La vita sessuale delle gemelle siamesi (Irvine Welsh – 2014)

Pochi autori mi sono cari come Irvine Welsh.
Chuck Palahniuk, dopo l’apice di Fight Club, non ha più scritto un libro forte. Un romanzo che ti mettesse a tappeto come la storia di Tyler Durden e del Fight Club. Quello che ha scritto dopo poteva raggiungere dei buoni livelli (Cavie, Soffocare, Rabbia) ma è troppo poco rispetto a quanto ha pubblicato. La percentuale pende, in maniera drastica, verso un’abbondanza di libri mediocri o scadenti.
Irvine Welsh, invece, è riuscito a mantenere uno standard più che mai soddisfacente (con l’unica eccezione del mediocre Una Testa Mozzata). Trainspotting rimane IL libro di Welsh, un vero capolavoro tossico, ma quello che è stupefacente è il mondo che ha creato: vitale anche a distanza di tutti questi anni. Welsh, come i grandi scrittori, non ha scritto solo un libro, ha creato un grande e complesso universo. Un posto fuori dal tempo, ma che è talmente invischiato nel passato/presente/futuro di Edimburgo da essere immortale.
La sua città, infatti, è suscettibile di essere spostata nel tempo per assecondare l’andamento della storia e delle vicende dei personaggi (vedasi Colla, Porno, Skagboys e, ovvio, lo stesso Trainspotting). Vorrei osare di più: se avesse scritto solo Trainspotting sarebbe comunque uno dei migliori scrittori di genere, ma il fatto che si sia rinnovato e abbia avuto la coerenza di variare ambientazioni e strutture riesce a deporre a favore dello scozzese anche sulla lunga distanza.
La sua nuova residenza a Chicago ha fornito nuova benzina creativa, permettendo allo scrittore scozzese di unire il vecchio al nuovo: ambienti e paranoie nuove, personaggi nuovi ma con un profondo background nel mondo di Welsh.
Da “Crime” fino a quest’ultimo “La vita sessuale delle gemelle siamesi” i personaggi si muovono in ambienti a cui, da fedeli lettori dello scozzese, non siamo abituati: il sole, la spiaggia, le abituidini alimentari e di vita della società USA… ma non possiamo tacere su un fatto, dopo poche righe siamo costretti ad ammettere che, nonostante i cambi, “questo è Welsh”, dannazione, QUESTO è Welsh!
Questo discorso lo si può fare anche per la sua ultima fatica letteraria: La vita sessuale delle gemelle siamesi.
Non voglio far spoiler del racconto, perciò permettetemi delle generalità e delle parti più nebulose. Vi riservo il gusto di leggere il libro per approfondire spunti ed avvenimenti.
L’approccio a questo romanzo è diverso a quelli che l’avevano preceduto: fino ad ora i protagonisti narranti sono stati, nel 90% dei casi, maschili. Solo poche volte la voce femminile diventava colonna portante del racconto e spesso come contorno di ambientazioni in cui il protagonista maschile faceva la parte del leone (es. Porno).
Questo è un fattore importante da tenere in considerazione. Le protagoniste di questo romanzo sono due, Lucy e Lena, ed entrambe hanno una voce propria e forte. I maschi sono sullo sfondo, delle appendici quasi ridicole nel contesto. Il padre, i ragazzi, i colleghi… sono solo delle figure secondarie che si muovono nella penombra, mentre le figure femminili (Lucy e Lena e tutte le altre comparse secondarie) sono il carattere forte del racconto.
Se il fatto di aver dato una voce così forte alle donne può essere interpretato come una novità nella letteratura di Welsh, il fatto di trovare diversi stili di scrittura nello stesso libro non dovrebbe stupirvi. I suoi racconti sono spesso “corali”, riannodano le vicende dei vari personaggi raccontandone storie e pensieri.
Welsh ci ha sempre regalato delle caratterizzazioni molto forti dei suoi personaggi. Siamo abituati a vedere che ogni personaggio ha, logicamente, il proprio modo di interagire con l’ambiente, in Welsh questa interazione viene elevata all’ennesima potenza. Oltre alla caratterizzazione verbale (nella parte discorsiva) e nel suo muoversi in rapporto all’ambiente ed ai personaggi, Welsh dona variazioni anche nella parte descrittiva, eseguita nel linguaggio del protagonista, e dei caratteri utilizzati. Gli stati d’animo, o il supporto su cui vengono scritti, sono espressi anche dall’uso di un corsivo, di uno stampatello o di altri piccoli accorgimenti.
Forse non è una cosa importantissima, ma ha un suo fascino e riesce a rendere più viva la persona che si sta leggendo.
In La Vita Sessuale Delle Gemelle Siamesi troviamo un libro che è l’espressione intima dei protagonisti e questa si esprime nelle diversità fra capitolo e capitolo, a seconda di chi sta parlando o interagendo con l’ambiente. Per questo motivo troviamo: il linguaggio del personaggio principale (spesso in prima persona), il diario personale, le email (un linguaggio conciso, diretto ed informale). Questi livelli narrativi si mescolano formando un racconto vivace, molto veloce ed avvincente; ma permettono di “sentire” Lena e Lucy come qualcosa di molto vicino. Non sono protagonisti di una storia distante. Con questi artifici si ha quasi l’impressione di entrare nel loro mondo segreto. Una sorta di “effetto voyeuristico”.
La storia? Persa l’aura malata di Edimburgo (ed il clima scozzese), La Vita Sessuale delle Gemelle Siamesi si nutre degli USA, delle loro ossessioni ed aspetti positivi (per quanto riletti sotto la lente dello scrittore scozzese) e affronta il tema del rapporto vita reale – televisione, fitness ed arte. La narratrice principale (Lucy) è ben presto raggiunta, come importanza, dalla narrazione di Lena. Due fili e vite separate che, con il passare del tempo, diventano sempre più unite fino a non riuscire più a scindersi.
C’è un rapporto che oscilla fra stadi di sottomissione mentale (e sessuale) a stadi di dominio. Questa alternanza raggiungerà un’equilibrio solo verso la fine, quando tutte le tessere del domino sono cadute e delle verità, accennate per tutto il racconto ma mai dette, emergono in toto.
Vorrei sottolineare un particolare molto intrigante in questo racconto: per la prima volta, nei libri di Welsh, non ci sono rimandi a droghe o alcool (consumato in quantità solo modica). Il sesso è sempre presente, animalesco e particolareggiato, anche se la sua espressione si svilupperà con il passare delle pagine.

La Vita Sessuale Delle Gemelle Siamesi è particolare: non ha la stessa forza dei libri nati dall’albero di Trainspotting (ma questo è scontato, quell’universo è troppo complesso e forte per poter essere intaccato), ma possiede il fascino del rinnovamento.
Questa “rivoluzione” rinfresca la storia di Welsh permettendogli di non cadere nel tranello di essere “solo l’autore di Trainspotting”. Il cambio di prospettive e di tematiche gli consente di non morire sotto il suo stesso universo narrativo.

Anche questo fa bene.

Annunci

46 pensieri su “La vita sessuale delle gemelle siamesi (Irvine Welsh – 2014)

    1. Leggiti il libro di Trainspotting, molto bello. Colla a me è piaciuto, è una sorta di pre-prequel (una cosa particolare… visto che i personaggi di Trainspotting ci sono, ma sono troppo giovani per essere influenti).
      Questo libro non è forse il top della sua produzione, ma è un cambio di direzione dopo un prequel vero (Skagboys). A me è piaciuto, ma ho letto diverse recensioni freddine… (ti avverto)

      1. Io invece ho appena terminato un libro bellissimo. Il Figlio di P. Meyer. Era tanto tempo che non leggevo un libro così bello: un epopea americana lunga 150 anni davvero avvincente

      2. Sai che non l’ho mai sentito nominare?! Il Figlio… guardo un po’ in giro, ho tantissimi libri da leggere, ma potrebbe essere uno dei prossimi (se il genere mi pettina bene)

      1. Ci guardiamo sempre in libreria io e Welsh,ma non so…mi mette ansia perfino leggere la trama di un qualsiasi suo libro! o.O
        Non sono pazza (?),ho solo visto un pezzo di Trainspotting tanto tempo fa e ho ancora la scena del cadevere del bambino in testa. E ti assicuto che non sono una che si impressiona facilmente!

      2. Ah, ok, allora ti posso capire.
        Ma prova ad approcciarlo con simpatia… è un caro vecchio ubriacone e racconta vecchie care storie di alcool, sesso e droga. Cosa vuoi di più?!

    1. Skagboys l’ho letto diverso tempo fa (forse l’anno scorso?!) in lingua originale ed è molto buono. Non è Trainspotting, ma aveva quel tocco di “non ancora marcio, ma abbastanza deviato” da essere Welsh al 100%.
      Porno era proprio marcio forte eheheh.

      Figurati. L’ho finito qualche giorno fa e visto che mi era venuta la voglia di scriverci sopra…

      1. Guarda, non è dei peggiori. Ci sono cose che ha scritto che non hanno né capo né coda (Gang Bang… madonna che roba), ma non lo metto nei miei preferiti (come neanche Diary o Invisible Monster)

  1. Di Welsh effettivamente dopo Trainspotting e The Acid House, che però è una raccolta di racconti (carina, tutto sommato), non ho letto altro. Anche perché non l’ho seguito più molto.
    Però devo dirti che Survivor, pur non essendo ai livelli di Fight Club (credo sia il secondo romanzo e, come sai, non è facile replicare il successo del precedente), mi è piaciuto molto. Venendo dopo chiaramente non poteva sorprendere di più. Ho sempre sperato che qualcuno ci facesse un film…

    1. Come dicevo anche a Gintoki, secondo me essersi fermati a Trainspotting e Acid House è un errore. Dopo ha scritto dei romanzi molto belli (sicuro meglio di Acid House che è, come hai detto, una raccolta di storielle).

      Su Palahniuk: Survivor non mi aveva colpito molto, ma tieni presente che io ho amato Fight Club dopo essere rimasto scottato da Invisible Monster (il suo primo libro). Perciò ho un rapporto molto stretto con Chuck. Gli avevo aperto credito e lui se l’è bruciato nel corso delle pubblicazioni.

      1. Acid House mi è capitato tra le mani quasi per caso, tra l’altro almeno dieci anni fa, quando io stesso mi dedicavo ad altre letture. Più che altro sono io a non aver seguito Welsh negli anni successivi ma non escludo di leggere qualcos’altro di suo.
        Invisible Monster l’ho letto dopo Fight Club e dopo Survivor, nel giro di un anno. Mi sono fermato dopo Ninna Nanna o Soffocare (non ricordo quale è stato l’ultimo) che non mi avevano sorpreso.

      2. Io te lo consiglio. Quando ne avrai la voglia, buttati ancora su questo scozzese.

        Palahniuk. Mi sono dimenticato Ninna Nanna… non era malaccio, devo ammetterlo, ma Soffocare era meglio.
        Invisible Monster non mi è piaciuto. Mi ha deluso profondamente.

      3. Aggiunto alla wishlist, sai che ti ascolto…

        Palahniuk, nell’ordine Fight Club, Survivor, poi tutto il resto. Eppure qualcosa di nuovo potrei leggere. Non sono sicuro che possa ancora piacermi il suo stile.

      4. Su Palahniuk ho smesso di riporre speranze. Non ce la faccio proprio a leggere dei libri che sono via via sempre più scadenti. Ha tentato tutto per rimanere in auge, ma…

        Tu mi dai troppo credito Topper, spero di non deluderti con i miei consigli letterari eheheh… consigliare un libro è come consigliare un piatto, dipende dal gusto di chi legge/mangia e di chi andrà a leggere/mangiare…

      5. Con le letture me la cavo molto meglio che con la musica. Quando mi parli di album e artisti, dopo esserci confrontati, mi fido quasi ciecamente dei tuoi consigli. Sui libri sono più critico, ho più esperienza rispetto alla musica e so cosa può piacermi e cosa no.

      6. Ci credo. La lettura è una cosa molto personale e si vede che sei curioso e ti piace scoprire cose/leggere…perciò non mi stupisce il fatto che hai criticità (per fortuna).
        Io sono anche molto critico sui libri che mi vengono consigliati, ma solo perché quando leggo, cerco di trovare il meglio per i miei gusti.

        Sulla musica, come ti ho già detto, hai un ottimo gusto 😀

Si!?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...