Ultima fermata: Juàrez #2

Urla!
un coro polifonico di donne e bambini.
Urla!
il ventre basso e molliccio dell’indifferenza.
Occhi chiusi, coperti da mani cieche.
Polvere sulla pelle
Tracce di vita, percorsi di morte
Ossa esposte in volgare esibizione.
Bianco candido, rosso imbarazzato.
L’essenza vitale fluita sulla spiaggia
mentre esalavi frammenti d’anima nel vento serale
Urla!
un grugnito animalesco di uomini e vecchi.
Urla!
il movimento ondulatorio di fianchi che se ne vanno.
Bocche aperte, coperte da veli muti.
Le mani del sole che accarezzano l’epidermide
l’urlo dei gabbiani, le lacrime di una ragazza,
estasi e riscatto
il dubbio che morde le coscienze:
una ciabatta rosa abbandonata, capovolta nella sabbia,
una ciabatta rosa al piede, immersa nella sabbia;
il passo ciondolante,
le impronte delle mani, i fossili del passaggio,
stalagmiti nate dal pianto,
un filo d’erba emerso dalla polvere,
l’urlo mai sentito,
il lutto vestito di nero.

L’ultimo respiro?
Esalato sulla spiaggia di Juàrez

* per la prima parte, cliccare QUA *

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