Consigli Musicali Non Richiesti (86)

Ci sto prendendo gusto a parlare di musica. Ogni nota che sento mi fa arrivare a quella successiva. Nella scorsa puntata (CMNR 85) ho accennato al black metal norvegese mettendo i Satyricon. Il resto del mondo, ovvio, non stava mica a guardare solo le violenze nordiche, ma cercava di portare avanti un discorso estremo a sé stante. La Svezia, ispirata anche dalla frangia black metal norvegese, ha dato alla luce alcune band black pure (Marduk e Dark Funeral) che si posero come alternativa allo swedish death di Entombed/Grave/Tiamat… e compagnia growlante. La Finlandia non si tira indietro nella lotta all’estremo e da i natali a band come gli Impaled Nazarene e altre realtà estreme (seppur qualificarle come band tout-court è troppo). Il Nord Europa, perciò, schiaccia il piede sull’acceleratore del metal e prova a superare in efferatezza, potenza e odio tutto quello che, fino a quel momento, stava accadendo nel mondo musicale post 1990.
In America, stante anche un primo momento di appannamento del thrash classico (le band più popolari risentono della celebrità e incominciano la ricerca di sonorità diverse, seppur sempre nella matrice heavy metal), si nota l’esplosione del death metal (o brutal death nella versione americana). Il death made in USA non presenta le caratteristiche sonore del tipico swedish sound (le chitarre zanzarose degli Entombed, ad esempio), ma ha dalla sua groove, precisione, velocità ed un suono compatto e imponente fornito gentilmente dal guru Scott Burns. Burns è stato indicato, dalle frange più intransigenti del black metal norvegese, come il responsabile del suono death metal americano e perciò fu odiato senza mezzi termini da molti giovani musicisti della scena norvegese (e non solo).
Una delle band più controverse, e longeve, del panorama brutal death metal americano sono sicuro i conosciuti Cannibal Corpse che con Butchered At Birth partoriscono il loro “primo” disco di puro death metal USA (in realtà il primo disco è Eaten Back To Life, ma conteneva ancora molti rimandi al thrash metal).
La canzone di questa puntata è la prima traccia del disco Meat Hook Sodomy (sodomia con un gancio da macellaio). I temi sono i classici del repertorio Cannibal Corpse: violenza, horror, zombi, tortura, sangue, gore. Niente di più, niente di meno.
Da notare che Chris Barnes, il cantante, rende il growl ancora più sporco, basso e simile ad un grugno o un lavandino otturato (ma ci piace). Questo modo di cantare diventerà il suo trademark per il resto della carriera, tanto da segnare sui dischi che non c’è stato nessun artificio da studio sulla voce.

Awaiting insertion
To rip out intestine
Bodily destruction
Vulgar molestation

Treachery never ending soul ripping
Lifeless Bodies rot, petrified
Cloggins veins, Pressure building
Scabbing clotted sores dehydrate

…. (per i testi vedere QUA)

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14 Replies to “Consigli Musicali Non Richiesti (86)”

    1. Ahahahahaha! Già, sono un po’ estremi, ma vanno presi come un film horror.. estremizzazione delle cose, ma in fin dei conti sono solo racconti. Catarsi.

      Beh, l’espressione ci sta… ma puoi tirarne fuori quante ne vuoi con il growl 😀

Si!?

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