Di crescita, ricrescita e cucina pseudo-cinese

In questi ultimi tempi mi trovo in uno stato di perplitudine costante. Sarà il tempo bollente o le bollette, ma io non sono sicuro di capire in maniera esatta come funzionano certi meccanismi.
E io faccio parte del meccanismo.
Al che sollevo questo mio dubbio con l’Emigrante e lui conferma il mio dubbio sull’impossibilità di poter, sempre e comunque, crescere. E per crescere non intendo in statura, visto alto lo sono. La crescita che sto parlando è quella dei fatturati.
Il mio dubbio è da incompetenti, lo so. Ma è possibile che, nonostante ci sia un trend negativo generale, si debba sempre crescere e portare un segno positivo? Ci si potrà mai accontentare di quello che si ha?
Io non lo so.
L’avidità e l’ingordigia porta alla risposta negativa: “no, non è possibile accontentarsi”. La realtà mi spinge a guardare che certi conti positivi hanno le gambe più tremolanti delle mie post salite in bicicletta.
Sono fatturati con i piedi d’aria fritta.
Questi miei dubbi amletici vengono anche proferiti in sedi più generali, così che il Fustigante mi possa rimprovare nell’esercizio delle mie funzioni. Io capisco anche il ruolo del Fustigante, prendere coscienza, che possiede, dell’impossibilità di poter crescere sempre e comunque su una crescita precedente (una ricrescita? ahaha) significherebbe minare il ruolo che ha.
Il mio no, ci mancherebbe. Essere l’ultimo anello nella scala sociale ha anche un vantaggio: sono Sacrificabile e Indispensabile allo stesso tempo.
Una battuta (?) che ripeto sempre è questa: non potranno mai mandarmi via in inverno/autunno o primavera perchè come la scaldo io la sedia non lo fa nessuno… ho più difficoltà in estate, visto che c’è il sole che combatte ad armi pari.
Sono abbastanza perplesso sul mio ruolo estivo in questa azienda: la Schiavisti Riuniti Spa.
Non dico che sono scontento di lavorare (de dio no! Fortuna che un lavoro ce l’ho), sono solo perplesso su quello che sono in questa azienda. Il criceto alla mia sinistra, che sta pedalando, mi dice che dovrei muovere di più le quattro zampe…
Secondo me c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato in tutto questo.

La mia frustrazione la imbottiglio come uno champagne millesimato. La lascerò uscire quando il tempo sarà pronto per ricevere il mio sfogo terribile.
In compenso cucino. Perché? Perchè mi diverte.
A casa mia, però, mancano sempre ingredienti per riuscire a completare in maniera decente un piatto che ho in mente. Colpa mia, sia chiaro. Compro le cose ragionate sì, ma con una percentuale di “a cazzo di cane” che comporta l’essere privo di materia prima cucinabile. Non in generale, ma quella adatta al piatto che voglio fare.
Per questo motivo i piatti cinesi o asiatici che mi cucino hanno sempre quell’ombra di ignoranza ed errore che li contraddistingue. Sono asiatici, ma hanno una componente italiana inside.

Così mentre mi mangio i miei spaghetti di soia ragiono sulla crescita, sul perché non ci si possa accontentare di quello che si ha, sul perché devo essere costretto a correre dietro all’ultimo Smartphone quando l’unica cosa che hanno introdotto è un prezzo maggiorato etc etc.
E intanto mangio, conscio che quello che sto triturando famelico è in realtà una metafora di quello che penso: cerco di fare le cose corrette ma, in fondo, un substrato di fregatura lo trovi sempre.

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34 Replies to “Di crescita, ricrescita e cucina pseudo-cinese”

  1. … fa caldo… questo è certo… quindi i pensieri sono arrotolati più del solito… ma ci sta…
    secondo me non è una vera e propria fregatura… quella che trovi nel tuo piatto… perché dovresti cucinare come ti dicono altri’ perché dovresti fare la spesa come dicono altri?… ti piace quello che mangi?… se sì… seiapposto!…
    🙂

    1. Certo, ma immagino che il cibo sia solo una metafora della fregatura di cui sopra (crescita e ricrescita).
      Ma i pensieri si confondo con questo tempo… sono pensieri sparsi.

      1. Eheheheheheeh… anche io… e non mi tiro indietro neanche (anche se sto facendo grandi sforzi con questo caldo torrido)

  2. Il problema è che quando capisci che c’è sempre la fregatura comincia a pensare che c’è solo la fregatura e già questo genere di pensiero ti fa diventare un terrorista.
    Io butto i depliant pubblicitari senza neanche aprirli: sono una persona pericolosa.
    Tu intanto Sgrabi.

  3. Fammi capire, tu sei uno di quelli che cucina gli spaghetti di soia e li condisce con una bella passata di pomodoro?! O___o
    Io sono bravissima a fare gli hosomaki, ma ci metto dentro solo cetrioli perché non vorrei accidentalmente avvelenarmi e avvelenare gli altri. Una volta ho comprato gli umeboshi – non l’avessi mai fatto! – Ancora oggi sono presa a modello come “Quella che tentò di fare un onigiri con l’umeboshi e dovette buttare tutto l’onigiri perché il riso aveva preso un sapore orribile.”
    Volevo scriverti un commento più serio e profondo, ma devo mantenere la mia dignità di “svampita”.

    1. In realtà no. La mia ricetta era total cinese, solo con un twist italiano perché mi mancavano alcune cose per poterla rendere al 100% cinese. Fra cui un cinese che la cucina, ma questo è un discorso differente.
      Ok, conosco l’hosomaki, ma l’umeboshi mi manca… e anche l’onigiri è andato da qualche parte 😀
      Io vario in cucina, non faccio mai piatti di una sola provenienza geografica… diciamo che, a causa della mancanza di materie prime (che mi affligge da una vita), do un tocco fusion alle mie creazioni 😀
      Che poi sembra che cucini da Dio (ed è così, sono Zeus), ma non sono mica Masterchef… ahahaha

      1. L’onigiri è quella polpettina di riso, ripiena, a forma triangolare, che indossa una striscetta di alga nori per pudore e anche perché va mangiata con le mani. Uno dei ripieni dell’onigiri è l’umeboshi, prugna giapponese trattata con il sale. Parecchio sale. -___-
        Zeus che si diletta in cucina… XDXD
        Bravo bravo. Bisogna sperimentare in cucina. Io non sono in grado di seguire una ricetta: è più forte di me. Devo variare, improvvisare. ^^

      2. Ahhhh adesso che ho usato St. Google da USA ho capito di cosa si tratta eheheheh.
        Grazie per la spiegazione, l’ho sempre detto io… sono bello, ma di un’ignoranza che fa quasi spavento ahahaha 😀

        Sì, mi diletto… non si direbbe, ma mi diverte. Così come variare… spesso per scelta esterna 😀 XD

      3. Non buttarti giù così Zeus, che dall’Olimpo è un bel salto. XDXD
        Il vasetto di umeboshi è il miglior regalo per persone che detesti cordialmente, ma alle quali per ? ragione devi fare un regalo. Fai la figura di quello che sa, che ha pensato a un regalo con cura e contemporaneamente sai che avranno un bruttissimo momento all’assaggio. L’unico rischio è che potrebbero amare l’umeboshi. O__o

      4. Ahahahahaha… guarda, lo dico ormai da tempo questo, perciò non è un’anteprima 😀 ahahah
        Ok, me lo tengo a mente. Anche se non conosco nessuno che si mangia l’umeboshi, siamo persone semplici quassù.

      5. Giusto. Nettare e ambrosia.
        Vedi… è un regalo ricercato. Ha il suo perché. E ricorda solo un “genio del male” può regalare un vasetto di umeboshi. ^^

      6. Eheeheh… brava. Nettare e ambrosia. E un bel po’ di droga XD
        Io non sono un genio del male… pff… dannazione… io sono IL MALE… ma non penso sia la stessa cosa 😀

      7. Percepisco una certa crisi d’identità. Ti ricordo: fulmini, Titani, adottato da una capra… La personificazione del “male” è della concorrenza. XD

      8. Mi è partito il messaggio… 😀
        Il fatto è che non riesco a contenere tutte le mie personalità in una sola persona 😀

  4. Mi ricordano discorsi sentiti in una vita precedente…il capo che ci rimproverava perché quel mese avevamo fatto meno del precedente…ma tieni conto che nei mesi precedenti avevamo già fatto il record rispetto alla media e rispetto alle altre sedi, quel mese era stato fatto MENO RECORD del solito, cioè non è che si stesse facendo di meno in assoluto!

    Ma in fondo capo in realtà non era capo di niente, perché poi aveva un altro capo su di lui che aveva un altro capo a sua volta in Francia e quando mai un francese si perde di poter bacchettare un italiano, quindi la morale è che devi crescere più della bacchetta di quello che ti bacchetta, perché se la bacchetta ti cresce alle spalle son dolori.

    1. Esatto. Una cosa di questo tipo.
      Crescere sulla crescita in modo tale che la decrescita sia in realtà solo una crescita minore. O una crescita minore mascheri la decrescita.
      Ma se la decrescita si posiziona in meglio rispetto alla decrescita del mercato, tu stai facendo una crescita della descrescita e questo, secondo loro, porta ad un positivo rispetto al mercato. Perciò non stai decrescendo, ma stai crescendo meno rispetto ad una decrescita generale.
      Penso che alla fine della questione ci stia bene un:

      D’altra parte è così 😀

Si!?

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