Appunti di viaggio – Slovenia

Anche questo post, come il fortunatissimo precedente (nel senso che son stato fortunato a scriverlo), sarà breve e conciso. Dritto al punto. Anzi, sarà composto da punti proprio per rispettare il titolo: Appunti di viaggio.
Non vorrei dire, ma lo scrivere per punti ha anche la sua comodità… per esempio mi permette di non pensare ad uno straccio di trama.
Convinto, spinto, picchiato e nuovamente convinto dalle abili parole e metodi da provetta judoka/karateka di Daisy Duck, siamo partiti alla volta della Slovenia. Questo posticino non mi è nuovo, ci sono già stato un paio di volte nel mio passato, ma mi ero fermato solo a Ljubljana (e dintorni – vedasi le Grotte di Postumia) e, ad onor del vero, mi ha sempre lasciato un ricordo stupendo.
Quest’anno, con la schiena ancora dolente dai colpi inferti dalle abili mani di Daisy Duck, la meta è stata diversa; niente Ljubljana, bensì Bled. Avevo visto questa cittadina solo di sfuggita mentre stavo rientrando da Ljubljana, la classica fermata perditempo e trova da mangiare, perciò non potevo certo dire di conoscere a fondo il posto.
Questa concomitanza di cause ha permesso al sottoscritto di arrivare in città e spalancare la bocca, fungendo da aereoporto per mosche, zanzare e panda volanti.
Tenete presente la mia memoria inutile.
Ecco, partendo da questa premessa, parto con gli appunti di viaggio.

  • Quando vado in vacanza odio vedere i turisti italiani. Anzi, forse li odio anche quando li vedo a casa mia. E, ma non ci metto la mano sul fuoco, potrei detestarli cordialmente anche quando non fanno i turisti.
  • Bled è una città strana, centro modaiolo e invaso da vecchi, mezza età (tipo Hobbit ma con più soldi e meno fame) e stranieri strani e periferia da scoprire.
  • Il castello di Bled, che guarda il lago sottostante non è il miglior castello della zona. Grad Kamen è molto meglio, anche se è diroccato. Vi posso assicurare che mi è venuta voglia di fare delle Molto Black Metal, anche se c’erano circa 34 gradi e un sole che friggeva i gioielli di famiglia ai cavalli.
  • Che il Grande Capro protegga sempre la Slovenia dall’influsso della cucina d’autore, delle porzioni stitiche e da tutti quelli che rompono le balle con il cibo. La Slovenia CI piace (anche se parlo solo io) perché ti danno porzioni degne del mio appetito. A prezzi onesti.
  • Trovare un buon bicchiere di vino a 1 € e stupirsi. E poi ricordarsi che è solo da noi che ti inchiappettano alla grande con i prezzi.
  • Fra cinghiali, cervi, manzi e trote ho fatto fuori una buona parte di fauna. Sono sicuro che l’Horned One sarà compiaciuto di tutti i sacrifici che gli sono stati fatti.
  • Grazie a Daisy Duck ho scoperto la versione meno addomesticata della Slovenia. Nell’ordine ho scoperto: a) una fonte ancora pura di acqua sorgiva (bere direttamente dal fiume è un’esperienza); b) cime che ricordano quelle della mia zona; c) che le leggende slovene sono a finale triste (ci piace); d) fare una mini-ferrata può mettere a repentaglio arti vari; e) fare rafting versione principianti mi ha fatto passare un’ora e passa di divertimento assoluto; f) l’acqua del fiume Soča/Isonzo è stupenda per quanto è limpida e di un colore così incredibile da farti sentire ai Caraibi e altrettanto fredda; g) fare il bagno in una gola sotto una cascata è stupendo, ma il mio corpo ha tirato un paio di porchi sentiti per il freddo;
  • Le valli fluviali sono fighe e ben attrezzate… ma soprattutto c’è quel dannato colore azzurro/verde dell’acqua che ti fa venire i brividi;
  • Ti senti ignorante quando senti loro si impegnano per studiare più lingue;
  • Ho scoperto che ci sono persone che non hanno idea di come si pagaia… anche senza una laurea in “pagaiamento comparato”, la pagaia va messa perpendicolare al fiume, non parallela.. se no son cazzi a mazzi. Solo dopo un 40 minuti questa persona ha scoperto il trucco.
  • Mi piace chiacchierare con la gente che incontro: scoprire cose nuove senza dover per forza visitare tutto.
  • Quando si gira con una maglietta dei Rotting Christ c’è il rischio di venire riconosciuti come metallari… e venendo riconosciuti come tali, c’è il rischio che si incontrino persone piacevolissime che ti danno delle dritte stupende su cosa vedere, dove mangiare e cosa fare. Ad essere gentili ci vuole molto poco.
  • Mentre io giro con un telefono e faccio foto a “pipinum canis”, Daisy Duck fa foto decenti, indi per cui… io mi ritrovo le foto sgranate, lei quelle belle.
  • Mi sono visto in fotografia: sono stupendo.
  • Sedersi ad un tavolo di domenica, ordinare il caffé (Daisy Duck) e un bitter lemon (io) e vedersi portare, in regalo, un extra-dolce brownie come regalo non ha prezzo. Fanculo alla tirchieria avida di certi posti. Potessero morire sotto lo zoccolo feroce del Grande Capro ‘sti avidi bastardi.
  • La luna sarà la stessa, ma la è più grande.
  • I balli tradizionali assomigliano a quelli della mia Provincia (ci sono discussioni accese con DD sul fatto che io possa ritenere mia questa provincia… prendete la mia affermazione con il beneficio del dubbio).
  • Se all’andata ci ho messo 4 ore… al ritorno ci ho messo 7 ore circa. Fanculo alle code, alle partenze intelligenti etc.
  • Se non ci fosse la musica, molto sarebbe triste. E cantare Sanctus Diavolos in macchina mette ottimo umore.
  • Il karaoke da viaggio è una figata!
  • Non potete pretendere più punti, sono rimasto solo pochi giorni.

Che il Grande Capro vi mantenga così… attenti, sbarazzini e completamente ignari del brutto del mondo.

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19 Replies to “Appunti di viaggio – Slovenia”

    1. I gusti musicali sono sempre degni del disprezzo dei lettori eheheh. Ma questo è un punto a favore del mio blog… 😀
      In effetti andare in Slovenia è un bel viaggiare. Su questo son sicuro.

      1. Ah che sciocco certo che lo è. Non a caso è budapEst. Comunque in liubjana o come se scrive piuttosto che la qualità mi ha colpito la quantità. Colpito proprio…attacco di cacarella…succede quando ti portano 3kg di bistecche cotolette costolette etc. Etc. Etcì

  1. Vedi vedi, dovevo prestarti i cd con la musica italiana anni 60 per allietarti il viaggio di ritorno!! E’ bello immaginarti a cantare “per quest’anno non cambiare stessa spiaggia stesso mare”.

      1. Certo, un figurone assoluto… soprattutto se il Cd si impallava e mi ripeteva solo poche parole: “… come l’hai lasciata tu, come l’hai lasciata tu…” (Cugini di Campagna).
        Ahahah

      2. Nel cuore aveva un volo di gabbiani

        ma un corpo di chi ha detto troppi sì.

        Negli occhi la paura del domani

        come un ragazzo me ne innamorai.

        Anima miaaaa, torna a casa tuaaa.

        Che intenditore, Zeus.

Si!?

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