Soundtrack of the day – (42) – The Allman Brothers Band Day

La notizia l’ho letta solo oggi e sono sicuro che i più affezionati di voi lo sapevano già: dalla fine del 2014 la Allman Brothers Band smetterà di andare in tour.
La A.B.B. è stata una delle più influenti jam-band di tutti i tempi, non molti si ricordano i loro concerti fiume (la dimenticanza è dovuta all’assunzione poderosa di stupefacenti) ma fra loro ed i Grateful Dead c’era di che godere se eri un appassionato delle jam lunghe, bluesy (anche se nel secondo periodo è sorta una vena più country portata da Betts) e torrenziali. I fratelli Almann (Duane e Gregg) sono stati, per il rock sudista, quello che sono stati gli Yardbirds per i gruppi heavy-blues: hanno aperto la strada ad un nuovo tipo di sound, un nuovo modo di concepire la musica recuperando una matrice territoriale (il calore del South) senza scadere nel macchiettismo che sta contraddistinguendo i Lynyrd Skynyrd di questi anni.
Essere un sudista, musicalmente parlando, era rinnovare una fedeltà ai suoni del Sud degli Stati Uniti (il blues ed il country) ed unirli alle esperienze sonore provenienti dall’altra parte dell’Oceano (la “rivoluzione” hard rock degli Zeppelin ed il blues bianco di Stones, Cream ed affini) o delle esperienze più hippie di San Francisco (le jam band, l’attitudine peace&love, le comuni…) convertendole al sentire proprio dell’uomo del Sud. Non si può dimenticare anche l’influenza del jazz e della passione per l’improvvisazione, estremamente importanti nell’impronta sonora della band.
I gruppi southern parlavano con la lingua del luogo, erano un’espressione, forse un’avanguardia troppo progredita per una società che, nel 1970, era ancora alle prese con una segregazione conclamata e diversi problemi riguardanti la guerra in Vietnam.
Cosa sarebbero potuti diventare si può solo immaginare. Duane ha lasciato questo mondo nel 1971 in un incidente motociclistico (e, ironia della sorte, il bassista della band, Barry Oakley è morto nel 1972 a 3 isolati di distanza dal punto dello schianto di Duane) e la direzione artistica del gruppo è stata presa dal fratello minore (Gregg) e dal chitarrista D. Betts. Il torrenziale sound blues della prima incarnazione del gruppo, guidato dalla slide-guitar del fenomenale Duane Allman (il cui contributo si può sentire anche nell’album dei Derek And The Dominos. La slide nella seconda parte di Layla è sua…), virò verso altri lidi, forse meno rigorosi nell’addentrarsi nelle spire del blues, ma con un’attitudine per mischiare e ricreare un’atmosfera ABB che non ha pari fino ad oggi.
L’avventura della ABB è contraddistinta da una serie di momenti sfortunati, scioglimenti, reunion, abbandoni e licenziamenti, altre reunion… una situazione similare all’altro gruppo culto del southern rock: i Lynyrd Skynyrd. Entrambe band di successo, con formazioni eccezionali ed un sound personale ed irripetibile (dove gli ABB virano verso le jam sessions, i Lynyrd Skynyrd mettono a ferro e fuoco i locali con un boogie-rock incendiario ma non sordo ad improvvisazioni e soli a briglia sciolta), ed entrambe con una storia sfortunata ma che li ha resi immortali.

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21 Replies to “Soundtrack of the day – (42) – The Allman Brothers Band Day”

    1. Anche io preferisco i Lynyrd, ma gli ABB hanno fatto la storia e i Lynyrd devono molto a questa band. Fai conto che Ronnie, dopo l’incidente, ha sempre dedicato Free Bird a Duane Allman.
      At Fillmore East è uno dei Grandi Live della Storia (insieme a Made in Japan dei Deep Purple).

    2. Con tutto il rispetto non si può dire che una gli Skynyrd siano stati superiori. Hanno ballato una sola stagione e Duane Allman è probabilmente il miglior chitarrista della storia.

      1. Sono due band diverse sotto molti aspetti: una più dedita alle jam session, l’altra più diretta, meno fronzoli. Non posso certo dire che Collins o Rossington sono inferiori a Duane o Betts… anche se il buon Duane aveva una marcia in più per certi versi.
        Sono ondivago, scusami… mi piacciono entrambe le band, anche se c’è una fondamentale differenza:
        dopo lo schianto aereo, i Lynyrd Skynyrd sono via via diventati una cover band di loro stessi, accentuando un aspetto pacchiano che non era nella band degli inizi. La ABB, invece, ha proseguito mutando pelle e protagonisti, ma mantenendo un certo “decoro”, seppur con qualche svarione inevitabile dopo oltre 40 anni di vita…

      2. Non fraintendermi. Gli Skynyrd sono stati una gran band. Solo che sono arrivati a un successo nazionale relativamente facilmente e dopo l’incidente aereo che di fatto ha chiuso la loro storia hanno fatto ciò che dici tu. Marchette. Anche se il film a loro prodotto negli anni novanta sulla loro storia vera è commovente. Tutti coloro che amano il rock amano le loro canzoni che, diciamocelo, sono più facili. Hanno creato un antagonismo con Neil Young suonato in “Sweet Home…” che non esisteva davvero dato che erano grandi amici. Insomma dei marpioni.
        GLI ABB sono secondo me ovviamente la miglior rock band di sempre. Capaci di suonare blues elettrico di altissimo livello e rock di più semplice accettazione allo stesso modo. Su una cosa sono intransigente: Duane Allman.
        Ora capisco bene che non si possa fare una lista dei migliori chitarristi cosi come avviene per i grandi di calciatori. Ogni epoca ha i suoi e poi bla bla e ancora bla.
        Ma Duane Allmann era un fottuto genio. E la sua morte è stata simile a quella di un pittore come Picasso se fosse morto giovane.
        Vabbe

        e gia che ci sono, scusami, ricordo un altro genio scomparso troppo presto che manca a tutti noi che in quegli anni in cui eravamo ancora puri ci credevamo: il grandissimo Lowell George

      3. Prima di tutto, sono in lacrime perché ho trovato qualcuno che ama il southern rock e conosce i Little Feat.
        A parte questo rispondo al tuo commento.
        I Lynyrd sono uno dei miei gruppi preferiti e, lo ammetto, a volte sono di parte… ma provo ad essere oggettivo in questo frangente. La band ha sicuramente sfruttato la strada tracciata dalla ABB, una strada a cui sono stati tributati più che mai onori in ogni concerto di LS (la dedica a Duane, postuma, ogni volta che veniva suonata Free Bird). La dualità con Neil Young è fittizia, come dici te, e non si può nascondere che il boogie-rock sudista dei primi Lynyrd sia molto più assimilibabile delle lunghe jam o dei blues torridi della ABB. Avevano un potenziale catchy molto superiore… non dimentichiamo chi c’è dietro alla produzione dei primi tre dischi. Dopo questi tre LP i Lynyrd decidono di prendere, come produttore, non meno che quello della ABB… giusto per dire.
        Dopo l’incidente aereo, per me, i Lynyrd sono morti. Hanno continuato a produrre dischi (e hanno fatto anche delle canzoni decenti), ma sono morti. Perché? Perché la nuova band, reazionaria tradizionalista e bigotta non è quello che erano un tempo. E le canzoni, molte, troppe, sono per lo più, modeste.
        Sul fatto che la ABB sia la miglior rock band di sempre è una questione che potrebbe aprire discussioni eterni. Io sono ondivago in questo, non riesco a trovare la miglior band di sempre perchè il rock si suddivide in così tanti filoni e rivoli che è difficile. Ma un Made in Japan dei Deep Purple potrebbe testimoniare che, a tutti gli effetti, il gruppo inglese era la miglior band di sempre? O i Cream?! O… ecco… hai capito. La ABB ha fatto cose enormi (e nessuno se le ricorda causa bonze e alcool eeheh) e questo non si può negare. Mai.
        Duane è stato un genio. La sua chitarra (slide e non) sapeva parlare il linguaggio del blues/rock-blues come pochi chitarristi nel mondo del rock (Clapton si è imbolsito come pochi…).

      4. La stima è assolutamente reciproca
        Considera che per me, cresciuto con questa musica e con la filosofia di vita a cui era legata è una sofferenza atroce non trovare persone con cui poter piu parlare. I vecchi amici sono andati e …. vabbe… transeat.
        Quel che dici tu è T U T T O vero.
        Compreso la questione sul cosa è migliore e cosa no,
        Io devo confessare che ho sempre visto con scetticismo la British Invasion e per quanto ami il suono delle band che ne hanno fatto la storia ho sempre preferito il rock USA e in particolare quello del sud.
        Inutile dirti che sono stato in pellegrinaggio laggiù piu volte.
        Trovo ad esempio che Memphis sia un posto da visitare assolutamnete prima e meglio di L.A. anche se pochi italiani ci vanno. Quando sono entrato nei Sun studio avevo i brividi e scoprire che li hanno riesumati da poco e che per quasi 20 anni c’è stato un barbiere a fare i capelli nei luoghi dove hanno inciso Bob Dylan o Elvis o Johnny Cash O jerry Lee Lewis, beh mi ha fatto sentire che “simme Napule paesà ovunque”.
        Inutile dire che sono stato a Macon in Georgia dove è morto Skydog (Duane) e ho pianto. Non mi vergogno che in quell’incrocio mi sono messo a piangere.
        Vabbe scusami

      5. Il southern rock è un genere quasi nascosto. In ombra. Penso per il suo passato da musica della ex-Confederazione. Dei sudisti nel senso di segregazionisti, del KKK… poi si va a guardare chi suona sta musica e si vede: nella ABB sono mezzi hippie, i LS sembrano usciti dal mercatino delle pulci (guardal a copertina del primo disco e dimmi te se hanno l’aspetto dei cattivi di turno) etc etc.
        Io sono so scegliere perché amando la musica mi riesce difficile trovare la categoria Il Migliore. Il migliore è qualcosa che riesco ad associare allo stato d’animo. Poi ci sono parametri oggettivi che lo contraddistinguono, ma c’è la parte emotiva che mi frega. Diciamo una cosa di questo tipo: Duane era un genio, ma è meglio di Hendrix? Siamo su due livelli diversi, due innovatori, due musicisti che hanno suonato il blues in un modo particolare. Ma dire quale dei due è il migliore non è il mio compito, non voglio farlo.
        La British Invasion ha avuto il merito di creare un movimento da rockstar: i Led Zeppelin, i Sabbath, i Purple… senza andare leggermente più indietro con Cream, Yardbirds, The Who (battuti senza pietà quando i LS erano di supporto nel loro tour americano), i Rolling Stones (che vivono di rendita da un bel po’ di tempo)… Amo questa parte del sound inglese, ma ci sono espressioni della musica americana (e sudista) che sento più mie. Penso per la fusione dei suoni, quelli che io chiamo “i paesaggi mentali” che creano i loro spartiti, gli assoli, i sentimenti che evocano (e te lo dice uno che adora allo sfinimento i Black Sabbath).

        Io non son mai stato negli USA, ma ci credo che l’esperienza è stata toccante.
        Te lo dice uno che è rimasto shockato quando ha sentito che Ronnie James Dio è morto.
        Solo per dire eh.

      6. La cosa che faccio ancora fatica a capire è perchè il mondo anglo-sassone in generale sia ROCK e il nostro mondo sia pieno di urlatori o cantanti melodici.
        Non sappiamo suonare ne cantare il rock e chiunque c’ha provato per me è solo brutta copia della brutta copia di una qualsiasi band scassata che lo fa in inglese
        L’unica spiegazione che sono riuscito a darmi è la questione che io chiamo ANGER,
        LA RABBIA
        il modello anglo sassone forma gente che a 16/17 anni è gia incazzata con il mondo che la meta basta e tira fuori questa cosa facendo rock.
        Noi a quell’eta pensiamo che andrà tutto bene. Siamoa casa dai genitori. E crediamo che la rabbia sia solo nei film
        Forse a 50 anni però possiamo dire che siamo pronti a diventare anche noi rocker

      7. Pensavo di averti risposto. Perdonami.
        Appoggio quello che scrivi, ma non completamente. Mi spiego. Il fatto che in Inghilterra o America i rocker nascono come funghi è realtà, in Italia i rocker non ci sono, chissà perché… ma non è sempre stato così. Pensiamo agli anni 70 quando il prog rock italiano faceva scuola ed era assimilabile, come importanza, al prog rock inglese. Anzi, se vogliamo fare un esempio, i Genesis hanno fatto fortuna in Italia prima di essere riconosciuti grandi anche in UK.
        Logico, stiamo parlando di un rock diverso, più intellettuale (se mi passi questo termine) e non quello sanguigno e vibrante che conosciamo dall’Inghilterra.
        Da noi il massimo della ribellione era Celentano o Renato Zero… e dico già tutto. Dall’altra parte c’erano i Deep Purple o Ted Nugent o gli MC5 o chissà chi… direi che Resto del Mondo batte Italia per un punteggio tennistico a tua scelta!

      1. Gli americani sono strambi veri.
        Si è partiti dal fatto che alcuni “eroi” sono ancora vivi (Elvis su tutti, ma anche Jim Morrison – a proposito la foto del di pere Lachaise con il suo fantasma fa paura, guardala e pensaci sopra) e s’è finito per arrivare al punto che tutte queste morti di grandi rock star tra i settanta e fine millennio sia stata orchestrata dalla Cia.
        Comunque se ti fai un giro su google trovi un mucchio di materiale al riguardo.

      2. Eccomi qua.
        Ho guardato la foto del fantasma di Morrison. Sai che non avevo mai visto questa diapositiva (la metto così visto che è del 1997)? Inquietante. Che poi sia un trucco o meno, vai te a saperlo.
        La CIA aveva un gran bel fascicolo su tutti i musicisti dell’epoca, Hoover non disdegnava di controllare i personaggi più influenti (Lennon, Zappa… etc etc). Erano una valvola di sfogo per la morale puritana e questo era preoccupante per la società dell’epoca.

      3. è stato provato scientificamente che non è un fotomontaggio. Questa è la cosa più forte di tutto. Insomma, se uno un po’ ci credesse…..

Si!?

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