In cucina con Zeus

* Pronto – Cotto – Mangiato. Il cuoco. Non il cibo*

Nei giorni scorsi sono arrivate numerose email in cui mi veniva chiesto consiglio e aiuto in cucina. Perché a me e non ai numerosi blogger che parlano di cibo? Non lo so. Comunque questi simpatici utenti mi hanno chiesto una mano per preparare un menù per il giorno di S.Valentino.
Ecco un estratto della mail:
Ave Zeus, Re dei Cieli. Sono un tuo accanito lettore e ti leggo dal lontano 2010 [Wrong!! Ho iniziato nel 2013… mi sa che mi stà a cojonà, NdR] e non posso che farti i complimenti. Tratti tanti temi e tutti di merda e perciò mi son detto: tu ispiri fiducia. E così ti chiedo: come posso soprendere la mia ragazza nel giorno di S.Valentino? Evita le battute scontate, vorrei un menù, qualcosa di particolare.
Puoi aiutarmi?
Sia fatta la tua volontà.
Un lettore anonimo”

Caro lettore, come faccio a deluderti? Semplice, scrivendo qualcosa. Ma non demordo e metto giù una ricetta che proviene dalla preistoria della cucina ed unisce carne e parti vetegariane/vegane.
Confido nella tua abilità di cuoco per mettere a punto le ricette. Io mi limito a dare il LA alla cosa, tu, poi, dovrai creare seguendo il tuo istinto.
Ma non tergiversiamo oltre (adoro ‘sta frase) e gettiamoci in cucina.

Bruschette alla Saltimbanco. Prendete del pane, a caso, ed uniteci del saltimbanco fresco. Lo trovate in giro per la città, lo agguantate e lo sezionate come un pesce. Probabilmente griderà e si divincolerà mentre fate questa operazione. Non fateci caso. Se non avete sotto mano un saltimbanco fresco, potete sempre andare a prenderlo surgelato al mercato nero. State attenti, però, cercano sempre di rifilare parti dure e stoppose. Quando comprate assicuratevi che sia solo qualcosa di tenero. Dorate il pane e poi spezzettate il saltimbanco unendo quello che avete sotto mano. Una manciata di sale, abbondante con l’olio e gettate nel piatto. Nessuno saprà dire di no al gusto tenero della carne umana.

Pasta alla PorcoGiuda con sofferenza di pancetta, uovo e penne di colibrì. Questo è un piatto difficile, ma non disperate. Tanto non lo so fare manco io. Mettete l’acqua sul piano cottura e andate a fare qualcosa nell’attesa. Se volete tirate fuori una birra e bevetela. Anche una seconda ed una terza. Quando siete abbastanza cotti, alzatevi e andate in cucina. Vi accorgerete che non avete acceso il fuoco, perciò accendete e attendente. Bevendo. Quando l’acqua bolle disinteressatevi completamente della cosa e incominciate a raccogliere pancetta, uovo e sparare al colibrì che vi spacca le balle di prima mattina. Giratevi goffamente e bruciatevi la mano con l’acqua e la pentola. Tirate due sonori porchi e amalgate il tutto con l’uovo. Le bestemmie che state tirando per la bruciatura aggiungono la sofferenza alla pasta. Il resto è solo una carbonara dei poveri, ma c’è il tocco di sadismo del colibrì.

Spuntino Vegano. Prima di passare al secondo, fatevi uno spuntino vegano. Prendete due o tre manciate di sassi dal ruscelletto che avete vicino casa (in alternativa va anche qualcosa dal giardino). Mettete in una pentola un po’ di burro, un calzino di clown ed una risata stentata. Fate scaldare il burro finchè non diventa marrone e metteci i sassi. Lasciate dorare 5 minuti, girandoli nella padella, e poi mangiateli ancora caldi.

Maialino alla Vietnamita con Pollo, Ciabatta e Frittura. Questa è un’antica ricetta di non so dove per non so chi e fatta con non so cosa. Penso non ci sia dentro neanche il Maialino. Infatti dovete prendere vitello. Non chiedetemi perché c’è scritto Maialino. Nascondete il vitello sotto terra per diversi giorni finché non vi dimenticate il punto esatto. Quando al momento della cottura questo salta fuori dalla terra, allora sapete che l’avete lasciato il tempo giusto. Non fate niente. Al massimo soffiate via un po’ di terriccio e poi mettete in una grande bacinella. Mentre fate questo starnutite, mettete su un pezzo dei Deicide e aspettate che il forno si scaldi. Accendetelo prima, con la luce del sole non diventa caldo. Mentre il forno va a temperatura (quale? Penso 240 gradi, ma forse sono 160… fate voi), aggiungete al vitello-maialino degli aromi (borotalco, zenzero, buoni propositi e speranze ed un tocco di deodorante per bagno alla lavanda) e mescolate bene con olio di semi, aceto e mirra. Fate soffriggere un po’ di aglio e cipolla e, quando diventano bionde (le amiche che avete invitato a casa mentre cucinate), aggiungete i Gamberi ed un po’ di cicoria. La ciabatta l’aggiungete a fine cottura.
Ed il pollo? Stessa cosa del Maialino. C’è scritto… ma non c’è nella ricetta. Che burloni ‘sti antenati.
Buttate via la parte sana (i Gamberi) e tenete il fritto e la ciabatta e mettete il tutto in una pentola termica. Aggiungete il vitello marinato e mettete in forno finchè non chiede di uscire. Quando chiedete, negategli la cosa allo stremo. Solo dopo 40 minuti dall’ultima richiesta potete tirar fuori la pentola.
La ciabatta dovrebbe essere ormai croccante e va usate per tirar su quel sughetto stupendo che si è formato sul fondo della pirofila. Avevo scritto altro? Adeguatevi.

Il dolce non è contemplato perché vi fa crescere la panza. Inventatevi qualcosa. Se avete delle mentine a casa usatele. Se no, immergete un cucchiaino di senape nel barattolo dello zucchero e mangiatelo. Così vi sembrerà di avere un dessert al cucchiaio.

Spero di essere stato d’aiuto.
Non rileggo il testo, non penso sia necessario.
Con tanta stima ed affetto.
Chef Zeus.

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24 Replies to “In cucina con Zeus”

  1. Ho dei dubbi sulla tua ricetta vegana, perdonami!…Cioè io prendo il calzino di clown, ma siam sicuri che portargli via il calzino non causi al suddetto sofferenza? Cioè io vorrei proporre questa ricetta ai miei amici vegani, ma ho paura che poi mi attacchino un pippone sui maltrattamenti di clown e il nostro stile di vita consumista che causa ogni anno la sparizione di migliaia di calzini nelle lavatrici!

    1. Gin, tu sei riuscito a trovare l’unico problema legale delle mie ricette. L’uso ed abuso di calzini di clown. Mi fa piacere che nessuno abbia protestato per il colibrì. Non male. Ci vuole malvagità nella vita ahahahah.
      Comunque la sofferenza è uno degli ingredienti fondamentali. Insieme all’alcolismo molesto 😀

  2. …anche se nello spuntino vegano l’ingrediente “una risata stentata” vale solo per la prima preparazione, dalla seconda in poi è da sostituire con”una risata sDentata” visto i sassi. Chef, sbaglio? 🙂

      1. Premio commento del giorno? È ancora valido? Bè, ormai l’hai scritto quindi lo ritiro con mooolta soddisfazione. Ma al rinfresco ci penso io 🙂

      2. Certo che è valido ahahahaha.
        Ok, tu pensa al rinfresco. Io porto lo spumante… se lo trovo… se no forzo anidride carbonica e aceto in un Tavernello.
        L’aceto è per tirar via il gusto del Tavernello…eheheheh

  3. Ahahahahha 😀 ti ringrazio per lo spuntino vegano, è un bel pensiero. Io ci aggiungerei anche un cartello per divieto di sosta tritato e fatto rosolare e anche un cacciavite. Per dare più sapore.

  4. Lo spuntino vegano HA VINTO.
    E la pasta alla Porco Giuda con sofferenza di pancetta, uovo e colibrì, la preparano sempre i miei amici le poche volte che si avvicinano ai fornelli! E’ tutto un POOOOORC..e puzza di pollo sbruciacchiato.
    Non sai il casino tutte le volte per riacchiappare il colibrì..

    1. Eheheheheh. Sapevo che poteva ingolosire lo spuntino vegano. Ha qualcosa in più. Una consistenza particolare 😀
      La pasta alla Porco Giuda è un classico anche a casa mia. Tiro giù santi e madonne come fossero ciliegie dagli alberi ahhahahah

Si!?

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