Consigli Musicali Non Richiesti (96)

Dalle parole di Lord Baffon II ai discepoli: “de dio, ho ascoltato un brano del nuovo dei Paradise Lost, che non mi sono mai piaciuti granché eh, e mi è piaciuto così tanto che è diventato una droga. Ce l’ho anche Gothic, ma non è ‘sto granché… ma questa canzone spacca”.
I Paradise Lost è uno di quei gruppi storici che conosci, apprezzi e che, come tutti i gruppi che conosci bene, a volte li perdi senza nemmeno accorgertene.
Li senti in Icon, Draconian Times e One Second, li perdi a causa della svolta elettronica, e poi li riacciuffi in Paradise Lost e In Requiem. Li ascolticchi sull’album del grande ritorno (Faith Divides UsDeath United Us) e poi li perdi fino a sentire il nuovo disco dei Bloodbath (Grand Morbid Funeral).
La domanda è: ma che cazzo di collegamento è questo? Semplice, Nick Holmes, cantante dei Paradise Lost, è entrato anche in questo supergruppo death metal come singer e, dopo eoni che non cantava in growl, ritorna a ruggire.
Nostalgia, nostalgia canaglia o rinnovato amore verso il death?
Visto il progetto estemporaneo, si direbbe che è un caso di “nostalgia canaglia”. Questa patologia ti fa pensare che, alla notizia di un nuovo disco dei Paradise Lost, il genere su cui marceranno sarà sempre lo stesso degli ultimi dischi. Invece.

Invece….

Invece….

Invece ecco che con The Plague Within sparano fuori uno dei dischi migliori da molti anni a questa parte. Sarà che sento molto il riff (ricordiamoci che Fratello Bower dice: “The Power Of The Riff Compels Us“) e che il ritorno alle oscure paludi del doom-death mi aggrada assai, ma questi vecchi-nuovi Paradise Lost sono in forma. Non inventano nulla di nuovo e non stanno aprendo la via verso nessun territorio sconosciuto, ma se una band attiva dal 1988 riesce a tirare fuori un disco potente ed oscuro, allora io sono contento.

Sono contento con poco, lo so.

Voi capite che, ogni volta che il Grande Capro mette il suo grande zampone sulla musica, quello che ne esce è un metallo fumante, sporco, cattivo e rognoso come un bagno dopo una cena a base di cibo indiano e curry fumante.
La colazione ve la offro io con tramezzini al bacon e Coca Cola.
Sempre il meglio.
Perchè noi siamo come L’Oreal: non proteggiamo i vostri capelli, ma Voi, adoratori segreti del riff, VALETE. Voi valete.

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26 Replies to “Consigli Musicali Non Richiesti (96)”

  1. Sto ancora finendo di sentire l’album di Paul Chain. Ahahah. Poi passo a sentire anche questo, con queste anticipazioni.
    E con oggi penso di essere a posto in termini di metallurgia.
    Lode al Grande Capro, come sempre.

    1. L’album di Paul Chain scivola che è un piacere. Ha qualcosa di Sabbathiano, senza essere una copia schifilda dei Sabbath.
      Questo è altro, ma funziona bene.
      Lode al Capro. Sempre.

      1. Meritevole. Ecco. Non un capolavoro assoluto, non una ciofeca immonda. Meritevole e capace di farsi ascoltare più volte.
        Ritorna sui passi, figliol prodigo 😀

      1. Certe reunion mi fanno venire il male dentro. Ovvio che ci casco sempre, visto che sono nostalgico di certe sonorità delle band, ma… con attenzione… hehe

  2. Non conosco benissimo i Paradise Lost, ma li ascolto volentieri, se capita. Il brano mi piace. ^^

    P.S. Ho ascoltato l’album dei Primordial. Uhm… non è che mi sia rimasto molto impresso, musicalmente parlando. Ho trovato più interessanti i testi. Paul Chain invece non è male. Mi ricorda – non lo scrivo perché l’hai già detto tu – cmq, sì ricorda un po’ loro.
    Avrò un udito strano io, ma la parte finale di Sepulchral Life mi ricorda vagamente – sottolineo il vagamente – The Rains of Castamere O__o

    1. Con i Paradise Lost ho un rapporto tormentato. Li ascolto e poi mi dimentico, li ascolto e poi… boh, li lascio decantare nel nulla per anni. Questo disco, invece, mi è piaciuto subito.
      I Primordial: come dicevo anche io, i testi son fighi, l’immaginario anche etc etc… ma dopo un po’ mi annoiano.
      La canzone “Heaten Tribes” mi piace, penso per il sentimento che produce.
      Paul Chain non è male no e sì, ricorda loro. Ma ha riff fighi.
      Non conosco la canzone “The Rains Of Castamere”

      1. Ecco… riguardo i Paradise Lost conosco bene In Requiem perché ogni tanto gira nell’autoradio – sono di quelli che fanno girare un cd in auto per mesi prima di cambiarlo.
        I Primordial non sono musicalmente incisivi – dopo un po’ smetto di sentirli. Non so se capita anche a te, ma poiché solitamente faccio altro mentre ascolto musica, quando un disco non mi colpisce il mio cervello lo annulla. Heathen Tribes invece essendo più cadenzata e ipnotica oltrepassa l’annebbiamento ed è l’unica che mi piace.
        Quindi, tu non guardi “Game of Thrones”?! O____o
        *Fugge via, in lacrime *

      2. Sì, guardo GoT… ma non conosco il nome delle canzoni ehehe.
        Sì, anche io sono così. O faccio girare un Cd allo sfinimento o me ne dimentico dopo. Io spesso faccio altro mentre ascolto musica, a meno che non sia completamente concentrato!
        Heaten Tribes è cadenzata, ipnotica e questo, nel mio gusto personale, dona alla canzone un punto in più.

      3. Ah. Oki. Nemmeno io so tutti i titoli, salvo quella che è la Lannister song. ^^
        È esattamente il motivo per cui Heathen Tribes mi piace. Ho un debole per certe sonorità… ripetitive e che richiamano suoni un po’ tribali.

      4. Ah vedi? Io non mi ricordo quei titoli… anche perché non sono mai andato a cercarli, lo ammetto.
        Sì, le sonorità ripetitive mi piacciono molto… non per nulla ascolto lo stoner 😉

      5. Beh… Rains of Castamere nella versione dei The National mi piace moltissimo. Per nulla quella dei Sigur Ros. So di scrivere un’eresia, ma a me i Sigur Ros annoiano/irritano parecchio. Lo stoner é un genere da Zeus ;).
        Io vado direttamente all’origine e ascolto musica tradizionale: meglio quando ci sono quasi solo percussioni. Adoro il “primitivismo” – passami il termine – di certe sonorità.

      6. Non conosco i The National. I Sigur Ros, boh, li ho ascoltati e non li ricordo. Son bravi di sicuro, ma non me li ricordo ehhe.
        Lo stoner è un genere che mi si addice eheh.
        Io ascolto anche musica tradizionale, ma ammetto che mi è stata fatta conoscere e non posso vantarmi di averlo “scoperto” io.

      7. uhm… mi sa che i The National non ti piacerebbero. Indie – Alternative Rock, voce baritonale. Che i Sigur Ros siano bravi non lo metto in discussione, ma non fanno per me. La musica tradizionale, in particolare quella africana e giapponese, l’ho scoperta grazie al cinema. Poi da lì ho approfondito. Un “Bravo/a!” a chi te l’ha fatta conoscere. ^^

      8. No, io e l’indie siamo su due pianeti diversi.
        La musica tradizionale, da me, viaggia verso nord comunque: germania, danimarca, svezia, norvegia… etc etc. Non vado alla musica africana o giapponese.. ehehe

Si!?

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