The eternal laugh

La risata rimbalzò come una pallina da billiardo fra le pareti.
L’uomo che stava ridendo, Joe McGillis, era piegato a terra. Il corpo scosso dagli accessi isterici delle risate, le ginocchia appoggiate al cemento freddo del pavimento, le mani appoggiate sulle coscie ed il capo lasciato penzolare come uno straccio dalla finestra.
La risata proseguì, isterica, demente, fino a divenire un roco grugnito e poi, in maniera misericordiosa, un pianto lamentoso. Poi, il silenzio.

Tutto era incominciato quando avevano detto a Joe che, una volta o l’altra, si sarebbe aperto un pozzo che mangiava tutte le anime dannate; come la sua. Soprattutto come quella di Joe McGillis.
Così l’uomo, detenuto in una prigione buia, incominciò a strisciare per evitare la buca.
Le mani che sfregano, cieche, sul pavimento fino alla massima estensione delle braccia. E poi il movimento larvale in avanti. Joe ripeteva questo movimento molte volte al giorno, spostandosi da un punto indefinito all’altro di quel carcere immerso nell’ombra.
Ogni movimento era angoscia distillata, gocce di paura colavano insieme alla disperazione della solitudine.
Quando si sarebbe aperta la botola?
Questa era l’unica domanda. La sola domanda che Joe si ripeteva da settimane.
Quando si sarebbe aperta la botola? Quando? Quando? Quando?
Così strisciava. Un passo alla volta. Mani a terra. Pantaloni lisi. Denti stretti fino a sentir il rumore raschiante delle corone che grattano.
Ogni movimento gli salvava la vita, mentre lo uccideva poco a poco.
E mentre perdeva umanità e raziocinio, l’unica domanda che si poneva era: Quando si sarebbe aperta la botola?

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75 Replies to “The eternal laugh”

    1. Bah, non ne sono mai molto sicuro di queste cose.
      Sono pezzi di racconti… anzi, non so neanche se sono racconti.
      Copiare il mio stile? Intendi: a cazzo di cane e con molti errori?!? 😀

      1. Questo mi sembra logico.
        Ma mi ricordo come un gruppo inglese, nato negli anni 80, esordiva sempre con: “Scream For Me Big Salami”

      2. Ahahahahahaah!
        Ecco, infatti…

        Penso che la canzone più ambigua sia:

        Master Of Big Salami.

        Molto molto ambigua.

      3. Ahahahahaha. Ovvio ovvio.

        Penso che ci sarebbero persone che stapperebbero lo champagne per Love Me Two Salami.
        Ma chi sono io per dire qualcosa?

      4. Quello è un problema… c’è la sensazione ma non la presenza… il Phantom Of The Salami.

        A Matter Of Salami And Death?

      5. Sì, quello non mi è piaciuto per niente.
        Sarà che mi piacciono di più i

        Salamool di Salamerus?

        (questa è fina)

    1. Infatti. Non è un racconto vero e proprio… secondo me inizia da qualche parte e finisce da qualche parte… ma in un punto, che non è la metà, c’è questo raccontino.

      Veramente? Poe è un grande e anche solo, vagamente, ricordare qualcosa che ha scritto è un grande complimento. Anche solo per la sensazione.

      1. Già… mi è venuto in mente. Ma tieni conto che le mie associazioni mentali sono … ehm, ehm … come dire… atipiche? Cmq, sì l’ansia che si prova aspettando qualcosa che sai che deve accadere, ma non accade, c’è. ^^

      2. Beh, anche i miei scritti sono… mm… atipici. Non sono storie, come non sono poesie le altre cose. Vedi te.
        Cercavo solo la sensazione di terrore di una cosa che hanno promesso, ma non succede.
        E, nella mia testa, non succederà mai. Una punizione terribile, perché aspetti qualcosa che non avverrà mai.

  1. Idea molto interessante, e pure scritto molto bene, mi sembra (per quel che vale la mia opinione)…
    Certo, deve essere abbastanza ottuso, Joe, per credere a certe cose…
    (Ho una mezze idea su un possibile finale, forse un po’ scontato… ma forse no 😉 )

    1. Grazie mille. Infatti è un’idea, niente di più… non c’è inizio e non c’è fine.
      Ottuso? Non so… se ti mettessero in una stanza buia dicendoti “sei condannato, da un momento all’altro si aprirà una botola e tu finirai dentro”, come vivresti?
      Io mi cagherei in mano (scusa il francesismo ahahah).

      Vuoi proseguire? Se ti va, ben venga. Io non ne riesco a finire uno! eheh 😀

      1. Ok, non escludo affatto che l’ottuso, qui, sia io… 😉 (E certe volte non c’è alternativa ai francesismi 😀 )
        Tanto lo so che lo sai che ci sono racconti che sono belli anche perchè manca il finale, certe volte lasciare indeterminati gli sviluppi è molto meglio. Credo che questo sia uno di quei casi. Io il finale l’ho buttato giù, non è un granchè, non riesco a proseguire con lo stesso stile, prendilo come uno spunto, niente più, in realtà non se ne sentiva proprio il bisogno, come ho detto. Per tutti questi motivi avevo pensato di mandartelo via mail, ma sul sito non l’ho trovata, dovrei appiccicartelo come commento? Ma perchè annoiare i tuoi lettori così? 😉
        Accetto qualunque risposta, chiedo solo una cosa: se ti incazzi non fulminarmi, ok? 😀
        Saluti e ogni bene

      2. Ah, guarda, non penso proprio. In caso sono io che non brillo di furbizia ahahah.
        Comunque… visto che mi sembra più breve la cosa, ti mando io una mail veloce.. il tuo indirizzo mi è arrivato quando hai commentato (come per tutti eh eheheh).
        Mando email scarna, così hai la mia.
        Nessun fulmine, figurati. In questi tempi i fulmini non vanno neanche troppo di moda 😀

Si!?

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