Am I Going Insane?

Ultimamente latito. Non sul blog, ci mancherebbe, qua sono presente per la gioia di grandi e piccini. E anche per quelli che ritengono che sono un testa di minchia leggendo quello che scrivo. Comunque dicevo: ultimamente latito. Latito da me stesso. Sono in costante moto rimanendo fermo. In avvitamento automatico. Nella vana ricerca di un casello d’uscita da una cazzo di autostrada vuota. Il fatto di dire “ma basta smettere di cercarla (l’uscita) e questa si presenta da sola“, beh, francamente, è un concetto simile a: non preoccuparti se la diga ha una serie di buchi, tu guardala attentamente e questa si rimette in sensto. Direi che non fa senso. Comunque latito. Latito ed odio. Diciamo che su una ideale bilancia, l’equilibrio universale che regola le dinamiche umane, c’è un bel gioco di forza fra queste due componenti. L’odio, forte, feroce, rabbioso ed il latitare. Questo camminare senza senso, afono, immerso in una liquida inconsistenza. A questo si sommano altre cose, altri pensieri che, come viti sfilettate, incominciano ad incarnarsi nel cervello. Aprono, erodo e poi rimangono la, traballanti, non fisse. Sempre soggette ad uno sbuffo di vento, ad un’idea passeggera. E tutto quello che rimane è il latitare. Latitare da me stesso, dalle cose che piacciono e dall’esterno. Guardi dall’oblò un mondo che vorresti descrivere, di cui vorresti parlare, con cui vorresti interagire… ma rimane oltre l’oblò. Allunghi la mano e tocchi il vetro. Senti il freddo che ti sale dalla punta delle dita fino a raggiungere il centro del petto e poi scende a stringerti le palle. Il problema è che, nonostante la scossa, non c’è rianimazione. Nonostante la scossa, il vetro è troppo spesso. E allora latito. E produco origami d’idee che non resisteranno mai più di un acquazzone passeggero. Vedendo bene, anche mettendo le mani a capanna non è che il risultato sia molto diverso. Si bagna tutto. Deperisce. Marcisce penso sia il termine più corretto da utilizzare in questa situazione. Produco rabbia, la forza motrice più grande di cui possa disporre in questo momento. Un sorta di macchinario, di propulsione, steampunk (casalingo). Un percorrere le strade con imprimendo i passi sul selciato invece che camminare. Ma è un imprimere vano. Non lascia traccia reale di quello che sta avvenendo. Penso sia proprio una questione di confusione. Una sorta di eco errato. Un propagarsi di frequenze disturbanti in tonalità irritanti. Ed il macigno che mi oscura le idee è difficile da distruggere con uno spazzolino. Perciò vi chiedo, quasi sottovoce: …So tell me people Am I going insane, insane

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29 Replies to “Am I Going Insane?”

  1. -Cos’è “Che te lo dico a fare?”… Che vuol dire?
    -Ah… “Che te lo dico a fare?” significa… se tu sei d’accordo con qualcuno, uh?, gli fai: “Raquel Welch è un gran bel pezzo di fica, che te lo dico a fare?” Invece se non sei d’accordo che una Lincoln è meglio di una Cadillac: “Che te lo dico a fare?”, uh?, oppure, se una cosa secondo te è buona, ma tanto buona: “Minchia ‘sti peperoni, che te lo dico a fare?”
    Ma può anche voler dire: “Va’ al diavolo!”. Tipo… uno fa all’altro… “-Ehi, Buby dice che hai il cazzo piccolo. –Ehi, Buby che te lo dico a fare?”
    -Che te lo dico a fare? Buby, che te lo dico a fare? 
    E a volte non significa niente… solamente…: “Che te lo dico a fare?”
    -Interessante, grazie per la spiegazione: ho capito.
    P.S. che teste di minchia che siamo 🙂
    P.P.S. black sabbath, pelle d’oca.

    1. La spiegazione “che te lo dico a fare?” è epica. C’è poco da dire.

      I Black Sabbath sono il mio gruppo preferito, vedi te. E tieni presente che Sabotage è una delle gemme segrete che spesso vengono ignorate dalla gente quando cita la band inglese.

      1. Senza i Black Sabbath mancherebbe buona parte di musica degli ulrimi 30 anni. Da un certo tipo di metal al grunge alla melodie vocali ai giri di chitarra.Uno dei miei gruppi preferiti sono gli Alice in chains (con Layne) e gli devono non poco.

      2. Amen!
        I riff di Tony Iommi sono immortali e sublimi. Tutti lo incensano, logico, per il riffing (e io non sono da meno), ma anche i solo e le canzoni sono eccellenti. Pochi gruppi sono come i Sabbath, anche perché solo i Sabbath riescono ad avere QUEL suono.

  2. premettendo che amo i sabbath, quindi sempre tanta stima e ammirazione, ti farei notare una sfumatura: Every day I sit and wonder, How my life it used to be. Now I feel like going under,
    Now my life is hard to see. che più o meno significa: va tutto una merda, oggi. non ieri o domani, oggi.
    quindi, se ti proietti nel domani (smettendo di concentrarti sul latitare oggi) come vuoi che sia?
    oppure sesso droga e rock and roll e basta con queste cazzate sentimentali. (anche se il latitante funziona con le donne, vogliono tutte salvarti).

    ps: non ho l’arroganza di credere di avere tutte le risposte, era solo un suggerimento, easy. 🙂

    1. Mi son fermato alla premessa e mi son venute le lacrime. Ok, proseguo… La sfumatura l’ho notata e c’è quella punta di rimpianto che la rende malinconica.
      Detto questo e senza lanciarmi in particolari che in un blog (il mio) ci fanno un po’ a cazzotti, diciamo che è proprio oggi E domani che mi lasciano perplesso.
      Strano che ci leggi qualcosa di sentimentale… non è la direzione che davo al mio post. Anzi.. 🙂

      ps: ma no, figurati, mi piacciono i commenti chiari ed onesti 🙂

      1. nono, ero io la sentimentale che scrive cose tipol dai che ce la fai! non mollare e cazzate così 😀 per cui: So I’m telling all you people, listen while I sing again/ If I don’t sound very cheerful, I think that I’m a schizo brain! e sempre rock and roll u.u

  3. “ma basta smettere di cercarla (l’uscita) e questa si presenta da sola”. Ecco questa frase fa girare le balle anche a me e io (come ben sai) sono una che non perde mai la calma (…), per dire. Ma neanche continuare a pensarci ininterrottamente è d’aiuto, purtroppo. E’ come quando fissi una luce per troppo tempo, poi hai la vista più offuscata di prima. Bisognerebbe trovare un equilibrio, bisognerebbe…ma come diavolo fare?
    Non lo so.

    Quindi ti mando un abbraccio.

      1. Ecco, infatti. Io ostino.
        Citando un libro (anche se la è rivolto ad una persona): un po’ come quel taglietto sul palato che si rimarginerebbe se tu non continuassi a toccarlo.

  4. Stazioni radio che continuano a girare?
    Forse, e dico forse perché io ormai sarà un anno che vado latitando stile “fantasma del passato” di Dickens, più che pensare che prima o poi passerà, potresti lavorare sul perché ti sei dato alla latitanza.
    Voglio dire, un giorno s’è deciso di prendere e far fagotto, o c’è stato un evento scatenante?

    Ogni tanto, comunque, passa da qui, che un po’ di “casa” la trovi sempre [:

    Nana fantasma t’abbraccia.

    (Quanto farebbe “Ghost”? Oh, se poi vuoi fare pure la scena del vaso ahahah)

    1. Ecco, direi che è quella la sensazione. Quando l’ho scritto non era a caso. Ammetto, a volte il mio cervello è un macello in piena regola.
      Io non latito qua, io latito dentro. Prendo vacanza da me stesso. Non andandomene. Una cosa inquietante. In realtà c’è l’evento, anzi, una concomitanza di eventi… diciamo una situazione. Mettiamola così.
      Da te sento sempre il sapore di casa… se poi fai la limonata e mi lasci qualcosa da mangiare… mi hai sul divano tipo gatto. Non mi schiodo se non gettato via a forza 😀

      Grazie Nana fantasma dei blog passati (mi son preso la libertà).

      (Sì, ammetto che fa Ghost… c’è l’inquietudine che poi son io a fare la parte del vaso.. ahahah.. .visto che sei te il fantasma! ahahahahaha).

      1. Inquietante ma comprensibile.
        Passiamo troppo di quel tempo dentro noi stessi, che magari ok abbiamo arredato bene il tutto, ma a lungo andare ci stanca da morire.
        Però vedi?
        La situazione c’è.
        E allora è già un po’ più facile ritrovarsi.
        Un po’ come il filo d’Arianna, allora.
        Quando sarai pronto, tu torna. Limonata e junk food sempre pronti per te :DD
        Per il divano dovrai lottare con il mio di gatto.
        Io da tempo ho rinunciato XD

        Libertà poetica..Chebbellocchessei.

        (Il punto era proprio quello! ahahahah Sarebbe una scena comica, però. Io fantasma piccina e tu gigante. Dovrai metterti una parrucca come la tizia di Ghost, sappilo.)

      2. Perciò tu dici che prendo questa situazione come fune e ci vado dietro? Mmm… devo pensarci.
        Anche perché sì, è vero, ho arredato tutto bene. Mi piace. Ma sono stranito da quello che ci ho messo dentro. Fa senso?! Nel senso che ha un significato? (non che fa schifo eheh). Ecco, penso che c’è una cosa giusta al 1000% in quello che hai scritto: sono stanco da morire.
        Grazie per limonata e junk food. Per quanto riguarda il gatto, non preoccuparti… ho un ottimo rapporto con i gatti. Ci capiamo al volo 🙂

        (Ok, mi devo cercare sto parrucco alla Moore… appena lo trovo ti avverto e facciamo! eheheh)

      3. Il significato c’è, solo che lo devi trovare tu.
        Cambia arredamento.
        Butta tutto dalla finestra, un po’ come si fa a Capodanno.
        Roba vecchia via, spalanca la porta alle novità.
        Oppure rispolvera qualcosa che magari, in un cambio di stagione fuori stagione, avevi tolto pensando che fosse giusto così, e invece che ne sai, ti dava stabilità? Ti faceva sentire meglio?

        (Saremo le nuove star di Wollywood!)

  5. Davvero bellissimo. L’uscita continua a cercarla, ma senza dar troppo a vedere che lo fai, così che lei non se ne accorga e non si nasconda ai tuoi occhi. Ha senso? Forse sono più matta di te…

Si!?

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