Consigli Musicali Non Richiesti (97)

La puntata di oggi potrebbe anticipare un prossimo post. Anzi, devo ammettere che è una conseguenza della visione di un film.
Quale film? Cobain – Montage Of Heck.
La questione è semplice, nonostante il tempo passato e l’essere progredito musicalmente a sonorità molto più distruttive, ossessive e catartiche, il grunge, nella sua espressione non migliore ma più conosciuta, è ancora uno dei generi musicali che mi affascinano.
Della grande famiglia dei musicisti di Seattle, i Nirvana sono i figli prediletti e contestati. I figli più conosciuti e quelli più criticati. Attraggono folle di adolescenti alle prese con l’incomprensione generazionale e tengono a distanza persone che, ormai, la teenage angst l’hanno superata (o così pensano).
Più che sulla musica dei Nirvana, che ha contribuito ad uccidere il glam (ma è ancora vera questa bufala? Il glam si era ucciso da solo iniettandosi troppa eroina e sniffando troppa coca, con la logica conseguenza di produrre merda fumante su disco) e ha dato voce alla Generazione X, il faro era puntato sul loro frontman: Kurtis Donald Cobain.
Se ne sono dette di cose su questo singer e sul suo amore-odio per la celebrità. Si è parlato quasi più del suo suicidio (anche se ci sono molte teorie che viaggiano in direzione dell’omicidio) e del fatto che lo sparo del fucile ha ucciso, insieme alla persona/singer Kurt Cobain, anche il grunge.
Una benedizione musicale?
Penso di sì. Il grunge, come il glam, si stava uccidendo da solo.
Una benedizione personale?
Sfortunatamente, rispetto all’immagine romantica che si aveva del cantante dei Nirvana, il buon Cobain stava passando un momento autodistruttivo della sua vita e, a quanto si legge in giro, le ultime settimane erano state all’insegna del drogati finchè non sei KO e droghiamoci insieme appassionatamente. In altri termini? Una vita allo sbando, con possibilità sempre più alte di malattie mortali a causa dell’uso di aghi infetti e problemi vari.
La musica, per quanto criticata e ritenuta (anche in maniera corretta) sempliciotta ed una versione pop-oriented del grunge originale (Screaming Trees, Soundgarden, Green River/Mudhoney e altre band degli esordi), è sopravvissuta. Questo significherà qualcosa, no?
Secondo me, non umile parere, sì. Perché se una musica fa schifo, è inascoltabile, dopo poco viene dimenticata… non supera la prova del tempo.
Se una musica dona qualcosa a chi la ascolta, ecco, questo è un fattore determinante e significa che, al suo interno, Nevermind o Bleach o In Utero… sono dischi cardine di una stagione musicale.

Ok, non è un’analisi approfondita, ma visto che voglio trattare meglio dell’argomento quando parlerò di Montage Of Heck, mi sento scusato.

La canzone di oggi, giusto per rimanere in tema, è… Radio Friendly Unit Shifter.

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34 Replies to “Consigli Musicali Non Richiesti (97)”

    1. Secondo me… mm…
      i pearl jam del primo disco (forse anche il secondo) erano grunge – parola che non esiste, ma diciamo che la uso per comodità.
      Dal terzo disco in poi sono diventati classic rock, di grunge non hanno più avuto niente. Col passare del tempo si sono riscoperti molto rock, classic rock o mainstream rock… nel senso buono del termine come Springsteen/Neil Young, ma di grunge non c’è niente. Per fortuna.
      Il grunge è un genere destinato a morire. Doveva morire dopo poco (che poi, rivoluzione? ma va… diciamo resturazione.. musica hard rock + punk suonata da gente nelle cantine.. mica tanto una novità).

  1. Secondo me Kurt Cobain è sempre rimasto un adolescente disadattato e tutta questa sua disadattazione (neologismo ahahah) l’ha messa nelle canzoni (e nella sua intera vita) e non c’è adolescente credo che non si ci possa rispecchiare; anche se magari il grunge non lo ascolta e preferisce chessò Gigi D’Alessio non può farne a meno di mettersi ad ascoltare la sua musica almeno per un momento nella sua vita da scuola superiore. Almeno questo valeva per la mia generazione e penso anche per chi è più giovane.
    Io non sono esperta di grunge, ma per me dopo Kurt Cobain il concetto si è un pò perso, soprattutto per l’interpretazione che lui ne ha dato: quelli dopo o sono state sue pallide imitazioni, o comunque non potevano tornare al pre nirvana con facilità.

    1. Sì, KC ha portato un po’ di adolescenza e problemi personali nella musica. Questo fattore, anche grazie alla congiuntura storico/musicale, è stata la vera bomba che ha permesso ai Nirvana (e al grunge) di esplodere. I testi sono abbastanza astrusi e incomprensibili da permettere a tutti di dare il significato che uno vuole (come quello che scrivo io… solo che da me è per la mia incapacità di scrivere ahahah).
      Dopo KC il concetto si è perso… ma direi che si è perso dopo Nevermind. Il 1991 ha messo fine al grunge underground, quello più ruspante, ed è diventato mainstream. Quando un prodotto underground diventa mainstream, beh, muore e nascono i copioni, le cover band… etc etc.
      Tornare al pre-Nirvana? Impossibile. Difficile riavvolgere il tempo.

      1. Si vede che tu scrivi recensioni ed io no! XD era esattamente quello che volevo dire io: da underground diventa mainstream.
        Pensa che la cosa che a me piace di più dei nirvana sono i testi (la non musicalità del grunge non mi ha mai attirato più di tanto)!=P

      2. Ahahaha. Ma va. Ho solo culo quando scrivo 😀
        I testi ti piacciono? Beh, non sono male… ma preferisco altri testi adesso. C’è stata troppa “interpretazione postuma” e questo li ha resi con più significati di quelli che hanno in realtà (spesso sono solo dedicati alla sua ex ragazza ehehe).

  2. La musica dei Nirvana l’ho ascoltata quando ero più gggiovane.
    Adesso, se capita di sentire un brano, lo ascolto volentieri, perché continua ad avere – per me – un certo fascino; ma non la cerco più.
    Della morte di Kurt Cobain non m’interessa. No, più che altro è già stato detto troppo e sono passati vent’anni.

    1. Esatto. Anche io sono “passato oltre”, ma se li trovo, li ascolto. Una sorta di fascinazione adolescenziale, un ricordo di una stagione musicale ecco eheheh.
      Molti sono affascinati dalla sua morte… fino a dare interpretazioni eccessive all’atto stesso del suicidio.
      Detto troppo sì… e son passati più di 20 anni anche. Ormai…

      1. Il suicidio ti consacra all’immortalità soprattutto se sei un’artista e ti allontana dallo spettro del decadimento e della vecchiaia. Solitamente avviene all’apice della tua carriera, quando sembra che tu debba ancora dare molto. E poi c’è la mitizzazione…
        Ma mi fermo qui, perché sto virando verso il cinismo.

      2. Certo. La mitizzazione è una delle questioni principali. Lo dico anche io, molti artisti, dopo la morte, diventano dei geni assoluti. Il problema è la percezione falsata della cosa.
        Troppo spesso di eliminano dall’equazione delle componenti fondamentali per determinare la vera portata dell’artista.

      3. Credo sia impossibile scindere ciò che l’artista ha creato da un atto forte come il suicidio, anche solo per il semplice fatto che si è soliti cercare tracce. È inevitabile, inoltre, che certe azioni “nobilitano” il resto. Si resta abbagliati dal mito. Con l’andare del tempo però il mito perde d’intensità e allora rimane solo la musica.

      4. Non sempre il mito perde d’intesità. Spesso è l’unica cosa che fa sentire la musica sottostante o l’opera sottostante. Diciamo che fa da “volano”.

  3. Non sono mai guarito dall’indigestione di Nirvana che mi ha fatto consumare i loro CD e che attualmente mi impedisce di riascoltarli senza quella sensazione da post abbuffata simile alla nuasea ma nonstante questa distanza di separazione non posso fare a meno di pensarli come dei grandi e Cobain una figura semplicemente tragica.

    1. Succede spesso questa cosa. Si ascolta in maniera incontrollata un cd e poi non si riesce più ad ascoltare il gruppo neanche sotto tortura. A me succede spesso, visto che devo recensire i Cd. Li ascolto, li lascio nel lettore per settimane e poi mi disgustano.

  4. Da vecchia fan dei Nirvana quale sono, l’ho visto anche io “Cobain – Montage Of Heck”, ma se ci farai un post dedicato, rimando i miei commenti a lì. Quanto alla loro musica, mi trovo d’accordo con le opinioni che trovo espresse qui, c’è poco da aggiungere, il grunge è davvero finito con Nevermind.

    1. Sì, farò un post dedicato a Montage of Heck. Non prometto delle opinioni condivisibili, ma considerazioni personali sì ehehe. Lo sto pensando da giorni e penso di averlo modificato, nella mia testa, almeno 10 volte…. dovrò buttare giù la versione migliore che mi ricordo ehehe.

    1. Certo che sì! Kurt Cobain l’ha voluto a tutti i costi nella band per il tour finale (quello di In Utero).
      Per diversi show c’era anche la violoncellista… fai conto te.

  5. Vorrei una tua opinione sul film, che non ho visto perché mi disturbano sempre i film di questo tipo (non nel senso emotivo, nel senso che non riesco mai ad avere un’affinità coi film biografici-apologetici-ritrattistici-laverastoriacomenonvel’hannoraccontata) e quindi arrivo a sviluppare una sorta di razzismo pregiudiziale

    1. Ok. Provo a scrivere qualcosa di decente sul film. Evito la mia classica commedia ahahah e scrivo un ragionamento su grunge e il film. Spero mi riesca eheh

      1. ahahah! Comunque le tue recensioni cinematografiche sono sempre divertenti e poi in fondo dicono la verità, perché certi commenti sono considerazioni che uno nella testa si forma di fronte certe cose

      2. Certo, ma “recensire” un film osceno è semplice… la butti in caciara e finisce tutto bene. Questo non ha la tentazione di essere un film serioso (non nel senso di un Fast & Furious per esempio) e perciò è più “complesso” sbragare 😀

Si!?

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