Patterns

Quando una canzone può essere ritenuta bella? Ci sono tantissimi canoni, quello che mi vorrei sottolineare adesso è questo: quando una canzone rimane emozionante anche se coverizzata, strappazzata, cambiata da migliaia di artisti. Se continua a mantenere la capacità di emozionarti, di prenderti lo stomaco e trascinartelo dal cervello alle caviglie, di stritolarti, eccitarti… allora possiamo definirla bella.
Come vedete il bello è comunque qualcosa di molto soggettivo, ci sono canoni oggettivi per definirla (ok la struttura, ok il suono, ok i modo di suonarla, ok lo spartito… etc), ma è quello che ti dona la canzone quello che la rende splendida.
Non c’è l’oggettività pura, non possiamo percepire una canzone esattamente nello stesso modo. Due persone diverse la ascolteranno in maniera diversa ed essa comunicherà a ciascuna un messaggio particolare, rivolto solo a lui. Anche se l’artista l’aveva pensata come generale o, come sempre accade, come un testo/musica molto personale. Un qualcosa di sé che viene impresso su vinile/CD.

Questo effetto me lo sta facendo, in questi giorni, questa canzone: Patterns di Simon&Garfunkel. Ok, non l’originale (che è una canzone molto delicata, per quanto riguarda la musica) ma la versione registrata da Warrel Dane. Secondo me, nella loro diversità, nel loro avere due approcci differenti, hanno una cosa in comune: riescono a trasmettere qualcosa.
Mi emozionano. Mi fanno vibrare (ok, non fraintendetemi…). Mi energizza. Mi riempie di voglia di scrivere o di sbattere la testa contro un muro (che poi, detta fra me e voi, è la stessa cosa in sti tempi). Mi fa venire voglia di cantare (o di tirare growl a caso, tanto per riempire lo spazio fra me e la sopportazione dei miei vicini).
E, per me, questo significa che è un grande pezzo (e non è un pezzo con il growl, anzi.. tanto di cappello a Warrel Dane che canta da dio).

SIMON & GARFUNKEL:

 

WARREL DANE: 


TESTO:

The night sets softly
With the hush of falling leaves,
Casting shivering shadows
On the houses through the trees,
And the light from a street lamp
Paints a pattern on my wall,
Like the pieces of a puzzle
Or a child’s uneven scrawl.

Up a narrow flight of stairs
In a narrow little room,
As I lie upon my bed
In the early evening gloom.
Impaled on my wall
My eyes can dimly see
The pattern of my life
And the puzzle that is me.

From the moment of my birth
To the instant of my death,
There are patterns I must follow
Just as I must breathe each breath.
Like a rat in a maze
The path before me lies,
And the pattern never alters
Until the rat dies.

And the pattern still remains
On the wall where darkness fell,
And it’s fitting that it should,
For in darkness I must dwell.
Like the color of my skin,
Or the day that I grow old,
My life is made of patterns
That can scarcely be controlled.

 

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17 Replies to “Patterns”

  1. E poi, capita anche (almeno a me capita) che una cover ci trasmetta di più dell’originale. Forse semplicemente perché in quel momento quella “chiave di lettura” ci sta meglio addosso o forse perché è una “sonorità” che ci appartiene di più. O forse perché è più bella e basta.

    Comunque, io questa cover non la conoscevo (ma va? eheh) e mi è piaciuta.

    Non dare troppe testate contro il muro per favore.

    1. Arrivo con un po’ di ritardo nel rispondere. Sì, anche a me capita che, a volte, la cover mi piaccia di più dell’originale. Succede poche volte, sia chiaro, ma succede.
      Ci sono casi particolari in cui, per esempio, la versione più conosciuta della canzone non è neanche quella da studio. Un esempio? Strano ma vero, Woman No Cry che conosciamo di più è quella live (almeno io) e non quella da studio. Giuro che non saprei dirti com’è quella registrata…

      Son contento che ti piaccia. Ma tutto il disco di Warrel Dane è stupendo.

      Mi fa bene tirar testate.

      1. Vero? Una cosa incredibile. Tutti conoscono la canzone di Marley, ma spesso quella che si sente è la versione di Legends.. il best of… ed è un live! 🙂

        Anche io… ne devo ascoltare un paio da recensire…. ;/

        Secondo me, sì! 😀

      2. 😀 😀

        Eh, tu sì che ne sai..quella panca mi fa dannare da mesi. Non mi risponde ai messaggi e ho l’atroce sospetto che sia uscita con il bidone della spazzatura.

Si!?

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