Il ragno di Zeus

Io lo ribloggo.
Perché? Prima di tutto perché ci sono io. Secondo perché il Faraone Ysingrinus mi ha lanciato un monitor dicendomi: “partecipa al concorsone”. E io partecipo al concorsone riproponendo un suo testo: il ragno.
Leggete prima la versione originale, così vi fate il palato. Poi la mia… che è materia organica.

Ma Abdul Alhazeus mi piace un botto ahahahah.
Fatevi sentire, ogni vostro voto… sarà un voto invano.

Discussioni concentriche

«Non è morto ciò che può giacere in eterno. E in strani eoni anche il secondo Ysingrinus d’autore non muore»

Questo il misterioso distico scritto da Abdul Alhazeus quando mi ha inviato la sua versione del racconto Il ragno per partecipare al piú grande concorso del millennio1
Non mi prolungo ulteriormente ché non sono una presa né tantomeno una spina e ripropongo, cosí come mi è stato inviato, la sua dignitosissima proposta.

Lo sento ancora. Percipisco il movimento. Il camminare avanti indietro. Le zampette hanno un ritmo particolare, sembra di sentire una terzina di basso – tic tic tic, tic tic tic -. Lo sento anche adesso che sto camminando, mi accompagna ovunque io vada. Si muove. Vive. Ho un ragno nell’orecchio e non so cosa fare. Ho un ragno nell’orecchio e lo sento tessere la tela nel mio cervello. Ma forse non riesce ad arrivarci, al mio cervello…

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