Genesi 2.0 1.0.0 – L’Ammòre Diddio (Un .45cm per Diddio)

Ed ecco la seconda parte del capitolo sull’Ammore Diddio scritto dalla Zeus & Lord Baffon II Whores&Dwarves Production.
Anche questo è un capitolo intenso, capace di sfumature sottili e difficili da comprendere come le soffici parole, in veneto, di Lea Di Leo durante le trasmissioni notturne (“fammi vedere il pelo” era dedicata alla Capra Diddio).
Il capitolo ha una grossa componente erotica, soprattutto nell’uso della lettera E. 

Per recuperare il primo capitolo, clicca QUI!!!

Laboratorio segretissimo di Kakkenberg im Mund – Bavosia Orientale (Germania)

In mezzo al niente e al nulla della più temibile patria del crauto dolce, si stagliava un complesso di cemento armato dall’aspetto più che mai lugubre. Visto dall’alto, in particolari condizioni atmosferiche, poteva sembrare un tipo sul cesso… ma questo era dovuto ad un assurdo gioco di prospettive. In realtà questo insieme di edifici era il più avanzato centro di ricerche sperimentali segrete della Germania Nazofona.
Il centro, chiamato Nasevoll Forschungszentrum, era conosciuto dagli alti papaveri dei nazisti buddisti come l’unico posto dove venivano studiate, con notevole anticipo rispetto al resto del mondo, biogenetica atomica, meccanica cibernetica applicata alle masse muscolari, metallurgia organica, fisica degli elementi periodici, teletrasporto indotto dalle onde sonore delle musiche di Wagner e la materia in assoluto più difficile: la comprensione della donna mestruata.
Materie, queste, che erano sconosciute ai più. Ma in questo NFZ venivano studiate con un rigore tutto tedesco dal miglior pool di scienziati tedeschi. Queste menti illuminate si erano spinte al limite, arrivando dove nessun uomo era mai arrivato prima. Figuriamoci le donne. E i tedeschi.
Dagli uffici di Berlino era arrivato, qualche mese prima, una direttiva firmata da Adolf stesso.
Con poche, stringate, righe, il responsabile dell’Ufficio Ricerche di Berlino richiedeva due compiti allo NFZ:
– l’arma bellica perfetta e totale, con la quale l’Asse avrebbe potuto mettere a 90° tutto il resto del mondo;
– la donna con le tette grosse.

A Berlino erano consapevoli che, fino a quel momento, c’erano stati solo fallimenti. I più grandi cambiamenti erano sempre anticipati da cadute rovinose, ma questa volta le debacle erano state imbarazzanti e provocavano, come dicevano i gerarchi nazisti buddisti del XII secolo, “la voglia di vomitare a denti stretti per sentirne i pezzettoni“.

Alcuni dei più imbarazzanti fallimenti del NFZ erano:
– il criceto da combattimento a due teste. Una volta messo all’opera in una ruota, per testarne la capacità di adattamento, non si mosse né avanti né indietro, visto che le teste erano messe alle estremità opposte del corpo.
– il palinsesto di KRAUTLAND 1. Doveva essere un telegiornale serio, ma era venuto fuori un’accozzaglia di tette e ignoranza.
– lo scopino del cesso portatile.

Il fallimento più grosso, però, era nel campo dell’alimentazione. Le più brillanti menti naziste avevano cercato di creare il cibo perfetto per sfamare i soldati al fronte ma il risultato fu un disastro totale: il Seitan. Quando presentarono questo cibo ai soldati, affamati alla morte dopo settimane di prima linea, questi risposero in coro: “Preferisco raccogliere merda di cavallo, metterci sopra sale e fieno, e mangiarmi quella!”.
Pur di non svelare questo atroce fallimento, i nazisti salutisti dell’Ordine del Roditore diedero questo cibo alla comunità vegana spacciandolo per mangiare. Questi credettero alle loro parole.
I soldati, vedendo che la sbobba terribile del Seitan era stata data ai vegani, coniarono il motto di battaglia: “Mangia un vegano, salva una pianta!“.
Il numero di atti di cannibalismo nei confronti dei commilitoni vegani, nel periodo dal 1939 al 1945, aumentarono del 353%. L’ecosistema, però, migliorò di molto e tante piante vennero salvate dalla furia distruttrice della guerra.

L’unico esperimento riuscito fu uno. Un successo così lucente da far scomparire tutti i fallimenti (a parte il Seitan… quello è una macchia indelebile): DIDDIO, la capra geneticamente cingolata.

Diddio era nata dall’unione dello sperma riottoso di Barbagrigia con il più avanzato carro armato tedesco. Diddio aveva due turgide corna di avorio africano di contrabbando, un corpo snello e muscoloso che poggiava su degli indistruttibili cingoli di puro acciaio Krupp. L’acciaio dei cingoli era stato forgiato, a mano e nelle sole notti di luna piena, dal nano Sminkierstein. I muscoli erano una fusione armoniosa fra i più ricercati tessuti muscolari dei migliori atleti esistenti (e da nascere) e parti biomeccaniche all’avanguardia; la forza sprigionata da Diddio, al massimo della sua potenza, era enorme, tanto da riuscire a spostare pesi superiori di 200/300 volte il suo peso corporeo. E, in tutto questo, i nazisti ecologisti dell’Ordine del Pavone ruggente, erano riusciti a farla consumare meno delle macchine moderne.
Il manto era bianco come la neve colombiana e, al centro, si stagliava una croce di guerra di pelo nero. Questa congiura biotecnologia era il fiore all’occhiello e l’orgoglio di tutto il NFZ.
Visto il suo status di superstar, Diddio venne svezzato con solo latte di tedesca ventenne bavarese bionda e veniva portato al pascolo da contadine ariane con la quinta (elementare e di seno). La pulizia prevedeva bagni frequenti in acqua di fonte svizzera ed ortodonzia antiplacca, inoltre Diddio veniva costantemente pettinata, rigorosamente contropelo, con pettini di avorio. Gli elefanti venivano cacciati di frodo nella savana africana dallo stesso Rommel. Un onore più unico che raro. Per Rommel.
Le continue scappatelle, su comando di Adolf stesso, a cercare l’avorio per Diddio furono la causa principale della sconfitta italo-tedesca in Africa.
I ricercatori furono subito compiaciuti nel notare le grandi, eccezionali, imprese della Capra Diddio.

– a 1 anno riuscì ad alzare la gonna alla contadinella e guardarle la patata senza ricevere un manrovescio in cambio;
– a 2 anni scalò il Monte Bianco in contromano;
– a 5 anni capì che mentire sui vestiti alle donne riduce i tempi di attesa, imbarazzanti, nelle cabine dei grandi magazzini;
– a 7 anni cagò così tanto da uccidere il nano di origini spagnole José Maria Guadalupe Gonzalez Saverio Luamaro. La morte non fu causata dagli escrementi, ma dalle percosse successive. In ogni caso fu una fine di merda per il Luamaro.
– a 8 anni scoprì, nella solitudine delle fredde notti tedesche, la cura contro il cancro. Ma la buttò via subito perché non credeva nell’oroscopo;
– a 10 anni capì che la sciarpetta non fa intellettuale, ma idiota;
– a 11 anni invase la Polonia con solo mezzo chilo di paglia e i coglioni girati.
– a 13 anni si laureò nelle due materie più inutili in assoluto, psicologia e sociologia, prendendo a craniate il Magnifico Rettore.
A 16 anni capì che non sarebbe mai stata una capra come le altre. Diddio le vedeva pascolare felici e rotolarsi nei propri escrementi, accoppiandosi come bestie e creando delle felici famiglie caprine. Quella di Diddio non era invidia, era solo una grande, incantevole, rottura di coglioni e voleva qualcosa di diverso.
Per questo motivo, in una sera d’autunno, in compagnia di una giovane bavarese bionda e tettuta di nome Inga Oier, decise di intraprendere l’unica strada rimasta per una capra speciale: l’esercito.

L’esercito, però, era troppo plebeo per Diddio e, snobbate tutte le cazzate da nazisti nipponici del mandarino fritto, decise di arruolarsi nelle truppe scelte dei nazisti cattolici del settimo giorno con posto auto in paradiso.

Le bionde tettoniche che ancora erano rimaste vicine a Diddio, Inga Oier e Helga Pompinmaier, si sciolsero in pianti isterici e grida di dolore. In mezzo ai singulti, riuscirono a dire:
“Qwi hai tuto tu. Zei trattato come il Kaiser. Ognuno ammira te, gell. Altre bestie ti invidiano, zai?. Perrrché vuoi tu abbandonare qwesto Paradisen und andare fra Tormentor, Dolore e Zofferenza della Grande Guerra?”

Diddio si girò. La luce del neon rendeva ancora più lucenti le due turgide corna caprine di avorio africano 18/10.
Alzò la testa mostrando una barba folta e ben pettinata, guardò le due tettute concubine e disse:

BEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEHHHHHHHHHHHH!!!!!!

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23 Replies to “Genesi 2.0 1.0.0 – L’Ammòre Diddio (Un .45cm per Diddio)”

    1. Il Seitan è forse uno dei fallimenti più puzzolenti della storia dell’umanità.
      Lo scopino portatile è una cosa strana, soprattutto perché cola…

      La capra DIDDIO è come l’aceto: inacidisce, ma funziona sempre.

      1. Che poi non mi dicano che il movimento nazista era uno solo.
        Qua si svelano i retroscena più oscuri e contorti di quel periodo storico.

Si!?

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