Soundtrack of the day (67)

Lo sapete che questo fine settimana è Carnevale?! Io no. Cioè, l’ho scoperto solo un po’ di giorni fa quando mi son trovato di fronte a delle scadenze e la bellezza di due mezze giornate di riposo.
Voi direte: cosa c’è di male? Niente. In effetti niente. Solo che mi sto accorgendo che il tempo mi sta scappando0 di mano. Un po’ come questo post, che era partito (nella mia testa) come fosse qualcosa di stupendo ed è arrivato fuori bello e profumato come una fogna a cielo aperto. Il caldo è superfluo citarlo.
Il fatto è che il Carnevale non lo festeggio da anni, anzi mi ha messo sempre una certa ansia esistenziale. Ogni volta che scoccava il momento di tirar fuori il costume, non ero mai sicuro di quale giorno fosse Carnevale (e adesso capite per quale motivo non so quando è) e perciò avevo sempre la certezza di uscire mascherato come un perfetto idiota mentre tutti gli altri erano vestiti normali.
Vai te a capire sto processo mentale.
La fortuna è che ho sempre goduto di una buona visuale dal mio balcone, questo comportava che mi posizionavo come vedetta dietro le assi e attendevo. Attendevo il primo bambino travestito e poi, col cuore leggero come un flauto Mulino Bianco (ahah – non è vero… non esistevano… ma esistevano le merendine Yo-Yo. Dannate merendine), mi truccavo come un panda e uscivo di casa.
Il momento in cui ho detto: BASTA! è stato il momento migliore della mia vita.
Smettere di travestirsi è stato un sollievo. Adesso posso girare con le magliette più improbabili tutti i giorni e sono tranquillo. A Carnevale, o sbrago e mi vesto da idiota patentato con gruppi di amici o sono il perfetto Signor Nessuno. Uno Zeus qualsiasi.

Tutto questo discorso per quale motivo? Per anticipare la canzone di oggi. Non so perché, ma la settimana di Carnevale mi fa venire in mente questa canzone qua. Dev’essere il trucco, dev’essere il travestimento, dev’essere la canzone o dev’essere il fatto che non è niente vero quello che ho scritto. Almeno in questa seconda parte. Volevo solo scrivere qualche riga in più prima di prendervi, metaforicamente, per le orecchie e iniettarvi questo dolce nettare di canzone.
Così siete felici. E io sono felice.

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15 Replies to “Soundtrack of the day (67)”

  1. Questo del non sapere quando sono le feste è un male che affligge tutti noi.
    Non c’entra niente con la canzone che pubblichi ma leggerti mi ha portato a riascoltare i Nanowar of Steel, sappilo.

    1. Ecco, ma manco la mia canzone non c’entrava niente con il testo che ho scritto… eheh. Già, un tempo le sapevo, anche solo per organizzarmi quei due miseri giorni di ferie.

      1. Si va cosí, a canovaccio, senza rispettare bene le cose già dette e scritte…
        Bisogna fare qualcosa per non perdersi nei meandri delle feste perse!

      2. Sono abituato ad andare a braccio… improvvisazione e fantasia. Lo faccio da una vita e, quasi quasi, anche di mestiere.
        Io dovrei controllare meglio il calendario.

  2. Sono anni che arranco in una sorta di delirio temporale; non so nulla di carnevali e tantomeno di feste comandate… che poi, solo per il fatto che son comandate mi irritano. Quindi ti capisco, allungo le orecchie e mi godo il miele che ci versi.

Si!?

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