Fossi un grande cuoco, sarei un uomo solo alla griglia.

In questi tempi scrivo a punti perché, con il puntato, tutti i pensieri si mettono in riga come i pedoni negli scacchi. Quelli neri, ovvio, perchè agiscono di rimando. Scrivere a punti consente a tutti quanti di poter prendere parte al ragionamento senza dover, per forza, sottostare ad una trama prestabilita.
La mia trama e le mie trame.

Al che potrei anche tirar fuori un accenno polemico: perché, di grazia, i post veloci e che richiedono meno di 5 secondi netti per essere pensati, scritti e digitati vengono apprezzati di più di grandi sforzi scrittori? Perché questo fenomeno?
Sono un blogger distrutto dalla mancata risposta coerente ai miei quesiti basilari.

Sono facilmente disgustato dalla presenza di esseri umani. Se avessi voluto parteggiare per quel simpaticone, avrei scelto i Legionari di Cristo… ma io sono più propenso ad accettare le avanches di quel vecchio volpone di Odino. Anche solo per una questione di coerenza. Se devo guardare fra fonte d’ispirazione e ispirato, ecco che scelgo la fonte d’ispirazione. Discorsi che affondano nelle radici del tempo, perché sarebbe come chiedersi: è nato prima l’uovo o la gallina?
In realtà l’ameba.
Ma non mi sembra il caso di discutere su questioni temporali con persone che non riescono a concepire l’esistenza dei dinosauri prima dell’uomo. Sarebbe una perdita di tempo. Che poi dovrei motivare sempre con le suddette persone… che non capirebbero.

Questa condizione circolare è una maledizione che ti capita quando il discorso finisce in corto-circuito.
Trovarsi di fronte alla situazione “muro di gomma” comporta l’estenuante tentativo di superare una barriera che, di fatto, è concepita come invalicabile. Se poi teniamo conto che l’irrazionale gommosità dei pensieri suddetti è fonte di follow arditi e ferventi commenti, questo momento di stallo fornisce il classico food-for-thoughts.
Il food-for-thoughts, poi, si ricollega al precedente oggetto di dubbio e riflessione: perché si fa oggetto di culto una mediocrità, mentre si cerca di affossare in maniera virulenta un’eccellenza? Intendiamoci, la mia non è eccellenza, stiamo parlando di campionato amatori o calcio a 5. Cosa che sarebbe la testimonianza migliore dell’inconcludenza dei miei post… cosa che porta a riflessioni di questo tipo e che sfibra l’animo dello scrivente.

Mi sembra quasi di cattivo gusto puntare il dito sul colpevole. Anche perché, per inciso, stiamo assistendo ad un processo di gruppo… perciò dovrei usare le intere mani per poter puntare il dito. Le dita, pardon. E, vorrei sottolineare il fatto, non sei te che stai leggendo. Se stai leggendo.

Quanto tempo passate realmente a leggere quello che gli altri scrivono?

Non sei te perchè… non lo so, potrebbe essere captation benevolentiae. O forse una dose di paraculismo con sorriso Durbans. O solo una considerazione di stima, anche solo perchè, finito di leggiucchiare (saltando di riga in riga come uno stambecco da una roccia all’altra), ti sentirai particolarmente offeso dai miei commenti toccanti e posterai un tuo commento risentito.
Risentito perché, se ci pensi bene, è già stato sentito più di una volta (il commento negativo). Risentito.

Ma c’è ancora qualcuno che se la prende veramente per quello che viene scritto? O ormai è tutto un sordo rumore di fondo che ti anestetizza e ti fa leggere avanti come se nulla fosse… cose se fossero solo parole a caso? Non credete che un certo quantitativo di risentimento potrebbe essere una piacevole variazione sul tema rispetto ad un buonismo di facciata, quello che ti fa dire “stai benissimo con quel vestito!”, mentre sei in realtà un Gabibbo sbavante? Ecco. No, non tutti scrivono bene. No, non scrivo bene neanche io… giusto per stoppare chi, pudicamente, alza la mano e dice: “non sei mica un genio te”. No, non sono un genio. No, non so scrivere. E ho la grammatica di un bambino di 5 anni.

Bisogna studiare il metodo per poter essere sé stessi senza prendere a prestito frammenti di altri.

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118 Replies to “Fossi un grande cuoco, sarei un uomo solo alla griglia.”

  1. Come fai a beccare sempre la giornata giusta per certi “pensieri”?! No,perché questa è una giornata postlavoro in cui pensieri poco lucidi si accavallano,sospinti anche da peccati…

      1. Ahhahahahaha.
        Ho anche sognato numeri… ma non me li ricordo.
        Penso di amare la mia condizione di povero, gramo e rancoroso Dio del passato ahah

      2. Condivido… E dato che hai poteri telepatici con me,ti anticipo che oggi potrei scrivere qualcosa su “Narcos”… Ho iniziato il weekend di fancazzismo telefilmico!

  2. Potrei riuscire a tirare fuori un senso da quello che hai scritto, ma anche no.
    Potrebbe essere un articolo scritto con intento ironico e provocatorio, ma anche no.
    Come vedi… i dubbi mi attanagliano.

      1. Adesso, faccio la brava, e intervengo in modo serio e, prendendo te come esempio, procederò per punti ^^:
        * La capacità di suscitare interesse.
        Il vantaggio degli scritti brevi è che chi legge non fa in tempo a sperimentare il disinteresse. Sono una furbata, in un certo senso.
        Spesso mi capita di iniziare a leggere un articolo e di chiudere dopo la prima riga, oppure, di scorrere velocemente lo scritto e di non leggerlo perchè tra tutte le parole che ho intravisto niente ha suscitato il mio interesse.
        Quindi, la colpa è mia che non ho voglia di leggere o di colui/colei che ha scritto che non ha saputo suscitare il mio interesse?
        * La società feisbocchiana
        Con l’andare del tempo e la diffusione a livello globale, la filosofia che era alla base di FB è stata completamente travisata; esso è diventato un aggregatore di “cazzi nostri e altrui”: foto, gusti personali, test, stati emotivi, attività quotidiane. Un blog però è diverso da fb e da twitter: è uno spazio, come dire, “demodé”.
        Esiste questa progressione: diario cartaceo/lettere con francobolli – blog/forum/email/chat – twitter/istangram/facebook/etc…
        Ciò che cambia dall’uno all’altro è un discorso quantitativo: parole, tempo, contatti. Le parole diminuiscono, il tempo si mantiene costante – forse aumenta – i contatti aumentano. I rapporti si fanno sempre più rarefatti.
        E poi non dimentichiamo il bisogno di apparire, di essere al centro dell’attenzione che influenza il modo in cui si agisce, anche banalmente, nella gestione di un profilo FB.
        * Critica
        Riguardo le critiche, sono d’accordo con ladykhorakhane: una critica è più complessa da lasciare perché presuppone una lettura attenta, al contrario di un “mi piace”.
        Anche qui entrano in gioco molti fattori: chi mi critica ha le capacità per farlo? La critica ha valore costruttivo, o è distruttiva?
        Se ho ben capito, a te farebbe piacere “critiche costruttive” al posto del banale “mi piace”, “che brutto!”. Prendendo ad esempio gli scrittori professionisti. Tendenzialmente chi scrive ha una o due persone di fiducia che gli fanno da “lettori beta”: può essere un familiare, un amico, l’editor. In ogni caso, ci sono queste cavie che sperimentano lo scritto grezzo. Loro leggono, criticano, ma contemporaneamente ti conoscono, sanno qual è il tuo stile, non pretendono di cambiarlo, non hanno paura a dirti “Questa parte non mi piace! Hai sbagliato!” e via dicendo.
        * Oddio, ho scritto tantissimo. Terribbbbile!

      2. Evito una risposta lunghissima visto che, in effetti, sai già come la penso in merito. Perciò rimando ad “altrove”.
        Comunque complimenti per il gran scrivere e una risposta che, in effetti, mi è piaciuta. Ma questo lo sai già da “altrove”.

  3. occhei… ci sono un botto di cosine qua….
    e ci vuole un po’ di tempo… e ci provo…
    perchè concordo sullo scrivere a punti… che rende più semplice stare dietro ad un discorso ( anche se non è il massimo ammettere una cosa così…)
    perché son più considerati post brevi da quelli lunghi?… non so… credo sia dovuto al fatto che non ci si ritaglia il tempo dovuto per leggere ( in generale) e tendiamo a farlo a “spizzichiebocconi”… quindi le cose brevi son recepite di più… ( anche questo non va bene… ma credo sia in sostanza un po’ uno dei mali del nostro tempo… sempre connesso sempre di corsa…)… dall’altra parte si può anche pensare che le persone sono tante e quello che interessa a noi non coincida sempre con quello che interessa agli altri e su questo non possiamo farci nulla…
    trovo sia ben strano il mondo del blog… ma non così tanto più strano di quello davanti allo schermo…
    la frase finale… devo ancora masticarla un po’ ma mi pare mooolto interessante…
    chissà se ho scritto vaccate…
    🙂
    prendersela per quello che viene scritto?… può capitare che qualcosa urti il cervellino … può succedere esattamente come al di là del pc succede regolarmente….

    1. Non hai sbagliato molto. Mi sembra strano che il blog sia diventato una sorta di facebook in cui si è più “in”.. forse anche più intellettuali, ma sempre così si finisce.
      Frasi brevi, post inutili. I miei compresi.
      Sarebbe bello che, qualche volta, ci fosse una crescita e non un continuare a far crescere lo stereotipo di scritture sterili.
      Ma sono un Dio rancoroso, becero e velenoso.
      Speravo di urtare, ecco, questo sì. Speravo di urticare… così che ci fossero reazioni varie. Perché il post era diretto ad un qualcuno generico e non a qualcuno di particolare.
      Ma una reazione non è mai male… anche solo per sapere che c’è stata una lettura. Così. Era un test.
      Sono contorto e virulento.

      1. …per quanto mi riguarda… ovvio che c’è lettura… altrimenti “chettiseguoaffare?”
        non credo che il blog stia diventando come facciabuco… o forse sì… in alcuni casi… le persone son sempre le stesse sia sul blog che in altri luoghi ( perché alla fine per quanti costumi e maschere perfette uno possa indossare… quello che sei viene fuori, che tu faccia l’intelletualoide da un lato e l’acchiappatore da un’altra parte…) e quello che cercano è uguale e di conseguenza il modo di muoversi…
        i post brevi stanno, probabilmente, ai racconti come un bel lavoro di grafica semplice e minimalista sta ad una tela a olio… colpisce in maniera più immediata, mentre un racconto ha bisogno di tempo…
        per quanto mi riguarda, non sono molto capace a commentare i racconti… nello scrivere sono una scarpa e non mi sento in grado di fare alcun commento stilistico… poi io sono settata sul livello “emotivo”… quindi dilungarmi in commenti mi è proprio complicato… mi pare di non avere le carte per farlo e il resto viene da sé…
        quello che hai scritto, credo siano osservazioni importanti… ma non so quanto si possa fare se non prenderne atto e decidere, ognuno per sé, come ci si vuole muovere…
        facendo i cazzari o tentando di scrivere cose interessanti dal punto di vista degli argomenti, oppure interessanti per la scrittura… credo sia inutile prendersela, credo sia più importante capire semplicemente cosa si vuole fare e andare avanti a testa alta…
        mi sa che non ho capito bene cosa intendi per crescita… e per scritture sterili ( son tardona devi avere veramente mooooolta pazienza)
        … comunque mi piace questo argomento… sì sì… 🙂

      2. Ah, ma io ho gettato molte riflessioni nel post. Molti punti di vista, tutti miei sia chiaro.
        Secondo me il blog è diventato il rifugio intellettuale di facebook. Facebook si è “sputtanato”, troppa schifezza e viene additato come di “basso livello”… il blog è ancora “in”, molto intellettuale.
        Ma forse sono io che ho una concezione particolare del blog.
        E, sia chiaro, non sono a criticare cosa si scrive (ognuno è libero di scrivere dei propri problemi o qualsiasi cosa lo faccia star meglio).
        Ci sono altre componenti che mi disturbano.

      3. non so, essendo la rete ampia quanto il mondo, quello che ci puoi trovare sono ovviamente diverse modalità di intendere i vari strumenti che esistono… resta però il fatto che un blog dovrebbe essere una cosa diversa da strumenti come facciabuco o simili… anche solo per il fatto che non è un mezzo per “connettersi” con altre persone ad alta velocità…
        e credo che questo aspetto sia rimasto… o no?
        se posso… quali componenti ti disturbano?

  4. Non ho mica capito, sei incazzato con qualcuno? Vuoi che qualcuno ti critichi? Il mio meglio è comunque poca roba, ma se vuoi posso dirti che Odino mi fa ridere, e che mi fa ridere il discorso su ispirato e fonte di ispirazione (Non ne sono orgoglioso, devo dire, ma è così). Contento?
    Qualcuno dice che tutto è già stato scritto, perciò forse ci si annoia anche a leggere scritti di cui non si condivide una sola sillaba, ma che sembrano già sentiti. O forse si può intavolare una discussione se la divergenza riguarda solo qualche aspetto, mentre se la si vede all’opposto rispetto all’altro praticamente su tutto si potrebbe (forse giustamente) pensare che non vale la pena di imbarcarsi in discussioni che non porteranno da alcuna parte…
    Ah, non sai scrivere? Non me la racconti…
    Ogni bene

    1. Grazie. Ma non per la critica ivanof. Quella ci sta, ho scritto un post sopra le righe, apposta, e completamente sballato.
      Volevo provocare reazioni, perché mi sembra che il blog sia diventato un facebook intellettuale (come dicevo a Tati – sopra o sotto di questa risposta-) e tutti quanti siamo qua a incensarci a vicenda… mentre una buona critica, sentita e ragionata, ci sta sempre. Funziona come sprone meglio che un miliardo di “bravo”.
      Ispirato e fonte d’ispirazione… discorso deviante… lo so.

      Io scrivo male. Lo so… non è falsa modestia. La mia è una continua ricerca per cercare di scrivere meglio.

      1. Secondo me hai ragione, forse anche tu come me non credi davvero ai complimenti. D’altronde è facilissimo fare complimenti, ti fanno sembrare una brava persona, invece criticare… criticare ti mette più in gioco, non puoi essere sicuro di come reagirà l’altro alle tue critiche, e ti costringe a guardarti dentro valutando se sei davvero all’altezza di criticare ciò che pensano e scrivono gli altri. Insomma, difficilmente una critica sarà finta, e la sincerità mi sembra una bella conquista.
        Detto questo, non mi sembra che tu scriva male. Chiaro però che la mia opinione non ha alcun valore, e sicuramente non influenzerà la tua personale percezione. La continua ricerca è comunque cosa buona e giusta.

      2. La critica ragionata è di un livello superiore rispetto al complimento smodato.
        Ovvio, per criticare bisogna saper criticare (caso difficile) o, almeno, motivare in maniera intelligente la propria critica (cosa più fattibile).
        Un “fai cagare” gettato nella mischia fa lo stesso effetto di un “bravissimo”. Non colpisce… ma se uno ti dice “fai cagare perché sbagli in italiano, hai strutture complicate ma in maniera inutile e i racconti non funzionano perché non arrivano e non partono… etc etc”, hai materia per ragionare no?
        Devi digerirlo, ovvio, ma puoi ragionarci sopra.

      3. Bravo, non si può sapere in che condizioni è un lettore esterno, potrebbe avere bisogno di ripetizioni… Io, lo confesso, discrimino i lobotomizzati e me ne frego che possano capire perfino loro. Sono una brutta persona.

  5. Che il mondo di wp o dei blog in genere sia diventato molto (ma molto) feisbucchiano (come vedi io parlo bene l’inglese e lo dimostro anche) è ormai palese da un bel po’. È un po’ triste e anche un po’ inutile “utilizzare” un blog in questo modo ma ognuno può fare un po’ come gli pare, ovviamente. Il fatto è che molta gente non ha niente da dire, ma lo dice lo stesso e pure male e a molti interessa il niente detto malamente. Forse perché essendo “niente” non ci si deve sforzare per capirci qualcosa. Le frasi brevi e magari che hanno come argomento l’amore (argomento nuovo e per niente abusato, no no) vanno “di moda” nei blog e anche nel mondo della “musica” (basta aver la brutta idea di accendere la radio) perché fa figo (???) e non impegna. E poi le critiche (come dici tu, sentite e ragionate) prevedono prima una lettuta attenta, perché la critica va argomentata, invece un bravo o un like possono essere scritti ad minchiam.

    1. Cara mia, hai preso diversi argomenti del mio post.
      Incensare il niente è molto semplice, tanto non ti occupa il cervello. Non critico a prescindere il niente, anche io indulgo in quest’arte malata, ma non ne faccio una forma di esistenza.
      Per criticare serve molto, lettura, comprensione, forse anche qualche domanda e una rilettura sicuro… un like o un bravo sono semplici. Sono veloci, non impegnano. Non hanno implicazioni del tipo: metti te che poi il mio status si appanna.
      Tutti mi devono amare.
      No, io non ho come scopo ultimo quello di “essere simpatico a tutti”, cosa che è impossibile.

  6. Penso che soffriamo di iperalimentazione di messaggi, se accendo il pc vengo inondato di cose, delle quali molte sono street food, cioè il sacchetto di patatine che mangi in 5 mn e basta. Un bel pasto seduto con calma, ponderato e ragionato diventa sempre più difficile goderselo. Per pigrizia, perché se uno vuole può mettersi a ragionare sui contenuti che gli arrivano dalla rete.
    Wp non è immune al fenomeno, ma dipende anche dalla nicchia che uno si ritaglia. È un cane che si cosparge di salsa la coda e poi se la morde come un currywurst.
    Non so cosa ho detto e se ho risposto in linea col post o non ho fatto altro che ripetere cose sotto altra forma, che poi è ciò che mi riesce, faccio come i giapponesi, non invento nulla ma rielaboro.

    ps titolo fantastico

    1. Parto dal fondo: il titolo è un omaggio ai tuoi titoli ahahaha.
      Torno al principale argomento di dibattito… sono convinto che il LIKE sia stata la pietra tombale su WP. La comunicazione, e lo sforzo di scrittura, era la cosa bella di WP rispetto a FB.
      Poi dipende che nicchia ti scegli… ma è una nicchia su cui hai poco potere. Se capisci cosa intendo. Nel bene e nel male…
      Io non invento niente… macero e basta ahahah

      1. Ringrazio dell’omaggio!…Il mi piace (a volte mi sale l’ignoranza e odio utilizzare i termini inglesi) è un’arma a doppio taglio. Cioè è utile dire mi piace se una cosa ti piace, in alcuni casi poi le parole sono superflue. Mettiamo che scrivi una poesia: oltre a un mi piace – se mi è piaciuta – non saprei che altro aggiungere, non essendo tra l’altro un tecnico. Per fare un altro esempio: c’è differenza tra uno che di musica è esperto – magari suona pura – e uno che conosce ma non è dentro la materia. Il secondo può dire “mi piace questo pezzo”, il primo può invece commentare in modo specifico, dicendo, non so “ho apprezzato quella pentatonica, quel cambio di tempo, quel passaggio in 3/4 (invento)”. Quindi il mi piace a volte rende secondo me più accessibile l’apprezzamento di uno scritto.

        Detto questo, altre volte invece trasforma un post in un “cuppetiello” (il cono di carta) di patatine, da mangiare in 2 mn e via. E sarebbe bello invece avere un confronto.

      2. Ma certo, non si pretende il commento tecnico, ma il commento non è brutto. Cioè, non devi dirmi il 4° segreto di Fatima…ma almeno un commento decente non lo si nega no?
        Poi, devo ammettere, che anche io uso il MI Piace, a volte, ma soprattutto quando vedo fotografie…. ecco, lo ammetto.

      3. Ma sì, io lo dispenso spesso quando non so come potrei dare un contributo al di là di un “bravo bello grande”. È un modo per dire “ci sono”. Però troppi “ci sono” poi diventano vuoti, è come inflazionare il mercato con un prodotto, man mano il suo valore intrinseco scende sempre più.

        Comunque io il quarto segreto di fatima lo conoscevo, ma se dici non debbo dirlo non lo dico.

  7. Ciao! Te l’avevo detto che sarei passata, e son passata! Però, scusa, ma sotto quel cybernazipornosoft della Madonna clonata non ce l’ho fatta a commentare ahahah perdoname mucho.
    Quindi…faccio luno sforzo e cerco di capire cosa cribbio (fa molto Silvio questo intercalare) volevi dire con quest’altro post. Non so se sia il cinico sguardo di chi WordPress l’ha mollato, ma penso che dietro alle tue metafore senza capo né coda stia una denuncia all’assenza di meritocrazia, all’ostracismo invidioso e ai falsi complimenti…o, detto meno Treccani: alla leccaculaggine senza contegno. Sono d’accordo, ovviamente. Non so se le cose siano peggiorate, qua, ma per i miei trascorsi di situazioni simili ne ho viste. Pochi leggono, chi merita è semi-sconosciuto e, inspiegabilmente, qua e là ci sono poeti da Baci Perugina colati che riscuotono successi che nemmeno gli One Direction con le loro piccole umide fans. Ma, Zeus, non devo certo essere io a dirti di guardare dietro queste cose…di giri strani qui ce ne sono tanti, e lo sappiamo tutti. Non mi stupirei se la gente si pagasse i followers come altrove…
    In fondo anche tu hai assoldato tutti i vecchini dell’ospizio di nonna per arrivare a 30k visitatori, su su, ammettilo… 😉 😉

    1. Prima di tutto, bentornata Just You (non potevo mettere Just Me, ovvio).
      Seconda cosa, grazie per aver sottolineato (ahahaha) che scrivo metafore senza senso… mi solleva il cuore e mi fa propendere per la strada verso il primo ponte ahahahahah! 😀 Scherzo. Dentro il post c’è anche quello che dici, c’è un certo veleno, un po’ di disillusione e molto molto astio. Che penso, in maniera molto arrogante, sia filtrato dallo scritto.
      Meritocrazia? Non se ne parla (e non parlo di me, ma di blogger bravi e competenti). Leccaculismo? Osceno.
      Non escluderei le pratiche tipo facebook dell’acquisto di Like…
      Non dovevi svelare il mio tentativo di corruzione dei vecchi… ahahah 😀

      Ps: perché no? La saga della Madonna Clonata diventerà un grande grande classico.

Si!?

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