Il 13° guerriero

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Ci sono giorni che vengo colto da una irrefrenabile voglia di film che ho già visto e che, nella mia ormai

(da web) La gallina è stata pagata 3 volte in più di Banderas per questi spot.

riconosciuta mancanza di gusto, ho apprezzato: Il 13° guerriero è uno di questi. Che poi, detta fra me e voi affezionati lettori, è anche un film divertente. Ci sono varie amenità, fra cui una popolazione nascosta nelle caverne che ha abitudini alimentari e comportamentali degne dei sogni proibiti di Indiana Jones ed il Tempio Maledetto, a cui il mio spirito non sa sottrarsi e queste simpatiche canaglie vengono tutte riassunte nella possibilità di veder recitare Antonio Banderas senza la gallina. Nel mio immaginario, ormai, Antonio Banderas è associato alla gallina, quanto Michael Schumacher alla Ferrari o altri esempi calzanti. Dicevo, senza la gallina Antonio Banderas perde molte delle sue capacità interpretative, diventa un Clint Eastwood senza cappello. Un attore a metà. Non c’è più Rosita a tenergli testa, a fornirgli la battuta, a contenerlo quando, gigione come mai, si mette a sbracare in un contesto che, di sbracamento, non ne vuole sapere.
Quanto poco varrebbero la battute nel Mulino Bianco senza la gallina?!
A parte la cosa, oscena, di un arabo che parla in un inglese stentato con accento spagnolo (e qua mi cascano le pelojas), stiamo comunque discutendo di un film in cui vengono prese dosi di improbabilità e messe a spruzzo su tutta la trama. Per evitare di cadere nel ridicolo, gli autori hanno evitato accuratamente di citare l’anno in cui è ambientata la storia (sia mai che ne esce la cazzata del secolo).
Dicevo dell’improbabilità. Il problema di queste situzioni sta sempre nel fatto che bisogna fare opera di collage in punti in cui c’è il buco; la domanda è sempre quella: “e adesso, cosa facciamo?“. Il collegio dei Grandi Cervelloni sa che deve rimediare con qualche vaccata… ed il genio della lampada, che era fuori a farsi un kebab con patatine unte, se ne esce fuori con un: “Un bambino che corre!“. Se hai pellicola da buttare, butta nel calderone una bella scena di corsa. La prima ha un senso (ah ah ah, volevo fare una battuta), la seconda ha il solo scopo di far vedere che “il nostro uomo che parla alle galline” ha un ruolo importante utile nel film (e non è quello di creare delle macine che non si spaccano all’interno delle tazze).
Ditemi la verità: il ruolo del buon Banderas è realmente utile in questo film o serviva unicamente per far promuovere all’estero una pellicola che, in caso contrario, sarebbe stata vista da quattro Inuit, un centinaio di migliaia di utenti dell’IKEA e quattro/cinque norvegesi a caso?
In ogni caso il film scorre bene, fra una bella sparata di ghiaccio secco ed un po’ di senso dell’umorismo vichingo (ah ah ah… porta il cane in guerra… ah ah ah… dopo la seconda volta mi sarei sparato). Ci sono i combattimenti, in cui Banderas ricopre un ruolo utile come il classico “lecca-lecca al gusto di m***a” e la sottotrama amorosa in cui la bionda vichinga decide di provare il machismo spagnolo-arabo del Nostro Eroe. Lui, in barba ad ogni precetto religioso, morale, culturale e medico, non ci pensa due volte e conquista anche la bionda valchiria. E tutto il popolo ringrazia per l’unica decisione intelligente del poeta/furbetto Banderas.

Come finisce? Ve lo guardate, anche perché non si scosta un millimetro dalla rotta tracciata col Drakkar della vostra immaginazione.
Unica avvertenza: se gridate “Odiiiinooooooo” per vedere se ci sono gli scogli mentre camminate immersi nell’oscurità della vostra stanza, l’unico risultato che potete ottenere è quello di avere un piede viola e contuso e di aggiungere animali della vostra fattoria dietro al grido di “Odiiiiiiinooooooooo“.

(da web) Sta indietro che rovini il film.
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20 Replies to “Il 13° guerriero”

  1. Da non crederci ma l’avevo visto pure al cinema! 😀 Completamente cancellato dalla memoria.
    Mentre ti leggevo sono stato colto da dubbi esistenziali: e se Banderas fosse solo un pupazzo e in realtà è la gallina ventriloquo a manovrarlo?

  2. “Ecco io vedo mio padre, ecco io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco io vedo tutti i miei parenti defunti dal principio alla fine, ecco ora chiamano me, mi invitano a prendere posto tra di loro nella sala del Valhalla dove l’impavido può vivere per sempre.” – Bamderas de gallinas, mica cazzi. u.u

  3. L’ho visto anni e anni fa e, ovviamente, cancellato dalla memoria. Ora mi hai riportato alla mente vecchie sensazioni, una su tutte: durante il film pensavo sempre “WTF?” chiedendomi dove andasse a parare

    1. Ma no! Il 13° guerriero ha il suo splendore… l’hanno messo insieme così, durante una partita a tombola ed un maialino al latte arrostito per qualche ora sul fuoco vivo. Niente di particolare. Ci hanno tentato. Poi hanno chiamato Banderas per farlo distribuire oltre amici e parenti.
      E poi il tema vichingo tira sempre. Come la poltrona Alfredson che trovi all’IKEA.

Si!?

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