Sountrack of the day (72)

* Se non sentite la tensione in questo post, provate a mettere le dita nel 220V e ditemi cosa provate…*

Mi farebbe piacere dire di aver voglia di musica più leggera e soffusa, ma non ce la faccio. Penso sia la mia costante ricerca di una pace interiore che mi spinge a trovare qualcosa che faccia male, che ti prenda e ti strappi via un pezzo di fegato, di cuore, d’anima o altro e ti risputi tutto in faccia.
Questo processo di inasprimento musicale è iniziato molto, ma molto, tempo fa. Quasi non mi ricordo il momento in cui sentivo cose leggere o, se devo essere generico, musica da radio. E per radio, ovvio, intendo quelle stazioni generaliste in cui la musica viene trattata così male da essere interrotta ogni 10 secondi con rumori da studio, commenti, pernacchie registrate e quanto di peggio si possa trovare sul mercato (senza tener conto della odiosa mania di prendere un grande classico e remixarlo alla “ceppa di cane” – scusate, volevo essere più “fine” e “francese” di così, ma quando parlo di musica mi viene fuori l’hooligan che c’è in me).
Il percorso musicale è importante. L’ho sempre ritenuto fondamentale nella crescita della persona. Le esperienze che si sono fatte, il rapporto con un genere o con l’altro, il momento in cui si è venuti in contatto con un artista o un gruppo, sono momenti di passaggio. Spesso sono momenti di crescita e di rinnovamento personale. Quando una persona scopre qualcosa, non può definirsi più la stessa persona che era prima, non lo sarà più perché quella canzone, quel ritmo, quell’artista ha in qualche modo modificato la sua percezione esterna (o anche interna a seconda del tipo di musica) e il suo rapporto con la musica stessa.
Cambiare musica è uno scarto nell’andamento costante della vita. Una scossa molto forte, ad essere sinceri. Per me, cambiare musica (eliminandola dai miei ascolti) è l’equivalente di prendere i vestiti che ho nell’armadio e gettarli tutti in strada. Liberarmi di una seconda pelle che mi va stretta.
Attualmente guardo il mio armadio e vedo che ci sono tutti i vestiti che voglio, tutto quello che mi serve e sono contento. Ma non soddisfatto per il semplice motivo che voglio sempre qualcosa in più. Voglio un nuovo scarto che mi permetta di aggiungere qualche “capo di vestiario” alla collezione.
Ma io lo so e lo ammetto: finchè non sarà il momento giusto non troverò quello che voglio o quest’ultimo non si farà trovare.

Intanto mi ascolto questo brano dei Carcass… vediamo se trovo l’ispirazione per qualche nuovo gruppo.

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26 Replies to “Sountrack of the day (72)”

  1. E vai di Carcassi oggidí!
    Comunque con la 220 fai poco. Io metto il naso nelle prese da 380 per stare un po’ meglio.
    Effettivamente sei stato sconcio, si dice «ceppa, o cazzo, di canide» perché devi essere piú generalista.
    Odiose le radio con le interruzioni a ogni scorreggia, magari proprio con una scorreggia. Personalmente scuoierei personalmente tutti quei sedicenti disck jokey.

    1. Scusa per la sconciaggine!
      I Carcass stanno bene su tutto, non so come spiegarlo. Hanno un qualcosa che va bene in ogni stagione.
      Secondo me è peccato mortale quello di interrompere una canzone con un jingle ad minchiam!

      1. EHehehehehehehehehehe. Il fatto è che ci sono poche informazioni su quello che ascolti. Ho qualche idea, ma non riesco a capirlo.

  2. Ci sarà sempre qualcosa che manca è non si sarà mai del tutto soddisfatti! Anche io penso che ci sono gruppi musicali che ti cambiano e non puoi più tornare indietro.
    La canzone la ascolto quando mi collego con il pc!

    1. Ecco, infatti. Ti cambiano e non puoi più tornare indietro. Questo è il punto. Una volta scoperto qualcosa, non puoi più chiuderti le orecchie e far finta di niente. Sei diverso.

      Comunque è una canzone dei Carcass… vedi te se accelerare il collegamento al PC o meno 😀 😛

      1. Non conosci i Carcass!? Recuperali.
        Questo è un brano dall’ultimo disco “Surgical Steel” che condivide, con i primi dischi, i testi tratti proprio da manuali di medicina (se ti dice qualcosa 😀 eheheh).
        Il tutto, ovvio, con ironia… ma molti non sentono questa parte 😉

      2. Ascoltato e letti un pò di testi… hanno quel misto di macabricità medica che a me piace tanto ahahahah! XD anche la musica è molto bella. Grazie!! *___*

      3. Bene bene… sono contento.
        I primi due dischi sono tratti proprio da trattati di medicina et similia (la musica è più cruda però), poi ci hanno messo dentro anche altri temi (es in Heartwork) e la musica è cambiata leggermente.
        Quest’ultimo disco, secondo me, è buono (e proviene da una formazione ferma da anni e anni).

Si!?

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