Supereroi con il pannolone

*L’unico blog che fa dimagrire mentre lo si legge*

Nei giorni scorsi mi sono guardato The Equalizer con Danzel Washington. Pioveva, ero da solo, avevo

Il vendicatore anzianotto

mangiato pesante… tutte scuse più che valide per mettere su un film che promette (a quanto diceva il trailer) botte ed azione. La promessa, e lo dico con sincerità, la mantiene anche. Ci sono botte e c’è l’azione. Quello che non capisco è perché, alla florida età di quasi 60 anni, il buon Danzel si sia deciso a fare il vendicatore dei poveri e degli oppressi.
Il personaggio, dal passato oscuro e tormentato, unisce al potere del ninja USA la resistenza e tenacia del vecchio in fila dal panettiere. La qual cosa fa anche sorridere in quanto lo sceneggiatore getta nella mischia un background del personaggio che non va a spiegare (o spiegherà alla membro di segugio) e lo fa vivere in un limbo che solo i fumetti riescono a creare. Ma quelli di serie B, ovvio.
La trama è sempre la stessa: il vecchio eroe che viene intenerito dalle sventure di una ragazza e ritorna a fare il mestiere omicida che faceva per salvarla. Un classico che più classico non si può. [BOILER ALERT] Finale con happy-ending incluso [FINE BOILER ALERT].
Altro classico dello sceneggiato si ritrova in alcuni punti che io, per velocità di narrazione, vado ad elencare brevemente:

– insieme di nemici al dir poco imbecilli. Il vero cattivo, l’antagonista, è forte finché non si confronta con il nostro eroe e poi si rivela un vero bimbominkia.
– il paradosso della sparatoria: un proiettile sparato contro il protagonista lo ferirà in modo lieve ed in punti facilmente raggiungibili (così che possa curarsi da sé); un proiettile sparato contro il nemico “casuale” uccide subito.
– il nemico principale ha spesso un background di abusi ed una vita grama. Spesso passata in Russia. Da questo si deduce che una persona normale, nel 99% dei casi, non potrà mai essere malvagia.
– c’è un uso schifoso del photoshop per inserire la faccia del cattivo nel contesto guerresco russo.
– nei film non si butta via niente: sono state pagate oltre due ore di pellicola?! Bene, si utilizza tutto anche a rischio di inserire parti che non hanno né capo né coda (vedasi la parte centrale in cui va a cena da amici). Il nonsense è qualcosa di cui andare fieri nei film d’azione. Io ne vado fiero.
– i cattivi generici hanno dei deficit gravi di: a) attenzione; b) intelligenza; c) agilità.
– la donna/vittima/principessa da salvare cerca sempre di nascondere un livido delle dimensioni di un’anguria mettendo sopra due dita. E andando in posti altamente frequentati. E pretendono di passare inosservate.
– il russo è cattivo. Sempre. Spesso anche magnaccia. Poveri russi.
– non mi ricordo nessuna delle canzoni presenti nel film, a parte quella finale di Moby.
– non mi ricordo nessuna delle battute presenti nel film… nessuna eccezione.
– c’è sempre l’ispanico simpatico e grassoccio che fa tenerezza. A parte Danny Trejo, ovvio. Lui non c’è, ma se devo cercare l’esempio dell’ispanico che fa tenerezza non penso a lui.
– Danzel Washington ha fatto ruoli da duro e cattivo, ma ormai è ora e tempo che faccia altri personaggi (un esempio? In Flight era perfetto. Perfido e schifoso come piace a me).

Ho perso 5 minuti di film perché mi sono addormentato. Sono quasi sicuro di non aver perso niente di eclatante.
Intendiamoci, non è un brutto film. Ma non è neanche un grande film. Diciamo che è un film. Ecco. Un film con un protagonista anzianotto e con i jeans a vita alta che fanno tanto pensionato in via d’estinzione.

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20 Replies to “Supereroi con il pannolone”

    1. Oddio! Adesso sento la responsabilità. Io recensisco un po’ così… alla buona. Ci sono recensori molto più bravi, io mi diverto a mettere in luce i contrasti e le vaccate nei film 😀

  1. Diciamo anche che Denzel ha rotto un po’ le palle con questi ruoli da superfigo indistruttibile, buono o cattivo che sia. Ha sessant’anni, dovrebbe dedicarsi a quelle parti impegnate in cui recita con i capelli bianchi e la pancetta.

Si!?

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