Consigli Musicali Non Richiesti (92)

Mistero delle cover!

Io ho un giudizio ambivalente nei confronti di questa espressione di amore verso un artista/band. Suonare una canzone di un’altra band/di un musicista è un vero atto d’amore, ma è anche un’operazione rischiosa.
Coverizzare significa:
1) amare un brano e interpretarlo in maniera personale;
2) stravolgere arrangiamenti e musiche per riuscire ad adattare la canzone al proprio stile;
2-bis) stravolgere il proprio stile per poter avvicinarsi, in maniera deferente, alla canzone da copiare;
3) rischiare di scontentare i fan dell’artista coverizzato;
4) rischiare di scontentare i propri fan;
5) dare sensazioni contrastanti a chi ti ascolta: a) l’impressione che porgi omaggio ad un musicista che ti ha influenzato; b) sei a corto di idee e perciò tiri fuori dal cilindro la cover… panacea di tutti i mali;

Ma…
Sì, ci sono dei ma.
1) Ci sono dei ma quando chi coverizza ha una reputazione così forte, un background così solido, da non lasciar nessun dubbio sulla sincerità dell’operazione (anche se non è raro vedere artisti affermati fare il classico “Cd di cover” perché ormai alla frutta con le idee).
2) Il brano coverizzato è patrimonio della musica, perciò oggetto di così tante interpretazioni da essere un fattore naturale quello di approcciare quella canzone come “canzone culto”;
3) Il brano coverizzato è la pietra d’angolo su cui si è fondata la tua carriera. Quel sound, quella voce, quei temi… sono ciò che ha spinto il muisicista ad imbracciare la chitarra, a cantare, a suonare il basso etc etc.

E c’è l’ultimo ma.
Ci sono volte in cui chi coverizza è un mostro sacro. Non ha bisogno di ulteriori definizioni, di altre sfumature. Lui è l’artista. E riprende un brano, facendolo suo, perché ritiene che l’altro musicista sia degno di nota. Questo è il caso della canzone in oggetto.

FURTHER ON UP THE ROAD cantata da Johnny Cash. Il brano, che avevo postato poco tempo fa, è di Bruce Springsteen, ma il tocco del Man in Black è talmente personale da far sembrare sua la canzone.
Forse è una certa affinità nei testi, quella descrizione di personaggi al limite, le fughe, i conflitti interiori e con il mondo in cui i protagonisti sono immersi. Forse è solo che Johnny Cash sa come far suonare in maniera ottimale una canzone di per sé buona ed orecchiabile.

 

25 pensieri su “Consigli Musicali Non Richiesti (92)

    1. Io sono ambivalente. A volte ne sono “spaventato” perchè i risultati sono osceni, a volte sono deliziato… e la canzone esce che è uno spettacolo.
      Ci sono casi in cui la canzone originale è addirittura più debole della canzone coverizzata, in quel caso è un pregio dell’artista che si è cimentato.. è riuscito a far sua la canzone in maniera così totale, da averla migliorata.

  1. signorinella pasteis

    ecco, interiorizzare e adattare va bene, stravolgere a me, fa sempre storcere il naso.
    ricordo chiaramente una dozzina (sigh!) di anni fa le cover band che nella mia città d’origine spuntavano come funghi: se hai 16 anni e sei in una cover band sei figo, se ne hai 30 e fai ancora solo cover, cambia prospettiva, per me, musicalmente non hai niente da dire.
    detto questo, pur apprezzando lo sforzo di chi fa cover (soprattutto tra i big), c’è una sola canzone che mi piace più in cover che in originale: knocking on heavens door. e p’ensa che odio i Guns.

    ok, puoi farmi a pezzi senza pietà.

    1. In realtà i Guns non li adoro… Appetite non è male, il resto non è granché. E Axl mi fa venire l’orticaria quando canta.
      Le cover band sono una piaga sociale. Io non le reggo. Concepisco le cover nei gruppetti agli inizi, sono una nave scuola. Concepisco anche l’introduzione di canzoni cover nel set… diciamolo un omaggio e mi piace.
      I gruppi cover tout court sono peggio che mai.

  2. Ho sovrascritto una cosa che hai scritto e fingerò di non averla mai letta. è___é
    Il più delle volte originale e cover appartengono a stili musicali diversi, quindi un po’ dipende dall’orecchio dell’ascoltatore: se ti piace più l’uno o l’altro.
    Se una cover è fatta bene e mi piace, perché no! Non condivido l’idea di chi affossa le cover a prescindere – solo perché non sono gli originali.
    Riguardo Further on up the Road mi piacciono moltissimo entrambe. Credo che mi riserverò la versione di Springsteen per i giorni pari e quella di Cash per quelli dispari. ^^

    1. Non ho capito cosa hai sovrascritta… ma oggi sono un po’ lento.
      Una cover può essere gradevole e, in certi casi, anche superiore all’originale. Non ci sono dubbi. Alcune canzoni mi piacciono quasi più in versione cover che in originale.
      Ma io affosso i gruppi cover perché sono semplici da ingaggiare e stritolano i gruppi locali, esordienti.
      Le targhe alterne sono ottime 😀

      1. Ah, ma io i gruppi cover non li considero. Per me non esistono. Solo che noto una loro certa proliferazione. Non sono mai andata a sentire un gruppo cover… vedere uno che imita un altro? Irritazione.

  3. Diciamo che se un gruppo sa fare delle cover più che decenti lo si salva; ricordo un gruppo che era venuto ad una festa di fine anno, al liceo. Nel loro set avevano davvero un bel mix, e suonavano molto bene! Avercene cover band del genere!
    Passando alla canzone di cui parli, la mia versione preferita è quella fatta live a Dublino, con la Sessions Band. Paurosa!

    1. Un gruppo cover può suonare bene e tutto. Ma fra un gruppo cover e uno originale, io scelgo l’originale. Sempre. Tanto le canzoni del gruppo cover non le ascolto, sento sempre e solo quelle cantate dagli artisti che hanno composto la canzone. Penso sia un problema mio, eh.

      1. No beh, tra un gruppo che fa solo cover e uno che compone canzoni originali, scelgo anche io il secondo. Ma ogni tanto un bel live di cover ben fatte ci può stare!

  4. Il problema secondo me nasce quando un gruppetto di ragazzi si incontra per fare una cover band e passati tanti anni, diventanti non piú ragazzi, continuano a fare solo la cover band.

    1. Ecco. All’inizio servono come nave scuola. Imparare a suonare e, in effetti, suonare in giro. Ma poi suoni canzoni originali, punto.
      I gruppi cover sono una malattia per la musica. I locali vogliono quelli perché riempiono, ma tranciano le gambe ai gruppi originali perché sono più difficili da piazzare… e tutti si lamentano che mancano opportunità di vedere/sentire nuova musica.

  5. Il tuo “Mistero delle cover!” l’ho letto come un “Mistero della fede!” detto a messa. Se quello era l’intento o meno, bellissimo per me!
    Comunque penso sia davvero una buona descrizione del concetto di cover. E ottimo Cash.

      1. Ti giuro, volevo proseguire con una vaccata micidiale tipo Chiesa, ma ho deciso che questo Consiglio Musicali sarà più sobrio dell’epilettico Soundtrack of the day.
        Ma la stronzata ce la piazzo comunque ahahah

  6. Anche io ho la tua stessa ambivalenza. Però ho un’idea fissa, che forse è un po’ campata per aria…non ti capita anche a te di affezionarti alla prima versione di un pezzo? Che sia cover o originale poco conta. Se ti piace per te sarà quel pezzo l’originale e quando magari ascolti il vero originale, magari suonato vent’anni prima, storci il naso pensando, sì ma l’originale era meglio!

    1. Non hai tutti i torti. In questo caso entra l’aspetto affettivo. Ami la canzone perché ti ricorda qualcosa e non c’è niente da fare… la versione “originale” potrà anche essere più bella/raffinata/energica o qualsiasi cosa, ma non suscita quelle emozioni, quei sentimenti della canzone che hai sentito prima (che sia la cover o l’originale).

Si!?

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