10 anni dopo – 08.12.2004

Sono giorni che cerco di scrivere questo articolo. L’avrò iniziato almeno 10 volte e, sinceramente, non

Dimebag Darrell

sono ancora soddisfatto. Ma mi sono imposto una cosa: scrivere finché non sento che le dita non stanno più dietro ad i miei pensieri… ed i miei pensieri non sono finiti. Per questo motivo non mi sono fermato all’inizio di questa undicesima prova, non mi sono fermato nonostante la tristezza che provo ogni volta che provo a trattare di questo argomento.
Sono passati 10 anni ed ancora mi sembra di aver perso un amico. Non l’ho conosciuto, sia chiaro, ma Dimebag Darrell, con la sua chitarra ed il suo fare di chi ama la vita, mi ha fatto compagnia per così tanti anni che mi riesce difficile dargli un’etichetta diversa da “amico”. Ecco, un’amico, il giorno 08.12.2004, è stato ucciso mentre stava facendo la cosa che più amava nella sua vita: suonare su un palco. Girato verso gli amplificatori e verso suo fratello, che nel frattempo metteva a dura prova la resistenza della batteria, nella sua inconfondibile posa a ginocchia piegate e con la sua Dean in grembo, Dimebag stava eseguendo un assolo. Me lo immagino così: testa bassa, capelli che cadono in avanti e dita che corrono sulle corde. E le note che escono possenti dagli amplificatori. Un rombo di energia e vitalità.
Perché questo è il ricordo che mi rimarrà sempre. Quella sensazione di felicità ed energia che mi sale dentro, come un’onda, quando sento le canzoni dei Pantera (e no, non quelle dei Damageplan). Quando parte il riff iniziale di Cowboys From Hell o quello di Regular People, quando sento Phil berciare come un animale ferito su Slaughtered o la batteria su 5 Minutes Alone io mi esalto, mi illumino. Ecco, sono queste cose che mi fanno saltare dalla sedia e, quando nessuno mi vede, eseguire le migliori air-guitar in assoluto. Perché quando suona, io lo sento. Io sono là. Ho la mia chitarra fra le mani (anche se non ho mai suonato in vita mia) e sento che è qualcosa di buono, perchè se una musica ti fa stare bene è un sentimento che devi conservare come un gioiello prezioso.
Il fatto che parte di questo gioiello ti sia strappato di mano a causa di uno squilibrato, un pazzoide esaltato, ti fa male. Perché avrai sempre i dischi a farti compagnia, ma sapere che non ci sarà più possibilità di vederli dal vivo (e io, per mio grande rammarico, ho perso l’occasione nel 1998) o che non aspetterai più la notizia dell’uscita del nuovo disco ti fa male. Far partire una canzone, una qualsiasi di tutti i dischi (anche quello registrato in 10 minuti e con lo scazzo esistenziale di un gruppo che stava vacillando sotto i colpi della propria popolarità, della tossicodipendenza del buon Phil e di molti altri fattori), e metterti a scapocciare, a mimare le pose, a cantare, a sognare… ti fa male.
Ma è un male che vuoi provare. Perché è un ricordo. Perciò assaggi questo dolore come un miele avvelenato e ogni 8 dicembre sai che sarà sempre così. Sai che Dimebag non suonerà più e sai che i Pantera non faranno uscire un nuovo disco.
L’immortalità nasce, ed è ironico, nel momento della morte (fisica nel caso del grande Dimebag e come gruppo nel caso dei Pantera). L’immortalità nasce ogni volta che, sul bus/a casa/mentre vado in bici…, sento partire una loro canzone e incomincio a fare headbanging e tributare l’omaggio più sentito che ci sia: la passione verso la loro musica. Ed il fatto che, nonostante sia una giornata triste, mi sorga sempre un sorriso quando metto su un loro CD.
Questa è immortalità. Questo è il mio ricordo di Dimebag: energia e divertimento. Passione e qualche lacrima. Ma soprattutto tanto amore verso un gruppo che adoro.

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32 Replies to “10 anni dopo – 08.12.2004”

  1. Io De André non l’ho mai conosciuto e non ho mai visto un suo concerto. Ma l’ho ascoltato, letto, “cantato” e anche se non ho mai avuto l’occasione di guardarlo negli occhi, è come se un po’ lo avessi vissuto. E mi sono chiesta più volte se si può voler bene o considerare amico chi non hai mai conosciuto personalmente, ma solo attraverso la sua musica. Io penso di sì. Io voglio bene a De André perché era un uomo imperfetto, che ha descritto il nostro mondo imperfetto in un modo assolutamente perfetto. Io penso che se dopo una brutta giornata, ascoltare quell’artista ci fa stare meglio o se dopo una bella giornata, ascoltare quell’artista la rende migliore di ciò che già è, io penso che questa sia un’amicizia, una voglia (o necessità) di condividere un’emozione con chi ci capisce, perchè sì.. “se una musica ti fa stare bene è un sentimento che devi conservare come un gioiello prezioso”.

    1. Ecco, adesso non so come commentarti! Bellissimo commento e proprio quello che intendevo. Non l’ho mai visto, non gli ho mai parlato… ma tramite la sua musica parla con me. Come molti degli artisti che amo/adoro. La loro musica parla con me e questo è un modo per conoscerli (come band o come singolo… da te De André è più “riconoscibile” visto che compone e musica… in una band è più lavoro di gruppo).
      Non aggiungo altro. Hai detto tutto te.

      1. 🙂

        Io comunque la storia di questo chitarrista non la conoscevo. L’8 dicembre viene sempre associato alla morte di Lennon e di lui non avevo sentito parlare :/

      2. Lo so. l’8 dicembre è legato in maniera indelebile a John Lennon, ma è morto anche Dimebag Darrell. L’ironia macabra è che sono morti entrambi per colpa di un esaltato (uno di popolarità, l’altro perché “deluso” dallo scioglimento dei Pantera… ma erano squilibrati e basta) che hanno sparato ai due musicisti. Un giorno nero per chi suona l’8 dicembre… :/

      3. Vai a leggere?! Beh, guarda su wikipedia e poi parla la musica dei Pantera. Quella, un po’, forse la conosci 🙂

        Lo so che sei curiosa. Una qualità apprezzabile 😉

      1. A ma manca un sacco di roba, oltre la musica. Sono stato preso da altre cose ma sì, sono tornato dopo aver spostato il blog e averlo rimesso dentro WP.
        Potrò seguirti più facilmente.

      2. Grandissimo.
        Poi mi ridai l’indirizzo corretto così mi iscrivo?!
        Logico, la musica era una parte… è sempre bello parlare con persone curiose e competenti come te.

      3. L’indirizzo è trasparente, ci arrivi tramite il mio avatar qui accanto (topperharley.org).
        Però non dire cazzate… competente sarai tu!

      4. Ok, scusami. Avevo provato prima ma mi buttava fuori… pensavo che con lo spostamento fosse cambiato qualcosa.
        No no, io sono (in)competente!!! 😀 ehehe

      5. Usavo WP ma avevo spostato il blog all’esterno, su un dominio Aruba. Le notifiche erano un casino, non riuscivo a seguire come volevo i blog a cui ero iscritto. E lo stesso avveniva per quelli che erano iscritti al mio.
        Mi sto riorganizzando, tornerò presto ad apprendere da te…

      6. Infatti, prima non vedevo mai i tuoi post a meno che non entrassi al momento giusto su Facebook (cosa che faccio poco di mio… a parte quando lancio strali e maledizioni eheheh).
        Dai, il cambiamento fa bene! Una boccata d’aria fresca.

      7. Oddio, per il progressive mi trovi un po’ impreparato. Sono un conoscitore molto superficiale e non vado oltre al conosciuto (e non è neanche il più apprezzato). Se proprio vuoi cercare prova con i Porcupine Tree (ma sono sicuro che li conosci già).
        Come blues rock, direi:
        – Keb Mo’ (anche se è molto blues lui… più che blues rock)
        – Gov’t Mule
        – Kamchatka (sono un gruppo recente, non sono male)

      8. Eh, immaginavo. Io ti direi anche i Rush, ma è praticamente come andare sul sicuro con te. O la Dave Matthews Band.
        Io metterei in cantiere anche A Perfect Circle e Kyuss, giusto per stare tranquillo…

      9. Sono preparato, questi li conosco tutti (un po’ meno forse solo i Kyuss). E’ stato proprio ascoltando i Rush in questi giorni che ho pensato di dover cercare qualcosa di nuovo…

      10. Ottimo, allora ripassa un po’ i Kyuss… e ti consiglio anche i Clutch, gli Unida, gli Slo Burn e gli Orange Goblin.
        Hai provato a sentire i The Wirchkraft? The Alchemist non è malaccio.

      11. OK ma fermati! Ho già troppa roba per il fine settimana. Ho appena passato i Gov’t Mule ad un collega competente che ha subito riconosciuto l’ex Allman Brother’s…

      12. Esatto!!! Il chitarrista era negli ABB… l’ultima versione degli ABB ovvio. Un vero mostro. Bravo e con un bel suono. I Gov’t Mule sono la sua creatura.

Si!?

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