Soundtrack of the wicked day (57)

Partiamo dalla distanza, un giro talmente largo da farvi venire il mal di mare.
Che poi è venuto a me guardano i post dedicati a Pino Daniele su WordPress, Facebook o in ògniddòve (metto accenti a caso perché così parlano i ggggiovani, vero meeva2013 – http://tangledup2013.wordpress.com/ ??). Lo giuro, non ho visto quasi nessuno postare una canzone di Pino Daniele nell’arco di mesi ed anni… ed improvvisamente ci si riscopre dei fan accaniti. Un po’ di coerenza non guasterebbe, giuro. Stessa cosa possiamo dirla anche con Mango (ma dai, non ho visto un post dedicato a lui prima della morte) o a Faletti (idem).
Non per essere controcorrente, ma mi spiegate perché bisogna assolutamente esaltare qualcuno appena questo ci lascia le strazze (= muore)? Con tutto il rispetto per il morto, sia chiaro.
Stiamo parlando di coerenza nell’ascolto o nella lettura o altro.
Siamo animali strani, noi umani. Amiamo sputare contro chiunque sia in vita e poi, nel momento del grande trapasso, piangere lacrime di coccodrillo ed incensare il morto di onori divini. Un misto di ipocrisia e di “aspetta che mi paro il culo… se poi succede a me vorrei essere ricordato bene“.
Io capisco i die-hard fans, quelli che contro ogni logica e ragione oggettiva hanno seguito l’artista/scrittore/pittore etc etc anche nei momenti più oscuri (e questo è il momento di “contro logica e ragione oggettiva”… ma ci chiamiamo fan proprio per questo: l’artista preferito va supportato anche quando tira fuori delle cagate che ti fanno rabbrividire di vergogna a te che compri l’opera); questi poveracci hanno tutto il diritto di alzare la mano e dichiarare il proprio amore per un artista. Noi abbiamo dato i soldi, noi abbiamo dato il sangue, le ore in strada e le code interminabili. Noi vogliamo tenerci il ricordo. Quelli che salgono sul carro del pianto, con il post ad hoc, con il tweet doloroso, con la canzone passata in sottofondo mentre si sta pulendo il cesso… questi hanno meno diritti. Perdonatemi, ma è così. Non potete rubare il momento del dolore. Renderlo ridicolo e modaiolo. Non funziona.
Perché vi manca la comunione forte, quasi spirituale, che c’era con l’artista amato. Un rapporto che trascendeva distanze e modi di comunicare diversi. Il legame fra il fan e l’artista è qualcosa di unico.
Colui che salta sul carro del lutto non deve appropriarsi anche di questo. Non può. Non può invadere uno spazio personale solo perché così ritorna ad essere il centro del piccolo universo. Non ci sto.

Vi dico una cosa con onestà brutale, così non pensate che sia un post dedicato agli eventi dei giorni scorsi: Pino Daniele non mi piaceva. E così anche Mango o Faletti (che ha scritto un libro abbastanza decente ed col secondo mi son venute le convulsioni da quanto era pessimo). Non mi approprio della loro memoria; lascio il ricordo a chi, da questi artisti, ha ricevuto qualcosa. Perché sono loro che hanno perso una parte di loro. Ed il mio plauso va ai fan, perché non hanno mai smesso di supportare. Perché supportare è sacrificio.
Siete voi le vere rock star.
Non quelli che si imbellettano il viso e, mettendo la lacrima di scorta sulla guancia, proclamano il loro amore di convenienza.

Adesso possiamo attizzare la fiamma sotto le cataste di legna ed incominciare la caccia dissennata.
Ma ricordiamoci che non sono state le streghe o gli stregoni a bruciare centinaia di donne innocenti, sono stati i dotti e probi uomini di Dio. Quello buono, non so se ve lo ricordate…
Che il Grande Capro si diverta a straziare le loro carni quando sarà il momento.

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40 Replies to “Soundtrack of the wicked day (57)”

  1. Oh, finalmente qualcuno che lo dice. Perché non se ne può più di sta cosa, tutti (quasi tutti) che si improvvisano fan dopo la morte, è veramente fastidioso e poco rispettoso.
    Il discorso sul rapporto fan – artista mi è piaciuto molto e lo condivido.

    1. Grazie. In effetti mi pare molto strana sta cosa del “me ne frego quando è in vita” – “lo adoro quando è morto”. Scusa, ho sbagliato… quando è morto si sente dire in giro “l’ho sempre ascoltato!!”. Ah, sì!? Quando?! ahahah. Il rapporto fan – artista lo sento molto mio… 😉

    2. Pienamente d’ accordo. Rispetto per lui, per la sua tragica morte. Mi faceva simpatia.. considerando i molti musicisti che ho incontrato- notoriamente narcisisti, etccc. Ma il blues può essere sopravvalutato solo da chi non conosce o non vive il resto della musica. Amen.

  2. Non è che lo ascoltavo sempre, P.Daniele, ma quando lo sentivo mi faceva piacere. Io non sono una fan, proprio non c’ho la vocazione della fan in nessun senso e per nessun artista… mi capita di compiacermi di quello che mi piace e questo è tutto. Non mi sono mai attaccata a mò di zecca a nessun artista in particolare. Però, secondo me, a volte, si incontra della bellezza in giro, si pensa: ecco, questa musica per me è bella. E se poi chi l’ha creata, del quale tu forse non sai proprio niente, muore, ti dispiaci, non per la persona, perché è diufficile dispiacersi della morte di una persona che non conosci, ma per il fatto che sai che da ora in poi quell’individuo non produrrà più bellezza. Magari non l’avrebbe più prodotta comunque, ma se di artisti si tratta, non si sa mai… A me dispiace anche per la morte di Italo Calvino, di Montale, di Gianni Rodari eccc eccc e ce ne sono a centinaia che potrei nominarti, per dire… mi spiace perché quando una mente che sa dire muore, con essa muore anche quello che avrebbe ancora potuto regalare a chi rimane. E mi spiace anche per quelli che avrebberotanto da dire e non vengono ascoltati e per una serie di circostanze della vita forse non arriveranno mai ad esser conosciuti… mi spiace molto, ma che ci posso fare?! Oltre a porre attenzione a quello che vedo e sento attorno, non molto.

    1. Mi piace questa spiegazione. Veramente. Ha una logica ed è condivisibile.
      Quello che non mi piace sono i “tutti bravi e belli quando son morti”, il far scorrere “lacrime di coccodrillo” quando muore qualcuno di conosciuto… solo, beh diciamolo, solo per il gusto di crearsi attenzione. Fan improvvisati del giorno dopo. Ipocriti che celebrano solo per il gusto di celebrare.
      Sarà che ho un rapporto stretto con l’essere fan, ore passate in strada (non per P.Daniele, sia mai.. eheh), soldi dati per biglietti, faticate per prendersi i posti, spintoni etc etc, solo per raccogliere un bagliore di “bellezza”. Perché è difficile essere fan, una cosa difficilissima. Soprattutto quando si cerca di capire quello che l’artista produce e, più di tutto, quando questo diventa una vera ciofeca. Una cosa immonda. Ecco. Qua essere fan significa mettere il cuore davanti alla ragione e supportare.
      Io parlo da persona di parte, da qualcuno che ha sacrificato (e sacrifica) molto per i suoi artisti preferiti. Mi sono messo nei panni di questi. Perché sono loro le vere rockstar, quelli da elogiare e supportare. Perché hanno perso qualcosa e qualcuno che amavano incondizionatamente.

      1. Vedi, io fatico a comprendere che cosa spinge a tanto sacriuficio e lo sai perché? Perché in giro ci sono menti geniali che per una serie di circostanze avverse non avranno mai tutta la notorietà e l’attenzione che tu dedichi ai tuoi artisti.Di mio sarei più propensa a cercare lì dove nessuno cerca, dove nessuno fa la fila, non per mancanza di talento, ma perché viviamo in un mondo dove il gregge si muove sempre in sincrono e a volte il vero talento lo sanno vedere solo in pochi. Io propendo per una visione un po’ più distaccata, non perchè non mi appassiono, ma perché così mi viene più facile non farmi condizionare. E forse anche per una questione di giustizia nei confronti dei talentuosi e degli invisibili, se vogliamo.

      2. Hai ragione. Ma tu presumi che io seguo il gregge e faccio chilometri e sacrifici per nomi altisonanti o conosciuti. Mi permetto di dissentire. Il mio supporto comporta tempo dedicato a chi non ha avuto voce o andare a sentire band sconosciute. Supportare artisti che meritano, a prescindere dal nome. Ci sono le volte in cui mi muovo per il nome, ma c’è poco da fare… a volte qualità coincide con notorietà. Non ci posso far niente.
        Non sto dicendo che il mio modo di agire sia giusto, sia chiaro. Questo è il mio modo di vedere il rapporto con gli artisti che mi piacciono o con la scena musicale/artistica etc che mi appassiona…

  3. Io ti seguo più o meno in sordina da un po’ e so che la tua è una passione vera. E ognuno è libero, per fortuna, di seguire nel modo che più gli appartiene le proprie passioni. Ti seguo proprio perché tu, con la tua passione, divulghi conoscenza e c’è tanto bisogno, specie per quelli come me che hanno poche occasioni di muoversi e andare a cercare quello che può avere valore. E anche perchè è più facile avere informazioni e spunti degni da chi fa una cosa con passione. In tal senso non lo so se il tuo è il modo giusto, ma a parere mio è un modo che mi è molto utile, che mi diverte e per il qualeti sono estremamente grata. Per di più sei sincero e vero, il che non guasta proprio mai.

    1. Prima di tutto ti ringrazio per i complimenti, ma soprattutto perché hai riconosciuto una cosa: che quello che esprimo è passione vera e sincera verso la musica (spesso) o arte (film/libri per lo più). E sono conscio che andare ad ascoltare quello che propongo, per il 60/70% dei casi, è opera per stomaci forti.
      Non pretendo di definire uno standard su come bisogna approcciarsi, ma che questo venga fatto con passione sì. Io valuto molto la passione con cui viene fatto qualcosa, secondo me è fondamentale. Anche lo stesso scrivere su un blog ha bisogno di estrema passione e ti posso dire: se anche non sono il fan numero uno di quello che la persona scrive, la supporto.
      Perché metterci passione è sempre rischiare ed investire molto, di sé, di quello che si reputa caro. Molti non lo capiscono. Io lo valuto molto.
      Per questo alla fine del post mi sono permesso di dire che apprezzo i fan, quelli che investono. Sono loro le vere star, perché so la difficoltà di essere appassionato. E la felicità che porta ad esserlo.

      1. Chi mi conosce sa che non sviolino tanto per fare. E ci tenevo a dire che la mia non era una sviolinata. E se volevo un buon motivo per il quale uno segue un artista nel modo in cui fai tu, me lo hai appena spiegato. In realtà i fan sono tali perché a loro piace esserlo, li rende felici. Questo mi basta. 🙂 E adesso aspetto il tuo prossimo post con video.

      2. Sì, perché c’è un rapporto molto stretto con l’artista e c’è un vero e proprio amore per quello che fa (io parlo dei fan con giudizio e criterio, non quelli oltranzisti che mi fanno quasi paura eheh). E questi fan provano felicità perché c’è una sorta di scambio equo: tu produci arte ed io sono felice di donare tempo/energie/soldi per ricompensare la gioia che mi dai.
        Grazie mille. Non posso assicurarti che la musica sarà di tuo gradimento, ma faccio il possibile affinché sia post sempre sincero. Ecco, almeno quello.

  4. Stavo scrivendo un post analogo! Sono assolutamente d’accordo con te! Questo incensare il caro estinto un secondo dopo la dipartita è davvero fastidioso. E oltretutto sembra davvero uno sport nazionale (chissà se è così anche all’estero). bello anche questo scambio di commenti con stileminimo, molto bello. E poi, a A parte quando tiri fuori quella robaccia scandinava, anch’io trovo interessanti i tuoi approfondimenti musicali!

    1. Parto dal fondo: e visto che tiro fuori robaccia scandinava etc ogni 3×2 apprezzi ben poco! ahahah. Scherzo, sto ridendo un po’, per lo più di me stesso.
      Andando al cuore del discorso posso solo dire che non riesco a capire questo improvviso amore per qualcuno quando questo amore. Diciamolo, e sempre con il rispetto per i morti sia chiaro, io parlo dell’artista: ma a qualcuno ha fatto ridere Faletti? O sono realmente piaciuti molti dei suoi libri?! Ma dai. Dopo un po’ mi abboffava la uallere… e io non sono un fine pensatore di Oxford, mi accontento anche di battute più tranquille ehehe

  5. Ben detto!
    Finalmente qualcuno che non ha timore di dire le cose come stanno. E soprattutto con il massimo rispetto. (Inchino).

    Sui social media (mi viene schifo solo a scrivere social media, non so perchè ma è così) trollatori e coccodrilli sono tutti uguali.
    Che poi secondo me (tieniti pronto per la grande rivelazione, che se non lo dicevo io nessuno al mondo ci sarebbe mai arrivato) è un modo un pò triste per attirare attenzione e pollicini in su/ stelline o altro che faccia numero. Bah.

    A parte ciò, grande Zeus!

    1. Grazie Nauseapatica (ma ti posso chiamare anche Nausea?! Più veloce ehehe). Ma guarda, sono così stufo di vedere queste cose.
      E approvo quello che dici: sono metodi per avere like, pollici o re-tweet. Niente di più. I veri fan sono altri. Poi ci sono quelli che apprezzano, i supporter moderati, ok… ma non dirmi che nel momento in cui si sono svegliati e hanno sentito che l’artista è morto sono diventati TUTTI suoi fan della prima ora?!
      Ma cazzo… avrebbe dovuto vendere 56.000.000 di copie ed essere il nuovo Metallica. Solo per intenderci. Invece ha venduto sì e no qualche centinaio di migliaia di copie… bah.

      A parte ciò, Nausea for president!!

      1. Nausea è super approvato, mi piace di più!
        Dopo tutto è un antico nome dell’adolescenza..un tributo al mio primissimo blog..o forse la pigrizia di non volerne cercare uno nuovo. Probabile.
        Ho un post nelle bozze dove cerco di spiegarmelo. Forse.

        Se Nausea è for president, senza la minima ombra di dubbio Zeus è the king of Gods!

        Ma tornando al Pino nazionale…ebbene sì, tutti fan, non lo sapevi??

        Everybody loves you…when you are dead.

      2. E Nausea sia! Mi è più veloce. Sono quasi curioso di vedere questa spiegazione. Lo ammetto.

        King Of The Gods…. mmm… il mio ego sta saltellando! ehehehe.

        Tutti amano e tutti fan.
        Ma ricordati una cosa Nausea.

        Everybody I Love Is Dead.

      3. Ed così che mi emozionai un sacco sentendo questa versione a me sconosciuta!
        Adesso però ho voglia di girare ed urlare “i think of blod i think of love, erection!”

      4. Ahahahahahahah. Se giri così per strada ti arrestano. Ma ne vale la pena Nausea.
        I Behemoth sono ignoranti quanto bastano (ma l’ultimo disco è una bomba atomica)

  6. Ahahahah non ci posso credere! Mi hai davvero citata! 🙂
    Sono piacevolmente sorpresa dalla coerenza e il buon Pino mi perdonerà se ho cominciato il mio commento con una risata (o almeno spero, chè pare avesse un caratteraccio).

    Detto ciò: tutto condivisibile, condiviso e condividente (?).
    Ma.
    Io sono una di quelle a cui Pino Daniele non è che garbasse molto, eh. Però. Certe sue canzoni sono in grado di smuovere dei tasti che nemmeno tu sapevi di avere. Sarà che ho un debole per Napoli e i napoletani, boh.

    Quindi ho condiviso sul libro dei volti un suo video e ho scritto che certi ragazzini farebbero meglio ad ascoltare Pino, piuttosto che gli One Direction: ne guadagnerebbe il loro spessore emotivo.

    Mi devo cospargere il capo di cenere?

    1. Ahah. certo che ti ho citata! Cosa credi!? Che sono tutto chiacchiere e distintivo?!
      Direi che quello che dico è condividente, mi piace come espressione.

      Non nego che ci siano persone, come te, che siano state colpite dalle sue canzoni (pur non essendo fan). E non nego che alcune possano averti smosso l’animo (a me no, ma io sono particolare). Quello che non ho capito è perché tutti si riscoprono fan dell’artista quando muore… mentre quando è in vita lo ricoprono di merda come sport nazionale.
      Non ho visto una, UNA, canzone di Pino Daniele negli scorsi mesi (a parte, forse, qualche blogger) e adesso mi giro e vedo sue canzoni o altro. Ma smettiamola.

      No, nessuna cenere eheheh 😀

      1. Tutto chiacchiere e saette, al limite, mio semidolce Zeus.
        Ok, per stavolta niente cenere.

        Comunque concordo con tutto.
        Ma non posso fare a meno di chiedermi (con preoccupazione) cosa succederà alla morte di Gigi D’Alessio……

      2. Chiacchiere e saette… eheheheh… non male. La citazione da Tomba era troppo abusata, in effetti.

        Io non voglio chiedermelo. Ho il timore. Anzi, sto già piangendo adesso (ma perchè suona, poi vedremo)

      3. Sono almeno 10 minuti che tremo come una foglia! 😀

        Sto ancora ragionando sui generi che ascolti…
        attualmente le mie idee viaggiano su:
        – Faber (vabbeh, mi sembrava abbastanza scontato)
        – musica adatta a ballare… non so se musica moderna o qualcosa d’altro.
        – alternative

        Cosa ho azzeccato!? E cosa ho sbagliato?! 😀

  7. Volevo scrivere un articolo sulla reazione alla morte dei personaggi famosi, ma il fatto che avrei sentito che poteva sembrare che facevo lo stesso gioco del coccodrillo, invertito, mi ha rallentato e leggo che lo hai fatto tu.
    In questi giorni ho sentito sul telegiornale, non ricordo se nazionale o regionale, che un “clochard”, non si dice piú barbone, è morto assiderato. Probabilmente questo disgraziato era un coetaneo di Pino Daniele e ancora piú probabilmente aveva vissuto la sua vita peggio del cantautore napoletano. Ed è uno tra i tanti ogni anno, senza voler uscire dall’Italia o cambiare categoria di persone. Però erano dei signor nessuno, anche piú di altri signor nessuno, dato che non viene detto il loro nome, ma solo il fatto che fossero “clochard”, e di conseguenza nessuno, escludendo forse persone che svolgono opere di volontariato, scrive frasi commemorative con il cuore stracciato dal lutto. Perché un conto è scrivere di qualcuno che è famoso e non puoi non conoscere, un conto è scrivere di qualcuno che è sconosciuto e se lo conosci c’è qualcosa di strano.
    Io non seguivo Pino Daniele, non ero suo amico né tantomeno ero un suo familiare, cosí come la maggior parte delle persone che lo ha commemorato, mi sembra ingiusto pormi allo stesso livello di chi lo ha amato veramente, di chi ha condiviso con lui dei momenti.

    Ecco ho abusato del tuo blog per scrivere quello che volevo scrivere, scusami.

    1. Ah, ma io mi sono preso in anticipo. Io sono coccodrillo al contrario (ollirdoccoc) per partito preso. Sono critico di natura su queste cose. E poi, pur essendo un fan sfegatato di certe band o artisti, ho un dannato atteggiamento punk alla cosa che mi causa dei dilemmi morali.

      Utilizza senza problemi il mio spazio! Nessun abuso. Anche perchè hai detto cose interessanti che, di riflesso, fanno sembrare pensate e decenti le cose che scrivo. Ti sfrutto per darmi lustro e credibilità! eheheheheh.

      1. Siamo messi male se vengo usato per la credibilità con un asciugamano in testa 😛
        Capisco la coccodrillanza contraria: aznallirdoccoc, ma da molti è vista male…

      2. Vorrei ricordarti che io ho una croce come avatar eh… solo per dire… e non è una croce che utilizzo per parlare dei miracoli di Chiesa.

        Lo so che è vista male… ma non mi preoccupo molto sai? Se qualcuno ha un’opinione diversa, si accomodi.

  8. Echecacchio!!! Anche a me Pino Daniele non piaceva, non è che ora che è morto mi piace improvvisamente o mi dispiaccio per forza per la sua morte. Mi spiace, ok, come può dispiacermi di qualsiasi sessantenne che muore improvvisamente per un malore, ma che perbuonismo assurdo!!
    Non oso immaginare che potrebbe succedere se muore uno come Vasco Rossi…. O__o

    1. Non nominare Vasco Rossi che viene fuori un macello!!!
      Una giornata di lutto nazionale?! Invadiamo la Corsica? Partiamo per Nettuno? Non lo so… penso che verrà fuori qualcosa di più grave che tutti i problemi attuali messi insieme.

      E no, a me Vasco Rossi non piace…

Si!?

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