sbagliato! Ne uccide uno…), ma ne fa uccidere tanti. Penso sia la maledizione dell’eroe, essere il centro di tutto e non essere capace di fare granché, se non in potenza.

Il resto è tutto un amore possibile – amore impossibile, una mamma senza nome, una sorella fastidiosa, un gatto che soffia (lo pagheranno quattro crocchette, soffierei anche io) e, soprattutto, una sfilza di ottimi attori. Ci sono veramente tanti attori conosciuti e hollywooooodiani in questo The Hunger Games.

Il film finisce (hey, questo non ve lo aspettavate vero? I film finiscono, ormai siamo talmente abituati ai capitoli interrotti da poterli chiamare “capitolus interrputus”) e, per quanto lanci nell’aria ampie manate di ammiccamenti sulle successive puntate, non è un film che devi per forza guardare con gli altri a portata di mano. Questo è un piacere.
Il primo capitolo del Signore Degli Anelli è stato d’aiuto in merito. La frustrazione e l’odio che ho provato quando è finito così, con il capitolus interrputus, è rimasta ineguagliata.

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24 Replies to “Cinematografica(de)mente io”

  1. condivido tutto su spectre, era così 5 e mezzo che quasi mi è dispiaciuto per il povero craig.
    per hunger games non sono proprio d’accordo, un po’ perché sono “femminuccia”, un po’ perché sono tendenzialmente una cagasotto ho sempre avuto in simpatia il personaggio.
    avevo proprio in mente la scena: mi scelgono a 12 anni (si, vabbe’, lei va a 16, ma vuoi mettere la sfiga che ti scelgono all’inizio?), vado a capitol city per iniziare gli allenamenti e mi ferisco mortalmente quando prendo in mano la prima arma. manco ci arrivo ai giochi.
    perché diciamolo: tu l’hai mai presa in mano un’arma? io solo nel gdr, e credo che non basti. quindi mi piace assai.
    poi certo, le tette aiutano sempre.
    le tette e il fratello di thor.

    1. Già. Spectre è un po’ mmm bah. La questione è che dovevano chiudere una storia lunga tre film e con i rimasugli hanno fatto il film. Un po’ poco. Che non gli si può dire neanche niente, almeno ci hanno tentato a chiudere tutte le trame e sottotrame dei film, mica come altre pellicole che lasciano le cose a metà!
      Per quanto riguarda The Hunger Games non commento… sono troppo di parte per poter esprirmere un giudizio onesto. Il film è godibile e non è male, anzi hanno fatto anche un buon lavoro! Poi l’immedesimazione, per me, era minima… avevo simpatia per quell’ubriacone perso di Woody Harrelson, ma come fa a non farti simpatia?
      Le tette sono sempre importanti. Il fratello di Thor è prescindibile per tutti i film della serie.

  2. vabbééé!… io questo fine settimana ho guardato LE 5 LEGGENDE e A CHRISTMAS CAROL ( quello di Robert Zemeckis)… non posso proprio permettermi di commentare questi due film….
    🙂

      1. perché sono meravigliosi! per quale altro motivo avrei potuto guardarli?… adoro i cartoni animati ( le 5 leggende non quante volte l’avrò già visto)… Mini fornisce un ottimo alibi in tutto questo… ma è lui che porta me al cinema, non il contrario…
        ( ok, mmmm… con questo commento penso di aver ucciso la già scarsa considerazione che potevi avere di me… me ne vò…)
        🙂

      2. Cough Cough… i cartoni animati…
        Non sono un grandissimo fan di questo tipo di cose.
        Ci tentano a farmeli vedere, ma non sono uno sfegatato.
        (nessuna considerazione diminuita, i gusti son gusti).

      3. hai ragione… i gusti son gusti… altrimenti sarebbero altro.. 😉
        ( immaginavo, non so perché, non fossi un fan del genere)

  3. A me Spectre è piaciuto… Sarà per Daniel sicuramente,ma mi è piaciuto… Il piano sequenza iniziale a Città del Messico mi ha gasata parecchio!😍
    Per The Hunger Games (visto ai tempi al cinema costretta da mia sorella…) no,no e no! Ero basita e interdetta nonostante Jen mi stia molto simpatica…

    1. Non c’è niente da dire, la parte del Messico era bella. Poi, nella seconda metà, incomincia a tentennare un po’. Ma sono seghe mentali mie.
      Ehhhh… io guardo tutto, non ho onore 😀

      1. Le seghe mentali fanno grandi i critici,ricordalo!
        Anch’io guardo tutto e di The Hunger Games salvo solo Woody che non si può non amare!

      2. Ehehehehe. Me lo devo ricordare.
        Comunque concordo su tutto, anche Woody… anche se ultimamente sta facendo uscire troppi film e di qualità non sempre eccelsa. Bei film, per carità, ma non il top!

Si!?

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