Il dilemma del blogger

Quando possiamo smettere di essere dei blogger e incominciare a predicare dall’alto del nostro personale pulpito? Che cifra vi siete dati voi? Quanti follower bisogna avere: 500, 1000, sopra i 1000?
Io non so decidermi, perché in fin dei conti io, sul serio, non mi sono mai preso. Puntavo sui 7 miliardi. Ma poi mi son reso conto che non funzionava come cifra e allora ho gettato un po’ di numeri che mi son giocato al Lotto.
La questione, seppur trattata con la solita ridaciana ignoranza, è di fondamentale importanza: ad un certo punto il blogger, qualunque sia l’argomento trattato nel suo spazio privato, sbarella completamente e incomincia a pontificare, a prendersi molto “sul serio”. In principio ci si trova di fronte ad una persona ironica, simpatica e capace di prendere in giro quanto di “prendersi in giro” e poi ci si trova davanti ad una sorta di fiero sostenitore del rigore morale, un palo-fra-le-chiappe di dimensioni incredibili e, con buona probabilità, una noia mortale da leggere (ok, direte voi, anche io sono una noia… ma almeno sono bello e questo mi da credito anche quando scrivo vaccate).
Questione di attenzione? Maggiore è la gente che ti commenta, minore è la voglia e la capacità di prendersi in giro, di riuscire a capire il proprio ruolo? Non lo so. Me lo chiedo spesso e so che questo genere di domande non fanno aumentare il numero di sostenitori alla “causa di Zeus“. Ma tant’è.
Perché ci si sente in dovere di pontificare, come se la propria opinione sia qualcosa di “migliore”, di “più giusto”, rispetto a quella di un’altra persona?
Il potere dato dalla tastiera non dovrebbe portare a questo, soprattutto per persone che hanno iniziato questo passatempo come mero sfogo delle frustrazioni quotidiane (che poi è un buon 73,47% degli scriventi su blog – fonti rigorosamente ad minchiam). Il potere dato dalla tastiera è quello che ti permette di dire un’opinione, un tuo parere, senza che questo sia il tallone sotto cui schiacciare il povero lettore, senza che sia la proverbiale corona d’alloro che ti ponga come “primus inter pares” nelle comunicazioni esterne. Siamo uguali eh, ma diciamolo senza peli sulla lingua: io sono un po’ meglio di te.
Questo atteggiamento di prepotenza non mi piace. Non riesco a reggere l’attitudine spocchiosa dei blogger che pensano di essere qualcuno, di non potersi permettere di prendersi in giro… ma si permettono, eccome, di prendere in giro e di puntare il dito ossuto e contorto contro l’altro. Sempre appoggiati dai pseudo-fan adoranti (non sto insultando nessuno, anche perché non io stesso scrivo delle puttanate da antologia… perciò non sono la voce autorevole che state cercando).
L’atteggiamento di prepotenza va di pari passo con una rinnovata serietà/seriosità mista ad un’aura filosofica e di falsa modestia. Nutrendosi di apprezzamenti, di lodi sperticate e di slinguazzamenti sul deretano, il blogger incomincia a perdere contatto con la sua natura intrinseca: una persona dietro ad una tastiera che scrive dei suoi problemi, di storie che vuole raccontare, di poesie che vuole scrivere o di ricette che vuole condividere. Non c’è differenza nel topic del blog, dopo un x numero di sperticate lodi l’ego bloggettaro smette di essere contenuto dal fragile corpo del blogger e diventa un’entità a sé stante.

Vi posso assicurare che parlare con l’ego blogghettaro è una delle esperienze più deludenti in assoluto.

Forse sono io, o forse non reputo il mio blog un posto così autorevole da potermi sedere sul mio scranno (cosa che faccio, ma sono un dio) e interagire con il pubblico in maniera diversa da quella semplice e diretta e ignorante. Un modo ironico (e autoironico) di rapportarsi con le questioni, anche quelle più controverse o quelle che mi stanno più a cuore. Non dico che sia il modo giusto, sia chiaro, ma…

Perciò vi chiedo di risolvere questo dilemma del blogger: quando la misura è colma? Quando il blogger può smettere di essere ironico/autoironico e incominciare a pontificare? Così mi organizzo e poi mi siedo, metto la parrucca bianca e… son cazzi vostri.

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121 Replies to “Il dilemma del blogger”

  1. Ma perché farsi tanti problemi? Ognuno di noi è diverso e interagisce a suo modo, non esite un modo valido per tutti, però sincermente a me la maniera: semplice e diretta e ignorante, piace assai!!!!! 😉

    1. Non mi faccio problemi. Mi piace ragionare su quello che vedo e che incontro nella mia vita esterna al blog e la mia vita su blog. Guardo e rifletto… e poi è divertente.

  2. Grande Zeus. Uno dei post più impegnati che abbia letto qui. Quasi non ti riconosco, perché non ti ho mai visto polemico, ma condivido tutto.
    Alla domanda non so rispondere. Ma alla fine che ci interessa?

    1. In realtà c’era molta più minchiaggine che impegno, lo ammetto. Polemica forse poca, riflessione sicuro tanta. Solo mi chiedo perché ad un certo punto ci si debba credere più di quanto si è in realtà. In fin dei conti serve un po’ di ironia, siamo blogger, mica decidiamo le sorti del mondo.

      In realtà, Topper, non ci interessa. Non ci interessa perché un blogger ironico non si sente prende in causa… e sono il primo che si prende in giro.

      1. Hai ragione, forse la polemica l’ho vista solo io. Ma la riflessione merita ed è più che giustificata. Penso dipenda da quanta gente comincia a pendere dalle tue labbra osannando ogni cosa che scrivi. Sarà anche tutto molto bello ma, ad un certo punto, cominci a crederci e il tuo ego, in quel corpo, non può starci più dentro.

      2. Sai Topper, non so… io ci leggo la minchiaggine, ma sono un giudice di parte 😀 eheh.
        La riflessione secondo me c’è… sarà che leggo molto ed è un fattore che, a volte, riscontro. L’essere osannato è una cosa che porta ad un peggioramento della qualità degli scritti (non sempre, ma spesso succede.. probabilmente perché non c’è più nessuno che ti dice: guarda che hai scritto una schifezza) e ad un ego che si gonfia come un pallone aereostatico. Perdendo, ovvio, in ironia e auto-ironia.

      3. Minchiaggine o riflessione o chiamala come vuoi è comunque un pensiero non da poco che mi ha fatto piacere leggere.
        Gli scritti peggiorano forse perché ci si sente quasi obbligati a buttar giù parole importanti e, come dici, si perde quell’ironia o quell’idea di se stessi che rendeva più liberi di sparare qualsiasi cazzata.
        Il problema dell’ego viene fuori non tanto quando si gonfia ma più quando viene gonfiato (oddio, mi sto mettendo anche io sul pulpito?! Spero di no…).

      4. Eccola qua: obbligati a buttar giù parole importanti! Questo forse è il quid della questione, il “dovere” di buttare giù pensieri profondi quando, ormai, si sono esaurite le riflessioni così importanti. Penso che bisogna ricercare una giusta dose di riflessione e leggerezza.
        No, non ti stai mettendo sul pulpito Topper, figurati. C’è una partecipazione attiva di gonfiaggio del blogger stesso, ma la maggior parte deriva dall’adulazione dei follower.

      5. Ecco, siamo in sintonia.
        Che poi anche tu, invece di Zeus non potevi chiamarti Pattalo o Tantalo?! Zeus non può non richiedere adulazione!

      6. Ma io l’ho specificato subito che sono bello, ma veramente bello, ma stupido come una capra. Perciò l’essere Zeus mi stava bene, calzava perfettamente.

      7. No, in realtà stavo cercando di ribadire nei commenti che sono bello ma stupido 😀 ahahahahaha.
        E po, diciamolo Topper, Zeus è un gran nome 😉

      8. Sai che non ci avevo pensato?! Ecco la specifica del mio “essere stupido”. Non l’avevo mica collegato.
        Hot Shots è grandissimo ahaha

    1. Ecco, la risposta più gettonata è proprio: chi se ne frega. Mi piace. Sarà che è anche il mio modo di andare avanti.
      Solo che permette di fare dei grandi ragionamenti sta cosa.

      … almeno a me… ovvio…

  3. Se un blogger cambiasse davvero da un momento all’altro solo in base al numero di follower raggiunti… presto li perderà. Ma sarà troppo tardi, perché ormai ha già gettato la maschera: tutti penseranno che, in fondo in fondo, è sempre stato un stronzo.
    Discorso diverso invece per chi decide di non moderare più i commenti. Se ad esempio un Zerocalcare a caso si mettesse a farlo, dovrebbe fare solo quello visto la mole dei commenti.
    Ci sono anche blogger che proprio per questo motivo hanno addirittura tolto i commenti…
    Simone

    1. Ciao! Da tanto che non ti vedevo su queste lande.
      Già, la questione può essere anche questa… la rincorsa all’approvazione dei follower porta ad un solo finale: perderli.
      Poi ci sono anche gli esempi nobili… infatti il mio non era un post polemico, quasi minchione (anzi molto minchione), e penso che ci sono scrittori o altri che aprono un blog e continuano ad essere quelli che erano prima.

      1. Infatti non vedo nessuna polemica nel tuo post ma solo un buono spunto di riflessione su cui discutere nei commenti. Bravo 😀
        Simone

      2. Grazie mille Simone!
        Infatti è proprio quello che volevo: fare una domanda e discutere della cosa. Non di più.

    1. Beh, sì… ma siamo pur sempre sul mio blog, non mi cimento in riflessioni così ampie. Se fai conto che io faccio i conti ancora con il pallottoliere, non mi permetto di parlare di “argomenti alti”.

  4. Mai. Secondo me non esiste un numero e/o un momento giusto per dire ok, ora basta cazzeggio posso iniziare a pontificare e diciamocelo, a rompere i cojoni agli altri. Uno può scrivere quello che vuole e può fare quello che vuole del suo spazio ma dovrebbe rendersi contro che ci vuole anche un po’ di leggerezza.

    comunque ce ne sono a pacchi di blogger così. Quelli che pensano solo a fare numeri, ad avere mille like e mille seguaci.

    Comunque stavo pensando proprio oggi che è da un po’ che non leggo post interessanti. Finalmente uno! 🙂

    1. Stavi pensando che non leggi post interessanti e posso assicurarti che non lo trovi qua 😀 ahahahahahahah

      Già, ce ne sono a carrettate di blogger così. Spopolano. Il pensiero più ricorrente che hanno queste persone è quello di accumulare like e numeri come criceti. Il problema non è neanche quello (in fin dei conti lo spazio è loro e lo gestiscono come vogliono, sia chiaro), ma quello che non capisco è: ma cosa te ne fai di millemila like e numeri?
      Non tutti i blogger diventano scrittori e allora la questione statistiche è un po’ ininfluente.

      1. Probabilmente però molti lo vogliono e lo desiderano fortemente e non hanno le capacità di giudizio per capire che forse è meglio cambiare “mestiere”. Poi ci sono quelli che non ambiscono a diventare scrittori ma hanno un ego talmente grande che godono per ogni like e nuovo seguace. In fondo c’è ho apre un blog solo per sfogarsi o confrontarsi e chi invece lo fa per cercare un po’ di fama… La gente è strana!

      2. Già, direi che hai riassunto le varie sfaccettature del blogger. Sul volerlo fortemente ma non esserne tagliati: io apprezzo anche lo sforzo, anzi… supporto chiunque ci metta volontà e passione nelle cose.

      1. In raeltà, consapevole di questo vantaggio mi sono messo a seguirmi dopo. Perché voelvo vedere se potevo seguirmi e se succedeva qualcosa.
        Mi sembrava una cosa molto concentrica ed invece mi vedo soltanto nel lettore…

      2. Questo sì che è un dilemma. Non essere in grado di essere il proprio follower e perciò conteggiato nelle possibilità di diventare il padrone del mondo.
        Io mi son detto: “divento il padrone del mondo, poi vediamo se qualcuno mi segue”.
        Prospettive differenti eheheh

      3. O ci dividiamo il mondo. Con Poseidone e Ade è andata bene direi… perché non possiamo trovare l’accordo perfetto anche noi? ahah

  5. Io appena ho una rubrica tutta mia su La gazzetta dello sport comincio a insultare e a dare giudizi snob su tutti…
    Per oggi la sostanza dei miei post si basa sugli gnocchi del giovedì! 😆😆😆

  6. Sposo la risposta di Hararel….mai! Almeno per quanto mi riguarda la minchioneria è e restaerà una caratteristica di quello che scrivo. che non deve diventare un vincolo o un imposizione per forza, nel senso che quando mi va penso di riuscire anche a diventare un gran trituramaroni. Ma poi la vera natura minchiona emerge. E tanto per restare minchioni mi autocito, tiè! https://giacani.wordpress.com/2015/01/29/veniamo-noi-con-questa-mia-addirvi/

    1. Infatti leggo con piacere quello che scrivi! Sarà che mischi bene parte minchiona e parte più impegnata… non lo so.
      Quello che mi chiedo è quando avviene il cambio epocale nell’atteggiamento del blogger… quando smette di essere tale e diventa il dispensatore di pillole di vita. Boh.
      La citazione è perfetta eheh

      1. Ma sai, a parte qualche caso proprio eclatante, in effetti di gente che se la tira più di tanto non ne ho fra quelli che seguo. Sarà che li depenno prima??? ^_^

      2. Già, penso che sia una questione di “forma mentis”. Una scrematura preventiva, così da evitare di trovarsi di fronte a persone tronfie.
        A parte me, ovvio… io sono un dio, ma l’ho detto subito 😀

  7. E’ che la gente vuole essere famosa: la nuova makeupartist del momento, la nuova fashionblogger del momento, il nuovo scrittore del momento, la nuova giornalista e così via: e così appena un post riceve qualche commento in più…la gente pensa di stare riuscendoci ed inizia a montarsi. E non è vero che perdono follower, perchè in genere loro ci sanno fare, sanno come farsi pubblicità e come andare a pesca di nuovi seguaci.
    Comunque io non ho bisogno di followers per montarmi.
    Ah, poi mi piace la panna montata.
    BWAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!

    1. Ecco, perciò tu dici che è la volontà dei 15 minuti di notorietà?! Appena ricevono l’attenzione che pensano di meritare, allora il blogger muta e diventa un rompicazzo?!
      Non so, ma potrebbe anche essere eh. Ci mancherebbe.
      Sul sapersi trovare i follower… beh… sì, secondo me sì… ma dipende dalla volontà del blogger di scrivere quello che i followe vogliono sentirsi dire.

      Ahahahahahahahahahaha… non commento le ultime frasi. Rido 😀
      Certo che sanno

  8. Dipende dal tipo di commenti che ricevi e da chi ti commenta.
    Se pubblico un post un po’ meno leggero e leggo qualcosa tipo “bel post” so già che il commentatore non ci ha capito nulla, così come quando qualcuno commenta un mio sonetto ripetendo un verso oppure con un “Che bellooooo”.

    Io penso che un blogger inizi a sentirsi in diritto di pontificare quando si sposta su wp.org

    1. Già, il tipo di commento smaschera la qualità del tuo follower. Intendiamoci, smaschera l’impegno che ci ha messo nel cercare di leggere e comprendere quello che scrivi o che stai cercando di dire. Poi lo so anche io che più di qualche minuto non viene dedicato all’articolo e perciò sintesi e efficacia sono fondamentali…
      Un parere diverso: per te il blogger incomincia a pontificare non per sua volontà, ma per il cambio di location?! eheh

      1. In realtà credo che le due cose siano concomitanti. Quando il blogger crede di essere arrivato passa a org. Lì non esistono followers, e l’ego ipertrofico ormai è oltre una sciocchezzuola come il “seguito” 🙂

      2. Sai che non sapevo ‘sta cosa dell’org?! 😀 eheheh. Sono ignorante, ma questa non è una novità!
        Su org non esistono follower? Ormai sei un sito professionale.

      3. Non c’è possibilità di seguire un blog su wp.org
        L’unico modo è iscriversi per ricevere le notifiche via email per i nuovi articoli.
        Diciamo che è più professionale e meno social (non c’è nemmeno la Social bar su org).

      4. Ah, vedi un po’ te. Quanto sono arretrato. Io proseguo nella mia versione più proletaria… tanto non ho da dire niente di particolare! eheh

      5. sì, infatti. Nemmeno io 🙂
        Hai notato quanto diventiamo tutti modesti quando sediamo al desco del genio? 🙂

    1. Vero? Se non fossi così minchione sarei anche credibile, non pensi? Che poi io l’ho detto dal giorno 1: sono bello, ma stupido come un muro di mattoni.

      I soldi sono un motore potente. Io volevo diventare capo del mondo, i follower sono venuti dopo (e mi chiedo ancora perché visto che parlo di sangue, depravazioni, satana, metal e morte… ahaha)

  9. Il mio percorso psichiatrico è un altro, ho la fobia dei commenti e dei followers, del parlare e delle attenzioni, tant’è che come si vede a volte scappo via perché proprio non mi va. Voglio restare un nessuno, un fottutissimo signor nessuno.

  10. Io credo che viviamo in un’epoca dove siamo tutti in grado di avere una finestra o un balcone dove potersi affacciare e parlare al mondo. La differenza tra uno che sta fuori di testa perché si affaccia e parla e uno che invece fa l’opinionista, l’editorialista, il fanculoalmondoista è la gente che si ferma ad ascoltarlo sotto il balcone. Quindi secondo me tutti quanti ci provano perché tutti quanti hanno un mostriciattolo dentro che ha l’appetito di un gremlin e che si chiama Ego, poi è la gente che decide se tirar dritto oppure fermarsi e dare quindi una connotazione alla tua finestra, al tuo balcone o al balconcino se sei finito dentro un negozio di intimo.

    1. Perciò tu credi che “la colpa” (stiamo ragionando sul sesso degli angeli, non vera vera colpa) sta nelle persone che lo ascoltano?

      Voglio solo dire una cosa a scanso di equivoci: io non ho un mostriciattolo dentro con l’appetito di un gremlin che si chiama Ego. Il mio Ego ha dentro un mostriciattolo bastardo con la rompicoglionaggine di Predator chiamato Zeus ahahahahahahahahahahahhaah

      Voglio il negozio di intimo.

      1. Io penso infatti così, che sia la gente o la gggente o anche la gens se sei un patrizio romano a fornire cibo emotivo al blogger

      2. Ah, vedi te. C’è chi dice che è la location (se passi dalla piattaforma comunitaria a quella privilegiata… vedi qualche commento sotto/sopra), c’è chi dice che è il blogger stesso… adesso ci sei te, che punti il dito contro la gggente della rete 😀

      3. È un po ‘ di tutto, comunque. Ci sono vari ingredienti nel piatto. Come una minestra sulla grande piazza della rete. La minestra sul cortile, ecco, ne parlò pure Hitchcock

      4. E con questa freddura ho deciso di convocare il Consiglio Olimpico di Guerra e di aprire le ostilità! ahahahahahahahah

  11. Io mi sto quasi avvicinando al numero che mi ero preposta prima di issar bandiera per lo Stato Autonomo Nanesco.
    Saranno ammessi solo quelli sotto il metro e sessanta, che reggono bene battutacce e doppi sensi e che affermano con orgoglio che mangiare sia bello.
    Ho bisogno di un ViceRe, mi serve un tipo alto.
    Ti pago in biscotti se ci stai.

    1. Ah, lo Stato Autonomo Nanesco! 😀 grande Nana. Io lo riconosco subito. Io ho il mio impero (essendo Zeus non posso fermarmi ad una città) e, come ben sai, la Chiesa di Zeus, ma non mi son posto numeri… son già partito in pompa magna di mio! 😀

      Un ViceRe? Io ci sto. E, per te, anche gratis.

      1. Eheeheheheh. Mi citi il Signore degli Anelli e io cosa posso dire se non… viva Gimli?! 😀

        Grazie. Ma tu sei una Nana di cuore.

  12. Secondo la mia eccelsa mente di libera pensatrice (quando dico così mi sto in culo manco parlassi seria) la misura sarà colma…mai.
    Se e/o quando un Blogger inizierà a sparare sentenze solo perché si crede arrivato (arrivato dove? )…badilate in testa per farlo rinsavire.
    Avevo in concetto molto bello in testa..ma data l’ora tarda è andato svanendo…miseriaccia…allora un “badilate” mi sembrava opportuno, risolve sempre un sacco di questioni spinose.
    E a chiunque sia salito sul piedistallo dico solo, fatevela una risata!

    1. Ecco il termine giusto. Badilate a tutto spiano. Mi piace questo modo di pensare eheheh.
      Ma diciamolo: e fatevi una risata de dio… fatevela!!! Non costa nulla. Arrivare dove? Arrivare come? Arrivare perché?
      Siamo solo blogger, umili blogger.

      1. E poi diciamocelo i tuttologi che “io ho la verità in mano e sono giunto in mezzo a voi per spiegarvi la vita”…grrr doppia razione di botte. Ma chi cazzo ti credi di essere?! Ma dove cazzo vai?! Che intanto la in fondo c’è un muro per tutti! La cosa che mi urta è che anche fuori dalla sfera blogghettiana è pieno di questi individui. ;/
        Ok è vero mi sono svegliata “rissosa”, ma dopo tutto è lunedì, cosa ci posso fare?

      2. Ma veramente, smettiamola con ‘sta cosa del blogger onniscente che arriva in mezzo ai poveri blogger e pensa di istruirli tutti.
        Fuori dalla sfera blogghettara è una cosa irritante, ma puoi permetterti di mandarlo a cagare a voce… una soddisfazione in più.

        Sei rissosa?! E sai che la cosa mi piace vero?!

  13. Che poi alla lista bisogna anche aggiungere tutti quei blogger che si sono iscritti al nostro blog e poi si sono dimenticati dell’iscrizione e non sono più passati dalle nostre parti; si sono cancellati; trovano i nostri post noiosi ma non hanno il coraggio di togliere l’iscrizione e via dicendo.

    1. Ah su questo non ci sono dubbi. L’iscrizione selvaggia è un grande male, a cui aggiungo anche il tasto Like. Va bene prendere esempio in giro, ma copiare Fb… su un blog… bah. Mi trova perplesso.

  14. Allora, vediamo se riesco a scrivere qualcosa di sensato, ci provo eh.
    Un blogger che non si accontenta di quello che è prova a migliorarsi, a migliorare la qualità di ciò che pubblica, sia per quanto riguarda la scrittura che i contenuti, dici di là. I contenuti. Essere intellettualmente onesti, anche con sè stessi, porta ad ammettere che si hanno più domande che risposte, almeno mi sembra. Ma si dovrebbe tentare di dare una risposta a quelle domande, non accontentarsi di porsele. Quindi mettiamo che io su una certa questione abbia meditato a lungo, abbia cercato dentro di me, nell’opinione altrui, nelle esperienze mie e altrui, abbia cercato una risposta e sia convinto d’averla trovata. Lo so che è una risposta che magari non è oggettiva e non è immutabile, ma attualmente ne sono convinto. Quando io sul mio blog affermo la mia “verità” può essere che sembri che io stia pontificando, anche se mi impegno a riempirla di “secondo me” o “per come la vedo io”, la pubblico perché ne sono convinto e forse se qualcuno la critica mi infastidisco immaginando che chi lo fa non abbia seguito un percorso faticoso e onesto come il mio.

    Si è capito qualcosa? Mi chiedo insomma: la qualità (che deriva dall’impegno) porta verso il trombonismo?
    E’ un ipotesi, forse campata per aria. Infatti lo chiedo a te: frequenti più blog di me, e da più tempo, perciò: è vero? O invece (tralasciando i tromboni per vocazione, ce ne saranno sicuramente…) è addirittura il contrario e i tromboni aumentano al diminuire della qualità?

    Ogni bene! 🙂

  15. Oddio, mi metti di fronte a tante domande e io, per quanto capace di articolare alcune risposte, sono abbastanza impreparato su molti fronti.
    Provo a rispondere, ma non giuro sulla quantità di vaccate che andrò a dire.
    Il percorso di molti blogger (spero… se no tante vale continuare su facebook) è quello di un miglioramento di quello che stanno producendo. Secondo me è una cosa vitale, se no non c’è crescita. E, per me, questo significa noia assoluta. Una noia così forte da farmi smettere di fare le cose (e io mi annoio velocemente). La crescita porta a domande – molte – e risposte – sempre meno rispetto alle domande -. Il percorso, come dici te, porta a riflessioni e strade verso un proprio miglioramento che, messo su carta/bit, diventano un attestato di crescita in cui, chi scrive, è sicuro di aver dato fondo ad un percorso e aver scovato una “verità”. Se non ho capito male siamo qua.
    Tu dici che “ti infastidisce”/”potrebbe infastidirti” se qualcuno critica la tua visione, senza aver percorso il tuo processo interiore. Io ti dico una cosa: vero, infastidisce. Vero, potrebbe anche urtare e ferirti. Ma la crescita che hai fatto ti porta anche a capire che, in effetti, non esistono Verità Assolute. Perciò una motivazione del discorso, del commento, è comunque una valida alternativa e una fonte di discussione e interazione.
    Non penso, e non credo, che nessuno di noi ha il Verbo da riversare sugli altri. In caso contrario, per conto mio, non è il blogger/persona/essere umano che mi interessa frequentare/leggere.

    Non sono in WP da tanto più di te. Ho solo un pensiero: la qualità è importante e ha la tendenza a diminuire con la quantità di articoli scritti per giorno o, in alternativa, per il numero di articoli scritti per compiacere chi ti legge. E lo si nota, mi dispiace, ma si nota.
    Il trombonismo penso sia in parte connaturato sia derivato dalla voglia di ciascuno di ricevere i 15 minuti di popolarità che, una volta esauriti, il blogger cerca di prorogare oltre la naturale scadenza. Maggiori sono gli attestati di stima, maggiore l’ego cresce, maggiore il trombonismo è possibile.
    Anche se non so se viene legato alla qualità degli scritti… non ne sono più sicuro. Il fatto è che più volte si annuisce a qualcuno che parla (anche senza crederci), più spesso si crea l’impressione che lui sia capace di dire cose incredibili. Stessa cosa vale per lo scritto.

    Si capisce cosa voglio dire o scrivo ad minchiam come sempre?!

    1. Mi sembra di aver capito. Il trombonismo o è innato, e allora non c’è speranza… Oppure il percorso di crescita dovrebbe portare a riconoscere i propri limiti, quindi a essere consapevole che non tutti saranno d’accordo con te, e potrai infastidirti solo se chi ti contesta non lo fa col sostegno di argomentazioni. Il problema sta tutto nella popolarità quindi? E se i motivi della popolarità sono slegati dalla qualità… abbiamo qualcuno che crede di valere a prescindere da ciò che pubblica. Questo stai dicendo, mi sembra. E’ sensato direi.
      Il fatto è che non so come potrebbe migliorare: chi legge ha il problema del tempo, perciò se non trova interessante o valido quello che legge, semplicemente smette di leggere quel blog, difficilmente si prende la briga di commentare dissentendo o dicendo quello che secondo lui non va, quindi rimangono solo i commenti positivi, e anche se son pochi danno l’impressione di un’unanimità, che non è proprio uno stimolo a migliorarsi…
      Insomma uno lo stimolo o ce l’ha dentro di sè, oppure è difficile che gli arrivi su wp, mi sembra…

      (Non l’avevo letto perché mi sono fidato delle notifiche… Eh la pigrizia…)

      1. Hai riassunto bene il mio pensiero. A volte mi stupisco che la gente capisca quello che dico ehehe.
        Hai ragione, lo stimolo è difficile (ma non impossibile) che arrivi da WP/Blogger (se no sembra che parlo solo di WP per partito preso). Ma ti dirò, spesso sono quelli che commentano che hanno paura di commentare negativamente. Un po’ per non “urtare” lo scrivente, un po’ per insicurezza propria – se commento male lui, lui commenterà male me. Un gatto che si morde la coda. Secondo me una critica negativa ci sta, se motivata e sensata… il signorino precisino con un argomento lo tollero (esempio: non hai messo una “e” – ok, grazie) ma un commento negativo motivato mi fa anche piacere. I miei scritti sono suscettibili di critica, anzi, spesso sono il primo a dire che sarebbero da migliorare o da criticare…
        Persino sulla musica offro il fianco, vedi te.
        C’è un po’ di paura a criticare per non svelare che si è deboli. Una brutta cosa, perché ti limita la crescita. Ma è un parere mio eh.

      2. Bisogna dire che quando si è in “casa” d’altri, non è strano essere un po’ timidi nel dirgli “no guarda, così non va”, mi capita di pensare “chi sono io per giudicare?” anche se è un controsenso perché dopotutto lo faccio ogni volta che leggo un post… Ma anche superati questi ostacoli, si possono criticare i blog che leggi di solito, perché sai cosa ti possono dare, ma quelli di cui non ti piace niente li eviterai, e insomma si formano delle “bolle”, “comunità”… e credo che questo sia inevitabile (dopotutto accade anche nel mondo “reale”) e trascini con sè i difetti che le caratterizzano…

        Ora vediamo se riesco a portare la storia di Z. e Y. fin dove voglio che arrivi… 😉

      3. Già, si creano delle bolle viziate… non necessariamente negative, ci mancherebbe. Chi si criticava prima (o ha apertura mentale adatta) allora continuerà a farlo, ma solo con persone similari etc. Gli altri, per vari motivi, li si lascia da parte.
        Sull’evitare i blog inutili, beh, non ci piove.
        Vediamo come va avanti questa temibile storia 😀

      4. Alla fine non ho capito se possiamo sperare o no… Vedremo 😉

        Un po’ ho seguito il tuo suggerimento, ma spero che il finale sia imprevedibile… 😉

      5. Ti tornerà in mente, dico solo che senza il tuo suggerimento forse non avrei proseguito la storia, perciò è anche un po’ colpa tua! 😀

Si!?

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