Consigli Musicali Non Richiesti (100)

Siamo arrivati al numero 100.
Questo è un traguardo importante. Per ben 100 volte vi ho rotto le balle consigliandovi musica che voi, ascoltatori e lettori, non avevate voglia di sentire.
Ma visto che io sono più tenace di voi, ho proseguito.
Per la puntata numero 100 mi è stata proposta una collaborazione da M e Daphne e ho accettato con interesse. Il tema della collaborazione era quello di trovare una canzone indie/alternativa (io odio indie) e farla sentire al pubblico che, sua volta, sceglierà la canzone da pubblicare in questa puntata.
Un gioco divertente per tutti.
Il CONTEST ha dato il seguente risultato: gli A JIGSAW hanno portato a casa il risultato con la canzone THE STRANGEST FRIEND.
Ho visto gli A Jigsaw diversi anni fa in un concerto acustico a pochi Km da casa mia (diciamo una ventina). La band portoghese (sì, sono portoghesi) stava promuovendo la versione deluxe, espansa o super, del loro disco Like The Wolf.
Il concerto, acustico e molto intimo (ci saranno state sì e no 40 persone), è stato divertente e coinvolgente. Una vera rivelazione per uno come me che, in realtà, dell’indie/alternative non ha un gran rispetto.
Anzi, lo ammetto, la parola Indie e i gruppi Indie mi stanno proprio sulle palle.
Ma gli A Jigsaw mi hanno fatto una buona impressione. Sarà stato il suono spartano, la voce profonda del cantante, i pizzicati di violino o gli altri strumenti che venivano inseriti nel tessuto sonoro, ma la band portoghese sapeva il fatto suo.
Quello che mi ha preso, però, erano le storie. Ascoltando i testi si notavano piccole storielle oscure, dark, che contrastavano con certi arrangiamenti brillanti, qualche passaggio più veloce. L’oscurità di quelle storie era la cosa più interessante della band. Sentivi che non dovevi sorridere durante la canzone, perché c’era qualcosa di tragico nel racconto, ma la mente segue il suono e il suono ti diceva di prendere il tempo e tamburellare le dita, battere un piede. Forse anche cantare.

Finito il concerto sono andato a congratularmi con loro. Comprare il CD nella versione Uncut (ecco come si chiamava, Uncut) e scambiare due parole con il cantante. Mi ricordo un particolare… mentre stavamo parlando in inglese sulla musica (lui – io ero più assimilabile ad un dialetto di Mordor colpa della stanchezza e del sonno e blateravo sulla mia passione per la musica più pesante) lui mi ha fatto una domanda, non nuova, ma sempre divertente:
“Ma come mai te ascolti una band come la nostra?”, intanto stava guardando la mia maglietta.
Al che ho guardato in basso, vedendo il simbolo dei Led Zeppelin del Tour del 1978, e ho risposto solo: “amo la musica e voi avete fatto un gran concerto”.
Lui mi ha sorriso, mi ha guardato e ha detto “Adoro i Led Zeppelin”.
La conversazione è partita da la. Perché la musica è qualcosa che unisce, anche quando le basi di partenza sembrano distanti.

Avevo intenzione di postare la stessa canzone, quella che ha vinto il contest, ma mi sembra una ripetizione. Per questo motivo, per il numero 100, prendo un brano diverso degli A Jigsaw.
Live, perciò la qualità del suono non è suprema… ma questo è il bello.

* Se volete iniziare un nuovo contest, contattatemi via mail *

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46 Replies to “Consigli Musicali Non Richiesti (100)”

  1. Il problema della muisca alternativa è il mondo della musica alternativa che è riempito per lo piú da schifezze che idolatrano schifezze (non è tutto cosí ovviamente).
    La musica alternativa stessa ne risente di conseguenza.
    Non si possono far rientrare nell’alternativa, per esempio, Zorn e Mr. Bungle?
    Nell’indie/alternativo classico io apprezzo veramente i Klimt 1918, adoro l’album undressed momento, peccato che dal vivo mi abbiano deluso fortissimamente.
    La chiusura dell’articolo che spiega come la musica possa unire mondi differenti è molto importante.

    1. Il problema della musica indie è che è fatta al 99% di merdazza. Ma vera e propria merdazza fetente.
      Li senti e ti verrebbe voglia di piantarti aghi lunghi 30 centimetri nelle gambe.
      Nella musica alternativa c’è qualcosa di interessante… ci sono buone band… l’unico problema è che sono mescolati a moltissime The-Qualcosa-Band che sono vomitevoli.
      La chiusura serviva a far vedere che sono profondo ahahahahahah

      1. Secondo me sono sonorità del minchia. Già sentite (e so che sto pestando un merdone, al massimo vedo meno follower nei prossimi giorni) e suonate con una freschezza da pesce lasciato sul balcone per 10 giorni. Al caldo.
        Mi danno fastidio certi suoni che ti spacciano per nuovi, ma poi senti che sono i Boston riproposti in versione XXI secolo. Cazzo. No.
        E poi se la tirano. E sono fastidiosi.
        E io sono rancoroso.

      2. Con me non rischi il merdone, anche se i Klimt mi piacciono , per esempio, e li consiglio a tutti.
        Che molte volte stiano riproponendo cose già sentite (chi non lo fa) è vero. Che se la tirino perché convinti di essere musicalmente e culturalmente superiori agli altri è vero e purtroppo il piú delle volte è falso che sono culturalmente e musicalmente superiori.
        Il fastidio deriverà da questo.
        Anche io sono rancorosissimo!

      3. La parte del culturalmente superiori e musicalmente superiori (ripeto per dare forza) è una cosa così fastidiosa che mi rende cattivo.
        Ma lo facessero con umiltà… c’è gente che si crede una cerchia sacra.
        Bah.
        Sono molto rancoroso.
        And Big Salami For All… (citando i Wurstallica)

  2. Bravo Zeus!
    La canzone piaceva moltissimo anche a me. Quella del contest, intendo. Questa non l’ho ancora sentita.
    Indie negli ultimi tempi ha cominciato ad indicare sonorità sempre più definite. Se dovremmo stare all’etimologia qualsiasi prodotto musicale fuori dalle major è indie, indipendentemente dal tipo di musica.
    Secondo me è un’etichetta troppo ampia per poter dire qualsiasi cosa. Rispetto per i Klimt, sono uno dei gruppi interessanti del panorama italiano, insieme ad esempio agli Spiritual Front.

    1. Grazie Daphne.
      La band mi piace e ho provato a darle ulteriore visibilità. Con questo brano, dei Consigli, ho cercato di non riproporre qualcosa di già sentito ma di dare una scossa ulteriore.
      Ok, lo so, l’etichetta indie/alternative è amplissima… il mio odio va verso una certa, ampia (!!), frangia di questo indie.

      1. Uhm… io ascolto solo musica indipendente legata al post punk, goth rock, neofolk, wave (e sottogeneri vari) … cose che credo non c’entrino nulla con l’indie che intendi tu. Almeno credo O__o.

      1. Certo 😀
        E poi devo recuperare perché temo di perdere il primato di regina dei commenti sul tuo blog e la cosa mi preoccupa quindi credo che da ora inizieró a scrivere una parola per commento così faccio numero ahahahaha 😀

      2. La sola vittima?
        No, perché, sai, il mal comune… 😀
        Ma tu hai piani troppo imponenti… ormai non ti sto dietro. La tua malvagità è totale 😀

      3. Si, per ora tu sei l’unica vittima. Devi sentirti onorato per la scelta ahaah 😀
        Vero, sono un concentrato di malvagità. Dovrebbero scrivere delle storie su di me, potrei essere la cattiva di un cartone animato ahahah 😀

Si!?

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