The Eternal Laugh – Prologo scritto da Ysingrinus

Sono stupefatto. In altri termini: mi sto bombando di droghe per riuscire ad arrivare a fine settimana… fine settimana che sancisce, in maniera inquivocabile, la partenza delle mie ferie.
Vi interessava la cosa? No? Bene, la dico comunque. Io porto il pallone e faccio le squadre.
Sono stupefatto. In altri termini: il racconto THE ETERNAL LAUGH sta portando a degli sviluppi insperati. Prima il buon Ivano F. mi delizia con la chiusura del racconto. Una chiusura angosciosa, incredibile e con un colpo a sorpresa che porta a dire: oibò! Che bomba! Ma veramente è così? La mia mente faticava a trovarlo e ce l’aveva di fronte il finale… quello di Ivano F.
Il racconto di Ivano F. lo trovate sotto: THE ETERNAL LAUGH – Finale scritto da Ivano F.
Ecco questa era la sorpresa.
Poi arriva il Faraone Ysingrinus che porta il prologo e così, finalmente, la mia storia ha un inizio e una fine. Cosa che non aveva. Era una storia sospesa. Ma non pensate ad un semplice: “riprendere quello che ha scritto Zeus“. No, signori e signore. Il buon Ysingrinus prende quello che ha scritto Ivano F., torna indietro su quello che ho scritto io e poi va a scrivere il prologo. Concentrico.
Ma figo.
Fate conto che quando l’ho letto mi son detto: RIO MARE avrei voluto scriverlo io.

Ma ciancio alle bande, ecco il racconto di Ysingrinus.

Joe doveva farlo. Non importava cosa sarebbe successo dopo. Doveva farlo. Doveva. Non voleva e non avrebbe voluto mai, ma quella voce insisteva, insisteva tantissimo. Quando si alzava dal letto la sentiva; quando andava a lavoro la sentiva; quando cenava la sentiva.
Neanche i sogni gli davano la pace, c’era sempre quel pensiero, sempre quella voglia che lo dilaniava. Pensare quello che doveva fare gli faceva male, gli faceva scoppiare i bulbi oculari e bruciare le carni. Però doveva farlo. Doveva farlo se voleva salvarsi, doveva farlo se voleva continuare a vivere. Qualsiasi fosse stato il prezzo da pagare, qualsiasi le conseguenze.
Il destino aveva già deciso e cosí il suo corpo. Solo la mente era contraria, ma la mente non può nulla contro il corpo ed il destino.
Era iniziato tutto un mese prima, quando aveva conosciuto una lontana cugina della madre ad una festa in onore di chissà quale parente. Durante quella noiosissima festa di vecchie carcasse ambulanti aveva visto Lei. Una luce nel piú profondo ed oscuro pozzo dell’esistenza, un colore acceso nel lattiginoso mondo grigio in cui era relegato. Quel giorno aveva capito, non poteva vivere senza di Lei.
Cosí il giorno dopo non sentí nessuna voce, si vestí bene e invece di recarsi a lavoro andò dalla cugina della madre, la tramortí, approfittando della fiducia di cui naturalmente godeva, e corse da Lei, bellissima nel suo lettino con tutti i giochini appesi sopra.
Le manine innocenti e grinzose che, ignare, si protendevano verso di lui, gesto che Joe interpretò come un segno favorevole. Strappata dal suo lettino con forza, la uccise dopo pochi secondi di abuso, pochi
colpi secchi e violenti per un istante di innaturale piacere.
La polizia lo trovò completamente nudo, il corpo imbrattato di sangue, chino sul corpicino inerte, quasi completamente sbranato.
Lo portarono via che rideva. Non sentiva piú nessuna voce nella sua testa.

Ps: questo, signori miei, è un Ysingrinus d’autore.

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45 pensieri su “The Eternal Laugh – Prologo scritto da Ysingrinus

  1. L’ha ribloggato su Discussioni concentrichee ha commentato:
    Sono una persona spregiosa.
    Questo racconto lo dimostra.
    Come dice il buon vecchio Zeus, la base è Il racconto THE ETERNAL LAUGH ma lo spunto reale me lo ha dato Ivano F. con il suo epilogo che ho usato come idea per il prologo.
    Zeus parla di concentricità, io di concentricità con poca fantasia. Come creare un mostro? Forse in questa maniera. Forse…

  2. maporcadiquellagalera! bello… pesante… ma bello… però per cortesia la prossima volta metti un (TATI LASCIA PERDERE!) da qualche parte così io evito rimanere così….

    1. Sì, concordo. Un non-racconto (il mio) aveva bisogno di una fine (Ivano F.) … e la fine aveva bisogno di un inizio (Ysingrinus).
      Questo ha portato completezza e una dimensione ulteriore al racconto. Adesso è forte… adesso si capisce.

      1. In realtà le tre parti si reggono tranquillamente da sole, se si gioca sul non detto. Ciò non toglie che l’amalgama è molto buona e le parti messe insieme fanno un racconto in tre tempi.

      2. Uhm…
        Ho riletto quello che hai scritto e, in effetti, ho avuto l’impressione di leggere uno stralcio di uno scritto più lungo – esclusi prologo e epilogo che sono, in un certo senso, indipendenti. Io non so se tu avessi in mente un prologo o un epilogo quando hai scritto quella parte, ma un prologo come quello di Ysingrinus e un epilogo come quello di Ivano F. portano a un episodio centrale ben preciso.
        Presa singolarmente, manca di pathos. A me ha ricordato Poe, con il Pozzo e il Pendolo, ma Poe giocava sulla sensazione di un’angoscia prolungata. Era un racconto se non ricordo male – l’ho letto vent’anni fa – non breve.

      3. Vedi che ho ragione?
        Il trio rende bene, funziona bene… ha ritmo e crea suspance. Penso che pubblicherò la versione completa, unita… così da rendere la lettura più organica.
        Il pezzo centrale è una sospensione. Avevo in mente una chiusura, che non era una chiusura… perché in realtà non c’era una punizione che arrivava. La mancanza di punizione era la punizione stessa.
        Ma scritto in poche righe devi essere un drago. Cosa che io non sono.

      4. Uhm…
        Hai ragione quando scrivi che la tua parte è incompleta, che manca di qualcosa. Ma non è del prologo che manca e nemmeno dell’epilogo. Manca di altro. Se la riscrivessi a distanza di qualche giorno, avendo in mente la terribile colpa che ti ha suggerito Ysingrinus e la conclusione inaspettata di Ivano F. potresti scriverlo in modo diverso. E solo allora le tre parti funzionerebbero sia singolarmente che insieme. Ad esempio, non c’è alcun accenno alla madre di Joe che compare nella terza parte. Tale madre definisce la colpa di Joe un “vizio” e ciò comporta domande …

      5. Sì. In realtà era solo uno schizzo… una cosa che mi è venuta in mente e l’ho scritta. Penso proprio di sì… dovrei settarmi sulle loro idee e visioni della storia, ma verrebbe fuori molto più organico e funzionante.
        La madre, nel mio, non era prevista… perché non era prevista nessuna colpa. Perciò nessun giudizio. Ma la madre ha aperto uno spiraglio ottimo che Ysingrinus ha sfruttato bene… definendo molto meglio il personaggio di Joe.

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