Rigor mortis

Dita strette ed affilate,
che artigliano aria stantia
cercando di afferrare il momento
ormai svanito
sepolto sotto metri di terra
nelle tenebre della notte, nel calore della pietra
Vasi canopi
ricolmi di ciò che definiva un corpo
un uomo,
o essere vivente,
l’ultimo sospiro mortale
confezionato
con vino speziato e bende di lino candido
un po’ di canfora,
il respiro del divino,
il salmodiare baritonale del libro dei morti
rw nw prt m hrw
il giudizio dell’anima
una nota prolungata che rimbalza
disarmonica
l’eco rovescio si unisce all’armonia della parola,
il cantico che protegge nell’immortalità.
Tutto finisce,
come l’alito di vento su una fiamma,
come l’acqua che scorre sulla pietra;
ciò che resta è polvere di ossa e cuoio brunito al sole,
mascelle strette per mordere vita che sfila via
e dita che fanno sanguinare l’aria.
I vasi canopi che tengono la mortalità del tuo essere
ed il tuo corpo rigido scaldato dalla coperta della notte.

Annunci

12 Replies to “Rigor mortis”

Si!?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...