Le parole che non ti ho detto

Non è stata cattiveria, ma è proprio che non me le ricordo. Scusa, eh.
Ti stavo dicendo quella grande frase, un pensiero così profondo che ho smesso persino di leggere Rat Man mentre ero al bagno, ma poi ho visto che era finito il sale e mi sono dimenticato. Scusa, eh.
Non ci sarai mica rimasta male, vero!?
Ti giuro che è vero. Come è vero che un tempo potevo andare nelle cabine telefoniche e cambiarmi d’abito e trasformarmi in Superman. Cosa dici? Che potrei passare per pervertito? Sai che me lo son sempre chiesto anche io?! Renditi conto: un tizio adulto, dal fare per niente sospetto, entra di corsa in una cabina del telefono (e già qua mi verrebbe da chiedere se è uno spot dell’Imodium) e si cambia. Sotto gli occhi di tutti!!! Se mi tiro via la maglia a causa del caldo e mi si vede il petto scolpito nel bronzo (ah ah ah), la gente urla all’esibizionismo, alla perversione. E poi mi rivesto e questi continuano a dire: “perversione, esibizionismo”.

Oh, decidetevi.

Perché non ci crederai, ma le parole che non ti ho detto sono esattamente quelle che non volevi sentire. E che, per questo, non volevo dire… e poi, come logica conseguenza, mi sono dimenticato. Non riesco ancora a fare due cose contemporaneamente. Anche adesso che scrivo, e ti giuro che è difficile muovere le due mani sulla tastiera, non sto respirando. Ho questo vago colorito bluastro che dona, in Siberia a -50°. Ecco.
Perché tu non mi credi, come non mi hai creduto quella volta in cui ti ho raccontato che Sean Connery, per quanto affascinante, è ormai vecchio. Basta. E tu mi continuavi a ripetere: ma guarda che Sean Connery, anche se vecchio, è pur sempre un bell’uomo. NO! Adesso è vecchio e basta. Finiamola. Su su. Riprenditi da questo sogno adolescenziale e vieni a patti con la realtà. Se pensi che Sean Connery sia bello anche adesso, forse hai qualche problema d’età anche te. L’orologio ticchetta inesorabile. Fottuto orologio. Cosa che diceva anche il buon Capitan Uncino.
Un’altra storia che ti ho raccontato, ma che tu hai cassato dicendo: non è quella che volevo sentire. Io mi ero impegnato a narrartela nella maniera migliore possibile. Avevo persino aggiunto anche qualche mostro di Lovecraft per rendertela più appetibile.
Vorrei ricordare le parole che non ho detto… ma non ce la faccio. Non ce la faccio proprio. Per questo motivo invento storie e racconti, testi e poesie. In mezzo a queste cose ci sono frammenti di ciò che volevo dirti ma mi son dimenticato, sillabe che danzano sulla punta della lingua e che ho finito, in maniera inconsapevole, per masticare e mandare giù.

Questo racconto non ha una logica. Non ha neanche una morale. Solo parole, tante, unite da un senso incompiuto. Sono parole che non ti ho detto, non ti dirò e che non dico. Sono parole perse e, adesso, ritrovate. Sono frammenti.

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31 Replies to “Le parole che non ti ho detto”

  1. E finalmente riesco a commentare, porca paletta, non mi compariva lo spazio!!!
    Bello, bellissimo questo racconto. Piaciuto tanto, proprio parecchio. Raccontaci altre cose che non hai mai detto 😉 🙂
    Eh si, Sean Connery è troppo stagionato.

    1. Tu sei sempre troppo buona con quello che scrivo. Te l’ho già detto 😀
      Ma visto che lo dici, diciamo subito: Zeus Re in Cielo, Terra, Acqua, Fuoco! 😀

      Stagionato è politically correct.

  2. Anche a me è piaciuto molto molto il racconto e poi gli in flames sono tra i miei gruppi preferiti in assoluto quindi che altro aggiungere? Solo che io le parole non dette non me le dimentico ma continuano a rigirarmi nel cervello finchè non marciscono partorendo parole ancora più marce che poi dico ed allora avrei fatto meglio a dire quelle prima.

    Ah, già, dimenticavo: sean connery sarà anche stato un bell’uomo (per me nemmeno tanto ma de gustibus) ma ormai è un pò troppo in avanti con gli anni, ma anche quì de gustibus! XD

    1. Gli In Flames rendono sempre la vita più simpatica (almeno i primi… poi non mi piacciono più di tanto) e le parole non dette sono una brutta cosa. Marciscono ed escono male (come da te), si dimenticano (come da me) o girano nel cervello, cambiando, volatilizzandosi e poi ritornando in altri momenti… quando meno te lo aspetti.
      Sono parole strane.

      Ah, Sean Connery ormai è vecchio 😀 diciamolo. Sarà stato bello, ma è vecchio 😀

Si!?

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